2009 PIEMONTE 2009

(SAN MAGNO 4a PUNTATA)

 

Mappa

 

Posto imperdibile! La Val Grana oltre a essere famosa per il famoso formaggio, ossia il Castelmagno, ha un santuario praticamente immerso in un'oasi floristica, da cui è intuibile che quel "cacio " è il top del Piemonte e dell'Italia quasi intera. Il "Bel Paese " ( a macchie di leopardo sempre più piccole  ) dal punto di vista alimentare non è secondo a nessuno visti i riconoscimenti Unesco o giù di lì e quegli obesi di americani che si son per questo bevuti il cervello con il loro presidente demerito possono andare a......lo stesso dicasi dei cinesi che allevano i suini nei grattacieli!

Ma il tutto si allarga ad altri popoli guidati da dementi intellettualmente devastati da un capitalismo senza freni. Da questo punto di vista, purtroppo stiamo seguendo il loro esempio...tagliando a destra e manca sul sociale, condonando a destra e manca Eni e Banche sugli extraprofitti in paradiso, foraggiando il mercato delle armi e chi peggio ne ha più ne metta che la mafia dei capitali è più forte che mai!

Ma ribadiamo che l'oasi in questione e quelle discusse nelle puntate precedenti, sono confinate in luoghi sperduti e poco abitati delle Alpi Occidentali alché il confronto con l'A.A. è implacabile e mi convinco sempre più che " il mare nostrum tirolensis " è ridotto ad un casino Unesco e lo stesso dicasi delle città d'arte del resto d'Italia dove la battaglia B&B del turismo fuori controllo imperversa!

Dunque al bando le città con più di trenta (30) abitanti e i luoghi turistici sovraffollati, dolomiti comprese, leggi Lago di Braies, Alpe di Siusi etc. etc.

Probabilmente visti i rincari, a spendere 80 euro per lo Ski Pass arriveranno i soli ricchi evasori nostrani....che si accomodino!

Ci sono una infinità di mete alternative, esattamente quante sono le cime delle montagne che ci accingiamo ad esplorare. Le Valli Occitane sono uno di questi luoghi ambiti dagli amanti della natura e del silenzio.

 

 

Le Valli Occitane

 

 

 

Castelmagno DOP

 

E dunque torniamo asantuario dedicato al culto di San Magno Martire, protettore debestiame e dei pascoli, guarda caso principali fonti di sostentamento delle popolazioni locali. E' situato nel territorio del comune di Castelmagno in val Grana, nelle Alpi Cozie piemontesi ad una altitudine di 1761 m. lungo la strada che sale al Colle Fauniera una metà DOP per Ebiker pensionati.

 

 

 

Tornante Gino Bartali

 

 

 

San Magno Martire

 

 

 

 

 

Il porticato

 

L'interno

 

L'edificio originario risale al 1475 ma ha subito diversi interventi di consolidamento e ristrutturazione. Il luogo dove sorge il santuario fu abitato prima della cristianizzazione; ne è prova il ritrovamento di una lapide romana dedicata a Marte.

 

 

Lapide romana

 

Nel 1716 si giunse al completamento dell'edificio che fu interessato da altri lavori nel 1775 per la costruzione dell'altare maggiore, nel 1845-48 per il sopraelevamento del campanile quattrocentesco e tra il 1861 ed il 1868 per l'edificazione dei caratteristici porticati laterali con i soprastanti alloggi per i pellegrini.

San Magno soldato della famosa legione tebea che a quanto pare annoverava tra le proprie file migliaia di cristiani pacifisti in armi, subì il martirio come i suoi amici San Maurizio, San Lugano, San Candido e molti altri colleghi dispersi e martoriati sull'intero arco alpino.

 

 

 

Ex voto

 

Dal santuario parte un sentiero che sale al Passo della Crosetta eccellente punto panoramico da cui si può ammirare il Monviso e l'Argentera. Sul cammino una esplosione di fiori.

 

 

 

Linum suffrutticosum (Lino appressato)

Allium narcissiflorum (Aglio piemontese)

 

 

Gentiana villarsii (Genziana villarsii )

Delphinium dubium (Speronella alpina)

 

Panorama verso il Colle Fauniera

 

 

Garofano pavonio

Viola calcarata

 

 

 Nigritella di Cornelia Rudio

Campanula soldanella

 

Il Monviso appare massiccio, enorme dietro il crinale erboso; è la montagna più alta della Alpi Cozie e rammentiamo ai giovani lettori che i nomi delle Alpi si memorizzano grazie alla filastrocca seguente: Ma Con Gran Pena Le Reti Calano Giù !

 

Il Monviso (m.3841)

 

Sul crinale sono visibili delle costruzioni dirute; si tratta della Grange Serra una sorta di ricovero temporaneo per pastori, utilizzato in passato durante il periodo estivo. Il nome di grangia deriva da un antico termine di origine latina, granea e quindi grangiarius, dal quale poi è derivato il francese grange ossia granaio. Tale termine era diffuso nell'area occitana ma anche nel centro e nel Sud Italia.

La derivazione potrebbe essere monastica a seguito delle bonifiche introdotte dai cistercensi che possedevano un patrimonio non solo agrario. Ovviamente a 2000 metri il termine è improprio dato che a tale altezze possono crescere solo le profumate erbe spontanee.

 

 

Grange Serra (m.2232)

 

  Volgendo lo sguardo a Sud si scorge un bel tratto delle Alpi Marittime percorse in lungo e largo nei giorni e nelle puntate precedenti:

 

 

L'Argentera

 

L'Argentera è caratterizzata da un susseguirsi di creste e pare meno massiccia del M.te Matto posto più a destra. Da notare il canalone innevato quasi verticale alla cui destra poco visibile nell'ombra, sta il Corno Stella trecento metri più in basso rispetto alle cime principali. Dietro a questa cima mèta di appassionati rocciatori c'è il Rif.Bozano.

Sulla via del ritorno osserviamo un nutrito gruppo di candide vacche....si nutriranno del bellissimo trifoglio alpino? E il Castelmagno ne porterà il profumo?

 

 

 

 

 

Trifolium alpinum L. (Trifoglio alpino)

 

 

 

 

 

 

E se non è il trifoglio sarà sicuramente qualche altro bel fiore come ad esempio la bistorta che cinge di rosa il santuario e ci saluta nelle luci del tramonto.

 

 

 

 

 

 

Prossimo appuntamento.....il Monviso!

 

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