CARCERI

<< 100 anni di solitudine >>

 

L'isola dell’Asinara è stato utilizzata come lazzaretto e come luogo di pena a partire dal 1885 quando fu promulgata una legge che prevedeva la costruzione di un luogo di ricovero coatto per la quarantena degli equipaggi delle navi, sospettate di trasportare viaggiatori affetti da malattie contagiose. La stessa legge istituiva una colonia penale agricola per “ rieducare “ chi aveva commesso reati più o meno gravi.

A Cala Reale vi erano tre fabbricati di circa centocinquanta posti letto chiamati “ periodi ” che distavano un chilometro l’uno dall’altro e dove i viaggiatori infetti trascorrevano le fasi successive della quarantena. Ovviamente c'erano anche gli edifici che ospitavano medici, infermieri e funzionari.

 

Cala Reale: edificio dell'igiene e sanità pubblica

 

Scopro che negli anni della Grande Guerra sull’isola vennero deportati migliaia di prigionieri austro-ungarici e l’ Asinara fu trasformata in un campo di prigionia.

Furono costruiti rudimentali accampamenti nella parte meridionale dell’isola: a Stretti, a Tumbarino, a Campu Perdu, a Fornelli ma intanto il colera mieteva vittime a decine al giorno.

Nel 1916 la Commissione per i prigionieri di guerra degli Stati alleati decise di trasferire circa 10.000 uomini in terra francese e sull’isola rimasero soltanto prigionieri di nazionalità italiana e quelli non ancora in buone condizioni di salute che sarebbero deceduti poco tempo dopo.

 

 

 

L'ossario

 

Alla fine della guerra l'ossario ospitava le ossa di più di 5000 prigionieri decimati dalle malattie e dalla fame; ma molti altri soldati morivano sulle navi e venivano gettati in mare.

Le cifre parlano di più di 7000 morti.

Nel 1918 la colonia penale ospitava i così detti disertori quelli che si erano rifiutati di combattere durante la guerra ....... avrebbe dovuto ospitare Cadorna e i suoi accoliti imboscati e puttanieri.

 

 

 

Il cimitero di Fornelli

 

Successivamente l’amministrazione carceraria riorganizzò la colonia penale agricola, all’interno della quale si coltivavano cereali, ortaggi, vigneti e dove i carcerati erano dediti anche all’allevamento e svolgevano diverse altre attività tanto che la colonia penale era quasi autosufficiente.

 

 

 

Calzoleria

 

 

Dunque i detenuti erano civilmente occupati e producevano alimenti destinati non solo a sfamare la “ popolazione ” carceraria, ma anche le guardie e le loro famiglie che abitavano sull’isola.

 

 

 

Detenuti impiegati nella lavorazione del latte

 

 

Il modello di recupero educativo almeno in quel periodo funzionò e i carcerati vissero in una condizione di semilibertà.

 

 

Campu Perdù: attrezzi agricoli in disuso

 

Nel 1937, dopo la conquista dell’Etiopia, vennero sbarcati sull’isola centinaia di soldati abissini, prigionieri di guerra, tra cui anche la figlia del negus Ailè Selassiè e i suoi due figli di cui uno morì sull'isola. A lei comunque non toccò una sorte migliore e morì poco tempo dopo sul continente.

 

 

In centro la casetta che ospitò la figlia del Negus

 

1937: Dignitario abissino

 

La seconda guerra mondiale lasciò indenne l'isola e la colonia penale agricola continuò a funzionare senza alcuna interruzione. Negli anni Sessanta l’Asinara fu interessata dalla costruzione di nuove infrastrutture come la realizzazione dei bacini artificiali per i vari acquedotti, nonché interventi portuali per favorire lo sbarco delle imbarcazioni sulle coste dell’isola.

Negli anni Settanta la situazione peggiorò; il 25 luglio 1971 arrivano sull’isola 15 detenuti accusati di reati legati all’organizzazione mafiosa. La mafia di allora aveva già subito una trasformazione: da ladri di bestiame a " costruttori edili " alias cominciò la cementificazione selvaggia di Palermo e della Sicilia. Poi arrivò anche la droga.

Alcuni dei mafiosi, protetti in paradiso, riuscirono a farsi trasferire altrove, altri però ne arrivarono e a metà del decennio c'erano 500 “ ospiti “ di cui 120 a Fornelli a reclusione coatta.

 

 

 

 

Il carcere di Fornelli

 

 

Il generale Dalla Chiesa alla fine degli anni 70 durante gli “ anni di piombo ”, fece trasferire qui i brigatisti Renato Curcio, Alberto Franceschini e i nappisti Giuliano Naria e Roberto Ognibene.

Reclusi politicizzati e dunque in grado di sobillare i compagni di cella; scoppiarono rivolte e proteste legate sicuramente al trattamento non “ troppo umano “ dei condannati, ma anche ad una gestione  poco trasparente del carcere che sfociò poi in un processo con condanna del direttore simil-mafioso.

 

Torretta di guardia a Fornelli

 

Il 12 marzo 1976 viene emanato dal Ministero dei Beni Culturali e Ambientali un decreto che sancisce il vincolo paesaggistico per il notevole patrimonio ambientale presente sull’isola.

Isola protetta da punto di vista ambientale dove però è difficile accedere e contemporaneamente carcere di massima sicurezza in pratica un lager di Stato fatiscente, dove i diritti umani sanciti dalla costituzione non sono rispettati.

 

 

 

Cronologia del carcere

 

 

La Diramazione di Fornelli venne chiusa una prima volta nel 1980 e i prigionieri ergastolani furono trasferiti altrove. Notare che la chiusura del braccio speciale era una delle richieste delle Brigate Rosse.

Rimasero sull'isola 450 detenuti cosidetti “ normali “.

 

 

 

Campu Perdù

 

 

 

Campu Perdù

 

 

Negli anni 80 l’amministrazione di Porto Torres chiese allo Stato la restituzione di metà del territorio dell’isola. Il movimento d’opinione era favorevole alla “ liberazione ” dell’isola dalla colonia penale ma non si fecero i conti con i delitti eccellenti di mafia. Nel 1982 a soli pochi mesi dal suo insediamento a Palermo fu ucciso il generale Dalla Chiesa . Era chiaro a Cosa Nostra che il generale non avrebbe accettato nessun compromesso con i compromessi  politici locali e quindi la mafia lo tolse subito di mezzo; purtroppo lui non aveva capito che la mafia era molto più pericolosa delle B.R. e le sue ramificazioni erano fin dentro il parlamento con le camere in riunione plenaria e allegra.

Andreotti l'indefinibile, non intervenne al suo funerale perché ebbe il coraggio di dire che preferiva i battesimi! Un personaggio che ci siamo sciroppati per 70 anni e che aveva le mani in pasta asciutta in tutti gli affari, tra cui quelli di mafia ovviamente......mi vengono in mente le 100.000 preferenze siciliane con cui è stato eletto a disonorevole senatore. Che si trattasse di voto di scambio?

Che sia finito all'inferno nel girone di massima sicurezza? E' auspicabile....

Ma 10 anni dopo la situazione italiana precipitò, quando una serie di attentati suscitarono un clima di tensione generale. Il 23 maggio 1992, a Capaci vicino a Palermo, venne ucciso il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta; solo due mesi dopo, il 19 luglio in via D’Amelio, venne ucciso il giudice Paolo Borsellino con cinque agenti della scorta.

 

 

 

Falcone e Borsellino

 

 

Conseguentemente a questi due gravi episodi, il Governo decise di ripristinare il carcere di massima sicurezza di Fornelli trasformandolo in un bunker; meglio sarebbe stato trasformarlo in una tomba ma sappiamo che esistono le garanzie costituzionali.

Ai condannati imputati di reati legati alla mafia fu applicato l'art. 41 bis del Nuovo Ordinamento Carcerario voluto da Falcone e Borsellino. Come al solito postumo...

L’articolo “41 bis ” prevedeva misure di sicurezza più severe, erano ovviamente evitati i contatti con altri detenuti appartenenti alla stessa organizzazione criminale, i colloqui erano limitati ad uno solo al mese, era effettuato il controllo della corrispondenza, era limitata l'ora d’aria. Pare che oggi (2025) in terra di Puglia non funzioni tanto bene.....

Furono stanziati ben 70 miliardi di lire per ripristinare i distretti di Fornelli e Cala Oliva con la promessa di chiudere le carceri nel 1995. ( Spese assurde a questo punto, ma siamo campioni di spreco di denaro pubblico ..... vedi il progetto Albania).

Io avrei ripristinato la famosa palla al piede a costo zero riciclando quelle poste di fianco all'artiglieria aragonese del XVI secolo. Picco e pala gratis e tanta terra da coltivare come fu nei tempi migliori della colonia penale. E' noto che il lavoro nobilita l'uomo anche se in questo contesto non lo libera affatto.

 

 

 

Il carcere di Cala Oliva

 

 

 

Nel 1985 a Cala Oliva aveva trovato degna sistemazione Cutolo, chillo che sosteneva che dare ad uno del mafioso era un complimento. Falcone e Borsellino giù in paese seppelliti dalle carte del Maxiprocesso lo sentivano canticchiare in napulitaner.

 

 

 

Il carcere di Cala Oliva

   

Poco sopra al carcere vi è un'altra struttura ( la diramazione centrale ) che probabilmente ospitava i detenuti meno pericolosi; è diventato luogo della memoria anche se praticamente è vuoto come rimangono vuote le celle dei detenuti. Il parco dell'Asinara è un parco virtuale da tutti i punti di vista.

 

Diramazione Centrale di Cala Oliva

 

L’ultimo grande boss della mafia siciliana detenuto nella diramazione di Fornelli fino alla chiusura del carcere nel 1997, fu Salvatore Riina, capo incontrastato del clan dei corleonesi che dopo 23 anni di latitanza, trascorsi quasi tutti a Palermo ( Fantomas ), fu arrestato nel 1993 ma trasferito all'Asinara solo nel 95 dove rimase in assoluta tranquillità per 2 anni.

Non si sa perché Lu Maresciallo andava di persona a comprare la fettina di vitello.

E pensare che era condannato a 26 ergastoli.... io lo avrei lanciato senza paracadute all'interno del cortile del carcere di Fornelli cercando di fare canestro di cui sono uno sfegatato appassionato, altro che il Giordà detto Lu Tallone.

Dal 2017 la sua salma riposa in pace a Corleone che è stata riserva naturale integrale di mafiosi.

Qualche giornalista imbecille per fare uno scoop, ha pensato pure di intervistarlo e così l'uomo con la terza elementare e centinaia di omicidi alle spalle oltre a minacciare Caselli, Violante e altri funzionari coinvolti nella lotta contro la mafia, ha pensato di insinuare il sospetto che fosse vittima perseguitata dei soliti comunisti mangiabambini.

L'ascesa del Berlusca poteva dargli una mano che il cavaliere vedeva comunisti in tutti i buchi anche metaforici.

A Cala Oliva c'è un suggestivo cimitero e non si capisce perché sia chiuso e sbarrato come le carceri; non penso ospiti alcun ex detenuto ma solo le persone che abitavano nell'isola forse da tempo immemore. Impossibile avvicinarsi alle tombe che non si sa mai.....

 

 

 

Il cimitero di Cala Oliva


 

Dunque la normalità a 25 anni dall'istituzione del parco è lontana.....

Molto lascia a desiderare e molto c'è da fare. Pochi gli edifici ristrutturati per cui l'ospitalità è ridotta ad un albergo.

Mappe e cartine relative al parco sono reperibili su internet ( o prelevandoli nascostamente da un cartone nascosto sotto il tavolino della Decomar, la nave che fa spola tra Cala Reale e Porto Torres ).

Una cartina della zona di Cala Oliva me l'ha fornita temporaneamente Simona che gestisce la Locanda del Pescatore. Ho informato la stessa che qui a Bolzano la 4Land ha realizzato una cartina in scala 1:15.000 con l'uso di dati GPS che sarebbe molto utile agli escursionisti.

Nei due porti di Fornelli e Cala Reale non ho visto nessun centro informativo che potesse definirsi tale.

Quando si parla di parchi, in Italia si raccontano le favole.

Non sono favole invece le "Trattative stato-Mafia " confermate da varie sentenze e dalle dichiarazioni di numerosi pentiti e uomini dello Stato che hanno taciuto la verità o meglio le tante verità.

Ancora oggi con gran gioia degli avvocati, imbastiamo processi di avvenimenti accaduti più di 50 anni fa. Nell'ultima trasmissione di Report ( giugno 2025 ) si parlava di questo e del generale Mori coinvolto nelle famose trattative.

Basta un salto su Wikipedia ( impagabile enciclopedia ) alla pagina << Totò u curtu >> e si può scorrere la lista interminabile dei morti innocenti e dei morti mafiosi.. poca pace alla loro animaccia nera!

Il tutto ottenuto molto spesso, con la collaborazione dello stato minuscolo che pensò pure di smantellare il Pool Antimafia preferendo un pirla incapace a Falcone. Come dire ti mettiamo da parte, ti isoliamo che poi ci pensano i nostri amici a sistemarti definitivamente.

Ecco perché alcuni servitori benemeriti dello Stato hanno smantellato le B.R. ma non la mafia che adesso è ben inserita nel tessuto economico dell'intero paese.

 

 

 

Cala Oliva: 100 anni di solitudine

 

 

Nota 1

Il carcere non è ovviamente un luogo indicato dove trascorrere le vacanze ma questa è una delle realtà dell'isola, fa parte della sua storia e per chi ama la storia è naturale il desiderio di approfondire e in questo senso la fotografia è lo strumento ideale.

La sensazione che si ha visitando le varie " diramazioni " è di smarrimento; ci si chiede perché alcuni essere umani abbiano un' indole bestiale ( mi perdonino gli animali ) e arrivino ad ammazzare il prossimo. La società civile deve difendersi e chi ha sbagliato deve per forza essere allontanato dal consesso civile. Che la colpa sia in parte della " società " non vi è alcun dubbio. Lo stato italiano ha tradito spesso quelli che sono i dettami della costituzione e i suoi peggiori rappresentanti si sono alleati con i prepotenti ed i loro bravi. Le persone oneste che cercavano solo un lavoro, una vita dignitosa e giustizia sono state messe da parte e molte di loro sono state uccise.

Questo è quanto accaduto in particolare nel Sud del paese dove l'unica possibilità è stata quelle di scappare. Ed è la storia dell'intero novecento e anche dei giorni nostri.

 

Nota 2

Visto il contesto, ho voluto proporre le foto pubblicate in bianco e nero. Alcune immagini sono state riprese impostando direttamente sulla macchina fotografica il filtro BN con l'aggiunta di rumore, una funzione questa presente  nelle attuali compatte. Altre sono state ottenute elaborando i file originari a colori con Photoshop.

 

Bibliografia:

Sanna Martina: << IL CARCERE DELL'ASINARA>> : Gli anni del supercarcere.  Diacronie. Studi di Storia Contemporanea.

Gian Carlo Caselli: << LE DUE GUERRE>> : Perché l'Italia ha sconfitto il terrorismo e non la mafia  Ed. Melampo.

Giorgio Bocca: <<FRATELLI COLTELLI>> : 1943-2010 l'Italia che ho conosciuto  Ed. Feltrinelli.

Miguel Gotor << L'OMICIDIO DI PIERSANTI MATTARELLA>> : Einaudi 2025

 

 

 

 

1980! STI CAZZI! 2025!

 

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