Tegumentum minimum


 

Per chi ha frequentato il Fotoclub BZ negli anni d’oro quelli nel periodo tra la fine degli anni 80 e i primi anni del nuovo millennio la locuzione << Tegumentum minimum >> entrava spesso nel dibattito durante le memorabili serate di fotografia del giovedì sera.

Il commento delle foto parliamo di quelle osè di Alessandro Zaccaria, quelle per intenderci con procaci ragazze poco vestite, era l’occasione per scherzare sugli attributi sessuali delle ignare modelle e menzionare la famosa frase.

Usò per primo la famosa locuzione in un incontro sulla fotografia organizzato dal sodalizio, un autore molto importante che ha dato un contributo fondamentale alla cultura fotografica regionale e non solo: parliamo di Giorgio Rigon scomparso all’età di quasi 85 anni nell’aprile del 2018.

 

 

 

La linea armonica di Giorgio Rigon

 

 

Il generale della Tridentina dedicava a mio avviso molto più tempo alla fotografia che alle battaglie campali.

Giorgio era coinvolto a tempo pieno nelle conferenze sulla fotografia e sul suo rapporto con la cultura moderna e l’arte, era  partecipe delle attività legate alla FIAF, scriveva con regolarità articoli sul Fotoamatore e si preoccupava dell’organizzazione del Concorso Agnello d’Oro di Bressanone uno dei più importanti a livello nazionale.

 

 

Saggi brevi

 

 

E non dimentichiamo che oltre alle attività cosiddette istituzionali egli fotografava con uno stile del tutto personale come è possibile vedere dalle immagini allegate.

Era ben noto come prediligesse la figura umana e in particolare quella femminile......Io timido e riservato da sempre innamorato del paesaggio non gli davo di certo torto anche se in più di una occasione gli chiedevo se avesse qualche interesse per le immagini di paesaggio.

 

 

 

 

 

 

 

Giorgio è stato in pratica un maestro specie per i circoli locali non molto attrezzati sul piano culturale; le sue lezioni avevano lo scopo di aprire la mente normalmente offuscata dai continui riferimenti alla tecnologia piuttosto che al significato dell’ immagine fotografica.

Penso di aver conosciuto il Generale  verso la fine degli anni 80 in occasione di una conferenza tenuta a Bolzano oppure all’inaugurazione della mostra del concorso di Bressanone un appuntamento a cui i soci del Fotoclub BZ non potevano mancare e che si concludeva con l’immancabile pizza alle botti di Chiusa.

Negli anni 90 aveva partecipato al concorso fotografico “ Il Margine “ organizzato dal Centro Culturale S.Giacomo e allora avevamo vinto entrambi un premio.

 

 

 

 

Nel marzo 1996 in occasione della mia prima personale venne all’inaugurazione tenuta al Chiostro dei Domenicani e favorevolmente colpito dalle immagini in esposizione scrisse una bella recensione. (Mosta Personale 1996)

Anno d'oro quel 1996; a novembre vinsi il terzo premio per la sezione BN del 13° Concorso Fotografico Nazionale Agnello d'Oro:

 

 

Foto di gruppo durante la cerimonia di premiazione del  2/11/96

 

 

Quando a partire dal 2000 presi in mano l’organizzazione del concorso gli chiesi di far parte della giuria; da esperto quale era contribuì in maniera approfondita alla discussione e valutazione delle opere pervenute.

Nel 2004 mi invitò come giurato a Bressanone, un' esperienza arricchente sia dal punto di vista culturale che << alimentare >>. (Un giorno da giurato)

Fu di nuovo a Bolzano in occasione della seconda mostra personale nel 2006; erano gli anni in cui la tecnologia digitale faceva capolino nella fotografia; anche quella volta il commento fu lusinghiero.

 

 

23/02/2006

 

 

Ebbi l’occasione di invitarlo a S.Giacomo per proporre la sua conferenza sulla Ritirata di Russia corredata da immagini inedite degli stessi alpini.

 

 

 

 

E sempre per il Circolo Culturale nel 2000 gli affidai la recensione del libro dedicato a Laives ed il suo territorio:

 

 

 

Allego volentieri queste note inedite:

 

 

Cimitero militare di S.Giacomo di Laives: Keiserjager (1916)

 

 

Capitò altre volte a Bolzano su invito del Fotoclub con nuove conferenze sempre di fotografia come quello sulla cultura islamica, sull’oggetto trovato, sull'estetica e sul significato e lettura dell'immagine fotografica.

Riguardo alla tecnologia informatica si appassionò molto alla realizzazione del proprio sito web, molto elegante come d’altra parte le sue fotografie; sul Fotoamatore comparve una rubrica periodica dedicata proprio al linguaggio dei nuovi media. (www.giorgiorigon.it/magazin/index.htm )

Non vennero mai meno le note critiche sulle immagini degli autori FIAF, note che comparivano regolarmente sulla rivista menzionata.

Un’ altra idea molto originale frutto ancora una volta della sua creatività fu quella della Cartolina Postale realizzata con una fotografia del mittente:

 

 

Cartolina postale di Giorgio Rigon del 2004

 

 

Conclusa l’esperienza del concorso Agnello d’Oro ebbi meno occasione di incontrarlo e solo l’anno scorso in occasione della terza mostra personale lo contattai pregandolo di scrivermi una piccola recensione sulle foto esposte alla Piccola Galleria. (Mostra Personale 2017)

Lo sentii solo tramite email; esaudì quel desiderio e non mancò a quell’ultimo appuntamento anche se non di persona.

E’ forse il destino della società post-post-moderna quello di sostituire il contatto umano con quello impersonale della posta elettronica e forse con quello ancor più nevrotico degli SMS al cellulare.

Giorgio appartiene come altri amici scomparsi ad un periodo ricco d’incontri con vecchi e nuovi fotoamatori, con relatori competenti e disponibili, persone che hanno messo nella fotografia tutta la passione di cui erano capaci.


 

....In illo tempore....

 

 

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