LUCE SULL'ELBA
( Monte Capanne )
Facciamo un po' di luce sull'Elba ripercorrendo con la memoria le stagioni trascorse sull'isola che poi è l'unica di quelle dell'arcipelago toscano che ho visitato.

La foto della lampada della nave è del 2004 ma sull'Ilva misi piede ben prima, nel giugno 1987 con Rosanna in felice attesa della Viola. Dell'epoca è inoltre il primo negativo in BN conservato nelle mie teche storiche.

Rosanna a San Piero in Campo nel 1987
La Malta inconsapevole è seduta su una miniera di minerali come scopriremo più aavanti.
17 anni dopo ossia nel 2004 la famiglia è al completo e torniamo sull'isola in camper alloggiando se non ricordo male a Lacona. Pare molto strano che abbia circolato col mezzo per le anguste strade dell'isola ma le foto parlano chiaro e la parte Est ma non solo è stata vista nelle sue varie sfaccettature più di quanto è successo attualmente dove le incursioni sono quelle legate essenzialmente all'uso della Ebike.
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Il Volterraio dal mare |
Portoferraio |
Ricordo che nel 2004 nello stesso campeggio c'erano degli amici di San Giacomo e la salita del Monte Capanne (m.1019) è stata possibile solo grazie all'auto di Guidumpa con cui abbiamo raggiunto Marciana ossia la base del monte.

Il Monte Capanne visto da Capoliveri (1987)
E partiamo allora dalla montagna più alta dell'isola per rivedere le foto di allora; quest'anno infatti sono salito sul monte in una giornata non proprio limpida e lungo un percorso diverso.
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Il paese di Poggio e Capo d'Enfola
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Marciana in basso
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Monte Calamita e Capoliveri sullo sfondo |
Marina di Campo |
In pratica in quella giornata estiva del 2004 è stato possibile osservare di tutto e anche qualcosa di più:
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L'isola di Montecristo e il paese di Pomonte |
L'isola di Capraia |
Fotografai anche qualche fiore con la macchinetta del tempo; ne possedevo due, la prima compatta digitale Nikon Coolpix885 ed una Olympus di origini sconosciute e di cui ho perso le traccie.
Avevano comunque le stesse caratteristiche ossia un sensore da 3,2 Megapixel (2048X1536).
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Helichrysum italicum |
Carlina corymbosa |
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I detriti granitici del Capanne |
Pianosa |
C'è qualcosa che permette di completare il quadro con le foto del 2026? Sicuramente, anche perché come accennato sono salito da un versante diverso, quello di M.te Perone partendo da 600 metri di quota. Pensavo di far meno fatica ma non è stato affatto così che l'età c'è tutta....e poi come si vede dalla mappa allegata il percorso è più lungo seguendo la GTE Nord.
Tra le varie peculiarità storiche merita la giusta attenzione quella incredibile torre che poggia direttamente sul granito; oggi utilizzando mezzi e materiali di allora non sarebbero capaci di costruirla.
Al limite dovrebbero chiamare degli operai albanesi....
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La linea dell'orizzonte |
La torre pisana di San Giovanni del Sec. XII |
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Le fratture del granito |
Ginestra desoleana |
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Tuberaria guttata |
Cistus monspeliensis |

Panorama dalla cima del M.te Capanne
Ricordo che l'isola è attraversata dalla GTE ossia dalla Grande Traversata Elbana e qui sul Capanne il percorso si divide in due, uno verso Patresi a Nord e uno verso Pomonte a Sud.
A mio avviso la Traversata dell'isola sarebbe da intraprendere all'inizio della primavera o in autunno ma le possibilità di pernottare in quota sono assenti.
Tenda a 70 an? Forse conviene percorrerne alcuni tratti spostandosi con l'auto.

SUD - GTE - NORD
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Viola e ginestra |
Lavandula stoechas |
Come al solito al ritorno, il sentiero si rivelerà lunghissimo; a tratti è stato possibile saltare tra un masso di granito e l'altro giocando a <<scalon >> ma il famoso Perone duoleva e l'omonimo monte pareva irraggiungibile. Di fatto come narra Koomot il dislivello nel 2026 è stato minore ma il percorso è più lungo.

GTE Nord
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Genista tra i graniti |
Erica scoparia |
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Montecristo nel 2004 dal Capanne |
Verso il Perone nel 2026 |
Manca ancora molta strada ma volgiamoci indietro verso il Capanne ( pieno di antenne per i selfie ) prima che qualcuno chiudendo gli occhi tiri l'ultimo respiro:

Sopravvissuta del 2026

A1: percorso del 2004 - A2: percorso del 2026
Nota:
Romitori e chiesette sono distribuiti sull'intero territorio dell'Elba. In passato i santi cercavano il silenzio nei boschi e negli anfratti tra le rocce che pare favorissero il dialogo con l'Altissimo o forse solo con se stessi. Oggi i costumi sono proprio cambiati anche se in realtà il turismo di massa risale alle invasioni barbariche.
Qui << San Cerbò >> trovò infatti rifugio VI secolo... Vandali prima e Longobardi poi transitavano per il Bel Paese rompendo i maroni ai poveri autoctoni disarmati, epicurei e dediti ai vizi del capitale.
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Pieve di San Cerbone del 1421 |
San Giovanni Battista del 1150 |
Riguardo al San Giovanni si racconta che i turisti maleducati erano turco-francesi alias un non senso musulman-cattolico ubiti però da interessi monetari e poi sono arrivati i giacobini italioti antipapisti per cui oggi sono rimasti in piedi solo i muri perimetrali e il campanile a vela.
Se so fregati la copertura e pure la campana.

La Pieve di San Giovanni
La Pieve sorge non lontano dalla torre omonima; vi risparmio l'eremo in rovina intitolato a San Francesco Saverio (1506-1552) un turista alla rovescia, nel senso che è stato uno dei più grandi evangelizzatori della Chiesa Cattolica Romana Spagnola, fondatore dei Gesuiti benvoluti dallo stesso papa. Il Saverio infervorato nella fede, ruppe lui i maroni agli asiatici indiani, malesiani e giapponesi.
Fu fermato dai cinesi che non ne potevano più... e allora ma non oggi purtroppo, erano contro la globalizzazione. Oggi la favoriscono immettendo sul mercato di tutto e di più a prezzi stracciati.
Diciamola tutta: favoriscono loro stessi fregando le aziende europee che chiudono i battenti. Chiamasi concorrenza sleale a capitale statal-comunista.
Ma torniamo all'inizio ossia al 1987 con la foto seguente che è stata esposta in una qualche collettiva del Fotoclub BZ degli albori:

San Piero 1987
Foto per sottrazione dove gli elementi sono ridotti all'essenziale: la panchina orizzontale e il lampione verticale.....pure forme composte secondo la psicologia della Gestalt.
Possiamo aprire un altro capitolo visto che a San Piero esiste il museo mineralogico più importante dell'isola. La base del plutone del Monte Capanne ha favorito negli abissi del tempo e della terra la formazione di pegmatiti che semplificando sono delle mineralizzazioni legate alla presenza di minerali diversi in forma fluida e a temperatura e pressione elevata.
Ebbene i ritrovamenti dei preziosi minerali sono quasi tutti nei dintorni dei paesi dei due santi che uno pensa subito di armarsi di pala e picco e tirar fuori qualche meravigliosa elbaite.
Sti c.... che il più grande esperto di minerali della zona era un minatore che dormiva con il demolitore ad aria compressa al fianco!

I filoni pegmatitici alla base del Monte Capanne

Dettaglio delle zone di rinvenimento
Tanto per capirci la Maltaura era seduta su una delle panchine dell'attuale piazza della Facciatoia dove tempo addietro scavavano i << cercatori >> di San Piero. Che facciamo? Spostiamo la Maltaura col paranco, demoliamo la piazza a picconate per vedere se sotto è rimasto qualche minerale?

I cercatori dell'elbanite
Osservando le date relative alla dipartita del Pisani e del Celleri si capisce che oggi siamo fuori tempo massimo a meno che non demoliamo la montagna con la dinamite. Vediamo allora alcune delle meraviglie che fecero spalancare gli occhi ai due indomiti scavatori e che oggi si possono ammirare al museo mineralogico di San Piero in Campo.
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Vene pegmatitiche nel granito |
Gruppo di cristalli di Ortoclasio |
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Elbaite rosa con ortoclasio e quarzo nero |
Elbaite con ortoclasio e quarzo |
Come si può notare quei lunghi e fantastici cristalli possono avere colori diversi, possono essere trasparenti, rosa, rosso, giallo, verde e pure blu. L'elbaite appartiene al gruppo delle tormaline un gruppo di minerali appartenenti alla classe dei silicati caratterizzati dalla presenza del gruppo tetraedrico (SiO4).

Elbaite con quarzo
E con questa meraviglia si conclude il reportage sul Monte Capanne e dintorni. Nella prossima puntata visiteremo la parte orientale dell'isola con le sue miniere di ferro.