V I L L A   M E L Z I   D' E R I L

 

La Contessa Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare nel film " Il secondo tragico Fantozzi " risalente all'ormai lontono 1976, trascorreva le vacanze a Villa Serbelloni, il Gran Hotel a 50 Stelle edificato sulla punta di Bellagio. A farle compagnia il Gran Can Alanmolosso xxxiii esimo che si nutriva di polpette d'impiegato.

Orbene scesi a Bellagio e consapevoli del pericolo e dei prezzi delle Suite Excelsior ci siamo velomestamente allontanati dall'ex villa che vide tra i propri ospiti Stendhal, Churcill, Wilson, Clarck Gabel ecc. ecc......e ci siamo diretti più a Sud lungo la parte occidentale della penisola per visitare previo modesto esborso i giardini di Villa Melzi.

 

 

 

Il traghetto partendo da Varenna impiega una decina di minuti per l'attraversata e così dopo Villa Monastero abbiamo voluto dare un'occhiata a quello che è sicuramente il più bel gioiello del lago di Como.

La villa in stile neoclassico è privata e sono visitabili solo i giardini; non occorre ribadire che il periodo migliore per passeggiare nel parco sarebbe aprile - maggio per la fioritura delle camelie e ottobre - novembre per i magici colori dell'autunno.

Parco e villa risalgono ai primi dell'Ottocento quando Napoleone Bonaparte imperversava con il suo esercito in Italia e in Europa.

Il duca d'Eril suo fedele servitore al tempo della Repubblica Cisalpina, fece costruire un edificio sobrio che ben si armonizzava con il paesaggio lacustre; per il giardino chiamò Luigi Canonica e Luigi Villoresi che si occuparono entrambi della realizzazione del parco della Villa Reale di Monza.

I risultati furono e sono stupefacenti pensando anche al fatto che lo spazio a disposizione non è poi così grande.

 

 

 

 

L'unico angolo dove la vista del lago è preclusa è il laghetto orientale:

 

 

 

 

Poi lo spazio si allarga nella cornice dei cipressi e del chiosco in stile moresco:

 

 

 

 

Tra le varie statue che impreziosiscono il parco c'è quella di Dante; il divin poeta ascolta pazientemente il sermone di Beatrice che gli promette il paradiso dello spirito ma sopratutto quello della carne:

 

 

 

 

 

 

 

Più in la, alla fine del viale dei platani, Apollo si gode narcisicamente e svestitamente il sole:

 

 

 

 

Pochi ed essenziali elementi architettonici per nuove e suggestive visioni del lago sono posti di fronte alla villa:

 

 

 

 

Sulla sponda opposta s'intravede Villa Carlotta che visiteremo nel tardo autunno.

 

 

 

Fa eco al Dio Apollo, l'eroe mitologico Meleagro; la perfetta simmetria della parte centrale del parco è così garantita.

 

 

 

« Ella dunque, stirpe divina, l'Urlatrice, irata, gli mandò contro un feroce cinghiale selvaggio, zanna candida, che prese a conciar male la vigna d'Oineo; molti alberi alti stendeva a terra, rovesci, con le radici e con la gloria dei frutti. L'uccise Melèagro, il figliuolo d'Oineo, chiamando cacciatori da molte città e cani, ché vinto non l'avrebbe con pochi mortali, tant'era enorme, e gettò molti sulle pire odiose. »

                                                                                                                                                                                 (Omero, Iliade, libro IX)

 

 

Neoclassico, lo stile della purezza, della sobrietà, dell'ordine e della metafisica; siamo condotti  per mano in un tempo sospeso:

 

 

 

 

Poi c'è l'incanto del giardino con l'incredibile verde del corniolo cinese; cinese anche nella sua specificità di pagoda vegetale:

 

 

 

 

L'imponenza del cedro del Libano fa da contraltare alla leggerezza del corniolo:

 

 

 

 

Ma è ancora l'albero orientale ad attrarre il fotografo in un controluce che è come una stampa giapponese:

 

 

 

 

Nel parco sono decine le specie vegetali trapiantate più di 200 anni fa: dalle sequoie della California ai pini del Michigan, dalle magnolie ai cedri, dai cipressi ai platani, dai faggi alle querce. Alberi come case per respirare la brezza del lago nell'inebriante piacere dell'ombra di luglio.

 

 

 

 

 

 

 

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