SULLE NUVOLE DEL PARADISO

 

16 Luglio Valle dell'Orco Piemonte

 

Il lago di Ceresole è un grande bacino artificiale posto all'inizio della Valle dell'Orco nel Nord-Ovest del Piemonte. Ceresole Reale è un piccolo borgo bagnato dalle acque del lago. " Reale " ricorda che qui come in Val Soana i Savoia avevano fatto costruire strade e piccoli rifugi indispensabili per le escursioni venatorie in quello che sarebbe diventato solo più tardi il Parco del Gran Paradiso.

La cartina allegata identifica oltre al lago menzionato quelli a quote più alte ed in particolare quelli di Serru che forniscono la materia prima alla centrale idroelettrica dell'azienda municipalizzata di Torino. Il lago di Serru presenta un'imponente sbarramento lungo più di un centinaio di metri ed alto come una casa di cinque piani. Uno spettacolo non proprio edificante per un parco nazionale ma la fame di energia richiede dei compromessi a volte dolorosi.

 

 

 

 

E' comunque dal colle del Nivolet che si apprezzano i panorami e gli ambienti alpini di questa zona posta a cavallo tra Piemonte e Val d'Aosta. La linea gialla nella cartina indica il percorso botanico-ciclistico che ho effettuato e che mi ha condotto dopo 17 km e 1000 m. di dislivello sulle " Nuvole del Paradiso ".

La strada molto panoramica si interrompe fortunatamente al Rifugio - Albergo Savoia. Dico fortunatamente perchè altrimenti collegando il Piemonte con la Valsavaranche in Val d'Aosta trasformerebbe il passo nell'analogo dolomitico del Sella o del Gardena e un flusso ininterrotto di automobili si riverserebbero da un versante all'altro. Fortunatamente non è così ed il Nivolet almeno in luglio non è particolarmente frequentato.

Il Nivolet è una metà abbastanza impegnativa ma praticabile vista la pendenza media molto elevata. La giornata è splendida e decido di procedere senza fermarmi considerando anche l'aspetto atletico-sportivo dell'escursione. Ho deciso di fotografare durante il percorso di ritorno anche per far raffreddare i freni della bicicletta.

Ceresole Reale è posta 1620 m. di quota, mentre i laghi di Serrù stanno 600 m più in sù. Fino a questa altezza la vegetazione è quella del bosco di conifere alternato ai pascoli. E' da notare che gli abeti ricoprono solo il versante Nord forse perchè, quello Sud è più esposto alle valanghe.

 

 

 

 

L'occhio del fotografo anche se concentrato nello sforzo della salita ha colto la presenza di una bella specie intravista molti anni fa nel giardino botanico delle Viote sul Bondone. Allora non ci badai molto dato che era stata messa a dimora appositamente, ma questa volta era allo stato naturale. La Crotonella fior di Giove (Lychnis flos jovis) è un fiore alto dai 20 ai 50 cm che ama i luoghi sassosi su elemento siliceo ad altitudini comprese tra i 1500 e 2400 m. Leggo dalla guida che è endemica delle Alpi e la sua distribuzione va dalle Marittime a occidente fino alla Colma di Malcesine sul Monte Baldo a oriente. Ecco perchè era presente come specie particolare nel giardino delle Viote, la catena Baldo-Bondone costituisce il suo limite orientale.

 

 

 

 

Gli ultimi tornanti mi separano dalla diga del Serru. Alcuni escursionisti bivaccano proprio al di sotto dello sbarramento, un posto non particolarmente rilassante per un pic-nic, ma come dice il proverbio ognuno ha i suoi gusti. Dal canto mio ho preferito passarci sopra con la bike.

 

 

 

 

Prima del secondo lago, utilizzato come bacino del precedente si osserva un bel prato umido dove la neve si è appena sciolta. Il prato è tappezzato dai fiori del Ranuncolo dei Pirenei (Ranunculus pyreneus) una specie piuttosto rara esistente teoricamente anche sulle Retiche. Ho avuto qualche difficoltà a classificarlo visto che le foglie di questo fiore sono lanceolate a differenza di quelle di tutti gli altri tipi di ranuncoli.

 


 

 

 Da questo punto il percorso si fa più agevole ed il panorama splendido:

 

 

 

 

Si osserva interamente la seconda parte del percorso, il lago di Serrù sullo sfondo ed il bacino superiore in primo piano. Le cime alcune superiori ai 3500 m. separano il versante italiano da quello francese. La flora diventa ora più interessante, siamo sopra i 2300 m. e l'ambiente è quello propriamente alpino. Lungo i tornanti fanno bella mostra di sè i fiori gialli del Doronico (Doronicum grandiflorum) :

 

 

 

 

Tra le pareti di roccia in cui s'inerpica la strada, fa la sua comparsa anche la Linaiola d'Alpe (Linaria alpina) dal colore violaceo e dalla gola arancione:

 

 

 

 

E poi un buon colpo di fortuna: la Sassifraga valdostana (Saxifraga retusa) specie endemica delle Alpi occidentali che cresce sulle rocce di natura calcarea che affiorano un po' dappertutto:

 

 

 

 

La strada attraversa le antiche rocce della Tetide e offre nuovi panorami:

 

 

 

 

Sull'ultima salita fanno la loro comparsa le Primule e le Viole:

 

 

 

Primula pedemontana


Viola calcarata

 

 

La Primula pedemontana, anch'essa endemica delle Alpi Occidentali viene chiamata anche Primula Piemontese. La viola cresce su terreni di vario tipo; " calcarata " non si riferisce al calcare ma deriva dalla parola latina " calcar " lo sperone presente nella parte posteriore del fiore. Da noi questo fiore è piuttosto raro e tipico delle prealpi trentine.

Ed infine il Passo del Nivolet, i laghi omonimi, il rifugio Chivasso, la Valsavarnche e la Grivola sullo sfondo. Siamo in Val d'Aosta ed il tour botanico - ciclistico ha avuto termine davanti ad un piatto fumante di spezzatino e polenta. Ottima la cordialità del gestore a cui ho sottratto temporaneamente i numerosi libri di botanica presenti nel rifugio, utilissimi per il riconoscimento dei fiori di questa parte delle Alpi.

 

 

 

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