I FIORI DELL'IMPERATORE

 

 

Nel mese di giugno dell'A.D. 2024 ho avuto la fortuna e il piacere di visitare la zona di Campo Imperatore e del Gran Sasso.

Ero assente da quel magnifico altopiano dal 1989 e la parziale salita alla cima più alta dell'Appennino Continentale non l'avevo mai tentata prima; meglio tardi che mai come recita il proverbio anche se a dire il vero era necessario aspettare fine giugno per avventurarsi a certe altezze. Infatti anche a causa della neve, l'ambita cima è rimasta un miraggio e ho dovuto fare marcia indietro a 2700 metri di quota ma in ogni caso panorami e soddisfazione sono stati all'altezza.

Qui parliamo di flora e dato che l'escursione a " grandi altezze " è arrivata prima dell'esplorazione dell'altipiano, cominciamo con ciò che ho potuto osservare oltre i 2100 metri, dunque oltre l'Osservatorio del Gran Sasso che sull'ex albergo della funivia è da stendere un pietoso velo che fa esattamente schifo e l'uso della dinamite sarebbe d'obbligo per sbarazzarsi definitivamente anche dalla storia che lega quel luogo al bandito mascelluto.

Osservatorio a parte, la zona di arrivo della funivia che sale da Assergi è la parte più brutta dei possedimenti dell'Imperatore

Chiudiamo gli occhi e incamminiamoci lungo la via...che la vetta sembra lì ad un passo!

 

 

Il Corno Grande (m.2912)

 

Doronico di Colonna (Doronicum columnae)

 

Per la specie che segue una ranucolacea, dovrebbe trattarsi della Pulsatilla alpina presente con ben 6 sottospecie. Già sorgono dubbi di identificazione tra le specie, figuriamoci per i dettagli.

 

Anemone alpina ( Pulsatilla alpina)

 

Draba (Draba aizoide)

 

 La Lingua di Cane della Maiella è sicuramente una new entry del mio erbario come anche la Vitaliana:

 

Lingua di cane della Maiella (Cynoglossum magellense)

 

Vitaliana (Androsace vitaliana)

 

Genziana primaticcia (Gentiana verna)

 

Androsace appenninica (Androsace villosa)

 

L'Androsace Villosa cresce anche sulle Alpi ma a quanto pare, non in Alto Adige. A Passo Pennes ho fotografato la cugina alpina o dei ghiacciai secondo la " vulgata ".

 

 

Viola di Eugenia (Viola eugeniae)

 

 La Viola di Eugenia è presente nei due colori blu e giallo. La osservai per la prima volta sul Monte Vettore proprio nel 1989.

A queste quote molti dei fiori fotografati sono stati danneggiati dal vento impetuoso con cui anche gli escursionisti hanno dovuto fare i conti, attrezzandosi adeguatamente con berretto e piumino caldo.

Anche per la genziana che segue il dubbio esiste; trattasi della comune Genziana Acaulis che preferisce però i terreni silicei o della cugina appenninica che cresce sul calcare del Gran Sasso?

Nel dubbio piazziamo un bel " dinarico ".

 

Genziana appenninica (Gentiana dinarica)

 

I colori dell'Imperatore

 

Campo Pericoli

Campo Imperatore

 

Scendiamo ora dalle alte quote fino giù al " Campo " dove la neve è assente e la strada in alcuni tratti rettilinea, permette di gustare appieno la magnifica prospettiva.

I fiori che ho fotografato sono quelli sul lato destro della strada regionale 17 bis, in direzione Sud s'intende. Chissà se alcune specie indomite si arrampicano anche sulle pendici erose visibili sul lato sinistro dell'altopiano; non l'ho potuto appurare, ragion per cui sarebbe il caso di tornare laggiù o lassù se preferite.

 

Campo Imperatore a quota m.2000

 

Ivi è possibile osservare numerose orchidee:

 

Manina profumata (Gymnadenia odoratissima )

Orchide maggiore (Orchis purpurea)

 

Non manca qualche ofride:

 

Fior di ragno (Ophrys sphegodes)

 

 

Ancore più a Sud si trova il bivio per Santo Stefano Sessanio (m.1251) roccaforte dei Medici, quando la risorsa principale era l'allevamento ovino. Oggi pare che il bestiame sia scomparso e che il settore soffra di una profonda crisi. Anche ai piedi della Maiella non ho visto animali domestici, solo selvatici. I luoghi abbandonati dalla pastorizia sono una perdita inestimabile per quanto riguarda le emergenze botaniche e la biodiversità anche perché lentamente il bosco comincerà a conquistare la macchia a partire dalle quote più basse.

Al lago di Racollo (m.1573) è possibile parcheggiare la macchina e seguire un sentiero che conduce alla Grangia Cistercense di Santa Maria del Monte o più correttamente ai suoi ruderi.

I monaci che la sapevano lunga, erano proprietari di milioni di ovini che utilizzavano questi pascoli nel periodo estivo prima di incamminarsi lungo i tratturi in direzione del Tavoliere; una ricchezza enorme. La  " Grangia " comprendeva stalle, ripari per i pastori e ovviamente una chiesa.

 

 

 

Lago di Racollo (m1573)

 

Qui incontriamo altri fiori:

 

Bozzolina (Polygala vulgaris)

Peverina a foglie strette (Cerastium arvense)

 

 

La Grangia Cistercense

 

 

Campanula graminifolia (Edraianthus graminifolius)

Eliantemo maggiore (Helianthemum nummularium)

 

 

 

Un gruppo di rocce in prossimità della Grangia è letteralmente ricoperto da un semprevivo: uno spettacolo unico, sembra un gigantesco polipo!

 

 

Semprevivo ragnateloso (Sempervivum arachnoideum)

 

 

 

Tra il sempre vivo fa capolino un'altra specie: si tratta di una Caryophyllaceae dal nome erotico la Paronychia della Kapela.

Infine ma la ricerca non può certo ritenersi esaustiva, facciamo un salto al Canyon dello Scoppaturo quello di Trinità alias di Bud Spencer e Therence Hill, luogo in cui sono stati girati moltissimi " Spaghetti Western " ma anche altri film.

Al solito dove cambia la conformazione del terreno, cambia la nicchia ecologica:

 

 

Canyon dell Scoppaturo (m.1540)

 

 

Eliantemo bianco (Helianthemum apenninum)

Pedicolare zolfina (Pedicularis tuberosa)

 

 

Violaciocca appenninica (Erysimum pseudorhaeticum)

Violaciocca minore (Matthiola fruticulosa)

 

Foglie a parte che più o meno appaiono lanceolate per entrambe le violaciocche, le differenze almeno per quanto riguarda il portamento, la forma e il colore dei fiori sono notevoli.

E' il 5 giugno 2024 e lasciamo Campo Imperatore; ci aspetta il Blockhaus alle pendici Nord-Orientali della Maiella ma quella è un'altra storia.

 

Verso il Valico di Capo Serra (m.1600)

 

 Mappa

 

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