ANNO 2025

 

 

             
  EBIKE TOUR   ANNO 2025      
             
N. DATA TOUR PARTENZA ARRIVO DIST. (A/R) km DISL. TOT. m
             
1 17/05/25 ASINARA CALA OLIVA FORNELLI 40 1320

 

 

 

 

 

 

 
2 10/06/25 GIRO DEI DUE PASSI SAN GIACOMO SAN GIACOMO 90 1760

 

 

 

 

 

 

 
3 12/06/25 STAVA - TESERO COLLE-BZ SAN GIACOMO 95 1500

 

 

 

 

 

 

 
4 26/06/25 TRODENA - LAGO NERO TRODENA LAGO NERO-MALGHETTE 21 960

 

 

 

 

 

 

 
5 26/06/25 SANTIAGO - BRESSANONE SAN GIACOMO BRESSANONE 97,3 790

 

 

 

 

 

 

 
6 9/07/25 SAN PELLEGRINO - VALLES PREDAZZO PREDAZZO 62,5 1670

 

 

 

 

 

 

 
7 12/07/25 SALORNO SAN GIACOMO SAN GIACOMO 60
 

 

 

 

 

 

 

 
8 22/07/25 SENTIERO GRAUN JOCH SAN GIACOMO SAN GIACOMO 70 1510

 

 

 

 

 

 

 
9 31/07/25 PASSO RESIA COVELANO PASSO RESIA 98,5 1240
             
10 25/08/25 PRATO ALLA DRAVA BRUNICO PRATO ALLA DRAVA       LAGO DI LANDRO 112 1050

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TOUR " ASINARA "

 

L'anno 2025 almeno nella sua parte iniziale è stato dedicato più al basket che alla bicicletta. I nuovi campi di Pons Romae  mi hanno attratto molto di più delle uscite in bicicletta anche se di giri attorno a Bolzano ne ho fatti comunque. Diciamo che il primo di una certa rilevanza più paesaggistica che sportiva, l'ho fatto all'estero o meglio in Sardegna ed è quello dell'Asinara.

Per chi conosce l'isola posta nella parte Nord Occidentale della Sardegna, sa che la tratta da Cala Oliva a Nord fino a Fornelli a Sud è totalmente asfaltata, meglio sarebbe dire cementata per cui il fondo è perfetto e l'unico ostacolo sono delle brevi salite alla portata di tutti gli Elettrici e Non del mondo, siano maschi ma pure femmine prive di allenamento.

E dunque il 13 maggio partendo da Cala Oliva ci siamo diretti a Sud, in direzione Fornelli porto che sta di fronte a Stintino ed è collegato a questo da un traghetto. Ivi calano o meglio salgono i Sardi autoctoni e i turisti esteri che il collegamento è veloce rispetto a quello di Cala Reale; la distanza da Porto Torres è maggiore della precedente e la traversata dura circa 1.5 Stunden.

( Per comodità ho ruotato la mappa di 90° in senso orario in modo da visualizzare meglio le località ).

 

 

 

Mappa

 

 

In nero sono identificate in pratica le varie diramazioni come vengono chiamate, ossia i carceri quasi tutti vicino al mare eccetto Case Bianche e Elighe Mannu che ospitavano pastori e tagliaboschi sotto sorveglianza s'intende.

Il percorso lungo circa 24 km tocca quasi tutte le diramazioni escluso Tumbarino che dovrebbe ospitare un Osservatorio Faunistico ma come ovvio per un parco fantasma è normalmente non osservabile.

A Casa Reale invece è stato possibile osservare il Centro Recupero Animali Marini che si occupa delle tartarughe marine carretta carretta o consimili....beh almeno quello.

Considerazione d'obbligo: visto che centri d'accoglienza visitatori del parco non ci sono ne a Fornelli ne a Cala Reale a meno che non sia rimbambito quasi del tutto causa l'età avanzata per procurarsi il materiale cartaceo dei vari percorsi escursionistici ( in numero di 10 ) dell'isola bisogna " prelevarli di nascosto " durante il viaggio di ritorno in un cubicolo della nave Decomar che fa scalo a Porto Torres. In questo modo uno se li studia poi con tutta calma a casa!

Ma vediamo qualche foto:

 

 

Ore 9.50 partenza da Cala d'Oliva

 

 

 

 

Ore 9.54: viene sparata una salva di cannone " ruzzene " per annunciare ufficialmente la partenza del tour.

 

 

 

Torre Aragonese di Cala Oliva

 

Sosta per documentare il fatto che mi sto muovendo in bicicletta a memoria della futura arteriosclerosi.

 

 

Cala Oliva nella luce del mattino

 

 

Rispetto al giorno dell'arrivo le sensazioni sono nettamente migliori grazie alla bella luce e ai contrasti cromatici della vegetazione della macchia, alquanto rigogliosa. E' il motivo per cui siamo qui proprio a maggio. La visita dell'isola nei mesi estivi è sconsigliabile per le ovvie ragioni legate al clima torrido. Il ripiego è immergersi costantemente in quelle acque cristalline ma spesso off limits stante le zone di riserva integrale.

 

 

Penisola e torre di Trabuccato

 

 

Ore 10.26

 

Mumble, mumble... l'ultimo galeotto ha lasciato l'isola nel 92 se non erro......dunque forse era il caso di metter mano alla cartellonistica, almeno raddrizzando il palo, suvvia....

 

 

 

Campo Perdù

 

Caserma Agente Monda Giuseppe

 

 

Campo Perdù era una colonia agricola come esemplificano i numerosi attrezzi agricoli in esposizione lungo la via:

 

 

E' destino che si perderà la memoria dell'agente Monda che probabilmente perse la vita nell'adempimento del proprio dovere, ma anche della colonia penale agricola che la salsedine e le intemperie avranno presto gioco di quegli antichi aratri.

Non vorrei esser pessimista ma la ditta che dovrà recuperare gli edifici di Campo Perdù ( che è già tutto un programma ) si chiama Venezia SRL edilizia restauri ( che ci azzecca con la provincia di Agrigento? ) con sede legale operativa a Villafranca Sicula C.A.P. 92020 in via delle Rovine n.51. Minchia che sfiga in serie....

C'è in basso a sinistra la durata presunta dei lavori pari a 390 giorni e un altro numero oscuro espresso in uomini / giorno = 2340.

Dunque a occhio se impiegassero 2340 operai l'opera di restauro durerebbe 1 giorno; visto che i giorni previsti sono 390 gli operai impiegati dovrebbero risultare 6.

Mo sperammo che non si ammalino che io sarò qui alla consegna prevista per aprile 2026.

 

Recupero Edilizio Virtule

 

Dopo Campo Perdù c'è l'Ossario dei caduti austroungarici morti in prigionia per malattia, denutrizione e quanto altro ancora. A Cala Reale nel negozio dell'erborista c'è una foto dove si evince che i prigionieri di guerra dormivano nelle tende sotto lo sguardo vigile dell'Italia indomita e vittoriosa. ( Ci ritorneremo... )

 

 

L'Ossario Austro-Ungarico dell' Asinara

 

Si arriva poi a Stretti dove esisteva una colonia penale poi smantellata a causa del maestrale che non permetteva di combinare nulla di buono:

 

Stretti

Una breve salita permette poi di affacciarsi verso il mare esterno e osservare la parte della selvaggia e ripida costa Ovest:

 

La costa Ovest dell'isola a Nord di Stretti

 

Le foto che seguono sono state fatte il giorno precedente quando abbiamo fatto obbligatoriamente lo stesso percorso a bordo della batmobile elettrica guidata dalla Batmaltaura vestita in tuta nera con alettoni, auto che è possibile affittare a Cala Reale dietro esborso in rete di 80 Euri/giorno.

Qui ho utilizzato la CanonX3 Patauna che con il suo zoom offre un grado di libertà in più e ovviamente una qualità migliore rispetto al cellulare, cosa che comunque non si evince per i formati web.

Le condizioni meteorologiche erano mediamente peggiori anche se sul tardi le nuvole sono volate via. Sul passo la visuale è doppia:

 

Verso Nord

Verso Sud

 

 

 

Zoomata sulla costa Ovest

 

 

La costa Est verso Trabuccato

 

Siamo arrivati a Tumbarino dove dovrebbe esserci il cosidetto Osservatorio della Fauna Selvatica normalmente chiuso come da copione. Non è chiaro se il famoso sentiero del muflone che circospetto dovrebbe pascolare sulle alture circostanti sia accessibile. Del cornuto nessuna traccia....per vederlo bisogna dedicargli qualche ora se non una giornata intera.

Accontentiamoci di <<Vidal>> l'asino bianco che galoppa con la criniera al vento nella zona protetta A poco più in basso:

 

 

L'asino Vidal detto bagnoschiuma

 

Non era particolarmente mobile a causa delle rocce granitiche che decorano l'intera baia...uno spettacolo!

 

 

 

La vegetazione non è da meno; inoltre a completare l'opera della natura in basso e in alto esistono numerosi stagni:

 

 

 

 

Lo stagno di Cala S.Andrea

 

Teoricamente seguendo il sentiero del Granito si potrebbe raggiungere la zona protetta sottostante ma avremo bisogno di qualche giorno in più e anche di qualche doblone d'oro per corrompere le guardie...

Siccome Pedretti il fauno-biologo di Geo viene spesso da queste parti devo chiedergli qualche consiglio gratis.

Ultimo sforzo e superiamo l'ultima china; siamo sotto il Castellaccio che domina la zona di Fornelli:

 

 

Il Castellaccio

 

 

Dietro l'angolo ecco spuntare il supercarcere di Fornelli circondato dai fiori; dalla parte opposta verso Est compaiono i silos della Colonia penale di S.ta Maria dove pascolano liberi i cavalli:

 

 

Immagini bucoliche in netto contrasto con gli edifici ivi presenti e con i disperati che li hanno ospitati.

 

 

Il supercarcere di Fornelli

 

Giunti a Fornelli Porto si svolta a sinistra, si segue la costa, si sale alla colonia penale di Santa Maria e si scende nuovamente per punta Barbarossa dove tra i graniti e la poca ombra abbiamo fatto merenda con i pomodori di mare e con i piedi in ammollo.

 

La costa granitica di Punta Barbarossa

 

Più in sù i cavalli pascolavano placidamente, separati dalla sottile linea blu dell'orizzonte che separa l'isola di Asinara da Stintino.

 

La sottile linea blu

 

 

Se mai ritornerò sull'isola sarà alle idi di marzo....per un faccia faccia col maestrale.....e che il diavolo mi porti via dannazione.....Kit Carson!

 

 

 

 

 

 

 

 

TOUR " GIRO DEI DUE PASSI "

 

E' il giorno 10 giugno 2025......dobbiamo allenarci che la gamba tremola. Partenza ore 9.30 da Santiago in compagnia del cognato con la 750 per raggiungere prima il Passo Palade e poi il Passo Mendola e scendere in picchiata a casa. Raggiungo Nalles in modalità ECO. La gamba funziona e spingo a più di 25 km/h.

Si affronta poi la faticosa salita che collega Nalles a Prissiano, un 3km molto tosti dove perdi un 20 % di batteria e non solo. Breve sosta per fare acqua e una foto che il tour in questione è stato documentato più volte negli anni precedenti.

Si tratta infatti di un giro classico che serve per capire se ancora sei in grado di affrontare tale dislivello o se è meglio darsi all'ippica elettrica.

90 km, questa è la lunghezza media del percorso sono tanti anche con la Ebike e il dislivello non è da meno circa 1800 m al limite della 625 W.

 

 

 

Prissiano

 

 

Da Nalles al Passo Palade sono circa 1300 metri di dislivello e altri 20 km di strada da percorrere. Superata Narano la pendenza media scende al 6,5%. Sono arrivato in cima al passo con il 45% di residuo di batteria ( Batteria Nuova 2024 ) e una velocità media per l'intero tratto lungo circa 38 km di circa 18 km/h.

 

 

 

Ore 11.40: Passo Palade

 

 

 

INFO BIKE

 

 

 

Bar chiuso al passo per cui non ci resta che fiondarci giù fino alla fine della discesa alias al Lago Smeraldo dove addento 6 strangola preti giganti accompagnati da un radler medio. Per la cronaca il costo comresi i 2 euro del servizio sono stati apri a  17.5 euro. Visita veloce della forra con qualche foto al seguito che invoglia il cognato a fare altrettanto con il nuovo cellulare con la mela da 500 euri.

Non sono noti però i risultati che qui le foto sono solo mie.

 

 

 

Mappa

 

 

 

 

Lago Smeraldo e forra

 

 

Alle ore 13.00 siamo di nuovo in sella e imbocchiamo la strada che sale a Malosco e conduce successivamente al Passo Mendola. Sono altri 350 m. di dislivello che metteranno a dura prova il cognato amico del frigorifero che pur avendo a bordo la 750 è agli sgoccioli delle forze e della batteria. Ma l'esperienza come si evince dalla foto ha avuto i suoi effetti nefasti anche sul protagonista; per darmi un tocco sportivo ho indossato gli occhiali IR per non veder nulla e far finta di niente!

 

 

 

Ore 13.50: Passo Mendola

 

 

 

Passo Mendola (m.1363)

 

 

Giunti a casa diamo una occhiata al registratore di cassa: 3 ore e 51 minuti di pedalata effettiva con un residuo del 22% di batteria, in linea con quanto segnato nel 2023 anche se a esser sinceri abbiamo impiegato 20 minuti di meno. Trattasi del famoso effetto Scarabix che come è noto è lo stesso di quello per il vino!

Ma come si sa: Tempus no Credits!

 

 

 

TOUR " STAVA "

 

Perchè Stava? Nel borgo colpito dalla tragedia del 19 luglio 1985 di cui ricorre quest'anno il 40 esimo anniversario ( con visita programmata del Presidente della Repubblica ) sono stato alcuni mesi fa, a marzo quando ho effettuato una gita a piedi seguendo quello che viene chiamato " Il sentiero della memoria ".

Ma procediamo con calma. Viste le distanze e anche i dislivelli è opportuno prendere la funivia del Colle e guadagnare in pochi minuti i 1134 metri di quota facendo conoscenza della tecnologia inventata dagli avi funivieri Leitner&Company che contribuirono alla realizzazione di questo manufatto che risale al 29 giugno 1908.....pare sia il primo al mondo.

 

 

 

 

Le tappe sono quelle classiche: Prati del Colle, Lupicino, Nova Ponente, Malga Laab e Capanna Nuova dove ho potuto constatare che la Scarpetta di Venere gode di buona salute. Orchidea splendida rara e protetta che cresce in un pochi posti in A.A. ed ho fotografato per la prima volta più di dieci anni fa, ovviamente nello stesso luogo......segreto!

 

 

 

Scarpetta di Venere (Cypripedium calceolus L.)

 

 

Raggiunta Malga Ora si scende poi a Passo Lavazè (m.1805) dove i segni lasciati da Vaia sono indelebili; bisognerebbe asportare tutti i resti degli alberi divelti per attenuare gli effetti di quella sgradevole immagine di distruzione.

 

 

I segni di Vaia 7 anni dopo

 

 

Pochi chilometri a valle del passo c'è un bivio e svoltando a sinistra si raggiunge velocemente Stava dove dal 2002 esiste un memoriale che ricorda la tragedia del 1985 ma non solo quella.

Ho tratto il dado e mi sono fiondato nel bar Stradivari adiacente per recuperare le forze con biscotti alla nutella e cappuccino in stile tedesco.

Mi ero ripromesso di passare da quelle parti perché l'edificio-museo apre in modo regolare solo a partire da giugno ed esattamente dal 15 del mese con orario 15.00 - 19.00.

Fortuna vuole che un gruppo dei " Bacini Montani " della provincia di Trento abbia fissato un appuntamento con i responsabili della struttura e dunque esattamente alle ore 15.00 mi sono accodato come membro esterno imboscato sudtirolese.

 

 

 

 

Due le guide e due gli interventi di cui il primo dedicato alla storia di quella parte della valle dove il lavoro e le possibilità di sopravvivenza erano legate alla montagna, leggi allevamento del bestiame, manutenzione del bosco con segherie in Via Molini a Tesero (spazzati via dalla frana ), forge e fonderie nello stesso luogo e infine un'agricoltura di sussistenza. Molti gli abitanti della valle che nel periodo estivo emigravano in A.A. o altrove.

Sul tetto del memoriale ci sono diversi pannelli che illustrano la storia di Stava, la miniera, la tragedia, i soccorsi e lo scopo del memoriale.

 

 

 

 

L'arrivo della Montecatini poi Montedison, intorno agli anni 60 fu visto come la manna caduta dal cielo......lavoro per molti circa un centinaio di minatori, costruzione di un acquedotto che serviva prima all'industria mineraria e secondariamente al paese, case con riscaldamento a Tesero e tanto altro ancora. La civiltà finalmente.....e ovviamente non è retorica. L'Italia stava trasformandosi da paese agricolo in paese industriale con l'ovvio miglioramento delle condizioni economiche di quelli che da contadini diventarono operai. Io sono figlio di quella rivoluzione. Il costo primario fu l'abbandono della campagna e in particolar modo della montagna. E poi una colossale migrazione interna specie da Sud.

Mah....c'è un mah....

Prezzo da pagare a Stava? Lo si è visto circa 25 anni dopo con 268 morti.

Cause del disastro: progetto delle vasche di decantazione dei residui di lavorazione non adeguato e manutenzione delle stesse inesistente.

Processo concluso in giudicato negli anni 2000 presumo con pagamento posticipato dei danni a persone e cose.

Colpevoli: Montedison, la ditta che rilevò successivamente la miniera (fallita....non sborsò una lira ), la Provincia Autonoma di Trento o meglio gli uffici responsabili del territorio.

Ospiti delle patri galere: negun ma propri negun che erano tutti incensurati e il nostro stato è supergarantista!

La guida successiva nella persona del Sig. Lucchi che nella tragedia ha perso i genitori ed è il promotore e presidente della Fondazione Stava 1985, ha illustrato nei dettagli tutti gli avvenimenti puntando particolarmente il dito sulla mancanza di responsabilità delle ditte coinvolte, dei tecnici, dei funzionari pubblici e privati.

 

 

 

La relazione del Sig. Graziano Lucchi

 

 

Sulla storia di Stava penso di pubblicare un articolo ad hoc; consiglio a tutti la visita del Memoriale anche per capire che tragedie ben peggiori di quella, si sono verificate negli anni successivi....non parliamo poi del " Terzo Mondo " dove lo sfruttamento è garantito per legge e la sicurezza è una parola sconosciuta.

Per info: https://www.stava1985.it/centro-stava-1985/

Sta di fatto che mi sono trattenuto a Stava fino alle ore 17.30 e solo successivamente ho imboccato la strada che scende a Tesero per poi proseguire sulla provinciale fino a Cavalese e Fontanefredde.

Da lì è noto, parte la ciclabile della Vecchia Ferrovia che conduce a 38 km/h fino a Montagna e Ora. Il giro si chiude con il tratto in pianura fino a Santiago con il vento in poppa che notoriamente spira nel pomeriggio verso Nord e facilita la risalita della valle immersa nella foschia e nel caldo torrido e balengo di metà giugno.

 

 

 

Lungo la Vecchia Ferrovia

 

 

 

Mappa del percorso

 

 

 

 

 

Modalità di guida

 

 

Partenza dal Colle alle ore 10.30, arrivo a casa alle ore 19.00. Tempo di pedalata pari a 4 ore e 10 minuti. Velocità media pari a 22,6 km/h. Residuo di batteria pari al 34 %. Dislivello totale di 1500 m.

Adelante muchaci!

 

 

TOUR " TRODENA - LAGO NERO "

 

 

 

Giro al fresco che nella piana di Bolzano la temperatura ha superato i 35°. Obbligatoriamente serve dunque la macchina è una delle località più vicine da dove partono numerose strade forestali adatte alla ebike è Trodena che dista da Compostela 25km. Qui ho scelto il percorso più duro, quello che dai << Bagni Kneipp >> permette di raggiungere il Passo Cisa (m.1430) e salire a Malga Corno (m.1740).

 

 

 

Passo Cisa (m1430)

 

 

 

La pendenza media su quel tratto lungo 7 km è decisamente maggiore del 10%. Superata la malga si prosegue in direzione Caoria e al primo bivio si svolta a destra per raggiungere il Lago Nero in realtà una delle tante torbiere del Parco di Monte Corno. Come è noto agli addetti sono comunque poche e con l'aumento della temperatura sono a rischio di estinzione meglio sarebbe dire prosciugamento. Ospitano una vegetazione rara che riesce ad adattarsi ad un terreno povero e acido dove nei secoli o forse sarebbe meglio dire millenni si forma la torba una risorsa che nel passato era sfruttata per riscaldare le case ( opportunamente essiccata ) data l'alta percentuale di carbonio che contiene. Vista l'assenza di ossigeno i batteri e funghi non possono riprodursi e pare sia stata utilizzata nella Prima Guerra mondiale come garza e tampone sterile.

 

 

 

Il Lago Nero (m.1650)

 

 

Sono le ore 11.45 e mangiata una pesca noce secca e insipida mi sono messo di buzzo buono per cercare qualche fiore strano che dovrebbe crescere sulle rive del lago, rive irraggiungibili date le caratteristiche del terreno. Uno teoricamente potrebbe togliersi le scarpe e mettere i piedi nella " palta " ma potrebbe sprofondare e trasformarsi in un cadavere, oggetto di studio per i posteri.

Nelle grande torbiere del Nord Europa sono stati trovati reperti, manufatti e appunto defunti perfettamente conservati per le considerazioni fatte prima.

 

 

 

Pennacchio spettinato

 

 

Il pennacchio tondo (eriophorum vaginatum) cresce ai bordi dello stagno e dunque a portata di fotografo, lo stesso si può dire per il carice che cresce un poco più in la:

 

 

 

 

Carice rigonfia (Carex rostrata)

 

 

Ma per le piante a contatto quasi diretto con l'acqua non rimane che utilizzare la banchina in legno della parte orientale del lago e sdraiarsi a pelo di fango:

 

 

Giuncastrello delle torbiere ( Scheuchzeria palustris )

 

 

Ed ecco la magia del " Giuncastrello " fotografato qui per la prima volta in 47 anni di onorata attività ( Ho iniziato a fotografare nell'era cattarozziana ). Come dire che perseverare nella passione fotografica è diabolico ma da i suoi frutti o meglio i suoi fiori. Grande delusione invece per le Drosere i famosi fiori carnivori riportati su tutte le tavole sinottiche di tutte le torbiere del mondo e che non sono mai riuscito a vedere. E dire che qui dovevano essercene di tre specie diverse. Finora le ho viste solo in giardineria vicino al cimitero di Oltrisarco!

Me le farò mettere sulla tomba-stagno che sarebbe poi molto originale ma bisognerebbe tirare i tubi dell'acqua!

 

 

 

Tavola sinottica al Lago Nero

 

 

 

Chiusa alla 12.30 la parentesi botanica ho fatto dietrofront e sono tornato a Malga Corno e sceso nuovamente al Passo Cisa noto come il quadrivio. Infatti da qui partono sentieri e " carrarecce " di scarabica memoria, che mettono il biker davanti a numerose scelte. Capriana? Anterivo? Malghette? Trodena?

 

 

 

Vista del Lago di Caldaro - Malga Cislon - Trodena e degli effetti postumi di Vaia

 

 

L'opzione è stata quella di Malga Krabes ossia le Malghette in territorio altoatesino che non si capisce perché ma è sempre più curato di quello del trentino confinante. Mah....questione genetica!

W il Sudtirolo infestato dal turismo di massa!

 

 

Malga Pausa (m.1462)

 

 

 

Krabes Alm (m.1540)

 

 

Oggi siamo splendidi e ci concediamo il panino con lo speck e birra e la torta di carote e caffè. Totale 21 Euro. Come???? Spinc du?

Oh Entschuldigung affere piazzato pure una Gerstsuppe.....Verbesserung...14 euro. Za meio! Sta inflazion uccide il turista locale!

Alle 14.30 siamo in sella e proseguiamo verso Est; dall'alto si nota un'altra torbiera che però non ho visitato:

 

 

Biotopo Palù Lunga

 

 

Arrivati laggiù si svolta a sinistra per raggiungere malga Pera e successivamente i Bagni Kneipp non prima di aver osservato le belle ninfee e probabilmente un'altra specie non classificata fino ad oggi.

 

 

 

 

 

Ninfea e Sparganium natans

 

 

In italiano antico sparganio indicava una pianta con foglie a forma di nastro o fettuccia mentre l'aggettivo natans deriva da náto =  nuotare ossia con foglie e fiori che galleggiano.

Dunque ci siamo e con un residuo di batteria del 65 % torniamo a baita e immergiamo le estremità pulvirulenti nelle famose pozze d'acqua piene di sassi aguzzi come vetri di bottiglia!

 

 

TOUR " SAN GIACOMO - BRESSANONE "

 

 

Mappa

 

Percorrere in bici il fondovalle con temperature intorno ai 35°C ? E che volete che sia, il Tour di France si corre a luglio!

In ogni caso la Val d'Isarco è ben incassata tra le montagne e spesso in ombra; in basso scorre appunto l'Isarco che garantisce una certa frescura. Si......c'è stata una certa lamentela della Batmaltaura abituata alla quattro ruote elettrica ma non fa testo. In ogni caso dopo il pranzo a Chiusa nel parco dei Cappuccini, lei è tornata indietro mentre il sottoscritto è andato a bere " l'affogato " in piazza Duomo a Brixen dalla Sara Sarda.......20 anni due occhi verdi come la Giara di Gesturi e un bel sorriso anche per i vecchietti con la dentiera a posto s'intende!

Per un pelo non ho raggiunto l'obiettivo dei 100 km cosa che feci anni orsono portandomi fino a Novacella. Tant'è....

 

 

 

Il ponte di Barbiano

 

Sul ponte di Barbianoooooo ....... dopo 20 km la compagna di sventura chiese di scendere dal mezzo per problemi legati ai posteri. Giusto per leggere la targa: la ferrovia del Brennero ha una bella età, risale al 1867 e fu realizzata da un ingegnere dell'impero austroungarico in un periodo di ristrettezze economiche. Il punto è questo: oggi 28 giugno Giordà è in hotel a 50 stelle sulla punta del Putia e  contribuisce pesantemente alla cementificazione delle Dolomiti e al Climate Change che poi la quota zero termico è salita a 5000 m per le sue emissioni incontrollate.

Unica nota positiva non ha partecipato come Bob al Pride Festival ..... Giordà pur avendo fatto voto di castità non ha cambiato gusti.... come dice Feltri è attratto ancora dalla Patacca!

 

 

 

Batmaltaura a bordo di Cannondale: ore 11.40 sulla curva a gomito dell'Isarco

 

 

Pochi minuti dopo siamo pervenuti nel ridente borgo di Chiusa e a causa delle ristrettezze economiche abbiamo comprato pane&birra in panificio e ci siamo trasferiti nel cortile dell'antico convento dei Cappuccini, luogo fresco, silenzioso e incantevole che costituisce come al solito una bella carta di visita altoatesina.

 

 

 

Il chiostro del convento dei Cappuccini di Chiusa

 

Ivi sono passato in passato più volte trovando il locale museo sempre chiuso.

Questa volte siamo arrivati alle 12.00 in punto quando il responsabile chiudeva giustamente la porta con due mandate.

Ma dopo il frugale pasto mi accorgo che la porta del museo è nuovamente aperta; indomito supero la soglia e pongo la grande domanda al signore ivi presente: è aperto? Si, oggi sto qui fino a alle 13.00 e se volete accomodarvi......Incatenate le ebike ci << fiondati dentro >> che poi l'addetto è simpatico e ha in realtà il ristorante prenotato per le 13.30.

Mumble, mumble e qui si apre il capitolo storico che mezza Europa è passata per Chiusa molto prima della costruzione della ferrovia.

Per farla breve il convento è stato edificato a cavallo del 700 ossia tra il 1699 e il 1701 appena fuori le mura della cittadina che tra parentesi ospitava in alto il ben più antico convento di Sabiona risalente al 600 d.C. opera d'importanza glocale fino al 1000, quando la diocesi fu trasferita a Bressanone. La via del Brennero è stata percorsa infatti da eserciti e imperatori da long time ago.

 

 

 

Magnifiche ortensie in fiore nel chiostro

 

 

 

Mappa con il convento e opera in bronzo moderna con la data di fondazione

 

Chi furono gli artefici che promossero la costruzione del convento?

 

 

 

 

 

A sinistra abbiamo il ritratto della regina di Spagna Maria Anna ( 1667-1740 ) a destra del suo stimatissimo padre confessore, Gabriel Pontifeser (1653-1706), Padre Cappuccino nato a Chiusa.

Nel 1685, invitato alla corte di Heidelberg, fu designato confessore della figlia del principe elettore Filippo Guglielmo di Neuburg appunto Maria Anna che purtroppo nel 1690 sposò Carlo II di Spagna detto "Il bruton ". Come è noto le dinastie regnanti di tutta Europa erano rappresentate da una serie infinita di parenti incestutosi con gravi esiti riguardo ai frutti! Maria ancora se la cavava ....

Insomma grazie ai potenti con cui la chiesa aveva da sempre stretto amicizie fin dal tempo di Re Costantino, fu messa la prima pietra del convento e per dirla tutta anche di una delle cappelle non visitabili che riproduce la Casa di Loreto che in epoca di Controriforma si duplicava o meglio si replicava in ogni dove in terra cattolica romana in netta contrapposizione con le idee luterane.

Sfortuna volle che il bel principe spagnolo morisse esattamente nel 1700 e la Maria sloggiasse da Madrid per essere confinata a Toledo e con pochi proventi. Le ultime peseteas le aveva spese dunque  per gli argenti di Pontifeser.

 

 

 

Crocifisso in argento

 

Per i dettagli allego il link di un bel video dove c'è lo zampino del fotografo e videomaker Quartana link reperibile nel sito del museo.

 

http://www.provincia.bz.it/arte-cultura/film-media/

 

Vediamo alcune foto degli interni:

 

 

 

Le due tele di cui quella dell'altare maggiore, raffigura il frate cappuccino San Felice da Cantalice ( 1515-1587 )  mentre adora il Bambino Gesù sorretto dalla Vergine, sono opera del pittore e incisore lombardo Paolo Pagani (1655-1716), attivo nelle principali corti europee e celebrato come il pittore ufficiale della regina di Spagna.

 

 

 

L'interno della chiesa dei Cappuccini

 

 

 

Pulpito con braccio alzato che impugna il crocefisso

 

 

Vi domanderete perchè abbia effettuato questa ripresa dall' inquadratura non proprio consona; semplicemente per visualizzare meglio quello strano braccio mozzato!

Non sono molte le chiese e cappelle con il cosidetto " Kanzelkreuz " su cui mi ha edotto l'addetto del museo in cambio di 15 milioni di euro...... ( era un po' fissato sui costi virtuali ).

Memento mori? Ricordatevi di Cristo? In ogni caso è qualcosa di fantasioso e allo stesso tempo bizzarro. Sembra l'ultima fatica del predicatore poi caduto all'interno del pulpito, ma in realtà c'è solo il braccio!

Chiusa la parentesi chiusana ho salutato la Batmaltaura ed ho proseguito fino a Brixen e in particolare fino a Piazza Duomo per il famoso " affogato " servito dalla damigella sarda.

 

 

 

ore 15.00: piazza Duomo di Bressanone

 

 

Nel ritorno non mi restava che omaggiare lo zio Anticoli istruttore di scuola guida molto noto anche come assicuratore massone della famigerata U.A.P. alias Unione Altamente Pericolosa:

 

 

Ore 15.20: la sede dell'autoscuola Anticoli a Bressanone

 

 

Lo zio è mancato da tempo, l'autoscuola è passata a terzi ma rimane il nome in sua memoria.

E poi via che mancano circa 45 km alla base dove arriverò alle ore 17.11 viaggiando ad una media di 24 km/h e un residuo di batteria del 70% stante la pendenza favorevole al ciclista per cui l'apporto richiesto al motore è stato in totale del 34 %.

 

 

PS

Dimenticavo al primo piano c'era una mostra temporanea dell'artista ladino Lois Anvidalfarei: a voi il pensieroso titolo!

 

 

Lois Anvidalfarei: scultura in gesso

 

 

 

TOUR " PASSO SAN PELLEGRINO - PASSO VALLES "

 

 

Mappa

 

Altimetria

 

 

Specifiche

 

 

Giro ad anello che non doveva essere tale perché avevo programmato solo l'arrivo a Fuciade, il luogo sicuramente più bello della valle e ovviamente quello più frequentato.

Fatto sta che un  << venesian >> incrociato proprio al bivio a quota m.1970 e apparentemente informato ( non avevo voglia di gogle-mappare da me medesimo ) e mi riferisce che è possibile raggiungere la statale sottostante per Falcade e dopo pochi chilometri girare a destra per salire a Passo Valles.

Dislivello in salita? Solo 300 metri! Le bale della Repubblica Veneta di Zaia!  Il dislivello sarà di 600 metri!

Il dubbio era se la seconda salita fosse stata a portata di batteria ( al 60% al Passo San Pellegrino ) ma grazie ad un Fisico allenato modello Pogacar sono giunto nel punto più alto della tappa con un 33% di batteria residua. Mah......perdo i colpi...sui conti!

Ma andiamo con calma aiutandoci con testo e fotografie.

Partenza intorno alle ore 10.20 dal parcheggio della funivia Latemar poco a Nord di Predazzo. A causa dei trampolini inutili che verranno utilizzati da numero 15 atleti e che ovviamente non costano niente e costituiscono una scelta consapevole nello spirito dei cambiamenti climatici, la ciclabile è interrotta per alcuni chilometri e bisogna percorrere la statale facendo molta attenzione alle Porsche che ti corrono a fianco guidate solitamente dai soliti dementi ricchi a cui piace pestare sull'acceleratore.

Giunti a Moena poco prima del centro paese si svolta a destra e s'imbocca la vecchia statale che sale al Passo San Pellegrino. Ivi giunsi alle ore 11.40 e piazzai una banana nello stomaco davanti al portale del Lech de Sen Pelegrin che a quanto pare l'era un santo ladin de ste bande.

 

 

Ore 11.40: Passo San Pellegrino (m.1918)

 

 

 

Lungo la statale c'è qualche breve tratto al 14% ma la pendenza media è intorno al 6%. Al passo che è un concentrato di impianti di risalita verso il Monzoni ma non solo, ho dedicato il tempo della banana e della foto di cui sopra verso le Cime di Lusia, dopodiché ho imboccato la strada che porta a Fuciade. Dopo l'albergo Miralago dove c'è l'ultimo impianto di risalita diventa uno sterrato.

Facendo il zig-zag tra i numerosi gitanti, si arriva dove il bosco scompare per lasciare il posto ai pascoli che fortunatamente vengono ancora falciati il che significa che qualcuno alleva il bestiame e il turismo ( questo è diventato uno dei tanti problemi ) non è proprio l'unica risorsa esistente.

 

 

Fienili e prati del Fuciade

 

 

Questo luogo ameno, che conosco da più di 50 anni ha una caratteristica peculiare: ci arrivo sempre in giornate ventose con temperature ben al disotto della media stagionale. Al passo mi dicono che la minima era scesa a 3° C ! Qualche pirla negazionista ne approfitta per condizionare il dibattito. L'ignorante non sa però che esistono i numeri e la scienza proprio sui numeri si basa.

Può accadere benissimo che a Fuciade le mani diventino un blocco di ghiaccio a luglio ma le medie dicono che la temperatura è salita rispetto a quella di 20 anni orsono, che i ghiacciai sono andati in malora, che la concentrazione di anidride carbonica è raddoppiata, che qualcuno compra autobus ecologici a gasolio, che il bostrico ha distrutto il bosco quanto e più di Vaia e che gli eventi estremi sono più frequenti.

Dunque cari negazionisti andate a fan....

 

 

 

Panoramica

 

 

 

Se le cime dei Monzoni sono davvero spettacolari, girando lo sguardo verso Sud il panorama non è da meno:

 

 

 

 

Panoramica

 

 

Tra le varie cime due spiccano in particolare: il massiccio pilastro dell'Agner e le Pale di San Martino più prossime. Bene dovrò infilarmi proprio la a destra, per raggiungere il Passo Valles. A titolo d'informazione l'altopiano in alta quota è quello di Fradusta e lì non ci sono mai stato; è sul fianco orientale delle Pale.

 

 

 

Le cime principali

 

 

Ma buttiamoci in picchiata verso Falcade; in alcuni punti la pendenza è del 18% e il giro in senso opposto è sconsigliabile. Dopo qualche chilometro si devia a destra e si sale verso il P.so Valles.

 

 

 

 

 

 

Panorama verso il M.te Civetta

 

 

 

L'ultimo tornante

 

 

E finalmente eccoci al Passo Valles da cui scendo immediatamente perché poco più in basso c'è una malga dai prezzi favolosi: 8 euro per panino con soppresa&formaggio e birra piccola.

 

 

 

 

 

 

Il resto è discesa e vi risparmio le immagini della zona di Paneveggio......una catastrofe .....in to culo ai negazionisti e al bostrico!

In questa stessa giornata del 9 luglio 2025, si sono verificati fenomeni del terzo tipo.....un replicante ha fatto la sua comparsa sullo schermo TV e se avesse avuto meno di 25 anni il fenomeno sarebbe stato del 4 tipo. Tutte le maglie al campionissimo!

 

 

 

Tadej Pogacar

 

 

 

 

TOUR " SALORNO "

 

 

 

 

 

Mappa

 

 

Seconda uscita della Batmaltaura a bordo della Connondale: obiettivo la trota di Baita Garba che poi avrei mangiato solo io che va di moda il veganesimo!

Qui ho approfittato per tirar fuori dalla cantina la Scott e dunque la muscolare che l'obiettivo è quello di percorrere con la stessa in un anno almeno 500 Km. Siamo quasi a 200.....vedremo.

Giornata fresca questa del 12 luglio a differenza di quella del tour di Brixen dove le temperature si aggiravano sui 35°C ed era d'obbligo percorrere l'ombrosa Val d'Isarco.

 

 

Opere di ingegneria quasi civile: il ponte di Egna

 

 

 

Salorno a mezzogiorno

 

 

Nell'edificio di fianco al comune era allestita una piccola ma interessante mostra dedicata in parte alla coltivazione nella Bassa Atesina del baco da seta mentre un altro spazio era dedicato alla storia del castello di Salorno costruito come si sa o si vede in un posto impossibile. Eh.... l'ingegneria civile di una volta......altri ingegneri non quelli che conosco!

 

 

Sistema rudimentale per filare la seta a partire dai bachi

 

 

La coltivazione del baco da seta rispetto al vicino trentino ebbe qualche difficoltà in più a svilupparsi. E' solo intorno alla metà dell'800 che la lavorazione della seta conosce anche qui un grande boom e diventa l'attività economica seconda solo alla coltivazione della vite.

Con la Prima Guerra Mondiale e a seguito delle malattie che colpirono sia i bachi che i gelsi, questa attività scomparve quasi del tutto intorno agli anni 30 del 900.

 

 

 

 

La filanda Gelmini a Salorno

Grande stabilimento di produzione serica del Nord-Italia

 

 

 

In realtà il commercio di tessuti di seta in A.A. risale al 1500 ma le preziose stoffe provenivano da Venezia e altre città italiane ben più ricche:

 

 

 

Ricamatori di seta del 1400

 

 

Esistono documenti che attestano che il gelso fu coltivato in Bassa Atesina già nel 1600. La pianta ovviamente scomparve con il declino della sericoltura.

Nella stanza attigua si parla invece del castello di Salorno (Haderburg) risalente alla metà del XII secolo:

 

 

 

 

 

Stante la mancanza del documento per contro risulta stranamente maggiore l'informazione all'uopo: l'autorizzazione edilizia relativa, ossia una cartazza buroplutodemovescovile divenne un obbligo dopo il 1172; dunque il castello era più antico di quella data.

Perché fu costruito lì a precipizio sulla sinistra dell'Adige? Appare chiaro dalla mappa che segue come il fiume Adige lambisse il paese di Salorno, costringendo la viabilità ad attestarsi sul fianco della montagna. Più a Ovest il terreno paludoso non permetteva il transito.

Ecco dunque l'importanza del maniero arroccato sopra il paese che aveva funzione di controllo e sbarramento.

 

 

 

 

 

Il castello nel corso della sua lunga storia che si protrasse fino al 1600 subì rimaneggiamenti e rifacimenti. Si scopre ad esempio che fu fortificata anche la parte a monte in modo da evitare un eventuale bombardamento da quel lato. Il tutto avvenne durante la guerra tra Venezia e l'Imperatore Massimiliano I° d'Austria.

 

 

Non mancano alcune belle riproduzioni del maniero:

 

 

 

 

 

E ovviamente una fotografia dall'alto che permette di vedere come è il maniero attualmente:

 

 

 

Il Castello oggi

 

 

Ma dopo tutta questa altissima cultura è il caso di piazzare qualcosa nello stomaco e trasferirsi nella famosa baita. Qui i problemi digestivi s'intrecciano con quelli della termodinamica, disciplina che a differenza di altri rami della fisica non ha mai conosciuto revisioni.

 

 

 

 

Mumble, mumble: quale grandezza termodinamica ha subito un incremento considerevole passando dal primo piatto al secondo?

La risposta ai fisici che gli ingegneri si occupano di neuropsichiatria....

Al prossimo posto e al prossimo pasto!

 

Breviario di TERMODINAMICA a uso e consumo dei neuropsichiatri

 

1° PRINCIPIO

Esprime la legge di conservazione dell'energia; nulla si crea o si distrugge, tutto si trasforma.

E' esemplificato dall'equazione seguente:

 Q = DU + L

Il calore fornito ad un sistema ne modifica l'energia interna e può produrre lavoro.


2° PRINCIPIO

A) Enunciato di Kelvin – Planck: è impossibile realizzare una trasformazione in cui unico risultato sia quello di assorbire calore da un serbatoio caldo e di convertirlo completamente in lavoro

B) Enunciato di Clausius: non è possibile realizzare una trasformazione il cui unico risultato sia quello di far passare del calore da un corpo più freddo a uno più caldo


Nota:

Il primo principio nega la possibilità di creare o distruggere energia, il secondo nega la possibilità di utilizzare l'energia in modo particolare. Il secondo principio non è una conseguenza del primo.

La violazione del primo principio porta al moto perpetuo di prima specie mentre la violazione del secondo al moto perpetuo di seconda specie.

 

Moto perpetuo: Giovanni Pintori anni 60

 


ENTROPIA

In natura tutte le trasformazioni implicano il passaggio da una situazione più ordinata a una più disordinata. Nel linguaggio della Termodinamica questo passaggio viene descritto dicendo che l'entropia dell'universo aumenta.

Il disordine viene misurato dal numero di modi in cui si può realizzare un determinato macrostato e corrisponde alla cosidetta probabilità termodinamica W anche detta molteplicità dei microstati.

Con pochissimi passaggi di matematica sub-elementare si arriva allora alla definizione statistica di entropia:


S = kB lg W con  kB = costante di Boltzmann ( Vienna 1944 - Duino 1906 )....................................vedi epitaffio!

 

 

Minore è il numero di modi in cui si realizza un macrostato ossia minore è W maggiore è l'informazione su quello stato. E' allora possibile scrivere la relazione seguente:

 

Sf = Si – I

 

L'entropia di un sistema diminuisce di una quantità pari all'informazione che si ha dello stesso.

L'entropia misura la mancanza d'informazione sulla stato di un sistema.

 

 

 

PS : Estratto da M.W. Zemanski : Calore e Termodinamica  Ed.Zanichelli  Edizione 1978

 

 

 

 

 

TOUR " SENTIERO PER IL PASSO GRAUN "

 

 

 

 

 

 

Prima o poi su in cima al Passo di Santa Barbara o al vicino Graun Joch ci arriverò, dovesse essere l'ultimo giro quello della stagione........2025 s'intende.

Oggi 22 luglio mi sono fermato a 1500 metri di altezza circa 300 metri sotto il passo se non erro ma non per stanchezza ma per sicurezza.

La batteria segnava un residuo del 38% e sicuramente sarei arrivato in cima e pure a casa ma da queste parti è meglio non rischiare.

E se in salita avessi incontrato l'orso bruno non trasferito in Germania al seguito dei 5 Storni che non hanno un cazzo da fare e vengono in Trentino per controllare se i plantigradi godono di ottima salute?

E se l'orso mi avesse inseguito non in discesa ma in salita? Avrei dovuto inserire il turbo bruciando la batteria in un batter d'occhio e finendo tra le zampe artigliate dell'orsetto affamato!

Dunque da ste bande visto che ho incontrato solo 2 gatti selvatici ed ero in compagnia di me stesso ho optato per avere un buon residuo di batteria.......per l'eventuale fuga!

E poi ad Appiano dai Sanvitti mi hanno detto che è ora di cambiare le pastiglie che sono incollate al disco anche se io ero andato lì per sapere come ritoccare il color verde della ebike.

Mi hanno detto di comprarmi lo smalto per unghie che quel verde non esiste in nessuna carrozzeria e negozio di colori!

Caz......come sono ridotto! Io masculo che mi dipingo le unghie dei piedi! Manco Patauno è ridotto così male pur essendo estetista! Però alla ebike ci tengo.....

Sosta successiva ad Altenburg da San Vigilio:

 

 

San Vigilio a Castelvecchio

 

Chiesa gotica con bella pala d'altare che s'illumina quando apri il portone.......incredibile l'intelligenza artificiale ivi operante!

E poi c'è anche San Giorda a sx che riceve delle pietre sulla capoccia tutto contento, anche se come recita la canzone un po' brutto lo è di sicuro!

 

 

 

La pala d'altare di San Vigilio

 

 

 

Il lago di Caldaro

 

 

 

Prossimo obiettivo è il ristorante nonchè belvedere Lanzenhof distante circa 8 km tutti su sterrato molto ombreggiato, per cui è possibile percorrere questa forestale anche nelle mattine di luglio.

Pendenza media pari al 3% . L'analisi in questione è utile per capire che imboccando il sentiero per il Graun Joch la pendenza media sale all' 8% con punte del 15%..... tutt'altra cosa.

 

 

 

Panorama dal Lanzenhof (m.860)

 

 

 

La posizione di questo ristorante è davvero unica tanto che lo si vede da Castelvecchio come dalla piana di Termeno. E' possibile poi riconoscere le cime circostanti grazie alle tavole fotografiche presenti.

 

 

 

 

 

 

Dopo il mezzo panino all'insegna del risparmio.......e un'occhiata in giro agli attrezzi di una volta.....

 

 

 

 

 

 

.....ho impugnato il manubrio della ebike deciso a consumare un altro 25% di batteria sulle rampe che conducono a Santa Barbara.

 

 

 

 

 

 

La strada forestale deve superare una balza rocciosa motivo per cui la pendenza cresce notevolmente.

In alcuni punti è possibile dare un'occhiata al panorama sottostante:

 

 

Corona - Laghetti e Favogna sulla destra

 

 

 

E poi ecco i fatidici 1500 metri di quota dove la gita ha avuto termine. C'è un bel prato appena falciato e lo sguardo arriva al Catinaccio e Lagorai:

 

 

 

 

Panoranica a quota m.1500

 

 

L'insegna non lascia dubbi: a piedi mancherebbero 50 minuti all'agognata meta:

 

 

 

 

 

Più a valle una grande cartellone riporta i sentieri e percorsi mtb della zona; pare che dal Grauner Joch sia possibile salire sul Roen e scendere dunque dal Passo Mendola.....verificheremo a tempo debito che il dubbio è lecito. Non son mica gravelotto....

 

 

 

Mappa

 

 

 

 

TOUR " PASSO RESIA "

 

 

Ma Lea von Landeck in Tirolo cosa mai avrebbe visto valicando la frontiera e entrando in Sudtirolo? E dunque scegliamo il suo punto di vista e scendiamo da Nord ossia dal Passo Resia per finire poi a Covelano dove ho parcheggiato l'auto.

 

 

 

Mappa

 

 

La mappa riporta alcuni dei paesi che s'incontrano varcato il passo e dove è possibile dare un'occhiata non fuggevole ai luoghi anche se Lea è in sella ad una bicicletta.

Il percorso è tutto in discesa a parte la piccola salita dalla frontiera al passo Resia e permette di guardarsi intorno con tutta calma e prendersi il tempo per qualche scatto fotografico.

 

 

 

Dislivello

 

 

Ma prima consegnamo i passaporti alla dogana italiana anche se la bici di Lea ha qualche strana somiglianza con quella di chi scrive.....sarà un caso?

 

 

 

La dogana italiana (m.1457)

 

 

 

Si entra poi nel suolo italico meglio dire sudtirolese che la differenza è palpabile già percorrendo le sole ciclabili:

 

 

 

 

Italia

 

 

 

La salita verso il passo

 

 

Nell'ultimo giorno di luglio caratterizzato da un tempo particolarmente instabile, Lea ha appurato che le Alpi qualche volta costituiscono uno spartiacque anche climatico; infatti in Tirolo alle sue spalle pioviggina e il cielo è grigio e uggioso.....andiamo a Sud dunque, verso il grande lago della Muta o di San Valentino se preferite.

 

 

 

Qui Lea ha due alternative: percorrere il alto sinistro o quello destro? A sinistra ci sarebbe il famoso campanile di Curon....

 

 

 

Il campanile di Curon Venosta

 

 

Ma c'è anche la strada statale alquanto trafficata.....dunque con un salto passiamo a destra per fotografarlo anche da lontano che il cielo pomeridiano è a dir poco fantastico:

 

 

 

La sponda Est del lago di San Valentino

 

 

E così Lea ha il suo primo incontro con quei grandi conoidi che caratterizzano tutta la valle dell'Adige. Sembra incredibile quanto riesca a fare un torrente scavando e demolendo una montagna.  Quello visibile a sinistra è piccolo in confronto a quello di Malles o Silandro o Lasa o Naturno che a volte si sovrappongono tra loro. Ma questi sono molto più a Sud.

Lea ha l'occhio fotografico e non gli sfugge quella enorme ciotola sul lago......Ma è il WC di un gigante?

 

 

 

Vaso da notte di sicurezza

 

E poi c'è la linea retta della diga...che speriamo sia sotto controllo.....che il 19 luglio sono passati 40 anni da Stava:

 

 

La diga

 

La ciclabile conduce al paese di San Valentino la cui posizione non è particolarmente felice.... oltre c'è l'altro lago:

 

 

 

 

 

Peccato che le nuvole nascondino la cima dell'Ortles che occuperebbero esattamente il centro della foto. Dopo il lago piccolo, la ciclabile alquanto pendente rimane sulla destra del piccolo torrente che costituisce il fiume Adige. Sulla sinistra inizia invece il grande conoide di Malles dove sono piazzati alcuni bunker che il nemico è sempre alle porte:

 

 

 

Il conoide di Malles con un bunker

 

Ma sulla sinistra c'è Burgusio sovrastato da Monte Maria non molto visibile da questo lato della ciclabile:

 

 

Le case affrescate di Burgusio

 

 

Il santo decapitato

 

Ben visibile è invece il castello:

 

 

Il castello di Burgusio

 

 

 

Il castello di Burgusio e Monte Maria sullo sfondo

 

E poi una discesa alquanto pericolosa porta Lea giù fino a Glorenza dove la ciclabile spiana fino a Lasa.

 

 

 

Se non fosse per i portici a Lea parrebbe di essere sulla Romantische Strasse a Rottenburg o a Donauworth entrambi cinti da mura. Ma qui è diverso, ci sono per l'appunto i portici bassi, bianchissimi e levissimi....quasi astratti:

 

 

 

 

E poi il percorso prosegue in pianura e supera il biotopo di Sluderno. Una deviazione impropria verso Prato allo Stelvio allunga lil percorso di qualche chilometro fino a raggiungere la Lasa dei famosi marmi. C'è una statua che ricorda i tempi non facili in cui viviamo:

 

 

La spina dorsale di David Horstmann

 

 

Lea von Landeck non può dirlo ma Richard von Bozen si: la spina dorsale alias in gergo leghista le palle!!!! Bisognerebbe avere le palle per spazzare via queste merde che governano i popoli e i loro più bassi istinti.

 

P.S.

Lea è una bimba di Landeck che sguazzava felice nella fontana di Covelano. Beata e ignara gioventù.

 

Note:

In salita ho percorso i tornanti di Malles che hanno una pendenza inferiore rispetto alla ciclabile percorsa invece in discesa.

 

 

La mappa di Koomot

 

Riassumendo ho pedalato per 4,5 ore per un totale di 98,5 Km e un dislivello ben superiore rispetto alla differenza tra le quote di arrivo e partenza. Ci sono evidentemente dei saliscendi anche se non apprezzabili. Infatti l'apporto elettrico è stato del 52% il che significa che il ritorno era prevalentemente in discesa ma sono tornato a Covelano con il 30% di batteria residua. I quasi 100km ( che non riesco a superare a quanto pare ) si fanno sentire conunque.

 

 

TOUR " PRATO ALLA DRAVA - LAGO DI LANDRO "

 

 

Mappa

 

Anticipiamo subito che la Val Pusteria almeno fino a Perca ossia dopo Brunico è un cesso dicasi cesso alias WC. Oltre al deleterio overturismo con centinia di macchine incolonnate nei due sensi di marcia, ci sono numerosi cantieri a partire da quello di Naz Sciaves appena fuori dell'autostrada che non è neppure chiaro a cosa servano. Se uno si sporge dal ponte all'altezza di Fortezza scorge una montagna enorme di detriti. In pratica dal letto dell'Isarco la montagna sale fino al ponte notoriamente alto. I detriti sono quelli del tunnel di base del Brennero che toglierà sicuramente il traffico lungo l'asse dell'Isarco. Ma chi metterà la mano sul fuoco in questo senso ?

Relativamente al togliere il traffico sono centinaia gli autotreni che vanno e vengono dal Brennero e fanno bene gli austriaci a bloccarli anche se per i Nord tirolesi sono fonte di reddito grazie ai pedaggi. Si vive solo per i soldi? Che quella sottospecie di ministro al Ponte di Messina blateri pure...

E poi che ci azzecca Naz Scaives con gli sbancamenti più a Est? Un'altra variante a pochi chilometri da quella di Rio Pusteria?

E poi quello di Perca dopo Brunico? Un casino mastodontico che costringe i ciclisti a deviare rispetto al percorso originario lungo la Rienza.

E poi ancora gli scavi di sistemazione della montagna che crolla dietro ai due alberghi sulle rive del lago di Landro? Ma chi si ferma a bere una birra in quel casino totale?

In to culo le Dolomiti Unesco....ma i turisti sono di bocca buona e i social e la pubblicità li convogliano tutti qui e in Sardegna!

Dunque molte delle foto che seguono rispecchiano solo la parte gradevole della realtà di quella valle che quanto a traffico, supera di gran lungo la Venosta dove grandi sbancamenti non si vedono.

A proposito della Pusteria come se non bastasse ci sono diverse cave di materiale estratto dalla montagna e lungo il fiume Rienza. Dunque ci troviamo in un'oasi di pace come risulta dalla scelta ragionata delle foto.

 

 

 

Verso Plan di Corones

 

A Plan di Corones c'è il Carosello ossia uno dei più grandi casini invernali delle Alpi e l'intervento Messianico ( leggi Messner ) con il binocolo dell'archistar Taha Hadid non è detto che abbia migliorato la situazione già caotica, legata agli impianti. E' una specie di binocolo che esce dalla montagna.....si parla di cemento e questo è certo, luce e se è sereno sicuramente è così e di silenzio e qui il dubbio è lecito.

Sono ovviamente affascinato dalle moderne architetture ma forse la montagna non ha bisogno di nuovi orpelli ma di restaurare l'esistente come è stato fatto in altri MMM di cui si perde oramai il conto.

Ma proseguiamo verso Valdaora divisa tra quella di sotto, di mezzo e di sopra. Qui c'è l'altro collegamento con Plan di Corones ma ciclisti a parte il luogo o meglio i luoghi, sono abbastanza tranquilli anché perchè lontani dalla statale n.49.

 

 

 

La valle di Anterselva da Valdaora

 

Ci si accosta poi alla Rienza fino al lago di Monguelfo fiume che costituisce con le sue rive un importante biotopo:

 

Lungo la Rienza

 

Vi risparmio le foto del bosco nei dintorni di Monte Elmo ma vi garantisco che il bostrico colpisce a suon battuto e di centrali termiche modello quella di Dobbiaco se ne possono costruire a decine che purtroppo la legna non mancherà per almeno 50 anni.

 

Centrale termica a biomassa di Dobbiaco

 

 

L'uomo MMM

 

Qui sotto il monte che ospita l'MMM Roca inaugurato quest'anno, bisognerebbe muoversi a passo lento ( Kalipè in tibetano ) con l'obiettivo di risparmiare i 35 Euro della funivia ( ma che cazzo di ladri ) a cui aggiungere quelli del museo. Una coppia senza pargoli dovrebbe sborsare 100 euro per la gita in questione con pranzo al sacco s'intende. Il profumo dei soldi.....in Alto Adige ha una notevole fragranza.

Ma tiriamo dritto verso Prato alla Drava che voglio dare una occhiata ai cosidetti non luoghi, come feci a fine luglio a Passo Resia. Qui il tutto è più anonimo e sono visibili solo due casupole di cemento che fungevano da dogana con le finestre chiuse con i colori d'Italia. Poco lontano un albergo vampirizzato e un bar davvero originale.

 

 

 

Austria & Italia

 

 

Cippo di confine

 

Che cosa significherà quel k-34 ?

 

 

Caducità del ristorante al confine

 

 

 

La posta non funziona da tempo stante la ragnatela...

Dicevo del bar Tecolote parola messicana che significa gufo o forse civetta; l'interno è arredato all'americana come si può intuire dalle tabelle inchiodate alla porta:

 

 

 

 

 

Dopo 41 km il radler è d'obbligo, come una occhiata alla Drava che nasce tra San Candido e Dobbiaco e come è noto a tutti è affluente del Danubio che sfocia nel Mar Nero.

Dalla parrocchiale si domina la valle dove scorre il fiume; quelle laggiù sono le Alpi Carniche e Lienz dista circa 37 km.

 

 

 

 

La parrocchiale di Prato alla Drava

 

 

 

La ciclabile

Credere Obbedire Combattere

 

 

 

Siamo sulla via del ritorno e sulla strada poco prima di San Candido c'è il monumento che ospita le spoglie dei caduti della Prima Guerra Mondiale; molti di quelli, dopo un paio di mesi in trincea al freddo e al gelo e sotto una pioggia di proiettili di tutti i calibri, si sono ricreduti, però hanno obbedito e combattuto tanto che ci hanno lasciato la pelle.

 

 

 

 

 

Il sacrario al cospetto dei Baranci

 

 

 

Poco distante c'è San Candido dove ho dato un'occhiata alla collegiata dedicata al Candido e al Corbiniano. E' una tra le chiese più antiche dell'Alto Adige e la sua fondazione risale al 769 anno in cui il Tassilone III di Baviera promuove la costruzione di un monastero benedettino per favorire l'evangelizzazione di quei barbari di slavi.

Dell'edificio originale resta ben poco e molti sono rifacimenti; la struttura è quella del XIII secolo con la torre campanaria del 1320. Rimane intatto comunque il fascino di quella costruzione.

 

 

 

 

San Candido

 

 

 

 

Il Gruppo della Crocifissione è stato eseguito nel 1250 e rappresenta Cristo che schiaccia la testa di Adamo ( presumo il peccato originale ) con a lato la Madonna e San Giovanni.

La cripta presenta qualche affresco come visibile nella foto a sinistra e qualche capitello pre-romanico non molto decorato.

A San Candido ho deciso di allungare il percorso per superare i fatidici 100 km. Il Lago di Landro dista circa 15 km e allora prendiamo la Dobbiaco - Cortina percorsa in tenera età con gli sci ai piedi, una delle piste da fondo cult dell'A.A. frequentata più negli anni 80 che successivamente.

Si racconta infatti che in quei tempi remoti grazie al cognato Silvano già esperto dei luoghi, prendemmo in affitto un appartamento a Dobbiaco per vari anni di seguito. Allora non ti pelavano le tasche e il turismo era quello giusto e morigerato. Fu anche l'occasione per scoprire le piste della Val Casies, della Valle di Anterselva di Prato Piazza e Sesto Pusteria.

La neve non mancava e lo spettacolo era unico tanto che ho sempre in testa la visione delle Tre Cime di Lavaredo visibili poco prima di incontrare il lago.

 

 

La Dobbiaco - Cortina in veste estiva

Il Lago di Landro e il Monte Piana

 

 

 

 

L'angolo delle tre Cime di Lavaredo (2025)

 

Con la magica visione chiudo questo reportage mentre alle mie spalle gli scavatori fanno un chiasso insopportabile e il secondo radler lo prenderò allo stadio arena del fondo di Dobbiaco accompagnato da un Bauertoast da 8 euro ben farcito con speck, formaggio e cetrioli.

 

 

1982

1984

1988

 

 

Nota:

I dati estrapolati da Koomot coincidono praticamente con quelli indicati dal computer di bordo: ho pedalato per 5 ore ed ho percorso 112 km di ciclabile record questo stagionale.

Ho bruciato 1900 Kal, ho viaggiato a circa 22 km/h di media e sono arrivato a baita con un 23% di residuo di batteria.

Pare che il dislivello totale sia stato di 1050 metri... così racconta il buon Koomoto.

 

 

 

 

 

 

 

 

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