SICILIA in BN prima parte 

                                

In realtà le foto sono tutte a colori, il bianco e nero allude al bello e al brutto non solo meteorologico visto in questo breve viaggio in Sicilia. L'aeroporto " Falcone-Borsellino " di P.ta Raisi, è una buona carta di visita della Sicilia, nuovo, pulito, ordinato con grandi manifesti che presentano gli angoli più belli dell'isola. Ma come dice il proverbio, l'abito non fa il monaco...

 

 

Ritirati i bagagli, in meno di un'ora eravamo a bordo della Scenic il cui costo inciderà in maniera sostanziale sulle spese di viaggio con ben 500 Euro. A febbraio, il sole  tramonta presto anche in Sicilia e il tempio di Segesta l'abbiamo visto da lontano, il parco archeologico chiudeva infatti alle 16.30 e non c'è stato modo di convincere il custode, a farci entrare un attimo per uno scatto. Rimaneva Garibaldi ed il monumento a Lui dedicato vicino a Calatafimi.

 

 

Chissà cosa penserebbe l'eroe dei due mondi dell'Italia d'oggi, forse scuoterebbe la testa, potesse tornare indietro si sarebbe sicuramente domandato se valeva la pena percorrere tutta la penisola da Ovest a Est e da Nord a Sud per unificare un paese strambo come questo.

A sera siamo a Scopello, dall'albergo la vista abbraccia il Golfo di Castellamare. Numerose villette seminascoste dalla vegetazione coprono il versante montano, poco lontano le travi in cemento di una serie di case a schiera aspettano pazienti il condono edilizio.

Il prezzo dell'albergo è di 70€ per una camera doppia; l'albergo è nuovo e molto elegante, simpatica la cuoca che ci ha regalato la marmellata di limone e di arancio. Abbiamo gustato pietanze semplici e saporite come gli "spaghetti all'ammogghiu " dove il condimento, è costituito di aglio, basilico, pomodoro fresco e mandorle tostate e tritate con il mortaio. Ottimo anche il vino Frappato ma meno simpatico è stato l'esborso di 460€ sonanti,  senza il rilascio di una ben che minima fattura.

Il "Parco dello Zingaro " a cui abbiamo dedicato un'intera giornata ci ha suggerito di chiudere un occhio per aprire l'altro sulla bellissima costa. Il tempo però  volgeva già al brutto...

 

 

Nella riserva crescono le palme nane, le uniche palme spontanee d'Europa. E' febbraio ma si possono osservare numerosi tipi di fiori come l'asfodelo (Asphodelus aestivus), 

 

 

 

 

Il giorno dopo puntiamo su Erice, ma la troviamo immersa nella nebbia e poco più tardi investita da un diluvio di pioggia e grandine; le abbiamo dedicato solo una fuggevole visita. Trapani sembrava Venezia ma solo per l'acqua alta, mentre nella salina il vento impetuoso faceva ruotare i mulini di Nubia e non solo quelli...

 

 

La terza notte in Sicilia l'abbiamo trascorsa a Marsala. Fortuna che avevo chiesto al responsabile se il posto era tranquillo; tra allarmi, cellulari e rumorosissimi sciacquoni, non abbiamo chiuso occhio. Scomparso nel nulla il gestore ho telefonato pure alla polizia di Palermo, Trapani e infine Marsala per vedere se potevano far smettere il rumore assordante che ci ha tenuto svegli per gran parte della notte. L'umore era alle stelle....

Il mattino ci regalava fortunatamente un bel sole e un cielo azzurro e luminoso. Visita al baglio Anselmi, per ammirare la nave punica e le belle forme della Venere di Marsala...

 

 

Più tardi ci siamo trasferiti a  Mozia, l'antica città - isola, abitata un tempo dai fenici. Nel locale museo Whitaker dedicato allo studioso inglese che condusse sull'isola i primi scavi sistematici, c'è un'altra bellissima statua, quella di un giovane efebo....stupenda la linea del corpo e la fattura della veste....

 

 

 

E' sera quando raggiungiamo Marinella di Selinunte un classico esempio di edilizia casuale in cui la mano guidata dell'amministrazione è ridotta esattamente come quella dell'efebo sopra. E pensare che a Mozia una guida tedesca che parlava ottimamente l'italiano, aveva esaltato la bellezza della spiaggia di Marinella. Forse anche Lei come il sottoscritto stava pensando ad un periodo passato, a circa venti anni fa quando, visitando questi luoghi, tra il mare e le rovine dei templi di Selinunte, non c'era nient'altro. In compenso il costo del B§B era sceso a 40€, sistemazione onorevole, gestore alla mano, figlio di un siciliano e una tedesca di Wurzburg finita quaggiù per seguire il marito. Gente semplice, onesta per quello che abbiamo potuto appurare...la fattura ci è stata  consegnata puntualmente. La sosta a Marinella ci ha permesso di dedicare la mattina alla visita dei templi e il pomeriggio a Gibellina Nuova e Vecchia.

 

 

Questo tempio è stato ricostruito negli anni 50, a fianco giacciono le rovine di altri due templi così come sull'acropoli vicina, dove era presente l'immancabile gabbia metallica che rende felici tutti i fotografi. Accontentiamoci di questo e del paesaggio che lo circonda, con il mare che fa da sfondo. In origine, i templi greci erano dipinti con vivaci colori; chissà quale era lo spettacolo e lo stupore dei visitatori di 2500 anni fa.

Gibellina Nuova è stata edificata a partire dagli anni 70, dopo il terribile terremoto che aveva colpito la Valle del Belice il 15 gennaio 1968. E' opera di architetti, artisti e scultori che hanno voluto contribuire personalmente alla ricostruzione di un paese ed una comunità. Da quello che abbiamo potuto osservare il paese nuovo presenta una serie di piazze, edifici e sculture davvero interessanti; il fatto è che le persone incontrate sono state davvero poche, il barista che ha impiegato 20min per preparare 2 cappuccini, un bambino probabilmente muto e nient'altro. Ci ponevamo la questione sulla validità di questo progetto, il paese pare morto, le piazze deserte, le imposte chiuse. Qualche pecora vaga sperduta tra le sculture di Fausto Melotti.

 

 

Le opere d'arte mostravano i segni dell'abbandono come anche l'avveniristica " Chiesa Madre " colma di immondizie. Eppure in quei luoghi sono passati Melotti, Consagra, Perilli, Rotella, Guttuso, Burri ed altri nomi prestigiosi dell'arte moderna italiana. Città utopica, del sogno, dell'azzardo come scrive una piccola guida, essa merita un'attenzione maggiore e anche una visita più approfondita.

Lasciata Gibellina Nuova, attraversando una campagna deserta e verdeggiante siamo arrivati dopo una decina di chilometri a Gibellina Vecchia. Questo luogo ha un fascino tutto suo; metà del paese è ancor oggi un enorme cumulo di macerie mentre l'altra metà è costituita dal " Cretto " di Burri, il grande artista umbro di Città di Castello. Il suo è stato il più grande esempio di Land Art presumo a livello mondiale; egli ha trasformata metà del paese distrutto in una serie di alte piattaforme di asfalto e cemento. E' possibile percorrere i sentieri che dividono questi enormi blocchi e la suggestione è unica. Lo scopo di questa opera d'arte è quello di non dimenticare; il " Cretto " è la testimonianza di un paese che non esiste più, un segno indelebile sul paesaggio.

 

 

continua...

 

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