IL MARE: STORIE INCONTRI PAESAGGI

 

FOTOCLUB BOLZANO

17 - 25 APRILE 2010

CENTRO SYN DON BOSCO

 

 

 

AUTORI e OPERE

 

EMO MAGOSSO:

 

<< Mare d'inverno >>

 

 

 

Il mare d'inverno è un mare senza colore ed il fotografo ha utilizzato consapevolmente il negativo in Bianco e Nero per descrivere le atmosfere silenti ed ovattate del paesaggio lagunare. Spiagge deserte, pochi anonimi personaggi sospesi su pontili che si perdono nella foschia e ancora labili tracce sulla rena, ricordi di una estate lontana.

 

 

RICCARDO DI VALERIO:

 

<< Baltico >>

 

 

 

 

 

 

Il Baltico è un mare senza confini dove l'orizzonte è una linea visibile che separa il cielo dall'acqua. " Interminati Spazi " e " Profondissima Quiete " è ancora una volta il filo conduttore per interpretare queste immagini che hanno come soggetto il mare e le spiagge del Nord Europa. Per l'autore la presenza umana è irrilevante e bastano pochi elementi, un pontile, una barca e le vele bianche all'orizzonte, punctum irrinunciabile di molte fotografie, per narrare questo spazio rarefatto rappresentato con nette campiture. Grana e colore, scelte personali del fotografo, sublimano lo spazio reale, esaltando il sogno e la sospensione temporale.

 

 

DOMENICO PERRI:

 

<< Mare >>

 

 

 

Il mare è qui colto durante un tramonto, un'alba e durante l'approssimarsi di un temporale. Nel cielo minaccioso un raggio di sole illumina le acque appena increspate. Bravo è stato il fotografo a cogliere l'attimo nel mutare repentino del giorno. Tecnicamente ineccepibili anche le precedenti immagini rese piacevoli per l'effetto speculare dell'acqua e per la texture disegnata dal bagnasciuga.

 

 

LUCA MARALDO:

 

<< Mare Nero >>

 

 

Cinque Terre luogo celebrato per la sua bellezza selvaggia dove i paesi abbarbicati sulla costa si affacciano direttamente sul mare. Ancora una volta è l'atmosfera minacciosa, sono i forti contrasti, il rosso ed il nero l'ingrediente principale di queste fotografie. Di grande fascino è la prima immagine; la rosa dei venti indica all'osservatore un luogo metafisico oltre la sottile  linea dell'orizzonte.

 

 

 

 

 

VINCENZO MORANDI:

 

<< Il porto di Hodeida Yemen >>

 

 

Questa serie d'immagini appartiene al repertorio del reportage fotografico-giornalistico. Ci troviamo in una città portuale dello Yemen e il fotografo coglie il momento in cui, attraccate le navi, i pescatori contrattano il prezzo della merce. Curiosa l'inquadratura dove nell'angusto spazio del molo, lo squalo è allo stesso tempo merce e piano di calpestio per la folla dei contraenti.

 

 

EMILIO CORRADO:

 

<< Sedna >>

 

 

La Leggenda di Sedna fa parte della tradizione mitologica degli Inuit, il popolo eschimese.

 

Sedna, giovane sirena, trascorre il tempo a curare la propria bellezza, alimentando una relazione col padre dai risvolti morbosi.

Non vuole crescere e separarsi dal genitore, che alla fine brutalmente la scaccia.

Sedna abbandonata aspetta a riva esausta ma speranzosa. Un giorno all’orizzonte scorge qualcosa che non aveva mai visto, una nave.

Un giovane uomo colpisce la sua curiosità.

Si sente diversa ed ha timore ad avvicinarlo.

Decide alla fine di cambiare il proprio destino trasformandosi in essere umano.

 

 

Lavoro originale quello proposto dall'autore che si cimenta nella rivisitazione fotografica di questa antica leggenda. Il mare è qui occasione per raccontare una storia ed  appare solo come sfondo delle fotografie. La protagonista è Sedna, dea di bellezza ma contemporaneamente colpevole d'incesto. Questa figura emblematica dell'immaginario dei popoli del ghiaccio racconta attraverso il mito, la durezza della vita nella solitudine del Grande Nord e l'aspirazione a liberarsi della natura vista come crudele matrigna.

 

 

ALEXANDER THALER:

 

<< Acqua Marina >>

 

 

Tre immagini semplici ma pregevoli; una costa sinuosa fotografata dall'alto, l'affresco di una barca dal camino fumante ed la semplice linea obliqua di un palo di legno che giace abbandonato in un molo. Il denominatore comune è il blu simbolo per eccellenza del mare e del cielo mediterranei. Curioso il disegno stilizzato della barca, esso richiama alla memoria l'atmosfera lieta di un mare bambino.

 

 

GIANNI GAETANO:

 

<< Mare Nostrum >>

 

 

 

Autore affascinato dalla Digital-Art, rifugge dall'immagine realistica e assembla soggetti diversi per interpretare in modo del tutto personale una storia. In questo caso la storia è quella del Mare Nostrum, il Mediterraneo, la culla della civiltà, del mito e della filosofia naturale, del teatro e della politica. Mare greco e romano, crogiolo di popoli conquistati e conquistatori, via d'immigrazione ancora dolorosamente attuale. Ottima composizione, ottimo lavoro di assemblaggio di simboli e segni raccolti nei libri e nel mondo della rete. Chi osserva queste immagini, può rimanere perplesso per l'uso disinvolto dell' artificicio e della costruzione grafica; siamo sicuramente lontani dalla fotografia tradizionale ma non si può non riconoscere che l'autore sulla linea di confine tra pittura e fotografia, ha saputo riassumere la storia della nostra civiltà in modo curato ed elegante.

 

 

ALESSANDRO ZACCARIA:

 

<< Bretagna >>

 

 

 

L'autore è sempre attento ed affascinato dalle luci del crepuscolo. Il crepuscolo è il tempo che intercorre tra il tramonto del sole e l'approssimarsi delle tenebre. Tempo fuggevole in cui si accendono le prime luci, quelle del faro e quelle delle case, ma ancora s'intravedono le nuvole, le rocce ed il mare. I lunghi tempi di esposizione dipingono le onde sugli scogli creando atmosfere suggestive che l'occhio non potrebbe mai cogliere; questo è il fascino della fotografia di paesaggio.

 

 

 

...DEVI SUPERARE LA SOTTILE LINEA DELL'ORIZZONTE PER INCONTRARTI CON L'INFINITO...

 

 

Note sulla mostra   “ IL MARE “ di Alessandro Zaccaria

  

La mostra fotografica “ IL Mare “ dei soci del Fotoclub Bolzano nasce sotto forma di collaborazione con il gruppo poesia del Circolo Culturale Don Bosco che presenta la sera del 23/04/2010 una lettura di poesie dedicate appunto a questo tema.

Dal momento che la proposta di partecipare arriva durante l’autunno dell’anno precedente, non c’è il tempo per realizzare nuove fotografie, a meno di non fotografare il mare d’inverno, quindi, a parte qualcuno, quasi tutti hanno deciso di presentare foto d’archivio.

La cosa che potete notare osservando questa mostra è che nessuno ha mostrato il mare per quello che può essere considerato il suo luogo comune e cioè la spiaggia d’estate con la gente che fa il bagno o che prende il sole, gli ombrelloni colorati, le belle ragazze in costume, i bagnini che fanno bella mostra di sé, la classica vita di spiaggia insomma.

Niente di tutto questo, evidentemente i fotografi bolzanini, più abituati ai severi e solitari ambienti montani che alle affollate spiagge mediterranee, hanno raccontato un altro mare, un luogo fatto  di silenzi e meditazione….

Ma passiamo ai lavori dei singoli autori:

 

Emo Magosso….Mare d’inverno

Il primo autore che rifugge dalla calca estiva è il presidente del circolo, che ci presenta un lavoro realizzato in bianco e nero tradizionale, stampato in camera oscura come ai “ vecchi tempi “. E proprio ai vecchi tempi rimandano queste immagini, in cui compaiono solitarie cabine su una spiaggia vuota e deserta, dove gli unici segni di vita sono i solchi sulla sabbia lasciati forse da un trattore utilizzato per portare via la ultime cose dello stabilimento balneare. Solchi che unitamente alle cabine sullo sfondo creano effetti grafici esaltati dall’uso sapiente del bianco e nero; poi, nelle foto successive, appaiono invece delle persone sulla battigia o sui pontili, ma quasi tutti in lontananza, muti attori di questo grigio scenario di solitudine, quasi ombre lontane assorte nei loro pensieri.

Solo un cane che gioca dona un po’ di vita a queste scene…

Ma il mare d’inverno è proprio così, è in bianco e nero senza colore, così come ce lo racconta  Emo, che  ha colto con sensibilità artistica queste atmosfere.

 

Riccardo Di Valerio…” Baltico

Ed ecco un altro autore che non ama i luoghi affollati e che  ci mostra il “ suo” mare; non siamo in inverno, le foto sono a colori, ma il risultato è sempre lo stesso: predomina il silenzio.

I colori non sono fedeli, come ci spiega Riccardo, ma sono stati elaborati per essere funzionali al suo racconto: si resta quasi sbigottiti nel vedere un mare a volte verde scuro, sul cui orizzonte spiccano piccole vele bianche, o cieli dalle tinte strane, inquietanti.

Ma queste immagini possiedono un fascino intrinseco, perché viene voglia di salirci su quel pontile con le panchine che ricordano gli anni del primo novecento, o di scoprire come sono fatte quelle poltrone a paravento in vimini apparentemente abbandonate in disordine  sulla spiaggia illuminata dal primo, incerto sole del mattino baltico.

All’autore non interessa descrivere nel dettaglio i luoghi che incontra, utilizza infatti una piccola compatta (ce lo ricorda anche per sottolineare che non sempre un’attrezzatura costosa è indispensabile)…sono le emozioni che contano e quindi per restituire un’atmosfera un po’ retrò ecco anche l’uso dell’effetto grana e la finta riproduzione dei fori e del numero del fotogramma della pellicola.

Un ultimo particolare da sottolineare, la linea dell’orizzonte così netta e incombente che percorre, dividendole alla stessa altezza, tutte le foto, perché come si legge nel pieghevole della mostra “ devi superare la sottile linea dell’orizzonte per incontrarti con l’infinito “.

E questo limite sembra proprio di toccarlo nelle foto di Riccardo, ma non è un’invenzione la sua, infatti al nord la calda foschia estiva del nostro mare non c’è, e l’orizzonte è lì, limpido, a due passi da te….

 

Domenico Perri…”Caorle

Tre fotografie di questo autore molto attento e preciso nel descriverci due diverse situazioni: la prima è prettamente meteorologica, da un cielo pieno di nubi minacciose si insinua come per incanto un furtivo raggio di sole che va ad illuminare una piccola porzione del mare sottostante, reso altrimenti scuro dalle nubi. Sembra quasi un’immagine mistica,di luoghi lontani, invece il titolo della serie di foto ci ricorda che siamo a Caorle, sul nostro mare insomma, e che a volte basta essere proprio attenti a quello che succede intorno, come un temporale serale per esempio, per ottenere immagini di grande impatto come questa.

Poi ci vuole prontezza di riflessi, scene così durano anche meno di un minuto….

L’altra situazione che ci descrive Domenico con le due foto seguenti è più classica : l’autore si lascia ”medusare” dal sole che tramonta e crea luci e riflessi di notevole effetto sul bagnasciuga della spiaggia.

 

 

Luca Maraldo….” Mare nero

Luca gira per le Cinque Terre in Liguria e ci racconta, in una sequenza di quattro fotografie, una piccola storia di mare fatta di simboli.

Nella prima immagine vediamo la rosa dei venti disegnata su un pavimento vicino alla costa, come un emblema di marinai, di esperienze di chissà quante vite spese in mare; poi, ecco nella seconda foto la costa rocciosa solcata sul suo fianco da un sentiero: è la famosa via dell’amore, che però qui assurge a simbolo, rappresenta il percorso sicuro da seguire per esplorare questo mare inquietante, fatto di scogliere a picco e di onde che si infrangono sulle rocce; ed è proprio il rumore dell’onda che bagna i ciottoli il motivo dell’immagine seguente, dove lo sguardo di Luca volge in basso a mostrarci semplicemente la schiuma dell’onda che bagna la riva, fatta appunto di scogli e sassi come è tipico delle Cinque Terre.

Alla fine, nella conclusione, un cielo quanto mai scuro incombe su un paesino abbarbicato sopra la scogliera sul mare, un mare divenuto anch’esso cupo e minaccioso come il cielo sovrastante: un mare nero, appunto.

Siamo lontani insomma dall’idea del Mediterraneo assolato e accogliente: il mare nero, qui, è una presenza inquietante, quasi minacciosa.

 

Vincenzo Morandi…” Mercato del pesce

L’unico autore tra tutti che ha deciso di documentare dettagliatamente, facendo in sostanza un reportage, è Vincenzo, che trovandosi nel lontano Yemen arriva al mercato del pesce di una delle cittadine della costa, non sappiamo quale, ma non importa. Quello che ci mostra potrebbe essere comune ad altri porti Yemeniti.

Sembra di vedere il risultato della fine di una battaglia: ci sono (purtroppo) accumulati sulle barche decine di squali di piccola taglia, mentre i pescatori, orgogliosi della loro pesca, stanno sopra, a significare che i più forti sono loro….ma sembra di cogliere l’amarezza del fotografo nel documentare tutto questo, perché sicuramente esistono altri tipi di pesci più appetitosi dello squalo da mettere in tavola, e la pesca sconsiderata di questa specie potrebbe provocarne anche l’estinzione.

Forse è proprio questo che intende dirci Vincenzo con le sue foto: non serve quindi ricorrere a interventi tecnici particolari, la funzione della foto documentaria è di farsi testimone puntuale e a volte impietoso del mondo che ci circonda.

 

Emilio Corrado……”Sedna, la dea del mare

Leggendo le tante leggende che esistono sul mare e i suoi miti, Emilio scopre questa, che ci riporta addirittura tra gli eschimesi: Sedna è una sirena che vive un rapporto stretto e quasi morboso col padre e passa molto del suo tempo a imbellettarsi, forse proprio per piacere a lui…ma il padre ad un certo punto la allontana da se senza indugi, in maniera traumatica. Sedna dovrà così affrontare il mondo da sola e sarà costretta a vivere momenti dolorosi prima di arrivare alla sua simbolica liberazione, quando finalmente diventerà una donna vera e propria, grazie anche all’amore di un marinaio.

Non è certo semplice fare di questo racconto una sequenza fotografica, Emilio con tanto entusiasmo ha deciso di provarci utilizzando la sala posa con una modella ed elaborando poi digitalmente tutte le foto. Il risultato è sicuramente interessante, infatti ha destato l’attenzione e la curiosità di tutti i visitatori della mostra, e potrebbe rappresentare un’ispirazione per chi in futuro volesse cimentarsi con questo tipo di fotografia.

 

 

Alexander Thaler…..”Acqua marina

Se torniamo con la memoria ai ricordi d’estate e se pensiamo all’emozione di un colore dominante, quello è il blu. L’acqua marina di Alexander è ripresa nei luoghi dove più intenso e affascinante ci appare il colore blu del mare: Sardegna, Sicilia, Calabria.

Anche se di bagnanti ne vediamo solo due, da lontano, e forse li invidiamo perché sono soli su una bellissima spiaggia con un mare da favola, il calore del sole mediterraneo, la brezza e il profumo del mare ci sembra di sentirli, guardando le foto di Alexander.

Sono bastati pochissimi elementi per raccontare moltissimo, persino quel muro bianco che immaginiamo abbagliante per il sole che lo colpisce, con la nave dipinta e quel piccolo segmento di cielo blu, ci raccontano tantissimo di quel mare senza nemmeno vederlo, ma ne intuiamo la presenza. Poi la barca, il palo sulla pietra chiara cui fa da contrasto il blu, e la già citata spiaggia con i due fortunati bagnanti, tutto questo è acqua marina, tutto questo è Mediterraneo.

 

 

Gianni Gaetano….” Mare Nostrum

Ancora una volta Gianni ci stupisce con questa grande dimostrazione di bravura nell’utilizzo della digital-art che usa per l’occasione per portarci indietro nella storia: il Mediterraneo qui diventa il Mare Nostrum, origine di civiltà e di cultura. Dai paesi che si affacciano sul Mediterraneo, Grecia ed Italia in primis, trae origine la nostra storia: dalla loro civiltà è nata la cultura , la conoscenza scientifica, la tragedia le competizioni sportive come le Olimpiadi, ed infine la politica.

Tutte le opere di Gianni hanno come sfondo, che ne fa il comune denominatore, il mare; al suo interno egli ha inserito quasi fosse un puzzle, tutti gli elementi utili e funzionali al suo discorso, facendo così di ogni immagine un’opera che potrebbe anche vivere di vita propria senza essere necessariamente accostata alle altre.

 

 

Alessandro Zaccaria….” Mare celtico

L’ultimo autore della mostra sono io, con il mare bretone, celtico appunto, dal momento che la Bretagna era zona abitata prevalentemente dai celti.

Sono ambienti che ricordano per molti aspetti il mar Baltico di Riccardo, grandi spiagge vuote e cieli spesso cupi attraversati da venti impetuosi .

Ma mentre Riccardo fornisce una sua interpretazione personale dei posti elaborando le foto, io mi limito a raccontarne la magia in quel lasso di tempo che mi è ormai congeniale per fotografare, cioè il momento del crepuscolo, in cui arriva ancora un po’ di luce dal cielo e le luci delle case e dei fari lungo la costa, si accendono.

L’uso obbligatorio del treppiedi, vista la poca luce, mi consente di utilizzare tempi di posa molto lunghi grazie ai quali ottengo quell’effetto di mosso delle onde che dona alle foto un maggior fascino.

Sono veramente momenti magici e irripetibili, basta riprenderli per riproporli così come li ho visti, non credo serva aggiungere altro…..

 

 

 

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