ASINARA
<< Impressioni di Maggio >>
Alle ore 18.00 del giorno 10 maggio 2025 siamo sbarcati sull'isola dell'Asinara in località Cala Reale. La traversata da Porto Torres dura circa 1 ora e 30 minuti. A bordo siamo in due: io e la Malta e da buon taccagno mi domando quanto gasolio ( o miscela altamente inquinante ) ha consumato la barchetta per 3 uomini di equipaggio, due turisti e due ebike. Ma non poniamoci queste domande che già sappiamo dagli anticipi che l'isola non è proprio alla portata di tutti e l'economia locale gira.
Ad attenderci c'era la tuttofare della " Locanda del Pescatore " situata in località Cala Oliva nella parte Nord-Est dell'isola e distante circa 9 km. E' l'unica struttura dell'isola che attualmente può ospitare l'eventuale escursionista, visitatore o biker che sia.
Caricati i bagagli sul fuoristrada e un bel po' di attrezzatura fotografica, siamo saliti sulle biciclette alla maniera di Fantozzi causa il mal di mare, cercando di prendere la giusta direzione.
L'isola è percorsa da un'unica arteria con sottofondo in cemento ed è difficile comunque sbagliare strada. Il fatto che il fondo sia in cemento è legato alla storia delle varie diramazioni carcerarie che dovevano essere raggiungibili dalle forze dell'ordine nel più breve tempo possibile.
Il primo contatto con l'isola nell'isola è stato come dire un po' inquietante; sono un visitatore assiduo e forse perverso dei borghi abbandonati di tutta Italia che poi dai Belumat ce ne sono a decine, ma qui l'impatto è stato diverso. Forse ha giocato la stanchezza relativa al trasferimento dal " continente " ma l'atmosfera percepita dopo lo sbarco era davvero cupa, quasi angosciosa.
La storia dell'isola, parlo di quella moderna, ha una data d'inizio il 1885 anno in cui Re Umberto detto il " Savoisardo " decise che l'Asinara era il luogo ideale per costruire un lazzaretto e spedirci in quarantena tutti gli appestati, gli ammalati di malaria, colera nonché tubercolosi, suoi sfortunati contemporanei.
Ma il passo fu breve e poco tempo dopo l'Asinara divenne anche luogo di reclusione che l'isolamento era garantito e la fuga quasi impossibile. L'Asinara diverrà poi nota come l'Alcatraz italiano.
E dunque dobbiamo pensare che negli anni, una volta spediti a Stintino gli antichi residenti liquidati con due lire, sono stati costruiti numerosi edifici, prima case di cura e poco dopo penitenziari ma non solo. Servivano infatti altre case per il personale di custodia, per le loro famiglie, per i medici, gli insegnanti, per il prete, per gli animali e tutto il resto. L'idea fu però quella di distribuire ospedali e carceri su tutto il territorio con l'obiettivo ragionevole di separare i malati gravi da quelli leggeri e i delinquenti pericolosi da quelli " recuperabili ".
Fornelli, Santa Maria, Tumbarino, Stretti, Campu Perdù, Cala Reale, Trabuccato, Cala Oliva ma anche Case Bianche e Elighe Mannu nella parte alta dell'isola, sono nomi di luogo ma anche di penitenza.
Stazione Sanitaria Marittima Quarantenaria a Cala Reale
Dunque perchè provai quella strana sensazione, quel leggero malessere che non era affatto dovuto al mal di mare? La risposta è immediata: molti di quegli edifici sono distrutti e in stato di abbandono.
In pratica siamo sbarcati sull'isola dei morti o meglio degli scomparsi. Quattro giorni tra i fantasmi? Da suicidarsi e aumentare così il numero dei desaparesidos.
Ma non disperiamo e guardiamo avanti con fiducia...
La Casa dei finanzieri assenti
Qualche giorno più tardi il gentile carabiniere ospitato nella casa attigua caratterizzata da una architettura identica, mi dirà che qui i finanzieri non hanno mai messo piede.
Ah benon come dice spesso l'uomo Z.
Pedalando con tutta calma superiamo le colonne d'Ercole:
Si scoprirà leggendo, che le varie diramazioni erano separate e delimitate da cancelli e recinzioni. Sono rimasti in piedi come moderni ma diruti menhir solo i piloni degli antichi cancelli.
Indisturbati gli asini grigi e bianchi pascolano nella macchia e sono un'immagine rincuorante in mezzo a tale abbandono. Dato che non hanno nemici naturali, loro insieme alle numerose capre e ai cinghiali d'importazione, vanno ogni tanto trasformati in salsicce, con buona pace dei vegeto-vegani, dato che la vegetazione ne risente non poco.
Il tutto avviene però sull'isola più grande che qui il parco è nazionale e le armi sono bandite.
L'asinello asinaro tipo
Con la guerra 15-18 si assiste ad una evoluzione riguardo all'utilizzo dell'isola. Qui sono morti e in parte sepolti migliaia di prigionieri austro-ungarici. Morti di fame, malattie e molto altro ancora che l'isola non era certo il luogo ideale per ospitare un numero elevato di prigionieri. Bella storia questa dell'Italia incivile del tutto simile ovviamente alle altre di oltre cortina.
La domanda è d'obbligo: era necessario portare qui i prigionieri di guerra dopo una traversata modello schiavista - portoghese? Dal Monte Grappa all'Asinara?
Le campagne lombarde, piemontesi e del centro Italia non erano abbastanza estese per impiegare questi ex soldati nei lavori agricoli in cambio di un tozzo di pane?
Così successe per nonno Maltauro che fortunato lui, nella grande guerra fini a lavorare in una casa di contadini e tornò vivo e vegeto in patria!
Prigionia in famiglia (Maltauro Michele col cappello in mano ) 1918
PAX: l'ossario a Sud di Cala Reale
Ma non perdiamo il senso dell'orientamento e proseguiamo verso Nord rispettando il limiti di velocità:
Trabuccato
Sullo sfondo si vede la torre di Punta Trabuccato. Più vicino ci sono le case dell'omonima diramazione; qui lavoravano in stato di semilibertà i prigionieri - contadini. C'era un bel vitigno i cui frutti probabilmente confortavano sia le guardie che i ladri e affini. Diciamo che il modello carcerario che si costituì a metà del secolo in qualche modo funzionava. C'era una sorta di autarchia, potenziata ovviamente nel periodo fascista.
C'erano i carcerati pastori, i carcerati contadini, i carcerati allevatori di cavalli, i carcerati muratori, i carcerati stradini....insomma l'isola garantiva a chi lo meritava una vita carceraria dignitosa nel senso che le persone erano impiegate in attività che praticavano spesso quando erano libere......omicidi a parte.
Chi lavorava metteva via qualche spicciolo per la famiglia e per il futuro da futuro cittadino libero.
Col fascismo le cose ovviamente peggiorano. Mascelon con i suoi accoliti, oltre a gasare gli abissini a casa loro, aveva trasferito sull'isola la figlia di Hailè Selassiè che perse qui un figlio e mori poco dopo lei stessa a Torino dove era stata trasferita per grazia ricevuta. Non servì a salvarle la vita.
La Principessa del Melograno d'oro: Cala Reale 1937
Del 37 circa c'è una immagine inquietante di un gruppo di Nazi in visita sull'isola; è presumibile che presero qualche spunto per organizzare i loro campi che da lavoro si trasformarono in sterminio.
Nella loro mente malata la parola recupero non era contemplata. << Arbeit macht frei >> era la menzogna che avevano nel cervello bacato.
Ma qui stiamo perdendo di nuovo il filo che le storie nell'isola si ingarbugliano non poco. Riprendiamo la strada verso Cala Oliva che come suggerisce il nome ospitava sicuramente qualche galeotto che produceva olio DOP totalmente protetto anche da sbarre di ferro.
Il profilo montuoso dell'isola
Ex Balconata panoramica
Vista l'architettura della balconata a mare, si presume che qui il direttore della Diramazione Trabuccato sorseggiasse il bianco prodotto con la " collaborazione " dei carcerati.
La luce dell'isola, quella velatura, il silenzio e il mare piatto è tutto immerso in un tempo sospeso, indefinito.
Torre Trabuccato vista da Nord
Albero piegato dal maestrale
Dopo una leggera salita s'intravede Cala Oliva:
Cala Oliva
Osservando più da vicino, si notano i grandi edifici tra cui i penitenziari della Diramazione Centrale.
Cala Oliva
Aggirata la torre si scende infine al paese e al piccolo porto dove nel 1985 attraccarono Falcone e Borsellino obbligati a rifugiarsi sull'isola che la Mafia aveva scritto i loro nomi nella lista nera delle persone da eliminare con qualsiasi mezzo. E' cosa nota che nella strage di Capaci 7 anni più tardi, minarono 1500 m. di autostrada. Lavori in corso di cui non si accorse nessuno con la compiacenza della società autostrade sicule ma non sicure.
Con i miliardi della droga avrebbero potuto far saltare la sede del papa e pure quella del presidente della repubblica. Gian Carlo Caselli racconta nella sua disavventura di Palermo il covo dei corvi, che dovette cambiare alloggio perchè i mafiosi volevano bersagliare il suo alloggio bunker in città dal monte Pellegrino con i missili acquistati in URSS, gli Rpg 18 detti martelli di Allah utilizzati per abbattere gli elicotteri di Mosca in Afghanistan.
Qui la follia è totale: missili sovietici per spararsi sulle palle sovietiche! Un intelligente mercato delle armi come quello attuale che non conosce l'odore dei soldi.
Il porto di Cala Oliva
All'atmosfera cupa si aggiunge una storia dolorosa dove il raggiungimento della giustizia è praticamente un miraggio.
La targa della casa rossa
Borsellino e Falcone nella finzione cinematografica " Era d'Estate " film del 2016 reperibile su Rai Play
E' scritto che i due magistrati pagarono la retta per aver soggiornato sull'isola dove erano stati messi a riposo coatto con Cutolo lì accanto che cantava le canzoni napolitane......minchia sto stato italiano! Ma do cazzo sono nato?
Ma chi fu il deficiente a conteggiare le spese di vitto alloggio e a recapitare la fattura ai due magistrati che lavorarono a perdifiato sommersi da quintali di cartazze per imbastire il più grande processo della storia d'Italia e del mondo? Ovviamente per il deficiente, erano lì per trascorrere le vacanze in famiglia!
Dopo il domicilio coatto....il riposo coatto!
Il Maxi Processo: 475 imputati per associazione mafiosa, 120 omicidi, 360 condanne, in tutto 2.665 anni di reclusione e 19 ergastoli comminati ai boss più influenti di Cosa Vostra e Nostra ( Amen ) tra cui Michele Greco che fu pure papa, Giuseppe Marchese che era barone, Bernardo Provenzano che abitava in provincia e Totò Riina che ti fulminava con lo sguardo.
Falcone e Borsellino pagarono 415mila lire a testa per il soggiorno all'Asinara
Ascolta Ric (che poi sono io) si fa sera, chiudiamo il capitolo.
Domani sarà un altro giorno; voltando pagina e volgendo lo sguardo altrove sarà il caso di tirare un lunghissimo respiro......la natura, un'ancora di salvezza! Punta Scorno è lì a due passi diciamo quattro.
p.s. << Impressioni di settembre >> è un famoso brano musicale della PFM del 1972