STAVA

(1985 - 2015)

 

Perchè Stava? Nel borgo colpito dalla tragedia del 19 luglio 1985 di cui ricorreva nel 2025 il 40 esimo anniversario, mi sono recato un paio di volte proprio l'anno scorso, prima a marzo quando ho effettuato una gita a piedi seguendo quello che viene chiamato " Il sentiero della memoria " e poi in estate per un refresh dinamico.

Nei luoghi bisogna ritornare e in questo caso sopratutto per non dimenticare le catastrofi provocate dall'incuria umanoide.

 

 

Alto Adige: 19 luglio 2025

 

 

E dunque cominciamo dall'epilogo, dalla tragedia, con la scultura che ricorda i " sommersi  " nel cimitero monumentale di Tesero:

 

Cimitero monumentale di Tesero

 

 

Mappa della Val di Stava

 

La mappa allegata non comprende la zona mineraria posta più a Nord, ossia le miniere, i fabbricati per la lavorazione del materiale e i bacini di stoccaggio del materiale inerte che si trasformò poi da inerte in una bomba ad orologeria.

 

 

Il prima...

 

La storia racconta che nella valle il lavoro e le possibilità di sopravvivenza erano legate alla montagna, leggi allevamento del bestiame, manutenzione del bosco con segherie in Via Molini a Tesero (spazzati via dalla frana ), forge e fonderie nello stesso luogo e infine ad un'agricoltura di sussistenza. Molti erano gli abitanti della valle che nel periodo estivo emigravano in A.A. o altrove.

Lo sviluppo turistico avvenne solo dopo la seconda guerra mondiale e nel 1985 si contavano lungo la vallata 5 alberghi.

L'arrivo della Montecatini poi Montedison, intorno agli anni 60 fu visto come la manna caduta dal cielo......lavoro per circa un centinaio di minatori, costruzione di un acquedotto che serviva prima l'industria mineraria e secondariamente il paese, case con riscaldamento a Tesero e tanto altro ancora. Era arrivata finalmente la civiltà con l'Italia che si stava trasformando da paese agricolo in paese industriale con l'ovvio miglioramento delle condizioni economiche di quelli che da contadini diventarono operai.

Il costo primario fu l'abbandono della campagna e in particolar modo della montagna. E poi una colossale migrazione interna a livello di paese specie da Sud con i problemi del caso.

 

Prezzo da pagare a Stava? Lo si è visto circa 25 anni dopo con 268 morti.

Cause del disastro: progetto delle vasche di sedimentazione non adeguato e manutenzione delle stesse inesistente.

Processo concluso in giudicato nel 1992 con pagamento posticipato dei danni a persone e cose.

Colpevoli: Montedison, Prealpi ossia la ditta che rilevò successivamente la miniera ( fallita....non sborsò una lira ), la Provincia Autonoma di Trento o meglio gli uffici responsabili del territorio.

Ospiti delle patrie galere: negun ma propri negun che erano tutti incensurati e il nostro è uno stato supergarantista e tutti sono a piede allegramente libero!

 

Il Sig. Lucchi che nella tragedia ha perso i genitori è il promotore e presidente della Fondazione Stava 1985; ho avuto la fortuna di seguire una sua conferenza dove egli ha illustrato nei dettagli tutti gli avvenimenti puntando particolarmente il dito sulla mancanza di responsabilità delle ditte coinvolte, dei tecnici, dei funzionari pubblici e privati.

 

Ognuno faceva i cazzi suoi puntando come gli americani ai dollari sonanti.

 

 

 

La zona mineraria

 

La foto riprende sia la miniera di Prestavel a mezza costa sulla montagna sia gli impianti di lavorazione della fluorite in parte nascosti dal bosco.

La foto è' stata eseguita dalla zona che prima della tragedia era occupata da uno dei bacini che raccoglieva il materiale inerte o inutile che si dica. Ora a 40 anni di distanza è un bel prato e la vegetazione arborea sta ricrescendo anche se VAIA ha distrutto i boschi più in alto e quasi tutti quelli di Passo Lavazè che andarci fa male alla vista oltre al cuore.

Catastrofi naturali da una parte e umane dall'altra che nei tempi moderni dei cambiamenti climatici s'intrecciano indissolubilmente.

 

 

L'uragano VAIA a Prestavel

 

 

 

Cosa si estraeva dalla miniera qui come in altre parti della regione? In passato poca galena e poco argento, dagli anni 60 la fluorite, un minerale prezioso per alcuni trattamenti metallurgici e per le ottiche di qualità.

 

 

Rocce contenenti fluorite

 

Qui ho scoperto che la lavorazione non era del solo minerale scavato in loco ma di quello della Vallarsa sopra Laives, quello dell'altopiano di Nova Ponente, quello della miniera di Corvara in Val Sarentino e della Torgola in Val del Chiese. In pratica con la costruzione negli anni 60 delle strade, tutto ciò che veniva estratto in regione veniva trasportato e raffinato a Stava.

Ovviamente nel tempo i bacini di decantazione crescevano di volume proporzionalmente al materiale raffinato.

Non ne bastò uno e nel 1969 se ne creò un altro più a monte ma con i piedi in ammollo sul precedente è il caso di sottolinearlo .

 

 

 

Gli impianti di lavorazione del materiale

 

 

Minatore e materiale di scavo

 

 

Maglio

Benna

 

 

 

 

 

 

Gli impianti di lavorazione

 

Il materiale estratto

L' utilizzo della fluorite

 

Da notare che la ditta Prealpi fallita e morosa ( di nessuno ) non tenne conto della quantità di sterile accumulata e quelle 45.000 ton è un dato estrapolato dai periti del tribunale di Trento.

Sono totalmente ignorante di cosa dice la legislazione in merito ai fallimenti d'impresa ma sto pensando al fatto che qualcuno in particolare qualche dirigente della Prealpi con qualche piccola responsabilità,  " i schey  " deve averli intascati. Magari si è fatto la villa, la mercedes, l'amante e qualcosa d'altro. Rimborsi per la strage? Nessuno come è scritto nella sentenza.

Eppure fino al momento della tragedia la ditta era lì con gli operai nella miniera e il  << ciclone >> che separando l'acqua dal materiale inerte depositava quest'ultimo sui bordi degli argini dei bacini!

 

 

Discariche e accrescimento degli argini con l'idrociclone

 

 

Miniera e bacini di decantazione

 

Nel riquadro della foto di destra c'è la casetta in mezzo al prato posta appena al disotto del bacino inferiore: un suicidio programmato!

 

 

 

Dunque circa 200.000 m3 fu il materiale crollato a valle ed è difficile comprendere il volume in questione se non si ricorre alle fotografie dell'epoca ( morti a parte ).

L'onda d'urto alla velocità di 90 km/h  ha divelto alberi e abbattuto edifici esattamente come il vento di VAIA incanalandosi nella Valle di Stava di per sé molto stretta. Poi è arrivato il fango.

 

 

 

Il crollo dei due bacini

 

 

I soccorsi

 

Prima e Dopo

 

Località la Palanca: monumento donato dalla comunità del Vajont a quella di Stava ( Opera di Toni Gros)

 

Quali furono le cause del crollo dei bacini di decantazione? La risposta è semplice e non occorrono gli esperti per capire che se le cose sono fatte male prima o poi si rompono.

La prima colpa grave è costruire una bacino a pelo libero sopra un abitato e la seconda è stata quella di costruirne un altro poco sopra; la sua base non era in cemento armato ma in materiale simile a sabbia in ammollo. In pratica un castello di sabbia che dove l'acqua lo lambisce, si disfa. E non c'era alcuna aderenza con la roccia del substrato della montagna. Ancora peggio quella era una zona umida con acqua superficiale che garantiva ancora di meno l'aderenza con la sabbia depositata.

Lo scarico della parte liquida in eccesso non era stato collocato correttamente, non funzionava perché ostruito e addirittura tagliava l'argine superiore costituendo un potenziale punto di frattura.

Insomma un progetto demenziale sin dalle origini con controlli assenti e superficiali, addirittura con omissioni e con ordini di lavoro in cui risultava che non era il caso di fare alcun controllo che tutto era assolutamente sicuro. Infine ciliegiona sulla torta i controlli erano demandati alla ditta che gestiva l'impianto ( il controllo di se stesso a risparmio massimo )

 

 

 

<< Strano che non sia già crollato >>

 

 

 

<< Il sistema a monte, rapido ed economico >>

 

 

 

<< La provincia autonoma: concorso in omicidio colposo plurimo >>

 

 

<< il dio denaro >>

 

 

<< Memoria - Coscienza - Responsabilità >>

 

 

 

 

 

 

Chiesa di San Leonardo e cimitero monumentale di Tesero

 

 

 

 

 

 

Orari

Libri

 

A Stava bisogna andarci!

 

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