Il parco di Paneveggio.....in primavera

 

Il parco naturale di Paneveggio-Pale di S.Martino si raggiunge agevolmente percorrendo la Val di Fiemme fino all'abitato di Predazzo; a questo punto si svolta in direzione del P.so Rolle e pochi chilometri dopo il paese di Bellamonte si raggiunge la località di Paneveggio. Nel centro visite  a poca distanza dal parco dei cervi è allestito un piccolo museo naturalistico . Da Paneveggio partono numerosi sentieri che dal bosco, salgono verso i monti circostanti. In direzione Sud c'è il massiccio porfirico del Lagorai; il Forte austriaco del Dossaccio è a Ovest e l'Alpe di Lusia un po' più a Nord. Ancora più a  Nord si sale verso Cima Bocche e il P.so Valles  mentre il gruppo dolomitico delle Pale, chiude l'orizzonte a Est oltre il P.so Rolle . L'ambiente del parco è caratterizzato da una notevole variabilità ecologica e di conseguenza da una ricchezza di specie botaniche ragguardevole.

Ho avuto occasione di visitare numerose volte questa zona del parco (il parco comprende anche parte del Primiero) e di effettuare numerose fotografie sia in primavera che nella tarda estate, quando in questi luoghi, scomparsi i turisti, ritorna il silenzio. Questa che propongo è una prima serie di fotografie eseguita nel mese di giugno; è infatti solo nella tarda primavera che a questa altezza, i fiori fanno la loro comparsa, specie se nei mesi di aprile e maggio il tempo è stato freddo e piovoso.

La nostra visita è iniziata dall'Alpe di Lusia; qui lo sguardo spazia verso la catena del Lagorai, nascosta in parte dalle chiome dei cirmoli (Pinus cembra) . Le cime che raggiungono i 2500m sono ancora coperte di neve.

 

 

Il primo incontro è stato quello con la Genzianella primaticcia (Gentiana verna); <verna> che sta per <primaverile>, esso è uno dei primi fiori a fare capolino sui prati dove la neve si è appena sciolta. Si presenta spesso in folti gruppi ed il suo blu è davvero intenso, così scuro da assorbire gli ancora deboli raggi solari.

 

 

Negli stessi prati ricchi di humus e dunque caratterizzati da un suolo acido, compare la Genziana di Koch (Gentiana kochiana). All'interno del calice si possono osservare i numerosi alveoli di colore verde che la contraddistinguono dalla "cugina", Genziana di Clusio.

 

 

Salendo in direzione del P.so di Lusia, s'incontrano la Primula a fiore lungo (Primula halleri)....

 

 

... e qualche bell'esemplare di Anemone giallo (Pulsatilla apiifolia).

 

 

E' presente anche la Cariofillata montana (Geum montanum) dalle tipiche foglie a forma di cuore.

 

 

Infine a pachi metri dal P.so di Lusia dove lo sguardo abbraccia le cime che fanno da corona alla Valle di Fassa, grande sorpresa: il rarissimo Ranuncolo coriandolino (Callianthemum coriandrifolium) specie "vanamente cercata", come racconta la guida sulla flora del parco di Paneveggio di F.Festi e F. Prosser.

 

 

Indubbiamente, un buon colpo di fortuna questo, ma senza questa passeggiata che aveva come obiettivo il P.so di Lusia, a poco sarebbe servita la fortuna.

 

 

Lungo il sentiero che dal Centro Visite conduce fino alla malga Colbricon e quindi in direzione del gruppo del Lagorai, nel fresco e umido bosco di abete rosso, ho potuto fotografare un fiore davvero strano: la Piroletta soldanina (Moneses uniflora). Stami, ovario e pistilli sono in proporzione, molto grandi rispetto ai petali e costituiscono una specie di corona composita. E' una piantina alta non più di dieci centimetri e piuttosto rara.

 

 

Saliti l'indomani verso il P.so Rolle abbiamo ammirato le Pale ed in particolare il Cimone che dalla Baita Segantini, appare in tutta la sua imponenza.

 

 

Nei prati intorno alla baita  si possono fare altri incontri botanici come quello con l'Anemolo fragolino (Anemone baldensis) un fiore più legato ai suoli di natura calcarea.

 

 

Qui è presente la Genziana di Clusio (Gentiana clusii) che si distingue da quella di Koch per il blu più intenso e l'assenza o quasi delle vescicole verdi sul bordo interno del calice.

 

 

Infine solo facendo attenzione si può osservare nei prati a ridosso del Castellazzo la Primula ventaglina (Primula minima) che è per l'appunto minima ma tenacemente decisa a guadagnarsi la sopravvivenza.

 

 

Ho elencato dieci tra le specie botaniche più appariscenti che si possono ammirare e fotografare in primavera, nei prati e nei boschi del parco. Sono salito lassù anche nella tarda estate e naturalmente ho potuto osservare altri fiori che mi premurerò di pubblicare sul web prossimamente.

 

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