TRA I GRANITI DI CIMA D'ASTA

 

 

Mappa

 

Due sono i percorsi indicati in mappa e fanno riferimento a escursioni fatte in anni diversi.

Vediamo prima l'escursione più recente, effettuata il 5 luglio 2025 a Forcella Quarazza che si trova nel quadrante Sud - Est della Via del Granito.

A Malga Sorgazza (m.1440) si prende il sentiero n.328; la malga è in realtà un ristorante ed è il punto di partenza quasi obbligato per salire al Rif. Brentari ai piedi di Cima d'Asta. E' raggiungibile da Pieve Tesino dopo circa 9 km di strada stretta ma asfaltata.

La storia come ho già scritto altrove ti frega ed è stato il caso di questa escursione di cui mi accingo a parlare; il fu Paolo Monelli dichiarò più di 100 anni fa, che il lago più bello di tutto il gruppo era quello di Costa Brunella.

Per un escursionista esperto e abituato a leggere una mappa risulta chiaro che il lago di Monelli è morto con lui poiché è stato trasformato in un lago artificiale ragione per cui considerarlo oggi il più bello della zona è essere più che ottimisti.

Infatti come dice Fantozzi è una << cagata pazzesca >> e per due motivi: ha una superficie ridotta per cui realizzare lì un invaso è da dementi e secondo è praticamente vuoto con le coste bianche e brulle scoperte per una altezza di una decina di metri. Insomma mi sono messo una benda sugli occhi concentrandomi sulla flora e i piccoli laghetti che s'incontrano salendo alla forcella.

I 900 metri di dislivello li ho coperti in 3 ore dedicando il tempo che serviva alla fotografia. Per dirla tutta la giornata era pessima e oltre Forcella Quarazza non si vedeva proprio nulla.

 

 

Larici

 

 

 

Di solito sulle rocce crescono fiori particolari che si adattano alle più dure condizioni ambientali; qui sul granito terra molto acida le condizioni sono forse più difficili e a parte l'alchemilla alpina che cresce nelle piccole spaccature dove si è accumulata un po' di terra, non ho osservato altre specie.

 

 

Dove il bosco si fa rado compaiono dei prati che un tempo erano pascoli. Si incontra infatti un rudere di una malga anche se non ho capito come i pastori siano riusciti a portare qui le loro greggi stante il sentiero molto ripido.

 

 

Iperico perforato

Cardo serretta

 

 

E' in particolare la presenza del veratro specie infestante, a indicare che un tempo quei prati erano pascoli....dove il veratro veniva regolarmente estirpato. Il fiore verde è comunque bellissimo!

 

Veratro

Raponzolo plumbeo

 

Porcellina ispida

Campanella barbuta

 

Si arriva poi ai piedi della orribile muraglia ma questo concede madre natura, sulle rocce appena al disotto cresce la Saponaria nana fotografata in altre zone del gruppo di Cima d'Asta e in particolare nelle trincee di M.te Sadole.

 

 

 

Saponaria nana

 

Il lago artificiale di Costa Brunella

 

Dopo una breve sosta, sono salito verso Forcella Quarazza anche se con qualche perplessità vista la nebbia e il tempo balordo. Ma ecco che fanno capolino altre specie come i pennacchi, caratteristici delle zone umide con ristagno di acqua e un giunco la cui specie non riesco a determinare:

 

 

Pennacchio tondo

Giunco

 

 

 

 

Qui crescono degli esemplari di Genziana Punteggiata molto belli:

 

Gentiana punctata

 

Salendo in quota il rododendro mostra ancora qualche bel fiore mentre sotto i 2000 metri è completamente sfiorito anche a causa delle alte temperature di fine giugno:

 

Rododendro ferrugineo

Raponzolo di Scheuchzer

 

Forcella Quarazza

 

Alle ore 11.30 ho raggiunto Forcella Quarazza (m.2309) da dove sarebbe possibile proseguire lungo la Via del Granito e dunque verso il Cimon di Rava o svoltare a destra verso la Forcella delle Buse Todesche che incontreremo nella seconda parte del racconto.

 

Forcella Quarazza (m.2309)

 

Sulla sella ho fotografato altre due specie di fiori che crescono su un terreno del tutto spoglio e roccioso:

 

Minuartia ricurva

Sassifraga paniculata

 

Interessante la presenza << impossibile >> di un pino cembro (ha qui il suo areale più meridionale ) su una delle punte aguzze che si affacciano sul passo:

 

Il pino cembro solitario

 

Poco sotto il passo c'era ancora della neve e mi sono avvicinato per vedere se qualche soldanella presidiava quella zona indistinta tra terra e ghiaccio:

 

 

 

 

Soldanella

 

Ma non mancavano altre due specie:

 

Cariofillata montana

Genziana di Koch

 

 

Panoramica verso Cima d'Asta

 

Facciamo ora un salto oltre che spaziale, temporale: è il 23 giugno 2022 e mi trovo al Rif. Caldenave presidiato dal Barbon tale Guido. L'intenzione era quella di salire verso le Buse Todesche che distano poco più di 1 ora dalla Forcella Quarazza.

Ma il sentiero è ovviamente diverso e le Buse le abbiamo raggiunte dal versante Nord Ovest del gruppo.

 

 

 

Prime luci al Rif. Caldenave

 

 

Giornata sicuramente migliore rispetto alla precedente specie al mattino quando le cime del Lagorai erano visibili, anche se non perfettamente:

 

 

 

In cammino

Malga Nassare

 

Alla malga si svolta a destra e in pratica si ritorna indietro guadagnando quota:

 

Sopra la Busa del Lago Nassare

 

Semprevivo dei monti

Baito dei Scagni ore:11.00

 

Ho realizzato qualche panoramica prima che le nuvole cominciassero a coprire le cime:

 

Dal Cengello a sx al Cenon a dx

 

Le vette principali

 

La zona diventa particolarmente interessante dal punto di vista storico perché durante la Prima Guerra mondiale era presidiata e fortificata dagli italiani ma non mancarono comunque gli scontri tra le pattuglie in avanscoperta.

 

Ore 12.00: Forcella Buse Todesche

 

Il Cengello a destra e la cima appuntita delle Stellune nel Gruppo del Lagorai in centro

 

Le vette principali

 

La Cima delle Stellune divide la Forcella Valsorda da quella della Busa della Neve; presidiate entrambe dagli Standschutzen erano praticamente imprendibili anche ai sognatori italiani che avevano conquistato metà dell'avamposto del Colle di San Giovanni. Trattasi in ogni caso di follia umana.....

 

Fortificazione sul passo

 

Il filo spinato del 1916

 

Oltre la sella e qui il passato combacia col futuro, la nebbia copriva tutto per cui non rimaneva che scendere per la Val d'Inferno, far ritorno al Rif. Caldenave e mettere una pietra tombale sulla gita di quel lontano giorno del giugno 2022.

 

I laghi d'Inferno

 

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