ANNO 2023

 

 


 

 
           
 

 
  EBIKE TOUR   ANNO 2023      
 

 

 
           
 

 
N. DATA TOUR PARTENZA ARRIVO DIST. (A/R) km DISL. TOT. m
 

 

 
           
 

 
1 17/05/23 LUPICINO - PRATI KOHL SAN GIACOMO LUPICINO 40 1320
 

 
             
 

 
2 07/06/23 GAIDO SAN GIACOMO GAIDO 50 990
 

 
             
 

 
3 09/06/23 PASSO MENDOLA SAN GIACOMO PASSO MENDOLA 68 1420
 

 
   
 

 

 

 

 

 

 
4 11/06/23 SALORNO SAN GIACOMO SALORNO 60 /
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
5 14/06/23 MELTINA SAN GIACOMO MELTINA 54 1400
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
6 19/06/23 VAL NUVOLA LAMON GROTTE DI CASTEL TESINO 45 1380
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
7 24/06/23 MALGA LAAB SEIT – RECHTEBNER MALGA LAAB 58 1900
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
8 26/06/23 SARENTINO SARENTINO RIF.MERANO 28 1000
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
9 18/07/23 ALPE DI SIUSI CASTELROTTO RIF.MOLIGNON 37 1400
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
10 28/07/23 MALGA SADOLE CASCATA (CAVALESE) MALGA SADOLE 37 1060
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
11 02/08/23 PASSO DELLO STELVIO PRATO ALLO STELVIO PASSO DELLO STELVIO 53 1840
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
12 09/08/23 PASSO MANGHEN MOLINA DI FIEMME PASSO MANGHEN 31 1160
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
13 07/09/23 PASSO SELLA PREDAZZO PASSO SELLA 70 1320
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
14 09/09/23 MONTE CORNO MOLINI DI TRODENA LAGO NERO 26 1100
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
  15 20/09/23 SEMONZO - MONTE GRAPPA SEMONZO RIF.BASSANO 40 1520  
                 


 

16 25/09/2023 REDAGNO FUNIVIA DEL COLLE COMPOSTELA 80 1440


 


 

             


 


 

17 30/09/2023 IL GIRO DEI DUE PASSI S.GIACOMO S.GIACOMO 90 1760


 


 

             


 


 

18 06/10/2023 LIDO DI VENEZIA PELLESTRINA PELLESTRINA 40 /


 


 

 
           
 

 
        TOTALE 905 22010
 

 

 
           
 

 

 

 

TOUR " LUPICINO - PRATI DEL COLLE "

 

Gita classica di inizio stagione; diciamola tutta una bruttissima stagione dove, dopo sei mesi di siccità è seguita un'alluvione disastrosa che ha distrutto mezza Emilia Romagna. In montagna si è ripresentata la neve con gran gioia dei maniaci dello sci alpino che devono sciare per forza anche sullo Stelvio d'estate come consigliato dalla guida delle giovani marmotte.

Per quanto riguarda il percorso si segue la strada per Monte Largo che si imbocca sulla sinistra all'inizio della Vallarsa. Salita ripida e impegnativa, inizialmente su asfalto. Successivamente su buon sterrato fino al ristorante Lupicino dove d'inverno, neve permettendo è possibile inforcare gli sci da fondo, disciplina che preferisco alla precedente. Superato il piccolo ristorante a conduzione familiare, meta di innumerevoli gite a piedi, dall'altra parte della valle inizia un tratto asfaltato in leggera salita che termina all'ultimo maso posto alle pendici di Monte Cervo. Si prosegue in direzione Ovest giungendo alla torbiera " Totes Moos " posta a circa 1400m. di altitudine. Ancora una breve salita per giungere al passo coincidente con il punto più alto del percorso (m.1527) da cui si scende all'albergo Schneiderwiesen.

Da qui nuovamente su asfalto si scende velocemente alla Costa-Seit e poi a Pineta di Laives e quindi a San Giacomo. Giro di circa 40 km con 1300m. di dislivello.

Belli come sempre i panorami sia sul Catinaccio-Latemar che sui Corni vari imbiancati dalle recenti nevicate.

In modalità " Tour " si consuma più del 60% dell'energia disponibile dalla batteria.

 

 

 

Lupicino e Schneiderwiesen con i relativi panorami sulle Dolomite e la valle dell'Adige

 

 

TOUR " GAIDO "

Finito maggio con tempo ancora incerto è stato possibile inforcare nuovamente la Ebike stando comunque attenti alle previsioni meteorologiche che da quelle parti ricordo un temporale ed un conseguente bagno indesiderato ad immersione totale. La salita a Gaido piccolo borgo con chiesetta posto sotto la mole minacciosa del Macaion, prevede di raggiungere prima Appiano lungo la ciclabile, poi Predonico per proseguire sempre su asfalto e in leggera salita lungo il fianco della montagna appena menzionata. Siamo intorno ai 950 m. di quota che devono essere superati per imboccare il sentiero n.6 che permette di scendere a Nalles. Discesa non del tutto agevole ma comunque possibile, dapprima su sentiero stretto e poi su sterrato con fondo un po' sassoso a diedri irregolari di porfido.

Da Nalles una strada secondaria conduce ad Andriano e poi a Riva di Sotto. Si riprende la ciclabile a Frangarto chiudendo così il giro. Prezzi rincarati; ad Andriano in un ridente ristorante un panino piccolo con Speck & Cetriolo e birra da 0.22l li paghi 7 Euri ossia 14.000 gloriose lire dei tempi cenozoici.

Minchia sta inflazione!

 

 

Gaido e i castelli di Nalles

 

 

TOUR " PASSO MENDOLA "

Due giorni dopo eccoci di nuovo in bicicletta sui tornanti della Mendola in compagnia del noto allestitore di furgoni tal Maltau che lavora notoriamente in nero.

In cima al passo ci aspetta invece l'Ing. Covi di Seio noto cementificatore della Val di Non.

Conosciuto alla fine del Creataceo ( e quindi durante l'estinzione dei dinosauri tutt'ora in corso ) in quel di Povo, abbiamo tenuto un rapporto messaggistico limitato ma essenziale per cui una o due volte all'anno ci incontriamo a BZ o su dalle sue parti.

In modalità " Tour " la velocità di crociera sulla prima parte del percorso era di circa 16,5 km/h, scesa a 15 nel tratto finale. Con una sosta di 10 min. a Matschatsch (m.900)  nome come al solito impronunciabile, partiti da Compostela alle 9,38 siamo giunti all'appuntamento alle 11,30. Dunque 1 ora e 45 min. il tempo impiegato per percorrere circa 30 km.

Numerose le bestemmie pronunciate lungo la via in onore ai motociclisti tutti germanici che si esercitano lungo i passi tirolesi. Buono che al ritorno s'è vista una camionetta della polizia che fermava una frazione trascurabile di quei rompicoglioni inquinatori assordanti nonchè provetti agostiniani dei tempi remoti.

Pranzo all'albergo " Paradiso " che causa l'indomito Ingegnere muscolare è stato raggiunto a fatica lungo un sentiero non proprio consigliabile. Dovevamo salire alle Regole ma la deviazione casuale ha influito sulla tabella di marcia oltre che sulla destinazione.

Pollo ai ferri con patate arroste e birra piccola ed ecco sganciati 18 euro al ristoratore.

La pace sia con lui e con il nostro portafoglio.

 

 

Passo della Mendola (m.1363): Panorami e Memorie

 

 

TOUR " SALORNO "

Seconda domenica di giugno: alla mattina il tempo è perfetto e non una nuvola solca il cielo...approfittiamone che nel pomeriggio....

E' il " Corpus Domini " coincidente con la giornata degli attentati del 1961 in cui furono abbattutti una quarantina di tralicci che provocarono il blackout in buona parte dell'Alto Adige. Le cose oggi vanno sicuramente meglio che la minoranza sudtirolese ha ottenuto piena autonomia. Sulle scelte politiche attuali ci sarebbe molto da dire specie per quelle cosidette " sostenibili " che alberghi e funivie spuntano come funghi e la cementificazione procede.

Tornando al " Tour " ho inforcato stavolta la mtb e fatto uso della sola forza muscolare imitando l'indomito professionista Scarabatto.

Era un po' di tempo che non raggiungevo i confini della provincia per cui ho diretto le ruote verso Salorno. Ho girato con la bike al seguito per le vie del paese dove numerose sono le vecchie ed eleganti case d'epoca dai larghi portoni.

Irraggiungibile è l'incredibile castello che quasi si confonde con le rocce che lo sovrastano, mentre a portata di bici è la cascata del rio Tigia.

In piazza gli Schutzen si esibivano col moschetto, nostalgici dell'Hofer e dei tempi ormai andati.

Lungo il ritorno fino a Laghetti ho seguito la strada di campagna sotto l'abitato di Pochi, quella che conduce a Baita Garba nota per le trote fritte salmonate.

Poi ho ripreso la ciclabile e con il vento in poppa che già spira dal Garda verso mezzogiorno, alla bella velocità di 27 - 28 km/h mi sono fiondato alla festa campestre parrocchiale di Compostela.

Nelle note che riguardano il vitto mi par giusto dire che con 9 Euri ho bevuto una birra da 0.33l con hamburger, polenta fagioli di contorno.

Prezzo imbattibile. W gli alpini!

 

 

Bassa Atesina al Corpus Domini

 

 

TOUR " MELTINA "

Salita molto impegnativa quella che da Terlano conduce a Meltina. Un'autostrada lunga circa 12 km di cui i primi 6 km con pendenze superiori al 10% e punte al 15 %.

Poco prima della frazione di Frassineto, la strada spiana per poi risalire nel tratto tra Meltina e il parcheggio per Lavena.

Lavena (m. 1527)  coincide con il punto più alto del percorso raggiunto intorno alle 12.30 dopo alcune soste per fotografare quanto visto lungo la via.

A Meltina c'è un piccolo spazio che raccoglie alcuni fossili specie quelli di piante inglobate nell'arenaria della Val Gardena che affiora in tutto l'altipiano.

Dopo le grandi eruzioni vulcaniche del permiano che portarono alla formazione della piattaforma porfirica atesina iniziò la lenta e continua erosione di queste rocce che formarono poi un deposito alluvionale di sabbie tra 265 e 255 milioni di anni fa.

Dal parcheggio per Langfenn a San Genesio si percorre la ciclabile in terra battuta dell'altopiano del Salto, luogo ameno con i prati a larice e l'erba ancora alta.

Se all'andata si fatica molto, il ritorno è una lunga e veloce discesa. Qualche rischio lo si corre percorrendo la strada che scende fino a Bolzano a causa delle gallerie a spirale necessarie per superare il notevole dislivello, specie quello del rio Fago.

I tempi indicati da Koomot sono più lunghi di quelli effettivi perchè fanno riferimento alla MTB e non alla Ebike. Salivo a circa 13 Km/h per cui la media è sicuramente superiore a quanto riportato nei dettagli. Con modalità " Tour " ho consumato il 62% di batteria.

Per la cronaca il solito panino con birra piccola consumato a Lavena costava 7,20 euro. di cui 2,20 per la birra; nessuno sconto per ebiker e simili.

 

 

Meltina e l'altopiano del Salto

 

 

TOUR " VAL NUVOLA "

 

Eccoci finalmente dalle parti di Caupo con la ebike al seguito. Lamon patria del fagiolo superborlotto da 20 Euro al kg di lontana memoria che oggi c'è l'inflazione, dista una decina di chilometri dalla Guizza. Il trasferimento in macchina è quasi d'obbligo che non è chiaro se è possibile bypassare con la bici, le gallerie che conducono al Primiero attraveso la valle dello Schener - Cismon.

Da Lamon si sale a Le Ei nome strano come altri da queste parti. La qual cosa potremo approfondirla in un capitolo a parte dedicato ai dintorni del Coppolo, la montagna dalla forma caratteristica allungata che chuide l'orizzonte Nord da queste parti.

A Le Ei( m.1253) c'è l'albergo " Al Taiol " della Alina dove abbiamo trascorso due notti durante i primi di maggio. ottimo il vitto e pure l'alloggio.

E' il punto di partenza per l'ascesa alquanto ripida al Coppolo con l'opzione sentiero normale o ferrata anzi due. Acqua e nebbia non ci hanno permesso di raggiungere la cima ma ci riproveremo, magari in autunno.

Si sale ancora un poco, una ventina di metri per poi scollinare e scendere a San Donato, un paese ai confini del mondo si potrebbe dire. Qualcuno ci abita specie d'estate ma i collegamenti sono problematici che la strada principale è a senso unico alternato e incrociare il pulman di linea può trasformarsi in una tragedia stante i baratri che lambiscono la strada.

S'imbocca poi la Val Nuvola nome poetico, come la piccola località che s'incontra lungo la strada sterrata costruita probabilmente durante la Prima Guerra Mondiale.

In fondo alla valle ci sono due possibilità: girare a sinistra verso le Grotte di Castel Tesino o salire nella forcella tra Monte Agaro e Coppolo per raggiungere il Broccon. In queso caso il dislivello è di altri 700 m e conviene allora evitare la salita a Le Ei.

Si passa dunque dall'altra parte della valle, difronte a Nuvola e San Donato fino a giungere alla piccola frazione di Coronini. Siamo in Trentino cosa abbastanza strana visto che torrenti e ruscelli scendono verso il lago di Senaiga sotto Lamon, dopo aver scavato una profonda forra. La frazione di Roa mi ha dato una cattiva impressione stante la trascuratezza e l'abbandono che di solito non è una nota caratteristica del territorio trentino.

Si cala ancora nel fondo valle per raggiungere le piccole frazioni di Lamon e risalire poi al punto di partenza a quota m.494.

Giro spettacolare tra boschi e borghi poco frequentati: ciclisti nessuno fino a Castel Tesino. Per quanto riguarda le auto devono fermarsi obbligatoriamente a Nuvola e si ritrovano a Coronini. La salita a Le Ei di 10 km, non era particolarmente impegnativa. L'autonomia relativa alla batteria a fine tour era del 46%.

 

 

Tra Trentino e Veneto

 

 

TOUR " MALGA LAAB "

 

Partenza da Seit - Rechtebner per evitare un dislivello eccessivo viste le quote raggiunte. A giro concluso l'energia della batteria residua era del 23%. Salire a Capanna Nuova o addirittura agli Occlini, avrebbe comportato un serio rischio ossia quello di spingere la Ebike da Lupicino al passo che sovrasta Schneiderwiesen.

Meglio non esagerare dunque e portarsi con la macchina ad una quota più alta.

Ho effettuato due varianti durante il ritorno; la prima è stata quella di scendere a Pietralba - Monte San Pietro e raggiungere nuovamente Nova Ponente, la seconda di seguire la strada per Unterkaplun ed evitare quindi la salita verso Lupicino. Come si divede il dislivello totale è ben superiore alla differenza di quota tra la Malga posta a circa 1660m. e il Seit a 730m. La differenza sarebbe stata meno di 1000m ma durante il percorso ci sono molti sali e scendi.

Impegnativo il tratto tra Nova Ponente e Malga Laab ai piedi del Daumberg: le pendenze raggiungono il 18%. Bisogna fare poi attenzione al ghiaino nella discesa verso Pietralba specie all'inizio.

Il vecchio albergo Daum dove in tempi ormai remoti ho pranzato più di una volta è diventato un resort stellato visibile anche dalla strada provinciale che collega Monte San Pietro a Nova Ponente.

I panorami al solito spaziano da quelli dolomitici con Catinaccio, Latemar e Corno Bianco, ai ghiacciai lontani del Cevedale visibili oltre la catena del Penegal-Roen.

 

 

L'altipiano di Nova Ponente

 

TOUR " SARENTINO "

 

Il paese di Sarentino si raggiunge facilmente da Bolzano stante le numerose gallerie che hanno accorciato notevolmente la distanza spazio-temporale dal capoluogo.

Poco a Nord del paese parte a sinistra una strada asfaltata che s'inerpica verso il Mittager e la conca di Merano 2000 percorsa a suo tempo a piedi (2018) quando la Ebike da intendersi la mia, manco esisteva ( Sul Kreuzjochl ). Sono circa 14 km di salita con pendenza media superiore al 10% e dunque abbastanza impegnativi anche per i simbionti elettrici. Si raggiungono dapprima i masi più in alto, circondati da campi spesso " verticali " in cui a giugno, con gran doti di equilibrio i contadini falciano l'erba.

In prossimità della malga Ottenbacher il bosco lascia spazio ai pascoli dove le vacche bruno alpine sono state soppiantate da cugini pelosi dalle lunghe corna di cui mi è difficile indovinare la razza. Si tratta probabilmente di Yak.

Alle ore 13.00 abbiamo raggiunto la selletta posta a quota 1969 m. aldisotto della quale a poche decine di metri c'è il Rif. Merano affollato da bipedi provenienti da tutta Europa.

Il dibattito sul turismo totale è attuale e le conseguenze sono per dirne solo due l'aumento dei prezzi di vitto e alloggio e la carenza di appartamenti e stanze ad uso convenzionale. Al che gli studenti anche nelle medie città come Bolzano e Trento devono attrezzarsi con le tende.

Fatto dietrofront per l'impossibilità di trovare un tavolo, abbiamo pranzato panini alla mano all'Ottenbacher dove il radler è già in bottiglia che non lo fanno più secondo tradizione.

Alle ore 14.30 discesa velocissima sullo stesso itinerario dell'andata e rientro a Sarentino non senza qualche bello scatto su masi, campi e affini.

 

 

 

 

 

Pascoli e prati verso il Mittager

 

 

TOUR " ALPE DI SIUSI "

 

Martedì 18 luglio l'appuntamento è alla funivia del Colle. Alla guida della Jepp Rinnegata la cui temperatura interna era pari a 0°C c'è il super tecnico oriundo Zesar Felipe. Caricata la ebike dello scrivente abbiamo trasvolato fino a Castelrut con l'obiettivo di compiere un giro circolare che ci avrebbe portato dapprima

al Rif. Molignon (m.2054) e poi sulla via del ritorno al Monte Piz per una discesa fino a Bulla paese affacciato sulla Val Gardena.

Da lì siamo risaliti fino a Passo Pinei (m.1437) e successivamente scesi in picchiata fino al punto di partenza. Il PC di bordo del Felipe segnava un totale di 37 km.

Mentre il Zesar secondo quanto riporta il video da lui realizzato con attrezzatura GPS - GPX - GRAN PRIX.....raggiungeva la velocità di circa 60 km/h, il sottoscritto superava quella del suono locale pari a 73 km/h con gran disappunto dei parenti ignari ma contemporaneamente consci del pericolo che incombeva sul biker anziano.

La chiusura parziale al traffico automobilistico ( ghera comunque trattori e auto VIP ) dopo le ore 9.00, permette ai ciclisti di affrontare la salita fino al Compatsch (m.1860) con una certa tranquillità. Il parcheggio, dove il cognato pochi giorni prima staccava un assegno da 24 Euri dista da Castelrotto 12 km. Noi abbiamo evitato di staccare il medesimo assegno partendo da più in basso....pare che il costo della funivia sia altrettanto salato!

La parte più bella del Tour è quella che percorre l'altopiano circondato da vette note a tutti: Punta Santner a Sud-Ovest, i Denti di Terrarossa a Sud e il Sasso Piatto e Sassolungo a Est. Chiude il panorama a Nord la Bullaccia che abbiamo aggirato scendendo a Bulla e raggiungendo il Passo Pinei.

Sosta con birra media a malga Edelweiss (m.2054) che fa affari d'oro con tutti i turisti ebiker e non che salgono da quelle parti.

Il nuovo laghetto presente ai piedi della malga, suggerisce che durante il periodo invernale l'acqua ivi accumulata sarà impiegata per l'innevamento artificiale.

Da queste parti il turismo invernale la fa da padrone e per la materia prima si scaveranno pure i pozzi non artesiani.

L'altipiano di Siusi era noto in passato per la ricchezza della flora; a causa dell'intensa concimazione dei prati, i fiori si trovano solo a ridosso dei sentieri e in qualche valletta sperduta. Un'occhiata fuggevole mi ha premesso di riconoscere l'arnica, la centaura nervosa con i grandi fiori viola, la porcellina ispida gialla con un unico fiore e il garofano a pennacchio, bianco rosato con i petali sfrangiati. Ma ovviamente c'erano sicuramente altre specie botaniche.

La quota massima del percorso pari a m.2068 si raggiunge poco prima del Rif.Molignon; da qui con una discesa ripida su sterrato ove bisogna porre notevole attenzione si raggiunge Saltria 400 m. più in basso.

Ripreso l'asfalto si risale al Ritsch appartenete oramai ai ricordi di gioventù ( sulla gran Palù si sciava da giovani quando era possibile arrivarci in macchina ) e poco più avanti si svolta a destra per scendere a Bulla e in Val Gardena.

In questo giro il Felipe ha usato il programma Tour, lo stesso dello scrivente che dispone però di una batteria più potente. Non mi pare ci siano stati problemi relativi all'autonomia della batteria. Bono che il Giordà era insidiato dai Conti Svizzeri che lui con l'Eco, l'avrebbero dato per disperso anche urlando a pieni polmoni.

Per concludere questa esperienze entusiasmante a Castelrotto ho salutato il tecnico che ha ripreso l'auto ed è corso a casa dove la moglie lo aspettava col mattarello in mano e sono sceso fino a Compostela con la bici. Nessuna fatica visto che tutto il percorso fino a Prato Isarco è in discesa. Dunque con altri 30 km ho raggiunto Santiago.

L'analisi attenta dei grafici di altitudine e velocità allegati porta alle seguenti conclusioni:

  1. La salita è lunga circa 15 km

  2. Zesar si fermava spesso a resettare il sistema GPS perchè si era perduto anche se all'alpe non si perde neanche un bambino come recita Dalla e dunque era spesso fermo

  3. La massima velocità in discesa è stata raggiunta nella discesa da Bulla dentro il tunnel.....un brivido mi percorre ancora la schiena!

 

 

 

Mappa e grafici del Zesar Felipe

 

 

 

I paesaggi dell'Alpe di Siusi

 

 

 

Fioriture dell'Alpe

 

 

 

TOUR " MALGA SADOLE "

 

Visto che l'anno scorso sono salito a piedi sul Cauriol partendo dal Rif. Refavaie nel Vanoi e quindi dalla parte Sud della catena del Lagorai, mi sono proposto di dare un'occhiata alla stessa zona dal lato " austroungarico " ossia dalla Val di Fiemme. L'escursione con la Ebike per forza di cose deve però fermarsi lì dove le strade forestali si trasformano in ripidi sentieri.

E così con il cellulare in spalla son partito da Cascata ai piedi di Castello di Fiemme per l'opportuno riscaldamento lungo la ciclabile della Val di Fiemme e sono arrivato a Ziano, diciamo in un batter di ciglia. Da Ziano parte la strada per Sadole o per il Rif. Cauriol per meglio capirci.

Il grande biker Scarabun intervistato sul percorso, mi rammentava che le sue cartoline-documento registravano una salita con mezzi muscolari nel lontano 2007 con al seguito pure il Patauno. Dunque sono stato sicuramente assente da quei luoghi da oltre una quindicina di anni e mi sono del tutto dimenticato della pendenza con cui la strada s'inerpica nella valle.

Infatti ho fatto una gran fatica all'inizio della salita pure con la Ebike usando al solito il programma " Tour " il giusto compromesso per il pensionato attivo.

Koomot come da manuale indica che i primi 3km di asfalto superano di gran lunga il 15% di pendenza con punte del 18%.

Breve sosta per capire che non era il caso di spingere a 13 km/h ma di impostare il rudino 46, rifiatare e pedalare a meno di 10 km/h per non subire traumi di sorta.

Raggiunto lo sterrato le pendenze calano, grazie alla presenza dei numerosi tornanti e alle ore 12.30 ho raggiunto malga Sadole (m.1600).

Durante la breve sosta ho avuto un interessante colloquio con due italiani e relativa prole fuoriusciti dal paese di pazzi dove abito e residenti in Belgio da più di una decina di anni. Lei è impiegata nel Parlamento Europeo dove tutto quello che ruota intorno alla politica da lavoro a decine di migliaia di persone.

(La considerazione è lecita: ma quante persone manteniamo noi mortali nel cloud delle scartoffie che come sappiamo con l'energia pulita ha poco a che fare? )

Lui abruzzese guarda caso della provincia di Chieti dove ha avuto i natali mio padre, si occupa di energie alternative.....e speriamo con successo che qui tra alluvioni e incendi ne usciamo morti a breve scadenza.

Si parla di Marcinelle e Charleroy dove risiedono alcuni miei parenti, si parla delle Fiandre e delle Vallonia. La prima è la zona ricca odierna, la seconda più a Sud lo è stata al tempo delle miniere e dei relativi morti e sepolti che ivi lavoravano.

(Preciso che mio zio si è beccato la silicosi e mio nonno ha perso numerose dita della mano schiacciate dal carrello per il trasporto del carbone).

Il ricercatore Belga mi dice che anche oggi specialmente a Bruxelles, l'immigrazione di italiani è continua ma questa non è certo una novità visti gli stipendi che girano nella patria dei ladroni.

Il Belgio che di fatto è uno stato federale e di cui parlano sempre male i giornali < taliani > specie perchè in passato non aveva un governo, tra le altre cose riconosce ai lavoratori i costi dovuti all'inflazione.

A fine anno i dipendenti pubblici e non hanno in busta paga quello che invece si mettono in tasca e lautamente i nostri parlamentari e affini.... gli altri se la pigliano in canna...come recita il proverbio abruzzese.

Non parliamo poi degli stipendi....lassù la vita sarà ben più cara ma il cameriere incassa 4000 Euri.....vaglielo a dì a Compo e ai suoi amici albergatori tirolensis del turismo fuori controllo che ha come effetto primario la scarsità di alloggi e la crescita dei prezzi per tutti i residenti. E inoltre il personale latita proprio per gli stipendi da fame.

Unica nota positiva: se gli italo - belgi sono qui è perchè la montagna e i suoi paesaggi almeno quelli conservati, fanno la differenza e non posso dargli torto.

Guarda caso in quella stessa settimana è intervenuto proprio un italo-belga per sottolineare quanto scritto sopra; sembrava fosse il mio ineterlocutore di Malga Sadole. Il tema è stato poi affrontato a < Tutta la Città Ne Parla > sempre su Radio 3. Ho notato che gli esperti hanno sottolineato solo il fatto che la scala mobile belga può produrre nuova inflazione. Dunque per loro è da abolire come è stato fatto in Italia e i poveracci debbono stringere la cinghia.

Nessuno ha sottolineato il fatto che gli stipendi a Nord delle Alpi sono in ogni caso più alti e guarda caso in quei paesi esiste una nuova immigrazione anche non qualificata.

Il nostro è il paese di Disneyland governato da una gerontocrazia che guarda ai giovani con fastidio.

 

 

 

Mappa del percorso

 

 

Dopo che il genitore belga s'è allontanato per venire in soccorso alla moglie lasciata sola con i pargoli plurilingui, ho inforcato nuovamente la Ebike per vedere se era possibile risalire la valle, anche perchè il Cauriol dal rifugio non si vede affatto nascosto com'è dal Cardinal.

Il fondo stradale dopo Malga Sadole è piuttosto sconnesso  ma sta di fatto che sono salito fino al Baito del Marino 200 metri più in alto. Da lì a piedi in 45 min. si potrebbe raggiungere Passo Sadole ma con la bike al seguito la gita viene rinviata ad un prossimo futuro.

Sulla via del ritorno alcune tavole esplicative ricordano che in quel di Ziano era piazzato uno Skoda da 30,5 cm del peso di 20 ton con gittata di 11km e proietti da quasi 400 Kg che sparava direttamente sulle postazioni italiane del Cauriol senza vedere il bersaglio e ben nascosto ai nemici.

Le vedette austriache del Sadole dopo qualche cannonata amica telefonavano in basso agli artiglieri perchè correggessero mira.

Guerra di ieri e guerra di oggi....nulla è cambiato; il cervello è sempre quello dell'uomo di Neanderthal.

 

 

 

 

 

 

 

Predazzo il bostrico e la Val Sadole con i cimeli di guerra

 

 

 

 

TOUR " PASSO DELLO STELVIO BIS "

 

Come la storia racconta nel 2020 salii a Cima Coppi in compagnia di tre telecomici. El Gaspare uno dei magi distrusse a quei tempi la batteria da 500 Wh e fu costretto al ritiro insieme al Felipe l'altro magio che suo malgrado lo accompagnava in auto. L'anno scorso il tempo fu proibitivo, quasi come quest'anno e l'impresa fu rinviata al 2023 ed dunque rieccoci qui. Il terzo re magio tal Giordà è stato sospeso a quanto si dice in giro, per doping da < pastaziutta > e nella squadra è subentrato Josep.

Dunque i re magi Gaspare, Felipe e Josep erano in corsa, tutti con la batteria sottodimensionata. Colti dall'ansia di non arrivare a baita, hanno dovuto affrontare una seduta parapsicologica dal Freud redivivo che guarda caso passava le vacanze dal Thoni Gustav che allora non era nato. Ma si sa esiste la realtà virtuale....

 

 

 

Targa commemorativa

 

La visita durata circa 45 min. ha permesso anche la ricarica parziale delle batterie dei tre atleti stagionati. Dico parziale perchè per dovere di cronaca il Gaspare non si era portato meco il caricabatterie.

<< Ciaveva la borsa piena de roba, banane e ricostituenti ma il carica batteria se ne stava nella garagia in attesa di tempi più consoni, si presume quelli futuri della spedizione al Grande Campanaro >>.

Io molto più ricco di loro e disponendo della 625 Wh ho aprofittato per dare una occhiata al piccolo museo dedicato al parco dello Stelvio.

Nel bel mezzo del video in lingua taliana una turista todesca ha premuto il testo del cambio lingua, alche stavo per dare inizio alla terza guerra mondiale che tanto lì, già avevano combattuto la prima. Rivedere tutto da capo? Impossibile! Te possino...

Trascorsi i tempi di visita i tre spergiuri avevano promesso di passare al programma Tour ma inforcata la bici li ho attesi una ventina di minuti in località Sottostelvio (m.2189). Ivi me magnai er panino cor caciocavallo e inforcai di nuovo la bici per gli ultimi 5 km circa, lì dove i tornanti si seguono fitti e pare non finiscano più.

Ma eccoli spuntare dal tornante i tre re magi per cui come fotografo professionista lì ho immortalati per l'ennesima volta.

Le foto private non sono pubblicabili sul web causa lo stato incongruo dei protagonisti.

Nuova promessa riguardo al programma bike innestato...partenza e ......li ho aspettati altri 15 minuti a Cima Coppi pur pedalando io medesimo con il programma Eco.

Pare avessero spento il motore per risparmiare ed emulare il grande Giordà indomito scalatore scomparso qui nel 2020.

Comunque ci siamo ritrovati vivi davanti al monumento del grande Coppi e con birra e pizzoccheri la compagnia ha ripreso il naturale colorito dei post-sessantenni.

Dopo le analisi del sangue anche dell'impresa e le fotografie di rito la squadra si è divisa; io sono sceso dalla stessa parte mentre i magi hanno completato il giro circolare passando per la Svizzera.

 

 

I quattro del Padre Nostro

 

 

Ho potuto così scendere < a balla > con una certa calma e a Sottostelvio ho fatto un giretto a piedi per dare una occhiata alla vedretta del Madaccio (m.3318) che sta difronte ai tornanti.

Da Franzeshohe traduzione tedesca di Sottostelvio parte un sentiero che permette di scendere al Santuario delle Tre Fontane e a Trafoi passando sotto la vedretta dove il ghiaccio sta lasciando il posto ai detriti.

Meglio sbrigarsi per la visita che tra pochi anni non ci sarà più nulla da vedere.

 

 

 

L'Ortles e la vedretta del Madaccio

 

Alle ore 17.00 la comitiva si è ritrovata in quel di Prato e alle ore 19.00 tutti erano a casa propria, dove la moglie armata li attendeva sulla soglia.

Una gita distruttiva di ben 12 ore insieme ai tre re magi. Bono che mancava il quarto!

 

 

 

 

Novità positiva rispetto al 2020 è la presenza della ciclabile che parte da Prato ed è lunga alcuni chilometri, novità negativa ma purtroppo necessaria, è la presenza di numerosi cantieri per ripristinare strada e massicciata.

Altra nota negativa questa volta tecnica: il residuo di batteria in Cima al Passo era pari al 32%; pur pedalando senza strappi al motore come recita Battisti i tre anni trascorsi hanno influito sicuramente sulla tenuta del cuore della Ebike. Nel 2020 avevo terminato l'intero giro, Svizzera compresa con il 40% residuo.

Una batteria originale nuova costa oggi la bruttezza di 830 Euro....IVA inclusa! Me trasformo in Re Magio!

 

 

 

Verso Cima Coppi

 

 

TOUR " PASSO DEL MANGHEN "

 

Ed eccoci ancora in moto anzi in Ebike. Il Passo Manghen non lo bazzico da un po' di tempo che qui Vaia & Bostrico hanno prodotto una catastrofe che bisognerebbe obbligare i politicanti ad un pellegrinaggio a piedi proprio da queste parti. Le montagne sono brulle oppure marroni dove ancora gli alberi secchi stanno in piedi.

I tronchi d'albero non si contano, come anche i rimasugli di legna inutilizzati che motosega in mano potrei riscaldare casa per dieci inverni utilizzando il solo caminetto.

Non tutti i luoghi sono raggiungibili con trattori e veicoli appropriati e i tronchi abbattuti sono ancora lì dopo cinque anni dall'Uragano che colpi questa parte delle  Alpi nell'ottobre 2018. Al resto come accennavo ha pensato il bostrico che con le temperature miti di questi inverni e la mancanza di precipitazioni nevose ha fatto il resto. A ripensarci, percorsi quella valle in compagnia di due compagni oggi dispersi, nel lontano 2010 e quindi più di 13 anni fa. L'obiettivo di allora era quello di fare un tratto della Translagorai ma l'impresa riuscì solo parzialmente.

Raggiungere il passo per chi ha alle spalle lo Stelvio con i suoi 1800 metri di dislivello non è costato gran fatico tanto che dopo i due etti di spaghetti mangiati al rifugio, scesi al Ponte delle Stue abbiamo risalito la valle che porta a Malga Cazzorga. Qui il compagno di ventura meno allenato ha dovuto innestare la marcia MTB data la presenza di alcuni tratti al 20% su strada sterrata. Io rimanendo in TOUR ho utilizzato invece il 50. La pendenza media come si evince dai numeri è pari al 10% superiore quindi al tratto percorso in mattinata.

La malga in questione non è raggiungibile in auto e nell'autunno scorso abbiamo impiegato più di 2 ore per arrivare in questo luogo silenzioso ai piedi della catena del Lagorai con Cima delle Stellune e Cima delle Buse sullo sfondo. Una ulteriore camminata di circa 1 ora permetterebbe di raggiungere il lago delle Stellune e Forcella Valsorda presidiata dai Keiserjager durante la prima guerra. E' strana l'assenza di una forestale fino alla forcella dato che la stessa era importante per rifornire le truppe nella zona del Passo 5 Croci. Probabilmente per evitare che il nemico sfondando le linee, raggiungesse facilmente il fondovalle, i militari austriaci non attrezzarono meglio il tratto superiore del sentiero.

Oltre ai 1160 metri di dislivello relativi al Manghen bisogna aggiungere gli altri 550 metri che portano alla malga. Il dislivello totale in questa gita è stato pari a 1710 metri....quasi uno Stelvio. Le quote più modeste favoriscono comunque i biker.

 

 

 

La mappa relativa a Passo Manghen

 

 

 

Il Passo Manghen e Malga Cazzorga

 

 

 

La mappa relativa a Malga Cazzorga

 

 

TOUR " PASSO SELLA "

 

Mentre i Telecomici ideavano un Giro della Madonna con 2500 metri di dislivello per testare le nuove ebike fiammanti da 750 Wh, il sottoscritto sottraendosi saggiamente a quella disavventura si inoltrava nella Val di Fassa. Il dislivello risulterà essere la metà di quello della combriccola di cui sopra, 2 ore di pedalata effettiva che sono diventate 3 con le soste per la mela a Canazei e il panino sul passo e le irrinunciabili fotografie. Alla mattina alle 10.00 l'inizio della Val di Fassa è all'ombra e provvidenziale è stata la scelta della maglietta con le maniche lunghe che lascerà spazio a quella con le maniche corte lungo la salita. Come si evince dalla cartina infatti fino a Canazei la pendenza risulta molto contenuta e non si suda affatto. Da lì in poi è un altro discorso anche per il traffico automobilistico che sui passi è pericoloso ed eccessivo. Pulman, auto d'epoca, porsche , ferrari e bmw, motociclisti rombanti e pure pacchere si accaniscono lassù sui passi.

Le ultime spaccano la montagna difronte, ai piedi del Pordoi. Che cavolo stanno facendo sarebbe bello saperlo......sicuramente l'Unesco ha dato ai trentinazzi il suo benestare! Fate un bel lago in quota per la neve artificiale.

 

 

 

La mappa

 

 

 

Ben più chiara risulta questa veduta d'insieme con i tre famosi passi di cui il Sella risulta essere il più alto.

 

 

 

Quadro d'insieme

 

 

Ma vediamo una successione di fotografie di cui la prima effettuata appena sopra Moena e l'ultima poco sotto il passo. La coppa è posizionta alla rotonda di Canazei. Si lascia a destra la via per il Passo Fedaia e s'imbocca quella per i rimanenti.

 

 

 

Questa prima settimana di settembre il tempo è stato bello e giovedì 7 semplicemente stupendo per cui mi sembra d'obbligo allegare altre immagini esplicative.

 

 

 

Passo Sella

 

 

 

 

Il tabellone tapezzato

 

 

Appena aldilà del passo si vede la Val Gardena con il massiccio del Sassolungo illuminato in modo stupendo:

 

 

 

Il Sassolungo (m.3181)

 

Voltandosi indietro appare invece il Pordoi con la Marmolada (m.3342):

 

 

Panorama verso Est

 

Sulla via del ritorno ho dato una occhiata ai famosi " Sassi " che qui come sul Sassolungo occupano i piedi del massiccio. Altra sosta a Canazei e poi a Moena per visitare il " Museo della Gran Vera " ossia della prima Guerra Mondiale che come si sa è stata combattuto anche qui sulle montagne.

 

 

 

Ambiente, architettura e storia nel cuore delle Dolomiti

 

 

Due sezioni meritano una visita non frettolosa: quella che raccoglie le fotografie di Ernst Friedrich autodefinitosi " Essere umano " e non tedesco. Nel 1924 pubblicò un libro dal titolo " Guerra alla guerra ". Morti e invalidi non si contano come pure le contrapposizioni tra i soldati caduti e i generali che brindano. Nel 31 il museo degli orrori che dirigeva fu ovviamente chiuso dai nazisti.

Riguardo al nazismo e a quello che ha perpetrato altrettanto importante è la mostra dedicata " Ad un uomo giusto " un ebreo, Richard Lowy che frequentò per molti anni Moena ed era conosciuto e stimato da tutti. E' facile immaginare quale fu la sua sorte.

 

 

 

Richard Lowy

 

 

Che sia chiaro la Ebike è inscindibile dalla storia e cultura dei luoghi che attraversa. Deformazione professionale...chiedo venia.

 

 

TOUR " MONTE CORNO "

 

 

 

Mappa

 

 

Tour di quasi 26 km con 1100 metri di dislivello. Si parte da Molini poco più in basso della sella di Trodena per raggiungere la frazione di Caoria salendo al passo omonimo posto a 1432 metri di quota. Il passo delimita due entità geologiche diverse; a Nord con il Prato del Re c'è la Madrutta che incombe sulla valle dell'Adige di natura calcarea mentre a Sud-Est ci sono le ignimbriti di Monte Corno (m.1781).

 

 

 

Lungo il percorso

 

 

Una piccola sosta la merita di sicuro Casignano con la piccola chiesetta e monastero annesso. Pare di capire che sia possibile trascorrere dei momenti di riflessione nelle cellette del monastero.

La chiesa è aperta ai visitatori e sullo sfondo c'è un bell'altare ligneo con statue di santi ai lati. Poco distante c'è un tiglio secolare alto 33 metri con circonferenza di 5 che non entra nell'obiettivo del cellulare..

 

 

 

Casignano: interno della chiesetta

 

 

 

 

 

Meridiana e tiglio monumentale

 

Poco più in sù di Casignano finisce la strada asfaltata e incominciano le forestali. A sinistra si sale verso la Sella di Caoria mentre a destra si scende verso il Kanzel ossia il balcone panoramico sulla valle dell'Adige ed è possibile raggiungere Egna.

 

 

Piani del Re

Verso il Brenta

 

 

Sosta a Caoria per il panino di rito e le obluzioni nei Bagni Kneip locali dove una targa consiglia di propendere per l'equilibrio psichico e dunque per la calma come generatore di conoscenza. Facile a dirsi in una società nevrotica come la nostra...sul farsi è un'altra storia....diciamo che la Ebike può aiutare vista la possibilità di imboscarsi letteralmente!.

 

 

 

 

La calma genera conoscenza

 

Ripreso il cammino ho puntato verso malga Corno che sta sul lato del crinale che guarda alla Val di Fiemme. Qui bisogna fare attenzione perchè i sentieri segnati diventano in realtà difficilemente percorribili con la bici e bisogna svoltare a sinistra all'altezza di un tornante lasciando perdere le indicazioni. Più avanti e più in sù perchè si guadagna quota, si trova un bivio; a sinistra si sale al Lago Nero che penso di avere raggiunto per la prima volta proprio in questa escursione. Infatti è abbastanza fuori dalle forestali tradizionali che collegano Caoria a malga Corno. proseguendo dritto si raggiunge infatti il Lago Bianco e subito appresso la malga.

Oasi di pace purtroppo danneggiata dall'uragano Vaia che ha sradicato tutti gli alberi sul lato Ovest. E' possibile effettuare il periplo del lago e della torbiera con tutte le note descrittive del caso.

 

 

 

Lago Nero e relativa torbiera

 

 

Mamma provincia sottolinea ovunque l'importanza delle torbiere, ambienti rari che ospitano specie floreali uniche. Se passiamo però dalle torbiere di montagna a quelle di pianura la prospettiva cambia...le torbiere non servono a nulla, vanno eliminate e sostituite dai soliti pomari OGM alla faccia della cultura ecologica-ambientale. Bla, bla. bla....

Dal Lago Nero senza tornare indietro una forestale un po' malmessa ma comunque percorribile scende a malga Corno incrociando il sentiero tradizionale..

Da qui il percorso è quello classico; dalla malga si va in picchita a Passo della Cisa poi a Trodena e lungo il velocissimo e nuovo asfalto a Molini ossia il punto di partenza.

Residuo di batteria al 37% in modalità Tour.....Apporto elettrico 60 %......

 

 

TOUR " SEMONZO - MONTE GRAPPA "

 

Le vie del Grappa sono quasi infinite o come indica la mappa almeno 10+1:

 

 

 

Se riesci a farle tutte, che dal dire al fare c'è di mezzo il mare anche a bordo della Ebike, ti danno il brevetto o meglio lo devi acquistare che Gratis è morto!

Con oggi sono a quota 4 con in sequenza la n.9 ossia la " Classica " da Caupo, la n.8 nella gola dello Stizzon affrontata solo in discesa, la n.1 ma con deviazione al Col Moschin e la n.2 la "Giardino " che parte da Semonzo e corre quasi parallela alla precedente la " Cadorna ". Le ultime due sono intitolate agli imboscati che comandavano da queste parti ai tempi di Ceco Beppe.

Strade militari dunque e sicuramente necessarie perchè sul Monte Grappa e sul Piave abbiamo fermato il nemico che altrimenti arrivava prima a Vicenza e poi giù fino al Po fiume sacro alla lega dei veneto lumbard.

Al Rif. Bassano dei bei cartelloni enumerano con dovizia di informazioni i 10+1 percorsi.

 

 

 

Eccole qui le 4 dell'Ave Maria.....speriamo di aggiungere in futuro anche le rimanenti...

Veniamo alla n.2:

 

 

Mappa

 

 

Partenza da Semonzo che dista circa 40km da Caupo e non è quindi proprio dietro l'angolo. Quota m.205 e dunque bisogna superare un dislivello di circa 1500 metri per arrivare alla meta.

La pendenza come si evince dalla mappa di Koomot, ma anche dalla cartellonistica di cui sopra è regolare con valore medio pari all' 8% ma con alcuni tratti al 14%.

Lunga circa 20 Km è caratterizzata da numerosi tornanti nel tratto iniziale quello boscato anche con bei cipressi. Riguardo al panorama c'è o meglio ci sarebbe viene da dire, ma viene da piangere a vedere come hanno ridotto la pianura....case, capannoni, cemento, asfalto.

La riviera degli olivi è una striscia discontinua più o meno a ridosso delle pendici del massiccio. Bene che le pendici sono verticali altrimenti le case e il resto salirebbero su per i colli co,e i ciclisti.

 

 

Il tratto iniziale del percorso

 

Dopo il 20 esimo tornante la strada s'inerpica sotto la montagna e sono presenti due brevi gallerie. Poco più in sù a Campo Croce cominciano i pascoli. Campo Croce è oggi caratterizzata da prati e boschi ma nei tempi bui come si vede dalla fotografia in BN era totalmente disboscata.

 

 

 

 

 

 

In dirittura d'arrivo

 

 

A circa 5 Km dall'arrivo s'intravede il Sacrario del Grappa e la strada s'inerpica con gli ultimi tornanti. La nebbia copre la montagna e a fatica si scorge il monumento al partigiano e alla resistenza molto meno problematica quella del ciclista ovviamente.....

 

 

 

A. Murer (1922-1985): monumento al partigiano

 

 

 

 

 

Libertà

 

 

 

Opera di Augusto Murer fu realizzata nel 1974 in ricordo delle truppe partigiane che combatterono e morirono sul Grappa contro i nazifascisti.

Poco più in sù c'è il Rif.Bassano e la cima del monte con il Sacrario che si nasconde nella nebbia. Chi sale lassù non rinuncerà mai a scattare una foto.....

 

 

 

Il Sacrario del Grappa

 

 

 

Bella salita a portata di Ebiker: residuo di batteria pari al 45% con rapporto di potenza pari a 37/63. Il che significa che il motore è necessario...eccome!

Ricordo ai biker che il percorso ricalca in massima parte la Crono degli Eroi del 2014 vinta da Nairo Quintana. Impiegò 1 ora partendo da Bassano del Grappa....ma che motore aveva a bordo?

 

 

TOUR " COLLE - REDAGNO - COMPOSTELA "

 

 

 

La mappa del percorso

 

Gita lunga e abbastanza impegnativa in compagnia dei Telecomici come si evince dalla foto storica allegata:

 

 

Telecomici +1 in funivia

 

 

Il più disperato dei 4 è ovviamante il Giordà....supera a destra, imbocca gli ingressi delle autostrade ed è sempre l'ultimo della fila. Buono che il Cesare ha scaricato la App " Giordà Disperso " che permette al protagonista di sapere dove sono i fuggitivi.

I tre tamponi eseguiti dal nostro per sapere se trattavasi di raffreddore " Covnviviale Classico " hanno prodotto come risultato un colorito ceruleo che tutti dubitano sull'opportunità del nuovo acquisto da 4000$. Non era il caso di aprire un conto online per la nipote al netto delle famose imposte rubate da banche con gli extraprofitti e dallo stato medesimo culo e camicia con le prime?

Mah....speriamo in un suo recupero sui campi di battaglia di Lavarone e Passo Vezzena. Che si facci onore Giordacci!

 

 

 

Al passeto( m.1540) sopra Schneiderwiesen

 

 

Giornata semplicemente stupenda con una bellissima luce di inizio autunno; sull'altipiano di Nova Ponente basta ruotare lo sguardo e si stagliano all'orizzonte le cime del Brenta, Cevedale, Palla Bianca, Gruppo di Tessa, Picco Ivigna e di Verdins con l'altopiano di Avelengo, Picco Villandro con quello di Renon, ancora il Gran Pilastro per arrivare alle Dolomiti con lo Sciliar, Catinaccio, Marmolada, Latemar, Pala Santa e ovviamente non potevano mancare i due .....Corni della famosa canzone!

 

 

 

 

Dal Colle a Redagno

 

 

 

Unica nota stonata sono i segni lasciati da Vaia sia a Passo Lavazè che sopra Redagno. Lì la tempesta ha colpito duramente.

La salita dura è quella che conduce dalla zona sportiva di Nova Ponente a Malga Laab; la pendenza in alcuni tratti è pari al 18% ma i nostri dispongono di quattro bici nuove da 750Wh.....anche se non si fidano...che qualcuno ha segretamente infilato in saccoccia il caricabatteria! Le borse laterali erano infatti montate sulle bici...

 

 

 

 

" Ebikers Cinema Vision "

 

 

Dopo Malga Laab la strada sterrata ha pendenze modeste fino a Capanna Nuova per poi diventare un falsopiano fin poco sotto a Malga Ora. Ultimo sforzo e si arriva alla méta del percorso, il Passo Occlini a circa 2000 metri di quota.

 

 

Passo Occlini (m.1978)

 

 

Sosta alla Gurndin Alm per birra piccola e poi discesa a 69,9 km/h nel tratto asfaltato tra i due Redagni. A Fantanefredde s'imbocca la Vecchia Ferrovia e lì si scende senza frenare a 35 Km/h stante il perfetto substrato.

A montagna Giuseppe ha pagato il caffè, a Ora il Giordà ha imboccato l'autostrada e a Compostela ci siamo salutati amorevolmente....

La batteria del povero scrivente segnava un 35% di residuo mentre i 4 ricchi Telecomici disponevano ancora di un 50% abbondante.

Pare che incerti sul da farsi siano saliti in Ebike sul Colle per prendere la funivia in discesa! Ma potrebbe essere una Fake News....valli a capì sti Telecomici!

 

 

 

TOUR " DEI DUE PASSI "

La stagione è quasi al termine anche se l'estate sembra non finire mai. E' il 30 settembre e il Passo Palade i ciclisti lo salgo in maniche corte....i più freddolosi no ma si suda ancora molto. Giro di 90 Km che unitamente ad un dislivello in salita di più di 1700 metri è al limite delle possibilità della batteria da 625Wh. Il compagno di avventura " leggermente " più pesante ma con batteria al seguito da 750Wh è arrivato a base Compostela con meno del 10% il che significa che avrebbe consumato 675Wh... Con la mia batteria avrebbe avuto qualche difficoltà a concludere il giro. Il peso del ciclista come si legge dalle note tecniche riportate in questo sito aiuta in discesa ma non in salita che la batteria è costretta a fornire più energia rispetto ad un ciclista più leggero.

 

 

 

Lungo il percorso

 

Abbiamo coperto la distanza di quasi 40 km che separa S.Giacomo dal Passo Palade in circa 2 ore. Pranzo al sacco al Santuario di Unsere Liebe Frau im Wald raggiungibile direttamente attraverso uno sterrato che parte poco dopo il museo del bunker sulla destra..

 

 

 

La Via Crucis al Santuario

 

 

 

Sosta di circa un'ora per rifocillarsi e dare un'occhiata agli interni della chiesa. Tutti gli edifici della piazza sono stati sistemati, tutto perfetto ma l'aria del tempo passato è scomparsa. Pare di stare in Svizzera o in Austria.....il lindo non va d'accordo con l'antico....il pulito potrebbe bastare. Come era il tutto nell'800 ce lo rivela in parte un dipinto:

 

 

 

Il Santuario a fine 800

 

 

 

L'altare

 

Più interessanti gli ex voto sul fondo della chiesa:

 

 

Ex voto del 1872

 

 

 

21 Ottobre 1876 (1859?)

 

 

Sotto uno degli altari tardo barocchi c'è un bel dipinto con una " Annunciazione ":

 

 

" Annuciazione "

 

La luce del sole filtra attraverso le grandi finestre creando un gradevole contrasto per quest'ultimo scatto:

 

 

 

Al lago Smeraldo ci aspetta per una birra l'uomo di Seio un fedele della " muscolare ", uno Scarabix noneso.....potremo metterli in contatto!

Qui di seguito distanze percorse, tempi impiegati ed energia residua della batteria per raggiungere rispettivamente il Passo Palade, il Passo Mendola e Compostela.

 

 

 

 

Nota dolente:

Come tutti gli accumulatori la batteria della Ebike non è insensibile al tempo. Nel 2020 giunsi a casa con un 18% di energia ancora disponibile. Penso comunque di aver migliorato il ritmo di pedalata in modo da diminuire i consumi pur utilizzando sempre il programma Tour.

Per i dettagli: IL GIRO TONDO DEI DUE PASSI

 

 

TOUR " LIDO DI VENEZIA "

 

Sconfinamento nella laguna veneta e trasferimento a Sottomarina usata diciamolo subito con gran pace per gli albergatori locali, solo come base. In realtà due sono le cose aprezzabili nella storica località balnerare ai confini della laguna di Venezia: la diga con i trabucchi e Sottomarina Vecchia che a differenza di Chioggia è poco frequentata dai turisti. Le antiche spoglie di questa parte della città sono i Murazzi che qui come a Pellestrina hanno riparato l'antico quartiere dal mare. La diga a monte ha di fatto reso inutili questi muri perché col passare degli anni il mare si è allontanata di qualche centinaio di metri. Qualcuno nottetempo si porta via i massi ad uso personale.

 

 

 

Sottomarina Vecchia

 

 

 

Pernottamento presso l'Hotel " Le Tegnùe " ubicato sul lungomare che poco trafficato in questo periodo, deve essere un gran casino durante le vacanze estive. I todeschi ma non solo quelli pernottano in comitiva anche in questa stagione ingolfando l'ascensore che sale e scende. La prima notte è stata un incubo data la contiguità della stanza: ho chiesto di trovare un'altra sistemazione e sono stato accontentato. Peccato che nell'ultima notte una volta indovinato il cuscino mordibo, un urlatore con chitarra al seguito, rompesse i bay fino a midnight. Interrogando il personale alla receprtion che non mi poteva già soffrire sembra che non si siano accorti di nulla. Bah.... si vede che i rumori si sentono solo agli ultimi piani e tra questi è da sottolineare il bassofondo a 40Hz dei pescherecci che navigano non molto al largo. La prossima volta mi porto i barbiturici e la faccio finita...

Venerdì 6 ottobre alle ore 8.50 con un po' di trepidazione sono a Chioggia per imbarcarmi verso le isole.

 

 

 

 

Le mie aspettative riguardo al traghetto erano leggermente diverse nel senso che avevo pianificato di arrivare col mezzo acquatico fino a Lido paese per poi tornare indietro col biciclo ma le cose come accade in Italia sono ben più complicate. Innanzitutto partendo da Chioggia si arriva a Pellestrina saltando a ruote pari Caroman sia all'andata che al ritorno; forse è un bene che mi pare di aver letto che da quelle parti adiacente alla colonia per bambini o forse ex colonia sarebbe meglio dire, c'è un deposito di 9000 m^3 di GPL che se esplode affonda anche Venezia che già è in precario equilibrio per conto suo stante il MOSE' e in futuro pure il NOE'.

Dunque proveniendo da Chioggia i ciclisti (in numero non superiore a 10 si badi bene) e i pedoni smontano a Pellestrina dove li attende un autobus che li porterà fino al successivo traghetto o meglio ferry boat allo stretto dei Malomucchi che costituisce il passaggio principale tra mare e laguna..

Ovviamente i ciclisti devono pedalare per arrivare ivi ma non è un problema visto il dislivello. Sono 7,75Km percorribili in una mezz'ora. All'andata ho seguito la statale dei Murazzi ma non mi sono mai affacciato a vedere cosa c'era dall'altra parte a mare che tanto pensavo, avrei dato un'occhiata al ritorno....Sti ca...

Sul traghetto " taco boton " con uno lucido e lo interrogo su quanto accade in laguna. Pare che i locali governatori abbiano in mente di scavare un altro canale più o meno parallelo a quello di Malomocco ad uso e consumo per le navi da crociera, quelle enormi che ogni tanto vengono ormeggiate sulla Riva degli Schiavoni e sono state immortalate pure dal Berengo Gardin, non perchè costituissero un'attrazione paesaggistica ma una cagata pazzesca direbbe Fantozzi. Sono più grandi della Basilica di San Marco ed ai tempi dei dogi sarebbero state prese a cannonate con il sindaco di Venezia (allora non esistente) a bordo. Tra le altre cose che stanno trasformando Lido e Pellestrina abbiamo le lotizzazzioni standard, le seconde case insomma la normale amministrazione veneta.

Tornando al famoso canale è arcinoto che scavare in laguna significa creare delle correnti impetuose bidirezionali tra la laguna e mare a seconda della marea e questo altera l'ecosistema già compromesso e notoriamente inquinato da tutti gli scarichi industriali, agricoli e civili.

Dunque procediamo con la Sostenibilità dei Bla Bla che è noto che governi e governatori di destra ma direi di tutti i colori, se ne sbattono altamente e perseguono l'affondamento della laguna, del paese e del pianeta sovrapopolato.

Superato il Malomocco e chiudendo la parentesi ferry boat, mi sono diretto verso la Pace Eterna ossia il cimitero ebraico di Lido ubicato quasi sulla punta dell'isola.

Ivi << ci stetti, ci fui >> nel millennio precedente col Tonno che guarda le coincidenze mi raggiunse telefonicamente nella stessa mattinata per annunaciarmi la mostra di Gianni Gigetto al cinema Cristallo.

Di cimiteri ebraici, isole di pace e di conforto per lo spirito stante la mescolanza selvaggia di sarcofagi e natura, parla il libro di Bassani " Il Giardino dei Finzi- Contini ". Il protagonista nei tempi quasi bui di allora (fine anni 30 ), visita il cimitero antico quello utilizzato fino al 1750. Col cavolo che il turista entra lì dentro; al massimo può gettare l'oculo attraverso le inferriate.

Se poi è pure fotografo si attacca due volte che la macchina fotografica o il cellulare dei tempi moderni deve tenerli in saccoccia. Ti metti il Kippah e osservi e mediti sull'inevitabile trapasso e basta.

 

 

 

Quello che si può visitare e che visitai decenni orsono col Tonno è il cimitero recente che risale comunque al 1750 ed è utilizzato ancor oggi dalle poche famiglie ebraiche di Venezia.

Ovviamente le condizioni sopra vanno osservate strettamente anche qui.

 

 

 

Il cimitero vecchio di Lido

 

 

Penso che fotografando dall'esterno non mi colpirà nessuna maledizione dato che pur rispettando tutte le religioni del mondo sono ateo militante come diceva il Buon Mariotto e quindi immune dalle stesse.

Da notare che i fascisti del 38 o forse prima per fare uno sgarbo alla comunità ebraica infilarono il cimitero cristiano tra i due. Ma quanti rompicoglioni ha visto il mondo escludendo lo scrivente?

 

 

 

Il cimitero nuovo di Lido

 

Giunto ai confini dell'isola non mi rimaneva che fare dietrofront cercando i luoghi cari alla Belle Epoque quando il Lido non ospitava solo il Festival del Cinema ma la gente bene (apparentemente) di mezzo mondo. Esiste qualche difficoltà in merito...

 

 

 

Gran Hotel des Bains e Hotel Excelsior

 

 

Come si vede dal cartello, il primo forse il più antico è chiuso e transennato; meglio va con il secondo da 300 euro a notte.

Alcune foto d'epoca sono in mostra nell'attuale stabilimento balneare costruzione moderna che a detta del gestore è una cagata pazzesca che così ne abbiamo già due.

 

 

 

Stabilimento Balneare Gran Hotel des Bains

 

 

L'Hotel Excelsior è ubicato vicino all'edificio che ospita il Festival di Venezia:

 

 

 

Non ne sono sicuro ma ad occhio il Red Carpet viene steso solo una volta all'anno per cui non è chiaro se la costruzione di cui sopra apre i battenti solo durante il Festival del Cinema.

La sensazione anche per quello che sorge lì vicino è di trascuratezza e abbandono come si evince dalla foto che segue:

 

 

 

Red Carpet

 

 

Ma in quale cavolo di paese una saracinesca motosegata è a pochi metri dal Leone d'Oro ossia il simbolo del secondo o terzo festival per importanza dopo Hollibud e quello delle Canne?

Qui le canne se le fanno i locali amministratori.....Sul marciapiede si contavano le monnezze e pure i cadaveri dei colombi con gran pace di Fellini.

 

 

 

La Dolce Vita

 

 

Eh mi direte ma tu vai cercando il brutto....ma va là è lì e fotografarlo è un attimo.

Mentre a lato mare incombono i lavori in corso per sistemare l'arenile, alla fine del gran rettilineo alberato ( e questo è bello ) si arriva al borgo antico di Malomocco piccolo e bello pure lui.

 

 

 

Ottobre al Lido di Venezia

 

 

 

 

Malomocco

 

 

Ripercorro il tratto seguito in mattinata e la luce sulla laguna è perfetta; ecco una delle ragioni per tornare qui, la magia della luce della laguna, le isole minori, quelle piccole e normalmente fuori dalle rotte turistiche. Ma non è facile raggiungerle; mi manca San Francesco del Deserto e san Erasmo...chissà un giorno...

 

 

 

 

L'isola di Poveglia

 

Ore 16 m'imbarco ad Alberoni dove la struttura del Centro Vacanze I.N.P.A.A.P. è in parte abbandonata come altri edifici del Lido.

 

 

 

 

Sbarco sull'Isola di Pellestrina e seguo questa volta la ciclabile sul lato lagunare:

 

 

 

 

I Murazzi sono dall'altra parte e non ho più voglia di salirci sù per guardare il mare. Capannoni il cui stile è difficile da definire sorgono qua e là su quel lembo di terra diviso tra mare e laguna dove vive malamente il protagonista del libro " Sommersione " di Sandro Rizziero. L'autore chioggiotto racconta la storia di un vecchio pescatore di Pellestrina, il più odioso di tutti che litiga con il mondo intero, con la moglie,  con la figlia, con i suoi vicini e con il cane degli stessi, con i preti dementi e non, con le puttane nigeriane, detestando tutto ciò che lo circonda e attendendo la morte che avviene puntualmente tra le nebbie invernali.

Il perfetto misogino e misantropo che frequenta ancora la " Taverna " dove a differenza dell' " American Bar " c'è un sufficente livello di disperazione.

 

 

 

Pellestrina

 

 

Beh direi che questo libro pieno di ottimismo come minimo incuriosisce, ragione per cui mi trovo esattamente lì davanti alla betoniera abbandonata sulla riva della laguna. L'immagine ha comunque un suo fascino e a dirla tutta perversamente, come un vagabondo percorro queste lingue di terra cercando più che il bel paesaggio i segni della rovina materiale.

Bella la trasmissione " Di là dal fiume e tra gli alberi  " ( Rai Play- Rai5 - Rai Scuola) che riprende nel titolo un libro di Hemingway e percorre in lungo e largo la penisola, quelle nascosta e sconosciuta ai più e mi ha fatto conoscere l'autore di cui sopra. Scrittura graffiante la sua dove la poesia è assente e resta un'umanità ai margini che non è più umanità. Ma parliamo di un romanzo che le cose sono come sempre complicate anche se l'entropia è in aumento qui come ovunque.

 

 

 

Betoniera tra le canne

 

 

La puntata divisa incongruamente tra le renne del Nord e la laguna del Sud  è reperibile a questo indirizzo:

 

https://www.raiplay.it/video/2022/12/Di-la-dal-fiume-e-tra-gli-alberi-S5E2-6be652c7-2d1d-42b1-a2c5-70fd234da0da.html

 

Con questo reportage si conclude la stagione Tour 2023 che con novembre inizia il freddo e i raffreddori sono da evitare a tutti i costi.

Ricapitolando abbiamo 22.000 metri di dislivello in salita con 900 km di distanza percorsa e 18 uscite.

Durante l'anno ho fatto sicuramente ben più chilometri utilizzando anche la bike tradizionale evitando le salite più dure ... viaggiare, dolcemente viaggiare, con un ritmo fluente nel cuore, rallentare per poi accelerare......W Lucio!

 

 

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