LESSINIA

 

 

 

Con una bellissima gita nel paradiso dei <Biker>, i monti Lessini, abbiamo festeggiato il solstizio d'estate.

Non è la prima volta che salgo su questo altipiano, ci sono venuto spesso e sempre con la macchina fotografica. Ho scattato foto in BN, diapositive, Infrared insomma un po' di tutto...mancavano solo quelle con la digitale.

Alle ore 19 in punto, superiamo il Passo Fittanze (m.1398) e scendiamo a Sega d’Ala sconfinando nuovamente in territorio trentino. Un piccolo piazzale alberato è il luogo ideale per parcheggiare il camper. Oscar pensa già alla <pastasciutta> ma lo blocco all’istante; dobbiamo sgranchirci un po’ le gambe e la cena può aspettare.

E dunque in sella alle due ruote sul far della sera, risaliamo la montagna che soprannominata Denti della Sega sovrasta la valle dell’Adige. Di fronte a noi è la catena del Baldo immersa nella foschia del tramonto.

 

 

 

 

La luce radente illumina le malghe di cui è costellata l’intera Lessinia.

 

 

 

 

Oscar che di cartine e mappe è un gran intenditore suggerisce per la discesa un percorso alternativo; il problema è il filo spinato di cui si fa un gran uso da queste parti: a piedi, scavalcando recinti e lanciandoci come Cowboy sui prati (sperando che qualcuno non ci spari con il Winchester) riusciamo a ritrovare la strada di casa.

Ore 21.00. Cucino io: penne con pancetta e piselli innaffiate con un ottimo Morello di Scansano portato dal mio ospite......un litro in due....hic

Qualcuno russa la notte e la proverbiale sveglia incorporata nel mio orologio mi toglie dall’imbarazzo di dover zittire continuamente l'amico alcolista….

Ore 8.30 si parte da Passo Fittanze, il percorso lo conosco già: 5 Km e raggiungeremo Malga Lessinia (m.1650), altri 7 Km Podestaria (m.1655) e altri 8 Km S.Giorgio Boscochiesanuova (m.1500) .

Il dislivello totale non è eccessivo, il giro sull’altipiano di Lavarone è da questo punto di vista molto più impegnativo.

 

 

 

 

Il panorama qui è eccezionale, a Nord-Est si staglia la catena delle Piccole Dolomiti con il gruppo del Carega, a Nord si vedono Cima Tosa sul Brenta, e i ghiacciai della Presanella, Adamello e Carè Alto. A Ovest chiude l’orizzonte la catena del Baldo mentre a Sud è un susseguirsi di prati, malghe con qualche faggio nelle forre più riparate.

 

 

 

 

Il punto più “fotogenico” è quello che troviamo dopo malga Lessinia: qui i prati sono bellissimi e soprattutto verso il Carega  è un susseguirsi di quinte e piani verdi. L'aria è ricca di vapore acqueo spedito quassù direttamente dalla pianura Padana, anticipare questa gita a maggio quando l'atmosfera è più trasparente, non dovrebbe essere una cattiva idea.

 

 

 

 

Questa è una zona di alpeggio e la risorsa economica principale è l’allevamento del bestiame. Le mucche con il loro calpestio hanno tracciato innumerevoli sentieri che la luce radente permette di osservare e fotografare con facilità.

 

 

 

 

Un elemento distintivo di questi luoghi sono le malghe; quelle meglio conservate hanno facciate, cornicioni e tetto in pietra calcarea o rosso ammonitico unico materiale da costruzione reperibile a buon mercato da queste parti. Anche le case e le recinzioni nelle località più a valle sono costruite con queste lastre di materiale ricco di fossili. Facciamo colazione a Podestaria la malga più importante della zona dove al 31 agosto di ogni anno, si tenevano le fiere del bestiame. Attigua alla costruzione è la chiesa non particolarmente interessante se non nella facciata esterna dove la cornice porta impressa la data 1878.

 

 

 

 

D’accordo con il gestore ci diamo appuntamento alle 12.30 per un lauto pasto a base di polenta, fagioli e spezzatino. Il voto massimo lo beccherà la polenta, appena la sufficienza tutto il resto. Giro del monte Tomba costellato di orribili ripetitori e impianti di risalita e poi discesa a S.Giorgio punto di arrivo per il buon Oscar ma non per il sottoscritto che ha ancora energie in corpo.

Allungo il percorso di altri 2 km giusto per fotografare un bellissimo giglio martagone.

 

 

 

 

Alle 12 il sole picchia forte e faccio non poca fatica a risalire la china del monte; un paio di scatti a due velo-ciclisti e infine eccomi di nuovo a Podesteria dove sul tavolo fa bella presenza tra l'altro, una bottiglia di fresca H2O.

 

 

 

 

Dopo il  caffè si riparte e in poco meno di mezz’ora siamo di nuovo a bordo del camper.

Alle 17.30 scarico l’Unterfrauner a ponte Roma……con la bike e le ossa cigolanti se ne tornerà a casa stanco ma felice dalla sua amata Minni che non si capisce bene se si tratti della gatta o della moglie!!!

 

 

 

 

< HOME >