" IL SENTIERO DELL'ACQUA "

( ESCURSIONE A PIEDI )



 

Il sentiero in questione parte da Fornelli località nota per la presenza dell'ex carcere di massima sicurezza che ha chiuso sfortunatamente i battenti negli anni 90.

Accedere alle varie località dell'isola dell'Asinara non è semplice perché le distanze possono essere notevoli.

Per arrivare a Fornelli all'estremo Sud dell'isola abbiamo affittato la << Batmobile >> al modico prezzo di 80 Euro, ma dato che alloggiavamo a Cala Oliva, abbiamo fatto l'autostop fino a Cala Reale.

I trasferimenti non sono dunque facili e se uno volesse percorrere tutti gli 11 sentieri descritti nella guida del Parco, dovrebbe preventivare un esborso notevole anche escludendo i 4 itinerari vicini a Cala Oliva.

Unire in alternativa la MTB, con le passeggiate a piedi non mi sembra l'idea migliore.

Diciamo che un piccolo bus elettrico che percorre da Nord a Sud tutta l'isola a prezzi abbordabili, sarebbe auspicabile ma la cosa forse non sarebbe gradita a qualcuno.


 


 

L'area di Fornelli

 

 

Giunti a Fornelli abbiamo parcheggiato e messo in carica l'auto elettrica vicino al porticciolo.

Da lì abbiamo intrapreso a piedi l'itinerario descritto nella mappa che segue, percorrendolo in senso orario. Il primo obiettivo è stato quello di raggiungere il mare presso Cala Spalmadori.


 


 

Il sentiero dell'acqua


 

L'area di Planu d'Auteri è abbastanza pianeggiante e presumo che in passato fosse coltivata a foraggio come la contigua zona della diramazione di Santa Maria a Est di Fornelli.

In questi primi giorni di maggio i prati sono colorati di giallo e lungo il percorso sono visibili alcuni piccoli stagni.

La chiesetta di Fornelli che purtroppo sta in piedi per miracolo mi ha costretto ad una deviazione data la forma alquanto originale. Costituisce un << punctum >> fotografico a cui non si può rinunciare.

Pare sia stata la cappella del camposanto oramai dimenticato da Dio e dagli uomini, dei prigionieri austro ungarici che dunque solo in parte furono sepolti nel sacrario vicino a Campo Perdù.


 


 

Planu d'Auteri con il Castellaccio

 



 

Il cimitero di Fornelli


 

Nel recinto pascolano i cavalli e presto del luogo rimarrà solo il ricordo che il muro perimetrale si sta sgretolando.






 

Avvicinandomi agli stagni grazie al potente obiettivo della G3X ho potuto fotografare una specie non molto nota come il Calandro (Anthus campestris) volatile molto poco appariscente e molto spettinato.
 

Calandro (Anthus campestris)

 

Più carini il gruppo di passeriformi che segue ma che mi è difficile catalogare:


 



 

Nell'immagine che segue oltre la striscia di mare compare l'isola Piana e la costa di Stintino con Capo Falcone:


 


 

Lo stagno Spalmadori

 

A ridosso dello stagno cresce il giunco pungente:

 



Juncus acutus L.subsp.acutus

 

Siamo giunti alla spiaggia, è deserta e ci accampiamo per uno spuntino davanti a quelle acque cristalline che se non fossero fredde.....


 



 

Sulla sabbia cresce la bella Violaciocca marina:


 


 

Matthiola tricuspidata (L.) R. Br.

 

Specie psammofila dal greco: psammos = sabbia e filos = amico. Pare che viva bene in quelle zone assolate dove la pioggia fa capolino raramente.

 


 


Dopo il << parco >> pasto ci incamminiano verso Punta Pedra Bianca passando per Portu Mannu che è tutto meno che un porto:

 



 

Dal mare emergono delle rocce scure.

L'ISPRA ( Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ) che si occupa anche della mappatura geologica d'Italia deve ultimare i sopraluoghi e dunque la mappatura dell'Asinara e quella della zona di Montevecchio ( ahooooo ce l'avete con me? ) non sono reperibili. Ma la rete è una biblioteca enorme e dunque qualcosa si trova:

 

 

Quattro sono i colori che caratterizzano la zona attraversata dai nostri << geologi >>:

 

 BIANCO: Colluviale, alluvionale, sabbia, limo, argilla sabbiosa (COL)

 VERDE: Micascisto e paragneiss contenenti oligoclasio e granato (MSO)

 VERDE CHIARO: Leucomonzogranite a grana fine con rari piccoli fenocristalli di feldspato potassico (1-3 cm) (CAS)

 ROSA:  Granodiorite a grana media con grandi fenocristalli di feldspato potassico (3-10 cm) (SCA)


 

Ecco dunque un campione di quelle rocce nere ed erose:

 


 

Micascisto


 

Ma spostandoci più a Nord ecco cosa compare:

 



 

Ci troviamo vicino a Pedra Bianca e qui il granito si sovrappone allo strato precedente molto alterato. Ma quale granito? Direi un CAS visti i grandi fenocristalli.

 

 

Granodiorite con grandi fenocristalli

 

Lì vicino altre rocce presentano una superficie alterata con una un'ossidazione evidente; il granito si sta in ogni caso sbriciolando:

 




 

Lens “ suggerisce che la lucertola che mi guarda sospettosa sia quella campestre ( Podarcis siculus ) comune in tutto il territorio della penisola di cui costituisce un endemismo.

Lungo il percorso ho notato un altro fiore anch'esso di un bel colore blu, un fiore dal bulbo commestibile e per questo detto Gaggiolo dei Poveretti.

E' un'entità mediterranea con un areale limitato alle coste.


 



Moraea sisyrinchium (L.) Ker Gawl.


 


 

Pedra Bianca


 

Dopo la famosa << pedra >> si svolta a destra e si torna indietro lungo un percorso leggermente in quota.

 


 

Si arriva così alla diga di Fornelli che raccoglie le acque che scendono dal massiccio granitico del Castellaccio. Qui tra CAS e SCA non si distingue una MAZ.....

Sopra la diga il granito è più rosa (SCA) mentre sul Castellaccio più grigio (CAS).

 

Le lastre granitiche del Castellaccio


Il bacino idrico di Fornelli

 

Il bacino di raccolta fu costruito (come altri nel resto dell'isola ) nell'epoca d'oro dei penitenziari dunque grazie alle braccia dei detenuti. Era indispensabile per la sopravvivenza, vista l'assenza di sorgenti d'acqua.

 

 


Siamo giunti alla fine del cammino e non resta che un'ultima foto all'immancabile chiesetta del vetusto cimitero dove al posto della campana appare l'azzurro intenso del mare dell'isola.


 



 

Asinara: isola ai confini del mondo mediterraneo, un mondo da scoprire.

 

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