FORCELLA VALSORDA NORD
(da Ponte alle Stue)
In montagna ogni passo apre nuovi orizzonti e raggiungerlo è una meta ambita, esattamente come la cima di una montagna, cambia di solito solo la difficoltà.
Uno di questi passi è quello di Forcella Valsorda che divide il versante Nord del Lagorai da quello Sud di Cima d'Asta. E dunque eccomi qui a raccontare una vicissitudine che si è sviluppata in tre anni diversi e che mi ha permesso in ultima di raggiungere l'agognata forcella da tutti e due i versanti.
In questo articolo seguendo la cronologia dei tempi, racconto la salita alla famosa forcella da Nord, da Molina di Fiemme per intenderci e da Ponte delle Stue (m.1260) che si trova lungo la strada che conduce al Passo Manghen. La zona comunque l'ho frequentata anche in passato e non solo a piedi, dato che il Passo Manghen è una meta ambita anche per gli Ebiker vetusti.

Mappa del percorso

Altimetria
Come si può notare dai numeri, la meta non è proprio dietro l'angolo, sono più di tre ore di cammino per un dislivello di 1000 metri.
A meno che uno non disponga del permesso per salire con l'auto fino a Malga Cazzorga (m.1837) risparmiando quasi 600 metri di dislivello e due ore di cammino; il permesso viene concesso però ai soli residenti che altrimenti ci sarebbe un ingorgo d'auto ingestibile, specie nei mesi estivi.
E dunque nell'oramai lontano 31 ottobre 2022 parcheggiata l'auto sotto il ponte ci siamo messi in cammino.
Sono trascorsi esattamente 4 anni dalla tempesta Vaia ma qui è come se fosse accaduta ieri, se non fosse che gli abeti oramai disseccati hanno perso gli aghi:
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La stessa sconvolgente distruzione la si può osservare 300 metri più in alto:
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Raggiungiamo dunque la malga e proviamo a spingerci più in alto:

Malga Cazzorga (m.1837)

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Campiol delle Stellune ore 14.00
Qui nei pressi della stalla scoperchiata che forse, auspichiamolo, qualcuno un giorno sistemerà, è finita quella gita autunnale esattamente alle ore 14.00 e dato che impiegheremo due ore per scendere, è consigliabile non procedere oltre.
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L'anno successivo ed esattamente il 12 agosto del 2023 il sottoscritto in compagnia di due cani uno sveglio e uno tardo si troverà nuovamente in loco.
Si è trovato il famoso residente << molinaro >> che mi ha scaricato alla Malga Stue Alta insieme ai 4 zampati. Dovrebbe teoricamente caricare dell'altro parentado e trasportarlo fino a Malga Cazzorga.....teoricamente.....e chi lo ha visto ? ( paranoica trasmissione TV che non ho mai guardato ).
La macchina molinara una fuori serie poco seria, non sopporta le buche fu la giustificazione a posteriori per il mancato appuntamento. Mah, alla malga erano parcheggiate un paio di macchine dello stesso tipo....il problema se mai era l'autista adatto solo alle autostrade!
In ogni caso visti gli accordi teorici superate oramai le ore 12.00 ho raggiunto la famosa malga e proseguito verso l'agognata forcella.
Di lì a qualche minuto il cane tardo tocca con la punta del naso la rete elettrificata per il bestiame e spaventato a morte parte a razzo verso il basso dove l'aveva scaricato il padrone.
La storia racconta che vista la velocità supersonica raggiunse l'obiettivo in pochi minuti e proseguì in solitaria fino alla residenza di Molina di Fiemme.
I due eroi rimasti in loco, basiti si avviarono verso la forcella fermandosi giusto per fotografare i fiori d'agosto e osservare la sella laggiù ai piedi della Cima delle Stellune (m. 2605).
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Linaiola d'alpe (Linaria alpina) |
La Cima delle Stellune |
Alle 13.15 siamo al lago delle Stellune:

Il lago delle Stellune (m. 2100)
E alle 13.40 raggiungo la meta:

Forcella Valsorda (m.2256)
In realtà il cartello è posto sul versante Nord e per poter ammirare quello che c'è dall'altra parte bisogna percorrere un'altra decina di metri in piano:

Cima d'Asta fa capolino dal passo
Ecco dunque quello che si può osservare, un panorama assai più vasto rispetto a quello dell'angusta valle da cui siamo saliti:
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Cima d'Asta (m.2847) |
A destra lo spigolo del Cengello (m.2439) |
Durante il 1916 Forcella Valsorda era presidiata dall'esercito asburgico mentre il suo corrispondente italiano era Forcella Magna (m.2115) posta esattamente di fronte, nel massiccio di Cima d'Asta.
Distanti qualche chilometro i due contendenti si sparavano amorevolmente contro, con dei mezzi calibri che i pezzi pesanti almeno per gli austriaci stavano a Ziano di Fiemme, a Calceranica e forse sulla Panarotta.
Il primo pezzo ossia quello ben nascosto a Ziano, fu usato contro gli italiani che avevano conquistato il Cauriol, il secondo per distruggere Asiago e il terzo per Castel Tesino tanto per fare dei danni irreparabili agli ex amici trentini considerati austriaci di serie B.
La zona tra le due Forcelle e in particolare Cima Socede e il Colle di San Giovanni videro una guerra guerreggiata di pattuglie in avanscoperta con continui avanzamenti e indietreggiamenti dei due schieramenti praticamente inutili. Il tutto a costo diverso da zero che poi i morti erano seppelliti se andava bene nelle retrovie.
Cosa rimane oggi sul terreno? Ovviamente la zona era tutta fortificata e le trincee erano scavate sul versante che guardava in faccia al nemico con il rischio del caso:
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Trincea vista da Nord |
Trincea vista da Sud |
Gli alloggiamenti di cui rimangono i soli basamenti erano invece protetti dal tiro nemico sul lato di Nord - Ovest della forcella:

Alloggiamenti
Che poi il nemico più pericoloso era quello naturale che trascorrere qui l'inverno con il rischio di slavine e congelamenti era un'ottima prospettiva.
E i fiorellini qui intorno?
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Saponaria Pumilio (Saponaria nana )
Alle 14.10 ci incamminiamo io e il 4 zampe sulla via del ritorno. Purtroppo, come accade nelle cose della vita, nel 2025 il border collie compagno intelligente e fedele dopo 12 anni di esistenza si presume spensierata è passato a miglior vita.

Sulla via del ritorno

Riiingooo.............
Prossima puntata: Forcella Valsorda Sud