La miniera di Montevecchio (1988) 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 NOTE A MARGINE

 

Anno 1988. Visto che il commissario di maturitÓ devo farlo per forza perchŔ sono un giovane professore appena immesso in ruolo, vediamo di farlo lontano da casa e dunque perchŔ no in Sardegna che allora era per me una regione sconosciuta e dunque piena di fascino.

Finiti gli esami in quel di Cagliari ho avuto la possibilitÓ di visitare buona parte dell'isola.

Alloggiavo a Quartu Sant'Elena e inizialmente ho perlustrato la zona intorno al capoluogo di regione con gli stagni di Santa Giusta e il Molentargius con saline e fenicotteri al seguito.

A Est oltre a Villasimius celebre localitÓ balneare, ho visitato la zona di Costa Rey.

A Ovest oltre alla necropoli fenicia di Nora, superato capo Capo Teulada off-limits perchŔ presidiato dai soliti cababisi in mimetica, ho messo piede sull'isola di S.Antioco.

Sulla via del ritorno ho fatto una puntata nella riserva naturale di Monte Arcosu che ospita il cervo sardo, pi¨ piccolo di quello della penisola dato che ha dovuto adattarsi ad un ambiente con caratteristiche pi¨ difficili.

Finiti gli esami l'obiettivo era di raggiungere Oristano e la strada scelta fu quella in direzione Guspini a 70 km da Cagliari.

Scopro ora che dal 2021 (in realtÓ la discussione era iniziata 20 anni prima ) esiste una nuova provincia denominata  Medio Campidano a cui appartiene attualmente Arbus e dove a pochi chilometri sorge Montevecchio con la sua miniera.

Questa nuova provincia ( per meglio dire queste nuove spese ) ha due capoluoghi per accontentare tutti: Villacidro e Sanluri.

Nel 1988 la zona mineraria era chiusa ai visitatori ma non del tutto per cui mi sono intrufolato all'interno e ho potuto fotografare alcuni ambienti.

Ora il sito minerario costituisce una attrattiva turistica ed Ŕ diventato un parco minerario. Vista la disoccupazione cronica di questa zona ex mineraria Ŕ giusto cercare di utilizzare il patrimonio industriale per tutti gli scopi del caso: il rimpiego di parte dei lavoratori e la trasmissione del sapere ai visitatori.

 

 

 

 

 

Nel 1988, villaggio (Villaggio Righi ) e miniera erano in totale abbandono e ovviamente molto pi¨ interessanti dal punto vista fotografico ed emozionale di quanto Ŕ possibile osservare ora che Ŕ diventato un museo.

Nella mostra del Fotoclub BZ tenutasi nell'autunno dello stesso anno a commento delle foto, allegai le note dello scrittore Elio Vittorini  tratte

da " Sardegna come un'infanzia ":

 

 

 

 

Le foto sono state stampate dallo scrivente su carta politenata e virate seppia con il ferrocianuro.

 

 

 

 

 

 

N.B. L'immagine del manifesto Ŕ del fotografo Alessandro Zaccaria

 

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