Fonni e Orgosolo
L'ultima parte del viaggio del 2025 l'abbiamo trascorsa a Fonni con l'obiettivo di raggiungere Cima Della Marmora la montagna più alta della Sardegna. Con un'altezza di 1826 metri permette ai fortunati di spaziare con lo sguardo a 360° e di vedere i due mari della Sardegna, quello di Oristano da una parte e quello di Orosei dall'altra.

Mappa della zona di Fonni
Sul tavolo di casa c'é il libro di
Gin Racheli dedicato alla Sardegna edito nel 1984 che illustra tutte le bellezze
non solo artistiche dell'isola. Quattro sono le foto dedicate ai menhir di Orrui
dove avevo deciso di recarmi di persona personissima pensando di
fotografare in libertà, ma il libro era per l'appunto del 1984.
Con qualche difficoltà dovuta ai cartelli illeggibili e “ lichenosi “ indicatori di una qualità dell'aria ottimale e con le indicazioni di Google Maps piuttosto imprecise, siamo riusciti a indovinare la via giusta da intraprendere.

Menhir di Orrui: indicazioni
Ma solo grazie ad un passante
abbiamo scovato quei famosi menhir chiusi in una proprietà privata dove
pascolavano beate delle salsicce travestite da maiali.
Maiali consapevoli dell'importanza storica dei famosi megaliti, pure gelosi e affamati e dunque non era il caso di scavalcare la rete per avvicinarci di più alla meta.

Coppia di menhir a Orrui
Inutile parlare della frustrazione patita; la foto sopra è opera più del 600mm della G3X patauna che dell'autore. E pensare che nel comune di Fonni di menhir dovrebbero essercene 55 quasi un quinto di tutta Sardegna. E questi di Orrui – San Michele sono i più importanti vista la presenza di una coppia maschio – femmina dove la seconda con il visibile foro passante, ha un peso rituale sicuramente maggiore.
Si racconta che a quei tempi, ossia 40 secoli fa, vigeva il matriarcato perchè è nella Madre – Terra che si genera la vita mentre il maschio è solo il partner – figlio necessario per fecondarla e portare avanti la specie.
Il menhir classico che s'incontra più frequentemente era simbolo maschile ma contemporaneamente rappresentava con la sua imponenza granitica lo spirito della durata e qui il Giordà.......
Pare che in quella antica cultura mediterranea tra Neolitico e l'età del Bronzo, la continuità della specie e la fertilità fossero una necessità impellente tale da sacrificare quanti non risultassero utili allo scopo.
Il barbaro rituale del sacrificio dell'individuo sterile e improduttivo era dunque connesso con quella cultura agro- pastorale, ma queste sono delle ipotesi e non ci sono testimonianze in merito.
Nello spazio intorno c'erano delle belle fioriture di vinca maggiore e non mancavano le querce segnate inesorabilmente dal tempo.

Vinca major

Le tombe dei giganti di Madau sono un po' più distanti dal paese di Fonni. Lì vicino ci dovrebbe essere un pozzo sacro che non siamo riusciti però ad individuare.
E pensare che a Fonni delle giovani e attraenti volontarie in minigonna stavano pulendo la piazza per non so quale evento folcloristico.
E le tombe dei giganti? E i menhir nascosti? E il pozzo sacro? E i ciclisti? E i fascisti?
Non hanno capito la battuta e me la sono data a gambe perché avevano in mano vanghe e picconi e avrebbero potuto sacrificare il maschio non replicante.
Forse un giorno capiranno...
Dicevasi Madau.....la tomba non è come quella di Arzachena ma val la pena prendersene cura e così con la roncola nuragica abbiamo eliminato qualche erbaccia di troppo.

Tomba dei Giganti di Madau
A fine maggio una distesa di nuvole pesava su Fonni e dintorni. Faceva pure freddo e tirava un vento fastidioso. Sembra che ivi ci sia un microclima sfigato per tenere lontano i turisti massificati...
Ciò nonostante il giorno 22 maggio raggiunto lo squallido parcheggio di Broncu Spina dove non è chiaro se qualcuno pratica lo sci da discesa, mi sono incamminato verso la vetta maledicendo la nebbia e il vento che soffiava impetuoso e rendeva difficoltoso fotografare pure i fiori a terra: le viole, sassifraghe, astragali e ginestre che individuarne il nome esatto può essere azzardato visti i numerosi endemismi dell'isola.

Viola

Sassifraga

Astragalo
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Punta Della Marmora (m.1834)
Pare ci sia qualche incertezza relativamente all'altezza della montagna forse a causa della nebbia che avvolge e avvolgeva il teodolite del generale Alfonso perso da queste parti nei primi decenni dell'800.
Ogni tanto la nebbia spazzata dal vento, permetteva una vista fugace dei dintorni:

Perda 'e Liana sullo sfondo
Non lamentiamoci troppo: a circa 13
km in linea d'aria, si nota la forma inconfondibile di Perda 'e Liana (m. 1293) il
famoso << Tacco >> d'Ogliastra.
Eureka!!!! Ero laggiù alla base di quella montagna dove volano maghi e stregoni nel 2016; dunque 9 anni dopo sono ancora vivo.......e quindi cogito anche se sono un po' rinco!

Girando lo sguardo in direzione 20° Nord - Est a 28 km di distanza si osserva il profilo del Monte Corrasi (m.1463) di Oliena dove sono salito ancora una volta nel 2016.
Quelle finestre tra la nebbia mi hanno permesso di riconoscere quanto visitato nove anni fa. Rendiamo grazie al vento e a Dio!

Ginestra
Ma veniamo a Fonni e ai suoi murales che fotografano la tradizione agro-pastorale di questa comunità. A spulciar la storia si scopre che il governo sabaudo fece i primi esperimenti di economia agricola proprio sull'isola con la << Legge delle chiudende >> del 1820. Non vorrei semplificare ma con l'obiettivo di dare impulso all'agricoltura dell'isola, si stabilì che ogni proprietario ( più o meno dichiaratosi tale ) poteva recintare e chiudere l'appezzamento del terreno suo.....e contiguo.
Se nel 1820 ci fosse stato il filo spinato sarebbe andato a ruba.
Qualcuno si appropriò pure di fontane e di terreni di proprietà comunale.
In Barbagia come risultò ovvio i pastori non furono affatto contenti dato che praticavano un pascolo libero e itinerante pagando le decime alla chiesa che ovviamente li appoggiò nella loro protesta, sentendosi esautorata.
Chi si arricchì erano ovviamente i ricchi e i potenti che alzarono i prezzi.
Guarda caso iniziò il fenomeno del banditismo che interessò tutto il Centro e Sud Italia. L'esercito intervenne e oltre agli omicidi ci furono le impiccagioni spesso sommarie.
Sella Quintino politico liberale di origini borghesi e dunque benestante che aveva viaggiato e studiato in mezza Europa voleva esportare quei modelli economici e non considerò affatto le peculiarità dell'isola anzi della penisola sicuramente arretrata anche sul piano agricolo oltre che culturale ma dove in qualche modo la comunità aveva un'importanza maggiore del singolo.
Il risultato finale lo conosciamo.

Murales a Fonni
I murales di Fonni hanno come tema il folclore, la pastorizia, le feste religiose.
Al solito non ho potuto approfondire questi aspetti perché il locale museo era chiuso.......
La gestione dei beni culturali lascia a desiderare come ebbi a lamentarmi con la proprietaria del B&B......ma ci stanno le chiudende e qui se fanno i cavoli propri fu la risposta sottesa !

Questa serie di ritratti è semplicemente magnifica come anche la scena seguente che esemplifica l'abilità del cavaliere sardo e il suo amore per il quadrupede in questione:

A Orgosolo paese che visitai nel 1988 con qualche apprensione, i murales hanno una storia diversa. L'aspetto politico è esplicito e le immagini sono quasi sempre accompagnate da testi. Cambiano anche i temi a seconda degli avvenimenti della cronaca locale ma anche internazionale.

Il murales è nato come veicolo d'informazione e qui in Sardegna molto spesso in opposizione al potere costituito, in sostituzione pure dei giornali che già allora non andavano a ruba.


Antonio Gramsci (1891-1937) fondatore del Partito Comunista Italiano era sardo di Ales in provincia di Oristano. Lo uccisero gli 11 anni di carcere fascista.

La macchina qui nasconde la firma di Emilio Lussu.
E per rimanere in tema:

Cadorna un cane....sarebbe da spazzar via il suo nome dalle strade...il revisionismo a volte serve come servirebbero tanti Gino Strada.
