Sebastiao Salgado

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I suoi soggetti si rivolgono a tematiche scottanti, come i diritti dei lavoratori, la povertà e gli effetti distruttivi dell’economia di mercato nei paesi in via di sviluppo. Una delle sue raccolte più famosa è ambientata nella miniera d’oro della Serra Pelada, in Brasile, e documenta un abuso dei diritti umani senza precedenti dai tempi delle grandi piramidi egiziane. Migliaia di persone sono ritratte mentre si arrampicano fuori da un’enorme cava su primitive scale a pioli, costretti a caricare sacchi di fango che potrebbero contenere tracce d’oro.

Il contatto continuo con le disgrazie del mondo nuoce alla salute; Salgado negli ultimi anni si era ammalato ma la causa specifica non era riuscita a scoprirla nessun medico.

Quale è stata all'ora la terapia? Passare dall'umanità dolente alla natura spettacolare dei luoghi più remoti della terra dove sparute popolazioni vivono in simbiosi ed equilibrio con l'ambiente.

L'ultimo suo libro << GENESIS >> racconta di questo e insieme al recupero della foresta di casa gli ha permesso di vivere gli ultimi anni serenamente.

E'un progetto a lungo termine: 32 reportage attraverso il globo che lo occupano dal 2004 al 2012. Le mete delle sue spedizioni sono le zone incontaminate, ambienti naturali in uno stato di conservazione molto simile a quello delle origini del pianeta.

 

 

 

Pinguini su un iceberg ( Isole Sandwich) 2009

 

 

 

Grand Canyon Arizona (2010)

 

 

Salgado ha scattato in passato in modo tradizionale, usando pellicola fotografica in bianco e nero e una fotocamera standard da 35 mm, strumenti portatili e poco ingombranti che gli anno permesso di cogliere i momenti salienti delle vicende umane di cui narra nei suoi reportage. E' passato per un breve periodo per il grande formato ma in Genesis ha utilizzato il digitale o meglio è passato di lì.

Per poter eseguire stampe tradizionali “ analogiche ” in camera oscura e mantenere una continuità con il passato e con il resto dei reportage scattati con la Pentax 645, Salgado e il suo staff hanno elaborato un procedimento per trasferire gli scatti digitali su pellicole negative di grande formato (10×12 cm).

Non è mancata una elaborazione software ulteriore per ottenere risultati simili a quelli della pellicola in BN Tri-X 400 a cui era da sempre affezionato.

 

 

 

 

.... dopo tanti orrori ha potuto contemplare tanta bellezza....

 

 

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