RITORNO A MONTEVECCHIO

 

 

Il primo portfolio presente nella sezione omonima di questo sito è intitolato Miniera di Montevecchio. Mi recai per la prima volta in Sardegna nel lontano 1988 ed ebbi modo di visitare Montevecchio nel Sulcis e successivamente Argentiera nella Nurra, 35 km a Nord di Alghero. Le foto allegate allora sono quelle del villaggio Righi vicino a Gennas - Montevecchio e della laveria dell'Argentiera.

I luoghi erano in stato di abbandono e non visitabili ma riuscii comunque a scattare alcune foto che poi esposi nella mostra collettiva del Fotoclub BZ nell'autunno dello stesso anno.

Le foto furono " antichizzate " con il viraggio seppia e le accompagnai con un breve testo di Elio Vittorini estratto dal libro " Sardegna come un'infanzia ".

Quel portfolio denotava già allora la mia inclinazione " perversa " riguardo ai luoghi dell'abbandono e la necessità inoltre di non fermarmi alla nuda fotografia ma di arricchire l'esposizione con un commento cosa che feci in quella occasione ma anche in tutte le mostre successive collettive o personali che furono.

Nella primavera del 2025 sono ritornato in Sardegna e due sono stati i luoghi che mi ero prefisso di visitare: l'Asinara e la zona Mineraria di Montevecchio. Se l'isola costituì una novità di questo viaggio più recente, per Montevecchio fu un ritorno.

In sintesi l'ultimo esperienza " isolana " si potrebbe riassumere esattamente in quei due luoghi che sia dal punto di vista fotografico che da quello prettamente culturale, sono d'importanza fondamentale non solo per il sottoscritto ma presumo per altri visitatori che vogliono approfondire la storia e la geografia di quello che è un unicum nel Mediterraneo.

Sono passati ben 37 anni da quel primo memorabile viaggio ed è lampante al carburo ( per entrare in tema ) che il paesaggio naturale e rurale dell'intera penisola ha subito un'aggressione distruttiva sia che si tratti delle località montane che di quelle marine. A Sud di Porto Flavia sono ancor oggi capaci di costruire alberghi enormi per cui il rispetto del paesaggio è in alcuni casi una sempre nuova barzelletta. Ovunque in luoghi incontaminati nascono villaggi che sono frequentati spesso solo nei mesi estivi.

Nel film di Riccardo Milani " Un mondo a parte " del 2024 dove il ricatto del posto di lavoro è quello che viene messo in evidenza, l'unica nota positiva ma forse utopica è la resistenza del vecchio sardo che non accetta nessuna cifra per cedere la sua proprietà ai << cementificatori >> milanesi costruttori di villaggi turistici a piè sospinto.

Diversamente dal 1988 ho potuto notare, aspetto questo positivo che molti siti archeologici sono stati valorizzati anche perché come dovrebbe essere chiaro sono fonti di occupazione per i giovani e dunque di guadagno. Se non si opera in tal senso, ai giovani non rimane altro che migrare e spesso all'estero dove gli stipendi sono sicuramente più adeguati ai costi della vita ... quelli per le persone cosidette normali s'intende.

Montevecchio (m.352) sorge su una sella poco distante sia da Guspini che da Arbus ubicate più a Est in direzione del Campidano.

 

 

Mappa della zona mineraria

 

Ho raggiunto Gennas provenendo da Arbus ( fuori mappa ) e lì dove c'è l'occhio solitario ho estratto l'antica Nikon D200 e scattato le prime foto:

 

 

 

Nella piana oltre alla strada proveniente da Guspini c'è l'antica ferrovia ( indicata in blu nella mappa ) a scartamento ridotto che univa il sito minerario con San Gavino dove furono realizzate le fonderie per la lavorazione dei metalli.

Prima di Gennas c'è il Museo Geominerario e senza dubbio la visita guidata organizzata dal museo è d'obbligo per capire la complessa storia non solo mineraria del sito.

Nella cartina ho segnato molti luoghi in neretto e sono esattamente quelli che ho fotografato e riportato in questo reportage. A parte il Villaggio Righi ho percorso a piedi la strada bianca che da Gennas - Montevecchio passando per il Pozzo Sanna conduce fino al Pozzo Amsicora l'ultimo ad essere stato chiuso nel 1984. Più a sud si trova la località mineraria di Ingurtosu.

 

 

Le concessioni minerarie

 

Le tre concessioni che Carlo Alberto re di Piemonte e Sardegna firmò nel 1848 a Peschiera durante la Prima Guerra d'Indipendenza,  avevano la stessa estensione, erano quadrate con 2 km di lato per una superficie totale di 1200 ettari.

 

 

 

CRONOLOGIA

1844

Tal sacerdote Piscedda di Tempio Pausania e l'avvcocato sassarese Giovanni Antonio Sanna (1819-1875) formano una società con capitale francese di 5000 franchi per attivare la ricerca mineraria nella zona a Ovest di Guspini.

1845

A Torino fanno sapere al Sanna che la Società deve essere italiana e che il sacerdote deve essere estromesso dalle trattative.

1847

Grazie al finanziere Bartolomea Luigi Migone e ad un capitale di 600 mila lire si costituisce la Società per la coltivazione della miniera di piombo argentifero detta di Montevecchio.

1848

A Peschiera durante la Prima Guerra d'Indipendenza il re Carlo Alberto rilascia al Sanna a titolo perpetuo tre concessioni contigue dette Montevecchio I, II, III per una superficie totale di 1200 ettari.Viene ingaggiato come primo uffiziale l'ingegnere tedesco Emanuele Fercher che giunge a Gennas con 12 minatori della Stiria che moriranno per febbri malariche eccetto uno che saltò in aria con la dinamite che custodiva sotto il letto.

1849

Dirige la miniera l' ingegnere minerario Giulio Keller ungherese e a fine anno lavorano nella miniera 150 operai. La produzione è di 200 quintali di galena e 70 grammi di argento. Sono scavati 180 metri di gallerie.

1852

Direttore della miniera è Giuseppe Galletti profugo della Repubblica Romana

1857

Sanna nominato senatore del Regno alla bella età di 39 anni!

1858

Dopo 10 anni di attività la società distribuisce i primi dividendi pari a 518.487 lire

 

 

 

Ma diamo un'occhiata al Villaggio Righi fotografato 37 anni prima con la pellicola Ilford FP4 e dunque in BN:

 

 

Precisiamo che quasi tutti i nomi delle località sono intitolate agli uomini della miniera o ai loro parenti, uomini che occupavano ovviamente un ruolo importante chi direttore, chi ingegnere, chi amministratore. Per le maestranze è noto che non viene intitolato nulla....forse la tomba al cimitero. Amedeo Righi (1879-1934) operò a cavallo della prima Guerra Mondiale e fino agli anni 20.

Il villaggio in questione fu inaugurato dal solito " Capocchione Borioso " nel 1942 quindi durante la II Guerra Mondiale quando le sorti della guerra per l'Italia erano chiare e lampanti pure quelle.

 

...gli spezzeremo le reni.....dopo aver pugnalato alle spalle la Francia, ritirandoci prima dalla Grecia e poi da lì a poco dalla Russia...

 

 

 

Il villaggio Righi  con a sinistra l'inaugurazione del 1942 alla presenza del duce

 

Il villaggio fu abitato fino al 1972 e fu soprannominato Shanghai perché come nella metropoli cinese il divertimento era di casa e vi si tenevano balli e feste.

Gennas non è distante.... e così doveva apparire quando l'attività mineraria era in piena fioritura:

 

 

Gennas

 

Sullo sfondo della piazza c'è l'ospedale mentre l'edificio più grande a destra è quello della direzione.

 

CRONOLOGIA

1862

Nel 1862, dopo 10 anni di direzione, Galletti fu sostituito dal giovane ingegnere Eugenio Marchese, proveniente dall’ufficio del Corpo Reale delle Miniere d’Iglesias e in breve tempo le aree coltivate, che come già ricordato venivano chiamate Levante e Ponente in funzione della loro posizione rispetto a Gennas Serapis, si estesero a tutta la superficie della concessione, localizzata tra Guspini e Ingurtosu. Nel 1865 lavorano 1100 operai.

1866

Sanna chiama a dirigere la miniera un giovane ingegnere sardo Giorgio Asproni. Fercher è nominato vicedirettore.

1868

Lotte intestine con i parenti acquisiti tra cui il Guerrazzi ( nipote del famoso e burbero Francesco Domenico politico e scrittore risorgimentale ) fanno decadere Sanna dal ruolo di titolare. Viene costruita la Laveria Eleonora d'Arborea poi rinominata Sanna.

1869

Quintino Sella visita la Sardegna e Montevecchio insieme a Eugenio Marchese già direttore della miniera.

1870

L'assemblea degli azionisti restituisce Montevecchio a Sanna.

1872

A levante il Pozzo Sant'Antonio e la miniera di Sciria vengono intestati ad un'altra società: La Nouvelle Arborese.

1874

A levante viene dichiarata “ scoperta “ la miniera di Piccalinna intestata anch'essa alla Nouvelle Arborese.

1875

Muore Sanna e subentra il genero Alberto Castoldi (1865-1904).

1877

Visita del Principe Tommaso di Savoia che inaugura la laveria Sciria.

1878

A Ponente viene costruita la laveria Alberto La Marmora; viene ultimato il palazzo della direzione e viene costruita la ferrovia a scartamento ridotto Sciria – San Gavino che rimarrà in funzione fino agli anni 60.

 

 

E oggi cosa si vede a Gennas oltre alla direzione che per vari motivi non ho potuto visitare ?

 

 

 

Quelle pompe a benzina e gasolio sono un irresistibile colpo d'occhio e sono esse stesse un reperto industriale; di certo non funzionano affatto.

Prima di percorrere il famoso itinerario vediamo alcune immagini dei pozzi di estrazione più antichi, quelli di Levante che hanno comunque subito vari ammodernamenti tra cui la trasformazione in spazi museali:

 

 

Il Pozzo Sartori

 

Il castello del pozzo Sartori in cemento armato è visibile da qualsiasi angolazione. La struttura altissima, reggeva mediante funi di'acciaio l'ascensore che portava i minatori nelle viscere della terra.

Nella zona di Levante sono state scavate numerose gallerie di cui le più antiche permettevano di raggiungere le vene minerali scavando direttamente la montagna. Grandi sono gli spazi attigui occupati da officine e laverie per la cernita del materiale. Da qui partiva anche la famosa ferrovia a scartamento ridotto per San Gavino.

 

 

 

Fotografia di Archeologia Mineraria

 

 

Stratigrafia

Tipologie di rocce

 

Ponendo attenzione al solo colore blu si nota che i filoni di mineralizzazione a galena per il piombo e blenda per lo zinco, sono disposti sia in orizzontale che in verticale da cui la necessità di scavare dei pozzi a livelli anche inferiori a quello marino. Le mineralizzazioni di origine magmatica risalgono al Carbonifero ossia a 360 - 300 milioni di anni fa, quando in seguito allo scontro tra le placche tettoniche di allora si formarono le catene erciniche di cui la Sardegna costituisce un esempio classico. All'orogenesi ercinica ( 320 - 280 milioni di anni fa ) risalgono anche alcune rocce delle Alpi Carniche.

Dunque filoni, ma non di solo pane vive l'uomo, ma di una fatica estrema che minava la salute anche se nel corso degli anni si ebbero dei sostanziali miglioramenti:

 

Ascensore

Pozzo di scavo

 

Ai famosi imprenditori dell'800 faceva gola anche il lavoro delle donne e pure quello minorile pagato ovviamente meno di quello del minatore; era anch'esso un lavoro che poi " le mogli  " scendevano a piedi fino a Arbus e Guspini tra il fango e le intemperie per preparare un " lauto pasto " a mariti e figli.

Nel 1869 Quintino Sella passò di qui anche per documentare la situazione sanitaria dei lavoratori e lo sfruttamento degli stessi. E' noto che i numerosi incidenti mortali che colpirono donne, bambini e operai non ebbero alcun seguito; alle vedove al massimo si aprivano i posti come nuove cernitrici in una catena di fatiche senza fine.

 

 

 

Cernitrice

 

Ma dirigiamoci lungo il percorso indicato nella mappa per far conoscenza con il famoso albergo Sartori che ospitava gli scapoli:

 

 

 

 

Era una struttura enorme in rapporto all'ambiente circostante e poteva ospitare 250 persone in grandi e " intime " camerate:

 

 

 

Fu inaugurato anch'esso dal solito << mascelluto >> nel 1942:

 

 

L'albergo intitolato a Francesco Sartori

 

 

 

CRONOLOGIA

1881

A Telle viene “ scoperto “ il Pozzo Telle ( Amsicora ).

1887

La Montevecchio acquista le concessioni Sciria e Piccalinna.

1900

Il vecchio secolo si chiuse con l’Esposizione Universale di Parigi del 1900; la Società di Montevecchio si presentò come una delle maggiori produttrici mondiali di piombo per cui ottenne importanti riconoscimenti.

1902

Viene estesa la concessione ai minerali di zinco (blenda).

1908

La commissione parlamentare d'inchiesta sulle condizioni dei minatori visita Montevecchio.

1910

Sollmann Bertolio (1868-1923) il genero di Alberto Castoldi subentra alla guida dell' intero complesso minerario. Si dedicò alla miniera di Montevecchio per ben diciotto anni, incrementando il settore minerario e sociale, con la costruzione di nuovi alloggi moderni e confortevoli come la nuova laveria di Piccalinna e curando il miglioramento delle condizioni di lavoro dei minatori.

1915

Causa la guerra l'attività a Montevecchio subisce un brusco rallentamento.

1919

Sommosse e sabotaggi da parte degli operai che chiedono aumenti salariali.

1923

Alla direzione fu chiamato Amedeo Righi (1879-1934) che, come vice, aveva già sostituito Bertolio richiamato alle armi.

1926

Il governo fascista “ chiede “ alla Montevecchio di acquistare la miniera di Bugereddu e parte della Società Elettrica Sarda.

1929

Effetto della crisi mondiale e fine della politica di espansione della Montevecchio.

 

 

Dopo il famoso albergo troviamo il primo pozzo storico della zona di ponente: il Pozzo Sanna intitolato al lungimirante imprenditore Giovanni:

 

Pozzo Sanna con sullo sfondo l'albergo Sartori

 

La data non deve trarre in inganno, il Castello fu rifatto nel 36 ma il pozzo era già attivo dal 1862. Dobbiamo pensare che la miniera quando operativa veniva continuamente rimodernata.

Ebbene ivi mi trovai totalmente solo che la Malta riposava al Sartori; il fascino del luogo dimenticato dagli uomini da più di 40 anni era incredibile e non esitai a visitare tutti gli spazi dove era possibile accedere.

 

 

 

Il ferro sparso sul piazzale antistante la miniera farebbe la gioia del povero Santini..... ma è auspicabile che rimanga in parte sul posto che qui un trekking minerario sarebbe auspicabile.

 

 

 

La foto di destra è quella della laveria Eleonora d'Arborea del Guerrazzi poi diventata Sanna; quei numerosi edifici risalenti al 1868 oggi non esistono più.

Qui si apre un capitolo a parte e se vogliamo prettamente ecologico. E' noto che l'attività mineraria oltre a deturpare la montagna, utilizzando l'acqua per " pulire " il minerale inquina pure i torrenti preposti a tale attività. Dove finiscono le acque del rio Piscinas che scorre affianco della laveria di cui sopra?

Il giorno dopo siamo sulla costa Est e si apre un paesaggio che da solo varrebbe un viaggio: le dune di sabbia di Piscinas formatesi in milioni di anni si spingono dal mare fino all'interno.

 

 

Le dune di Piscinas

 

 

Ma per raggiungerle bisogna attraversare il torrente che scende da Gennas passando per la famosa laveria:

 

Il fiume rosso

 

Gli ossidi di ferro hanno dato il loro contributo al colore visibile nelle due foto e la qualcosa è sicuramente spettacolare da un lato ma non particolarmente gradita agli addetti alla tonnara che ovviamente non era più visitata dal Tonno Marruzzella e Nostromo & C .

Cosa incredibile, il Prefetto della zona costrinse la Montevecchio a costruire una diga che limitasse l'inquinamento favorendo il deposito dei materiali ferrosi.

La diga però venne distrutta dal fiume stesso... e non più ricostruita che tanto gli unici Tonni rimasti in Italia sono l'Armando e l' Enzo..... non commestibili perché ercinici!

Ma chiudiamo la parentesi e proseguiamo innanzi dopo aver dato un'occhiata agli interni del Pozzo Sanna:

 

L'ascensore

L'argano

 

 

Pozzo Sanna

 

 

CRONOLOGIA

1930

Realizzazione della fonderia a San Gavino Monreale terminale della ferrovia a scartamento ridotto costruita negli anni 70 dell'800. Il capitale era diviso tra la Monteponi e Montevecchio.

1931

A causa dei numerosi acquisti e conseguenti debiti sono necessiri capitali freschi rifiutati però dalle banche.

1932

La società è sull'orlo del fallimento e il 13 dicembre presenta la domanda di concordato preventivo al Tribunale di Roma.

1933

Il tribunale lancia l'offerta di vendita a cui rispondono la Montecatini e la Monteponi. Finisce l'era Sanna e nasce la Montevecchio Società Anonima Mineraria. Tra i tecnici si distingue Filippo Minghetti che guiderà la miniera dal 36 al 61. Letterio Freni giovane perito elettromeccanico rivoluzionerà il lavoro in miniera inventando nuovi e potenti mezzi di perforazione e trasporto materiale.

1935

L'amministratore della Montecatini Guido Donegani (1877-1947) cede il 50% della societa all'ingegnere Francesco Sartori ( morto nel 1941) . Direttore generale è Giovanni Rolandi (1898-1983).

1936

Filippo Minghetti viene nominato direttore e viene installata la teleferica Principe – Sanna che collega il pozzo a Gennas.

1937

Nasce Pozzo Impero poi ribattezzato Sartori.

 

1939

 

Nasce la nuova società Montevecchio S.I.P.Z. (Società Italiana Piombo e Zinco). Gennas viene ammodernata con nuove case, spacci aziendali, scuole, impianti sportivi e dopolavoro. Viene ammodernato anche l'ospedale di Gennas.

In quello stesso anno si raggiunse il massimo, nella storia passata e futura della miniera, della produzione annuale con l’estrazione di 519,731 tonnellate di grezzo, di cui 33,109 di galena, al 60% di Pb pari a 20,000 ton, e 49,271 di Blenda, al 59.7% di Zn pari 29,500 ton; contemporaneamente la manodopera era arrivata a 2,816 unità.

1940 – 1945

Diminuisce la mano d'opera; grazie all'inventiva di Freni si producono coltelli, forchette, sedie, aratri e candele al carburo per pagare gli stipendi agli operi.

 

 

 

 

Guido Donegani amministratore della Montecatini è un personaggio a tutto spigolo! Prima del 22 era nel partito democratico liberale affianco a Giolitti, Olivetti, Amendola e altri insigni personaggi.

Poi aderì al fascismo ma presumo per avere piede libero riguardo agli interessi dell'azienda. Venne arrestato dalla Gestapo a Roma per presunti contatti coi partigiani ma riuscì a fuggire in Svizzera dove al termine della guerra fu consegnato agli inglesi per i suoi passati fascisti......

Politicamente gli ruppero i coglioni da tutte le parti la qual cosa ne minò la salute a talpunto che morì nel 47.

La Montecatini di Donegani era un colosso:

 

 

Montecatini: anno 1930

 

 

Altro personaggio degno di nota è Francesco Sartori della Monteponi che collaborò con Donegani. Morto improvvisamente nel 1941 gli fu intestato oltre all'omonimo pozzo, l'albergo operaio e la colonia marina della Funtanazza la cui costruzione iniziò nel 1952 e venne aperta ai bambini nel 1956.

Come disse un famoso scrittore sui luoghi bisogna ritornarci che non è possibile conoscere tutto in una volta sola...infatti la Funtanazza la vidi solo su un libro...

 

La colonia marina della Funtanzza

 

 

La colonia marina " Francesco Sartori "

 

 

Dopo il Pozzo Sanna si arriva ad un gruppo di case ovviamente abbandonate che viene denominato " villaggio " Zely.

Chi era Zely? Zely era l'ultima dei figli di Sanna che andò in sposa a Castoldi il genero che successe al Sanna nel 1875.

 

 

Villaggio Zely e l'inconfondile sagoma del Monte Arcuentu

 

 

 

 

In ciascun punto del tragitto si aprono dei panorami da cui è possibile ripercorrere tutto l'itinerario seguito; nella foto di destra compare Gennas sulla sella, l'imponente albergo Sartori e il Pozzo Sanna con i pochi resti della laveria diventati praticamente un cumulo sassoso.

Gli interni sono come al solito devastati ( non ho mai capito perché i visitors marziani hanno il gusto di distruggere tutto, dalle finestre alle porte, ai camini, ai muri di luoghi un tempo abitati da uomini che sicuramente non erano a loro simili ).  I murales << orgosoliani >> non mancano:

 

 

Serapis

 

 

 

Il villaggio Zely

 

 

 

CRONOLOGIA

1948

La mano d'opera cresce fino a 3136 persone di cui 152 sono impiegati. Si festeggiano i 100 anni della miniera e la Montevecchio distribuisce 225 milioni sotto forma di premi ai dipendenti.

1949

Vertenza sindacale e nuovo << Patto Aziendale >> che assicurerà stabilità all'azienda per 11 anni. Riprende il lavoro in miniera e viene costruita la Diga Donegani.

1950

Viene ultimata la diga con un invaso do 300.000 mc utilizzati sia in campo civile che industriale.

1951

Progetto della Colonia Funtanazza per i bimbi degli operai.

1952

Viene asfaltata la strada per Guspini e Freni studia il primo autovagone a pneumatici. Il medico delle miniere Mariani assunto nel 1907 va in pensione.

1956

 

Inaugurazione della colonia marittima “ Francesco Sartori “ a Funtanazza presenti 1500 operai e tutte le rappresentanze politiche e religiose. Gli autovagoni e le autopale inventate da Freni e costruite a Gennas entrano in funzione e verranno poi vendute in tutto il mondo.

1960

Il filone è in esaurimento.

1961

Scioperi e occupazioni. La società viene incorporata nella Monteponi. Diventa 'amministratore delegato Giovanni Rolandi (1898-1983). Minghetti lascia dopo un servizio di 26 anni.

1963

Nuovi capitali e investimenti con realizzazione di impianti di frantumazione. Vengono collegati i Pozzi Sanna e Amsicora.

1966

Nasce il colosso Montedison e inizia il declino del settore minerario e metallurgico.
 

1967

Lascia dopo 35 anni di servizio Lettiero Freni. Subentra Giuliano Marzocchi (1922-2010) del gruppo Montevecchio della Montedison; rimarrà in carico fino al 1974.

 

 

Dopo il villaggio s'incontrano i due invasi sul Rio Mannu di cui il più antico è il Zerbino posto più in basso. A monte c'è l'imponente diga Donegani con un invaso di 300.000 mc d'acqua che servivano sia per usi industriali che civili.

 

 

La diga Zerbino

 

 

La diga Donegani

 

 

I due invasi

 

Confrontando le foto antiche con le nuove salta subito all'occhio il " lavoro " di ripristino di Madre natura. Manco le bombe atomiche la fermeranno...

E' giunta l'ora del pasto e ci fermiamo giusto qui:

 

 

Il villaggio Telle

 

O più precisamente contando i decenni trascorsi...  qui:

 

 

Seduti all'ombra dei pini piantati molti anni prima guardiamo in basso:

 

 

Laveria La Marmora (2025)

 

E la vista è sicuramente diversa rispetto a quella degli impiegati che occupavano la palazzina 100 anni prima o giù di lì:

 

 

 

Laveria La Marmora (1878)

 

CRONOLOGIA

1970

Il personale cala a 1066 unità.

1971

La Monteponi – Montevecchio rinuncia a tutte le concessioni.

1972

Chiude l'albergo Sartori.

1973

Vengono chiusi i livelli alti del Pozzo Sanna. I minatori impiegati sono 863.

1974

Lascia Giuliano Marzocchi e subentra Bruno Corona.

1975-76

4 miliardi di passività; lascia l' Egam subentrata alla Monteponi e subentra l'Eni con la società SAMIN.
 

1977 – 80

Lunga agonia della miniera; viene fermato l'impianto di trattamento di Levante.
 

1980 – 84

La Regione Sarda concede 14 miliardi per le ricerche; si prevede di trasportare il materiale scavato nel Pozzo Amsicora fino a Iglesias. I SOLDI SONO BUTTATI VIA COME SPESSO ACCADE IN QUESTA ITALIA POST-POST INDUSTRIALE (questa è mia).

1986

L'ENI scorpora il settore minerario da quello metallurgico incassando 600 miliardi di recuperi fiscali non più investiti nella ricerca mineraria. Nasce la S.I.M Società Italiana Miniere che incorpora anche Montevecchio.

1988

Chiudono uno dopo l'altro i Pozzi Piccalinna, Sant'Antonio, Sartori e Sanna. IN OGNI CASO IN QUELL'ANNO NON AVREI AVUTO LA POSSIBILITA' DI VEDERE DA VICINO I LUOGHI IN ELENCO (questa è mia).

1991

Dopo 27 giorni di occupazione il 18 maggio 1991 chiude l'ultimo pozzo l'Amsicora.
 

1991 – 1999

 

L' accordo tra ENI, Regione e Sindacati, sanciva la chiusura definitiva della miniera e prevedeva: un parco tecnologico a Ingurtosu, iniziative di reindustrializzazione per il reinserimento dei minatori, la forestazione su terreni di proprietà ENI per 2,500 ettari, la creazione del Parco geominerario sardo.

Dal 21 marzo 2000 la concessione è stata trasferita a IGEA SpA per le attività di messa in sicurezza e bonifica.

 

 

E dopo il parco pasto facciamo una capatina al Pozzo Amsicora:

Pozzo di ventilazione

Pozzo Amsicora

 

Vagoni trasporto minerale

Ascensore

 

 

Con la chiusura del Pozzo Amsicora nel 1991 si chiude la lunga storia della miniera di Montevecchio e si chiude anche questo lunghissimo reportage.

 

Pozzo Amsicora (1938)

 

 

Coincidenza: la foto del Pozzo Amsicora è stata scattata il 18 maggio 2025 esattamente 34 anni dopo la chiusura del pozzo.

Ho finito di scrivere questo lungo reportage completo di foto e testi il 27 novembre 2025. Stampare un libro CEWE su Montevecchio o una monografia sulla Sardegna 88/16/25 ? Vedremo....

 

 

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