LA CAMPANULA DEL MORETTI

 

 

 

 

 

Siamo nuovamente a Passo Rolle, è fine agosto e camminiamo seguendo con lo sguardo l'arcobaleno alla ricerca di una delle campanule più belle delle dolomiti: la campanula del Moretti. Come dire che un fiore così, val bene una gita...

Lungo la strada sterrata che dal passo conduce alla Baita Segantini si incontrano grandi mazzi di Epilobio o Erba di S.Antonio. I suoi steli lunghi più di un metro portano numerosi fiori di un bel rosa carico.

 

Epilobium angustifolium

 

 

Sul gruppo delle Pale le nuvole corrono veloci, il tempo è come in primavera, freddo e nuvoloso e solo nel tardo pomeriggio il sole ha fatto la sua gradita comparsa.

 

 

 

 

Il primo incontro con la famosa campanula è avvenuto sulla sommità del Castelaz, questa imponente rupe che separa i prati del Rolle dalla Val Venegia.

Per raggiungerne la cima si percorre un ripido sentiero e alzando lo sguardo verso la montagna ci si accorge di alcune macchie di blu. E' lei, l'inconfondibile campanula. Cresce dove sembra impossibile la vita; minuscole fessure nelle pareti di roccia spesso sospese nel vuoto. E' sola, non ama la compagnia di nessun altro fiore. Se a primavera avevo provato stupore osservando i luoghi dove crescevano le primule prealpine qui di fronte a tanta temerarietà sono rimasto letteralmente sbigottito: alcuni gruppi di campanule possono essere fotografati infatti solo da provetti scalatori.

 

 

Campanula del Moretti (Campanula morettiana)

 

 

Endemica, appartenente ad un antico ceppo di flora del Terziario, ha superato le ultime glaciazioni trovando rifugio sulle Dolomiti Orientali, quelle comprese tra i gruppi del Catinaccio e dell'Antelao. Molto rara, fiorisce da agosto a settembre e i suoi limiti altitudinali vanno dai 1500 ai 2500m.

Alla sera spostiamo il camper fuori dai confini del parco a P.so di Valles. L'indomani partiamo di buon mattino in direzione del Rif. Volpi al Mulaz  Si tratta di un giro circolare che da Passo Valles (m.2031) attraverso il P.so Venegiotta (m.2303) lungo un tratto dell'Alta Via n.2, raggiunge il rifugio a quota m.2560. Da qui, superato il passo Mulaz si scende in Val Venegia e mantenendosi in quota si raggiunge nuovamente il P.so Valles attraverso la forcella Venegia (m.2217).

 

il Mulaz da P.so Venegiotta.

 

 

Tra le varie specie che incontriamo lungo il cammino troviamo le stelle alpine, il fiore simbolo della montagna ma forse non il più bello: quest'anno colpevole l'estate molto calda, la fioritura di questa specie come quella di altri fiori alpini è quasi giunta al termine.

 

Stella alpina (Leontopodium alpinum)

 

 

Ma tra le rupi di Cima Venegiotta come promesso dalle guide, ritroviamo il nostro splendido fiore: la Campanula del Moretti. Fa capolino tra le spaccature delle rocce ed il suo blu è davvero splendido.

 

 

 

 

Più avanti lungo il sentiero incontriamo alcune specie di sassifraghe come quella autunnale....

 

Sassifraga autunnale (Saxifraga aizoides)

 

 

o la ben più rara Sassifraga dell'Host dalle bellissime foglie verdi con i margini bianchi.

 

Sassifraga di Host (Saxifraga hostii)

 

 

L'aconito napello (Aconitum napellus) fa invece la sua comparsa in un tratto erboso pianeggiante. I fiori sembrano gli elmi degli antichi conquistadores spagnoli. Sono di un blu intenso e velenosi come tutta la pianta.

 

Napello (Aconitum napellus)

 

 

Su alcune rocce compare la potentilla persicina. Le foglioline a gruppi di tre hanno il margine più chiaro. Anche per questa specie botanica la fioritura è ormai giunta al termine.

 

Potentilla persicina (Potentilla nitida)

 

 

 

Tra le rocce fa spesso capolino l'elegante Campanula di monte. Frequente sui pascoli montani è alta da 5 a 30cm; i fiori di un blu scuro sono in genere penduli. ln questa immagine il grandangolo mette in evidenza l'ambiente dolomitico dove cresce dove sullo sfondo, appaiono le frastagliate cime del Focobon.

 

Campanula di monte (Campanula scheuchzeri)

 

 

Ancora una sassifraga: la Sassifraga glauca (Saxifraga caesia) dalle foglioline molto piccole:

 

Sassifraga glauca (Saxifraga caesia)

 

 

Dopo una faticosa camminata durata quasi tre ore siamo finalmente in vista del Rifugio Mulaz.

 

 Rif. Volpi al Mulaz (m.2560)

 

 

A pochi passi dal rifugio cresce la Campunala soldanella: a folti gruppi, alta meno di 20 cm ha caratteristici boccioli azzurro pallidi. Si mostra sulle rupi e sui detriti in preferenza calcarei, ad altezze comprese tra i 500 e i 3000m.

 

Campanula soldanella (Campanula cochleariifolia)

 

 

Superato il passo la vista spazia sull'intera Val Venegia: a sinistra sullo sfondo si vedono le Cime del Lagorai; Baita Segantini è sulla sella da cui scende la strada che porta in Val Venegia; al centro la cima erbosa della  Costazza e il Castelaz (m.2330), a destra è il proseguo della valle fino a Pian dei Casoni e al collegamento con la strada che conduce al P.so Valles. Sullo sfondo il gruppo Lusia - Cima Bocche.

 

 

 

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