La miniera di Montevecchio (1988) 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 NOTE A MARGINE

 

Anno 1988. Visto che il commissario di maturitÓ devo farlo per forza perchŔ sono un giovane professore appena immesso in ruolo, decidiamo di farlo lontano da casa e dunque perchŔ no in Sardegna che allora era per me una regione sconosciuta e dunque piena di fascino.

Finiti gli esami ho avuto la possibilitÓ di visitare gran parte dell'isola.

Alloggiavo a Quartu Sant'Elena e inizialmente ho perlustrato la zona intorno a Cagliari con gli stagni di Santa Giusta e il Molentargius con le sue saline e i suoi fenicotteri.

Poi a Est oltre a Villasimius celebre localitÓ balneare ho visitato la zona di Costa Rey.

A Ovest oltre alla necropoli fenicia di Nora, superato capo Capo Teulada off-limits perchŔ presidiato dai soliti cababisi in mimetica, ho messo piede sull'isola di S.Antioco.

Sulla via del ritorno ho fatto una puntata nella riserva naturale di Monte Arcosu che ospita il cervo sardo pi¨ piccolo di quello della penisola dato che ha dovuto adattarsi ad un ambiente con caratteristiche pi¨ difficili.

Finiti gli esami l'obiettivo era di raggiungere Oristano e la strada scelta fu quella in direzione Guspini a circa 70 km da Cagliari.

Scopro ora che dal 2016 esiste una nuova provincia denominata Sud - Sardegna che allora non c'era. Questa nuova provincia ( maliziosamente nuove spese ) comprende Carbonia e Iglesias nonchŔ altri comuni del Campidano.

Nel 1988 la zona mineraria era chiusa ai visitatori ma non del tutto per cui mi sono introfulato all'interno e ho potuto fotografare alcuni ambienti.

Ora il sito minerario costituisce una attrattiva turistica ed Ŕ diventato un parco minerario. Vista la disoccupazione cronica di questa zona ex mineraria Ŕ giusto cercare di utilizzare il patrimonio industriale per tutti gli scopi del caso: il rimpiego di parte dei lavoratori e la trasmissione del sapere ai visitatori.

 

 

 

 

 

Nel 1988, villaggio (Villaggio Righi ) e miniera erano in totale abbandono e ovviamente molto pi¨ interessanti dal punto vista fotografico ed emozionale!

Nella mostra del sodalizio tenutasi nell'autunno dello stesso anno a commento delle foto allegai queste note dello scrittore Elio Vittorini  tratte

da " Sardegna come un'infanzia ":

 

 

 

 

 

Le foto sono state stampate dallo scrivente su carta politenata e virate seppia con il ferrocianuro.

 

 

 

 

 

 

N.B. L'immagine del manifesto Ŕ del fotografo Alessandro Zaccaria

 

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