SULLA VIA DI SANTIAGO

 

 

Nello spirito del pellegrinaggio Ŕ l'eternitÓ dell'anima

 

Ho messo mano alle diapositive e ai file digitali di oltre 20 anni fa. Ci˛ di cui mi accingo a scrivere Ŕ relativo al viaggio intrapreso nel 2002 alla volta di Santiago di Compostela a bordo del camper, mezzo di cui disponevo in quei tempi remoti. Specifico subito che a mia giustificazione erano presenti i 4/5 della famiglia di cui due minori non certo disponibili a sobbarcarsi un " Camino " sicuramente difficoltoso per tante e ovvie ragioni.

Uno dei motivi per cui mi misi in moto allora o meglio in camper Ŕ che di fronte alla finestra di casa appare una chiesetta dedicata guarda a chi? A San Giacomo Maggiore, il famoso pellegrino.

 

 

 

La chiesetta di San Giacomo di Laives

 

L'arcobaleno era talmente lungo da collegare i due San Giacomi e dunque la curiositÓ di vedere quello galiziano doveva essere soddisfatta non da remoto ma da vicino. Vicino un " keiser "; la localitÓ santa dista 2000 km o forse pi¨ da Bolzano

Per curiositÓ ho cercato di valutare quanto fosse lungo quell'arco, note le coordinate geografiche dei luoghi menzionati e trascurando la sua altezza in cielo, un arcobaleno radente per capirci. Una possibile strada Ŕ quella di convertire le coordinate geografiche ossia la latitudine e la longitudine in coordinate cartesiane per poi determinare la corda che unisce i due punti e l'angolo sotteso alla stessa. Con un ultimo passaggio si calcola l'arco di circonferenza relativo.

 

 

 

L che Ŕ un arco di circonferenza Ŕ una curva ortodromica, in pratica la curva di lunghezza minore che unisce due punti su una sfera:

 

 

Ortodromia

 

Esistono altre strade e quindi altre formule per arrivare allo stesso risultato; le seguenti sono derivate dal calcolo matriciale e dal prodotto scalare dei due vettori che identificano le localitÓ sul globo terracqueo. Il cos (phi) relativo al prodotto scalare identifica l'angolo al centro sotteso dai punti P1 e P2:

 

 

 

Dunque l'arcobaleno che unisce Compostela con il San Giacomo casalingo Ŕ lungo in ogni caso 1618 Km ma sono ben 2157 km quelli che bisogna compiere in auto per arrivare a destinazione, ovviamente molti di pi¨ viste le curve e i saliscendi del caso.

Ma non perdiamo il filo in disquisizioni trigonometriche e passiamo nel campo dell'arte.

 

Maestro Narciso da Bolzano: San Giacomo e Santa Barbara

 

La chiesetta Ŕ romanica e i documenti ne attestano l'esistenza giÓ nel 1237; il promontorio che occupa Ŕ lungo un percorso a mezza costa, l'unico esistente tra l'abitato di Laives e Bolzano stante la palude allora presente nella piana. Il trittico Ŕ gotico e dopo anni di oblio Ŕ stato restaurato e sistemato all'interno dell'edificio di culto. Esistono anche degli affreschi che fanno sempre riferimento al santo ma non sono visibili per l'aggiunta delle volte gotiche che con le modifiche cinquecentesche li hanno nascosti e in parte cancellati.

Nel trittico il santo " ligneo " porta la pellegrina, il bordone e il grande cappello a falde con la conchiglia, tutti i simboli iconici del gran camminatore che si spinse dalla Palestina fino in Galizia,  dirimpetto all'oceano Atlantico. Terra maledetta quella palestinese oggi come allora e infatti quando il santo ci ritorn˛ fu immediatamente martirizzato.

Secondo la tradizione ebraica fu riportato dove aveva predicato......insomma quell'andata e ritorno non avevano proprio senso! Ma si sa, cose prive di senso ce ne sono moltissime.....

Il medioevo Ŕ stata un'epoca dove Dio permeava la vita di tutti specie quella dei poveretti della cittÓ...salta un pasto, saltane un altro, fai la riverenza, fai la penitenza.....

Sta di fatto che tutti o quasi, si mettevano in cammino; chi non poteva ed era ricco incaricava qualcun altro di sostituirlo. Le vie erano tre: c'erano i romei, c'erano i palmieri e i jaquets. I primi seguivano la via Francigena e arrivavano a Roma per acquistare l'indulgenza plenaria; i secondi cercavano di raggiungere la Palestina ma spesso ci lasciavano le penne, molti infine si recavano a Santiago anche perchŔ, grazie a Gotescalco vescovo di Le Puy, potevano disporre di una guida del Touring francese giÓ nel 950 dC. o gi¨ di lý.

Il Codex Calixtinus Ŕ di qualche secolo successivo e porta questo nome in grazia di papa CallistoII che lo fece pubblicare tra il 1139 e il 1173. Era una specie di manuale per l'indomito pellegrino con tutto quello che serviva, consigli e preghiere comprese, per giungere alla meta in carne poca e ossa molte.

 

 

 

 

Nella mappa di cui sopra si osservano le principali vie di pellegrinaggio; in anni diversi ho potuto raggiungere le principali localitÓ francesi da cui il " Camino " transitava. Parigi, Vezelay ( i castelli della Loira ), Le Puy e Arles sono le localitÓ pi¨ importanti e in loco ci sono delle splendide chiese romaniche dove la conchiglia che segna la via non manca mai.

 

 

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Da Notre Dame de Paris parte la via Turonensis, da S.Madelleine di Vezelay la Lemovicensis, da Notre Dame du Puy la Podiensis e la Tolosana da S.Trophime di Arles.

Nel 2022 ho seguito l'itinerario di Arles, deviando a Nord verso Ostabat  per raggiungere Roncisvalle. Tappe d'obbligo sono state Aigues Mortes e Carcassonne con i loro maestosi castelli:

 

 

 

Aigues Mortes e Carcassonne

 

 

Chi da bimbo leggeva Tex Willer per cui gli sono care le fucilate e pure le scazzottate, poteva in quei tempi remoti consultare anche l'enciclopedia " Conoscere " un bestseller della cultura d'infanzia degli anni 60.

Guarda caso alcune memorabili immagini sono dedicate al pi¨ famoso paladino della storia, l'Orlando che furioso morý con la Durlindana in mano suonando l'Olifante proprio nelle gole di Roncisvalle. Si badi che tra i libri che formano il Codex, alcuni trattano dell'epopea Carolingia, del sogno di Carlo Magno con tutti i protagonisti della tavola rotonda.

 

 

 

Leggenda? Storia?  Qualcuno dice che non furono i mori ma gli indomiti baschi a tendere un'imboscata alle retrovie franche.

Ma prima di avere a che fare con Ronsis (considerato la bestia nera degli studenti di elettronica del secolo scorso ), come accennavo, mi diressi a Ostabat che lý convergevano le tre vie della Francia superiore.

 

Chapelle di Saint Nicolas d'Harambeltz

 

Posto evocativo che giÓ mi sentivo pellegrino professionista dopo una passeggiata di un'ora. Non mancavano le pietre runiche per spedirmi nel passato quasi remoto:

 

Il cimitero attiguo

 

Ripreso il mezzo locomotore e superato Saint Jean Pied de Port, ci siamo persi nelle nebbie pirenaiche superando il confine francese:

 

Real Colegiata de Santa Maria de Roncesvalles

 

Non dispongo di molte foto della chiesa ma il giorno dopo in una bella giornata limpida, abbiamo intrapreso una gita abbastanza lunga fino al Collado di Bentartea o s¨ di lý. Panorama magnifico e dolce, con pecore e grifoni al seguito:

 

 

 

Collado di Bentartea - Roncisvalle e la digitale purpurea

 

Ripreso il cammino a 4 ruote ci siamo diretti verso Pamplona superata a due piedi e siamo saliti sull'Alto de El Perd˛n (m.735) causa, tutti i peccati veniali trascorsi e futuri. Vento fortissimo, cielo plumbeo e atmosfera cupa. Di lÓ passa il " Camino " anche se i pellegrini della giornata furono ben pochi e piuttosto rigidi rispetto alle pale eoliche rotanti che si estendevano a perdita d'occhio:

 

 

 

Alto de El Perdon

 

 

Presa poi la direzione Sud-Ovest abbiamo raggiunto Puente la Reina con piccola deviazione a Santa Maria de Eunate, chiesetta romanica immersa nei campi di grano appena falciati:

 

Santa Maria de Eunate

 

A partire da El Puente il cammino di Compostela deventa Uno ! Qui infatti converge anche la via di Arles e al ritorno percorreremo esattamente quel tratto passando per il Monastero di Leyre di cui mi risuonano ancor oggi in te la capa  i canti gregoriani ascoltati allora. Ma trasvoliamo che qui si parla di sola andata senza ritorno...

 

Puente la Reina

 

Mumble mumble..che successe dopo? Le dias e le mostre del passato sono una prova scientifica che a Logrono o dintorni deviai verso il covo dei banditi: Bilbao. Il museo Guggenheim era ed Ŕ un polo di attrazione irresistibile per qualsiasi fotografo o presunto tale. Qui mi serve un link....

L'archiviazione dei file digitali comporta spesso la perdita dei metadati e molte immagini portano impressa la data 1 agosto 2002, ossia la data di archiviazione con buona pace del giorno e dell'ora dello scatto. Ma ors¨, facciamo ricorso anche alla memoria tracciando una via che in ogni caso, ci port˛ alla meta dopo l'intervallo basco.

Non si pu˛ abbandonare la Navarra senza ubriacarsi ad Irache ossia alla Fuente del Vin  primo vero incontro ( gratuito ) con le uve spagnole:

 

 

 

Monasterio de Santa Maria de Irache

 

 

 

Fuente de Vin de Irache

 

 

A Monaco di Baviera pare che durante l' Oktober Fest dalle fontane scorra birra a fiumi; qui ad Irache invece da taliano ladro DOC ho riempito le taniche per l'acqua del campero di vino rosso e ubriaco sono fuggito inseguito dal fazendero. Ricordo che vergognosamente mandai i minori a rifornirmi del frutto della vite di Navarra.

Passai dunque il confine a Logrono e mi diressi da quella brutta Rioja di Burgos.... mazza che brutte le locali....avrei voluto disfarmi della famiglia...come un toro ubriaco vedevo rossssssso sangue...

 

 

 

Le bonitas bananas de  Burgos

 

 

Ma in un barlume di luciditÓ rammentai che qui ero sul " Camino " e varcata la porta di Santa Maria, della Nina e messa da parte la Pinta ho ritrovato me stesso...

 

Porta e cattedrale di Burgos

 

Dopo Burgos fino a Leon comincia la << Pampa sconfinata >> e nei periodi sbagliati pure assolata. Qui avvengono molte conversioni mistiche, prendono il volo le galline calzade arrostite, l'uomo di Atapuerca morto da un milione de anos resuscita e a volte se si Ŕ sfortunati se scontra el Leon de Saccaria quel porta sfiga.....

 

 

 

La pampa sconfinata

Se invece la va bien, se vede le zicognes simbolo di fertilitÓ e fortuna:

 

Provincia di Leon: San Miguel de Escalada

 

Proseguendo verso Ovest si lascia la Castiglia - Leon per sconfinare finalmente in Galizia in localitÓ O Cebreiro. E' un luogo sicuramente caratteristico, celtico dice qualcuno; muri in sasso e tetti in paglia che par de essere in Val Serena dove li usava na olta..

Pare che nella chiesa fosse conservata la coppa del Sacro Graal ma molte altre localitÓ se la contendono giusto per spiazzare i nazisti...

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O Cebreiro da cartolina d'epoca

 

O Cebreiro

 

Il monumento al pellegrino sull'Alto di San Roque (m.1270) dista pochi chilometri ed Ŕ un punto di passaggio fondamentale lungo il cammino:

 

 

Alto de San Roque (m.1270)

 

Altri 30 km e si raggiunge il Monastero di Samos dalle fresche acque:

 

 

Il Monastero di San Xulian de Samos

 

Le costruzioni rurali che s'incontrano in Galizia, sono alquanto caratteristiche; probabilmente servivano a conservare le derrate alimentari. Molte infatti sono sollevate da terra e un bel scalino in pietra evita l'accesso ai roditori. Il tutto con la benedizione della divinitÓ, vista la presenza di croci sulla copertura.

 

 

 

Igrexia de San Mamede de Trabancas in Agolada

 

E poi... e poi.... il 17 luglio 2002 ( il 16 stavamo festeggiando il compleanno sull'Atlantico ) siamo giunti al Mirador das Fontinas per uno sguardo d'insieme sulla cittÓ:

 

Mirador das Fontinas

 

La cattedrale di Santiago

 

 

Ovviamente abbiamo dedicato un paio di giorni alla visita del Santo Loco:

 

 

La piazza Ŕ grande ma nell'immagine le due torri della cattedrale del Matamoros non ci stavano proprio e dunque la foto non rispetta di certo i canoni della ripresa; le linee oblique te le devi tenere. Siamo agli albori dell'era digitale e le panoramiche con il cellulare erano di lÓ da venire.

Qui poi le diapositive della F90 si mescolarono con i file digitali della Coolpix 885 da 3,2 Megapixel dove impostai la risoluzione 1024*768 data l'eseguitÓ delle memorie disponibili; risoluzione sufficiente per una proiezione con videoproiettore e portatile al seguito.

 

 

La Piazza di Santiago di Compostela

 

E dopo tanto sacro ci siamo dedicati un po' anche al profano e dunque alla visita della cittÓ laica:

 

Santiago di Compostela

 

Santiago di Compostela: 18/07/2002 / 09.35

 

E dopo la foto di rito Ŕ alfin giunta l'ora di mettersi in moto.

Molta Ŕ la strada per ritornare dalla Via delle Stelle; un ritorno pieno di ricordi di questo cammino in parte peripatetico e molto motorizzato.

 

 

 

Uomini in cammino, strade nascoste, grandi chiese come vascelli sul mare agitato

 

 

 

NOTA

 

Il vantaggio di poter utilizzare le nuove tecnologie Ŕ innegabile; con Google Maps ma anche con applicazioni come Lens mi Ŕ stato possibile ritrovare le localitÓ a cui fanno riferimento molte delle immagini allegate. Vent'anni son passati e non son pochi e solo un diario puntuale avrebbe consentito di riconoscere i paesaggi e i luoghi di allora.

 

BIBLIOGRAFIA

Pellegrini del Medioevo di Raymond Oursel    Ed. Jaca Book

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