ANNO 2026

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

EBIKE TOUR

 

ANNO 2026

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

N.

DATA

TOUR

PARTENZA

ARRIVO

DIST. (A/R) km

DISL. TOT. m

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1

17/04/26

GRAUN CORONA

SAN GIACOMO

SAN GIACOMO

60

830

 

 

2

17/05/26 LUPICINO-COLLE SAN GIACOMO SAN GIACOMO 38 1320

 

 

3 26/05/26 TOUR ELBA OVEST MARINA DI CAMPO MARINA DI CAMPO 63 1330

 

 

4

28/05/26

TOUR ELBA NORD

BAGNAIA

BAGNAIA

48

1100

 

 

 

5 16/06/26 MELTINA SAN GIACOMO MELTINA 54 1400

 

 

6

30/05/26

TOUR ELBA SUD

NAREGNO

NAREGNO

27

720

 

 

7

2/06/26

LAGO DI BARREA

SCANNO

SCANNO

70

1360

 

 

8

23/06/26

PASSO OCCLINI

ALDINO

ALDINO

40

880

 

 

9

27/06/26

PASSO COSTALUNGA

LARCHENWALD

P.COSTALUNGA

47

890

 

 

10

2/07/26

SALORNO

SAN GIACOMO

SAN GIACOMO

59

210

 

 

11

9/04/26

BRENNERO

FORTEZZA

BRENNERO

92

880

 

 

12

16/07/26

ROMBO

MOSO IN PASSIRIA

PASSO ROMBO

47

1880

 

 

13

24/07/26

SELLA RONDA

PLAN DE GRALBA

PLAN DE GRALBA

55

1930

 

 

14

30/07/26

CERMIS

CENTRO FONDO TES.

PALON DEL CERMIS

29

1320

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TOUR " GRAUN - CORONA "

 

Nel 2024 lo stesso giro è stato percorso un mese prima. Qui si batte la fiacca o forse semplicemente l'occasione è mancata e abbiamo saltato i passaggi intermedi tipo qualche giro in pianura a bordo della cosidetta bike muscolare. Al massimo c'è stato un gelato a Egna ma sempre a bordo dell'elettrica e un té a Gargazun col Giordà e il Cesaron.

Però a dirla tutta questa terza settimana di aprile è stata intensa: 1 ora di basket mercoledì contro Divaz che il G ha dato forfè per il mal di schiena tallonitico, il giro in ebike in questione e la salita a Pietralba in 3 ore con relativi postumi! Un giro a Pietralba all'anno può bastare che quelle rampe iniziali stimolano il torpiloquio piuttosto che la preghiera!

Il percorso in questione è lungo circa 60 km. Si segue la ciclabile fino a Caldaro e si prosegue fino a Castelvecchio lungo la strada asfaltata.

Un chilometro più avanti s'imbocca la forestale sulla destra rimanendo alti sull'abitato di Termeno. Si segue con lievi saliscendi la costa della montagna sotto le pendici del Roen per arrivare al Buschenschank Lenzenhof a quota 800m con vasto panorama sulla Valle dell'Adige. Tenendo conto dei vari saliscendi il dislivello dell'intero percorso risulta essere di 830 m.

Dopo la frazione di Corona inizia la ripida discesa che conduce a Cortaccia. Si prosegue fino a Termeno e infine si raggiunge il fiume Adige e si riprende la ciclabile fino al ponte di Vadena.

La novità rispetto al 2024 è l'incontro con una germanica del Baden Wuttenberg precisamente di Karlsruhe, una giramondo non troppo giovane ma con la gamba ben allenata che pensavo di seminare e che invece mi tallonava da vicino.

Abbiamo " pranzato " insieme ossia lei col cappuccino classico nordico e noi col panino speck - formaggio - gurken e radler di usanza locale in quel di mezzogiorno.

Le abbiamo dato delle indicazioni riguardo al percorso che dal Colle a BZ conduce a Pietralba. Diciamo che era particolarmente contenta dei due accompagnatori di Santiago io e il Maltauro Fabio neo meccanico provetto che cambia tutto della bike dalle pastiglie ai dischi e tutto il resto. Però la sua bici è sempre più sporca della mia che compie a giugno 6 anni!

 

 

 

Mappa del tour

 

 

 

Panorama dal Lenzenhof

 

 

 

San Giorgio e i vigneti di Corona

 

 

 

Cortaccia e la valle dell'Adige

 

 

 

Panorama verso Salorno

 

Alla prossima!

 

TOUR " LUPICINO - PRATI DEL COLLE "

 

Cosa scrissi nel lontano 17 maggio 2023 quando intrapresi la stessa gita?

<< Gita classica di inizio stagione; diciamola tutta una bruttissima stagione dove, dopo sei mesi di siccità è seguita un'alluvione disastrosa che ha distrutto mezza Emilia Romagna. In montagna si è ripresentata la neve con gran gioia dei maniaci dello sci alpino che devono sciare per forza anche sullo Stelvio d'estate come consigliato dalla guida delle giovani marmotte >>.

Nel maggio 2026 il tempo è stato mediamente freddo con pioggia abbondante giusto per dare respiro ai terreni coltivati a patate in quel di Caupo ma non solo. Nei mesi di marzo e aprile le precipitazione sono state scarse e dunque la pioggia era la benvenuta, il freddo un po' meno che la discesa dai Prati del Colle necessitava del << Tabarro con Giornale >>, guanti, berretto e braghe lunghe che un'influenza a maggio è da evitare a tutti i costi...che poi c'è pure l'antavirus sulle navi da crociera che chiuderanno i battenti.

Tornando al percorso è quello di Monte Largo che si imbocca sulla sinistra all'inizio della Vallarsa. Salita ripida e impegnativa, inizialmente su asfalto. Successivamente su buon sterrato fino al ristorante Lupicino dove quest'inverno a febbraio sono riuscito a inforcare gli sci da fondo; neve perfetta la prima volta ma una settimana dopo era già quasi impraticabile. Gli sbalzi termici invernali con tendenza verso le temperature più alte sono altamente probabili. C'è voluto un miracolo per portare a termine le Olimpiadi normali e paranormali.

Superato Lupicino, dall'altra parte della valle inizia un tratto perfettamente asfaltato a prova di Giro d'Italia e a uso e consumo dell'unico maso ivi presente. Si prosegue fino alla

torbiera " Totes Moos " posta a circa 1400m. di altitudine. Ancora una breve salita per giungere al passo coincidente con il punto più alto del percorso (m.1527) da cui si scende all'albergo Schneiderwiesen.

Da qui si scende velocemente alla Costa-Seit, a Pineta di Laives e quindi a San Giacomo. Giro di circa 40 km con 1300m. di dislivello.

Belli come sempre i panorami sia sul Catinaccio-Latemar che in direzione della Mendola.

 

 

 

 

Mappa

 

 

 

Monte Roen e Passo Mendola

 

 

 

Il Latemar

 

 

 

Il Catinaccio

 

 

Panoramica

 

 

Questi i dati relativi alla gita:

Distanza totale percorsa: 38,2 Km

Modalità di guida: Tour al 65% spento per il 35% (discesa)

Modalità di consumo: 65% batteria - 35% ciclista (sola salita)

Batteria restante: 44%

Durata totale della corsa: 2 h 11 min

Velocità media totale: 17,5 Km/h

Velocità max: 59,7 Km/h

 

Il punto più elevato del percorso è a una quota di 1540m e corrisponde ad un dislivello di 1320m con un tratto lungo 20 km.  Il tempo impiegato è stato di 1h 45min. Vediamo allora cosa fornirebbe la tabella seguente relativamente alle Resistenze al moto, al Lavoro svolto e alla Potenza media impiegata:

 

 

Tabella relativa alla sola salita di Lupicino

 

La velocità media è stata di 12Km/h e le potenze impiegate sono quelle per vincere la gravità (80%) e l'attrito volvente (16%); quasi trascurabile vista la bassa velocità, la potenza per vincere la resistenza del mezzo (4%).

Il computer della bici fornisce la potenza media impiegata ma il dato è (dovrebbe essere ) quello relativo al solo motore. Quel dato non l'ho registrato ma conoscendo il residuo di batteria si può stimare quanto è stato consumato ossia il 56% dell'energia disponbile all'inizio, che possiamo stabilire in 600 Wh; il risultato è pari a 340 Wh corrispondenti ad una potenza media pari a 194 W.

La percentuale di utilizzo del motore o batteria corrispondente alla sola salita era pari al 65% e dalla tabella dai quasi 250 W impiegati si ricaverebbero 162 W  forniti dalla bici e 90 W dal ciclista.

I numeri non coincidono esattamente ma mi propongo di fare altri controlli nel prossimo futuro.

Il contributo calorico si riduce a 130 Kcal in pratica un piatto di riso......però rammento che ho fatto una certa fatica! Colpa dell'età che avanza ma meglio così.

 

 

Regolo calcolatore da " Pianeta Ciclismo "

 

LA QUINTA TAPPA DEL GIRO D'iTALIA 2026

 

Se qui da noi in quel fatidico giorno il freddo la faceva da padrone ma la pioggia era assente, in quel di Potenza i poveri ciclisti professionisti hanno sofferto non poco.

 

 

Sofferenza Infinita nella seconda tappa sul suolo italico

 

 

Pioggia e scontro tra ciclista e lunotto in casa UAE

 

 

 

Momenti da brivido nel finale: i due fuggitivi sono caduti sull'asfalto bagnato in due momenti diversi, prima lo spagnolo Arrieta della UAE e poi il portoghese Eulalio della Bahrain-Victorius.

Il primo dopo aver raggiunto il secondo ha pure sbagliato strada e solo con uno sforzo incredibile ha vinto la tappa. Il portoghese ha vinto comunque la maglia rosa togliendola all'italiano Ciccone che l'ha mantenuta solo per un giorno. Per lui giornata da dimenticare.

 

 

Arrieta il vincitore della 5a Tappa con Eulalio a sx la nuova maglia rosa.

 

TOUR " ELBA OVEST "

 

 

Mappa

 

 

Dislivello

 

Sono sbarcato sull'isola d'Elba il giorno 25 maggio dopo un viaggio faticoso a causa di vari ingorghi stradali distribuiti tra l'Emilia e la Toscana tali che abbiamo dovuto posticipare l'imbarco del traghetto pagando un extra. In Italia viaggiare in certi periodi dell'anno è da evitare ma non sempre è possibile che i " ponti " sono dappertutto come i " festival " della cultura.

La tratta Piombino - Portoferraio è fortunatamente corta e i traghetti sono numerosi. Perdere il traghetto per Corsica o Sardegna sarebbe diventata una la faccenda molto complicata e sicuramente costosa.

 

 

L'imbarco a Piombino alle ore 15.30

 

Il giorno dopo abbandonate le donne (Malta&Lilli)  al loro destino cavalco la Ebike e da Marina di Campo dove alloggeremo per 6 notti mi dirigo verso Ovest in direzione di Fetovaia.

Il tour di circa 60 km gira intorno la Monte Capanne la cima più alta dell'isola che misura circa 1020 m e da cui si domina tutto e di più dell'isola se il tempo lo consente.

 

 

 

 

Dalla strada provinciale ho fatto qualche piccola deviazione per controllare lo stato delle acque dove al massimo nei sei giorni trascorsi sull'isola ho bagnato l'alluce destro menomato dalla salita e discesa distruttiva da Pietralba dove ho fatto l'annuale penitenza avendo l'anima nera causa i numerosi peccati veniali e non.

 

 

 

In lontananza Montecristo e Pianosa

 

Le rocce di questa parte dell'isola sono di granito, roccia dura ma che gli agenti atmosferici scolpiscono pazientemente e senza fretta. Nel granito si notano spesso delle intrusioni di ortoclasio bianco e se non erro tormalina nera. Come è noto l'Isola d'Elba dal punto di vista mineralogico è un gioiello unico.

 

 

 

L'insenatura di Fetovaia

 

Il mare è bello e cristallino e la povera Lucia di Pomonte non potè e non può godere di tale meraviglia:

 

Santa Lucia di Silvano " Nano " Campeggi (1923-2018)

 

Panorama della costa al Colle d'Orano

 

Uno degli obiettivi della gita fuori porta era quello di raggiungere Capo Sant'Andrea dove i graniti la fanno da padrone. Oggi a mio avviso è una schifezza non tanto il capo ma il corpo che conduce al mare dove non hanno risparmiato il cemento; case vacanze a destra e manca e già oggi un gran casino a cui si assomano i lavori del porticciolo fuori tempo massimo. Arrivato giù e notato che per arrivare al Capo bisognava affrontare dei scalini ho fatto retromarcia e salutato la folla dei folli.

Dalla provinciale e quindi da lontano il Capo Santo Che Fu  rende il meglio di sé stesso:

 

 

 

Cistus creticus con coleottero

Opuntia ficus-indica con calabrone nero

 

Proseguendo innanzi, intorno al chilometro 30 si scorge prima Marciana Marina che è meglio lasciar perdere e dopo una curva, la Marciana D.O.C.

 

Le due Marciane

 

Nella foto di sinistra si vede Capo d'Enfola e in lontananza il promontorio di Cavo obiettivo della gita successiva; nella foto di destra il Monte Capanne con gli ovvi ripetitori che rovinano lo skyline.

Vogliamo spedire il selfie agli amici e parenti? Allora becchiamoci le antenne....o che cazzo!

 

 

Panorama dalla Torre Pisana

 

Sono salito fino alla torre pisana sopra il paese ed è stato un bene che non c'era anima viva se non il ristoratore. Ivi ho mangiato la famosa schiacciata che come la pizza si può riempire con tutto e di più e bevuto la Peroni la birra che risale ai tempi dei romani. Con il caffè arabico lungo e il semifreddo ristretto che non voleva sciogliersi, il prezzo è salito a 30 euri che 2 erano per il coperto piazzato oramai in tutti locali del pianeta Italia.

 

 

 

La schiacciata elbana al roastbeef

 

Intorno alle 13.30 il nostro salì incerto sull'arcione e si dirisse verso il paese di Poggio che forse avrebbe meritato una visita; ivi sulla destra parte una strada secondaria che sale al Perone massima quota del Tour. Pare strano che il dislivello totale sia risultato alla fine di 1300 e passa metri quando il Monte Perone è alto solo 600 metri.....ma i saliscendi si ripetono in continuazione.

Con la ebike comunque si fatica poco anche utilizzando il solo programma Tour come da sempre, ovviamente se il peso del ciclista è congruo come anche l'allenamento.

E' noto che sull'isola fu confinato uno dei rompicoioni che fanno la storia: Napoleone Imperatore Democratico Rivoluzionario Illuminato.

Quel tale corso non contento dei casini globali procurati a destra e manca nell'Europa continentale pensò ancora di cimentarsi con l'arte guerriera e finì finalmente i suoi giorni a Sant'Elena in perfetto isolamento.

Pare che senza di lui gli elbani non capendo na minchia sopravvivessero malamente e non si accorsero neppure delle poche vene d'acqua esistenti che scendevano dai monti:

 

 

Fonte Napoleone

 

Giunsi non troppo trafelato al famoso Perone da cui sarei partito pochi giorni dopo a piedi per salire lungo la cresta della via delle farfalle  che conduce al ben più tosto Monte Capanne.

 

 

Monte Perone (m.610)

 

Scendendo da lì il panorama diventa quello verso la costa Sud ossia verso Marina di Campo dove fa da hot spot la Torre di San Giovanni:

 

 

La torre fotografata da due prospettive diverse

 

S.P.Q.P alias sono pazzi questi pisani  come avremo modo di constatare osservando più da vicino la costruzione di questa torre e quella del Volterraio più a Est. I due luoghi molto distanti tra loro comunicavano usando le tecnologie di allora. Per i selfie? No per l'eventuale presenza di rompicoioni che infestavano le coste .... li pirati turcomanni a caccia di sbarbine per i loro harem magrebini ! Avevano il pallino della pelle bianca e detestavano la tintarella.

 

Marina di Campo

 

Discesa fino at home via Sant'Ilario che quella più breve sarebbe stata per San Piero ma l'idea poi diventata realtà era di recarsi lì a visitare il Museo Mineralogico e cenare all'Ottavo dove te portano tre pezzi de pane  se sei in tre. Al solito i paesi lontano dalla costa sono i meglio conservati anche se tentano ancor oggi di costruire residence demenziali a scalini ripidi anche in alto, lontano dalla costa.

I cementificatori sono ovunque e operativi da tempo immemore, vedi i Pisani e gli eremiti simpatizzanti di San Francesco Saverio che si ritirarono in eremitaggio su questo versante.

Il risultato non pare lo stesso, visto che amiamo visitare queste rovine e non certo i nuovi quartieri dell'Elba.

 

 

San Giovanni Battista del 1150

L'eremo intitolato a S.F. Saverio (1506-1552)

 

Le pie donne aspettavano preoccupate (????) il rientro dell'atletico ebiker che giunse a destinazione leggi residence Olmi alle ore 16.30 secondo il calendario elbano (????).

Partii alle 8.30 impiegando quindi 8 ore per compiere l'intero tour....il tempo giusto che ci volle per far proprio quel paesaggio insulare indubbiamente affascinante.

 

Info Tour ( Computer di bordo)

Distanza percorsa: 63 km

Durata pedalata effettiva: 3h 30min

Velocità media: 17.4 km/h

Apporto elettrico: 60%

Residuo batteria: 44%

 

 

 Lascio agli esperti l'interpretazione dell'immagine di cui sopra.

 

TOUR " ELBA NORD "

 

Un giorno di riposo e il 28 maggio siamo nuovamente in pista. Ho abbandonato nuovamente le pie donne sulla marina di Campo....una delle due è già bruciacchiata pur essendo sicula D.O.C.  ma forse di ascendenze federiciane. Il sottoscritto presenta la tipica abbronzatura ciclistica e le braccia in particolare dolgono.... le ho coperte in qualche modo con i gambali....

Caricata la ebike sulla macchina mi sono trasferito a Bagnaia una località di mare che si trova di fronte a Portoferraio. L'obiettivo è stato quello di raggiungere Cavo all'estremo Nord - Est dell'isola, scendere poi lungo la costa fino a Rio Marina, risalire a Rio nell'Elba e chiudere l'itinerario passando ai piedi del Volterraio un altro esempio di S.P.Q.P. simile alla Torre di San Giovanni sul lato opposto dell'isola. Come già scritto castello e torre comunicavano l'imminente pericolo costituito dai pirati berberi o turchi che fossero.

 

 

 

Cartina geologica dell'isola

 

La cartina riportata sopra che risulta essere una semplificazione delle Carte Ispra reperibili sul web, evidenzia che ci troviamo in un territorio con una varietà di affioramenti strabiliante che a mio avviso ancor oggi i geologi brancolano nel buio e non sanno esattamente descrivere quanto è capitato da queste parti.

Ovviamente gli eventi geologici hanno tempi lunghissimi; decine e centinaia di milioni di anni ci sono voluti per realizzare quel puzzle di colori.

In ogni caso si può notare che a Ovest cioè nella zona di Monte Capanne il colore dominante è il rosa che è associato al plutone granitico e non solo emerso tra gli 8 e i 6 milioni di anni fa.

Il nuovo tour attraversa una zona totalmente diversa dal punto di vista geologico; ci sono i fondali dell'oceano ligure piemontese, le coperture sedimentarie toscane  e i scisti di Rio Marina.

Pare di capire che le mineralizzazioni ossia il materiale ferroso che rese l'isola famosa in tempi storici, sia originato da " flussi idrotermali " prodotti dall'emersione dei plutoni granitici in particolare da quello di Portoazzurro (poco visibile in superficie ) per quanto riguarda M.Calamita dove sono concentrate le miniere più importanti.

Insomma un gran casin geologico.....nato dall'urto tra la placca europea e quella africana...che originò gli Appennini ed ebbe qui le prime manifestazioni.

Ma veniamo al percorso:

 

 

Mappa

 

 

Dislivello

 

Qui le quote massime si limitano ai 300 m ma i saliscendi ci sono tutti e dunque il dislivello totale risulta di 1100 metri per una lunghezza del percorso di circa 45 Km.

 

 

Panorama verso Portoferraio, in basso Bagnaia

 

 

 

La costa di Nisporto e Nisportino

 

A Nisporto dopo circa 5 Km si perde quota e da qui si sale fino ai 300 m di Aia di Cacio. Ho evitato di scendere a Nisportino che la strada finirebbe lì e ho dato un'occhiata alla flora non particolarmente ricca anche se un libro acquistato 20 anni fa riporta un numero di specie elbane altissimo. Mah.....dove saranno finite?

 

Senecio cineraria

Capparis spinosa

 

Carlina corymbosa

Vanessa del cardo

 

Superato il passo si scende ma poco dopo ho deviato a sinistra verso la chiesa di Santa Caterina nel suo perfetto isolamento:

 

Santa Caterina

 

Rio nell'Elba

 

Una lunga discesa ci porta a Cavo tra le località marine sicuramente la più suggestiva tra quelle intraviste, è la parola esatta, nella settimana elbana. Durante l'estate attraccano qui le navi che fanno la spola da Piombino il che permette di accorciare l'attraversata di circa 20 min. Non penso però che ciò influisca in maniera considerevole sul costo del biglietto...specie ai tempi di Ormuz.

 

 

 

Il porto di Cavo

 

 

L'isola dei topi

 

Residenza nobiliare

 

Lo scoglio a sx pare sia abitato oggi solo dai roditori animali non molto simpatici..... una volta vi venivano deportate in vacanza delle povere caprette...

 

L'isola di Palmaria

Esuli garibaldini

 

Sono le 11.30 e dunque è troppo presto per il brunch de sto.....

Mi dirigo verso Rio Marina seguendo la costa Est. Dopo circa 5 km incappo nell'insediamento minerario di Cala Seregola.

Le miniere sono più in alto li dove le faglie separano i vari depositi geologici; qui il materiale veniva lavorato parzialmente e caricato sulle navi. La rovina è evidente e la sabbia rossa copre tutto.

 

 

Ex porto minerario

 

Poco più avanti s'incontra infatti una deviazione che sale verso la zona mineraria....ci sarebbe un laghetto rosso da vedere... porta chiusa ma recinzione divelta....non passa la bike però e mi limito a raccogliere qualche sasso più o meno nero che contiene il prezioso minerale di ferro....ematite, pirite, magnetite, ilmenite? Quien sabe? Sta di fatto che qui tutto è color del sangue!

Fare il bagno nella ruzzene? Potrei portare qui la famosa coppia di Ortopazzo per un esperimento di chimica.... e mineralizzarle per le collezioni geologiche dell'isola.

 

 

 

Le Ortoliuzze

 

Cala Seregola in basso

La montagna di scorie

 

In un balzo sono a Rio Marina e mi fiondo in uno dei ristoranti del porto; questa volta opto per l'insalata col pollo che la B12 è scomparsa, recupero i liquidi persi con la birra Scoglio locale ( parola del cameriere ) prodotta in quel di Treviso ( come recita l'etichetta ). Le fake news alimentari vanno di moda... anche se il produttore dice la verità.

 

 

La luce è accecante e anche la macchina fotografica ha qualche problema con l'esposizione che tutto risulta sottoesposto e va corretto in post produzione... al che non si vede più il difetto originale:

 

Il porticciolo

 

Rio Marina

 

E circa un'ora dopo via verso Rio nell'Elba che deve essere anche lui un borgo interessante da visitare con calma magari senza turisti... diciamo ai morti.

Qui mi limito a leggere quanto appare riportaro sul muro lunga la strada principale; una storia davvero interessante che parte dagli Etruschi e arriva all'unità della povera Italia:

 

 

La foto del pastore è quasi certamente un fotomontaggio perché il paese ritratto non è Rio nell'Elba ma Rio Marina.....forse è stato usato il famoso fotosciop degli anni 50, ossia tanta pazienza sotto la lente dell'ingranditore. Non mi risulta infatti che dietro al porticciolo che ho percorso a piedi ci sia un'altura e un prato adatti all'asinello.

Errata corrige potrebbero aver usato il Photoshop moderno rielaborando due negativi d'epoca.....chissà!

La salita più dura del percorso è quella che dal centro di Rio nell'Elba conduce alla provinciale; anche nell'immagine che riporta il dislivello compaiono intorno ai 38 km due bande rosse che identificano pendenze intorno al 20%, stringiamo i denti e il manubrio che il tratto è lungo meno di 1 km.

Scavalcato il crinale compare il Volterraio l'altro S.P.Q.P. e il panorama spazia nuovamente sul Monte Capanne e la rada di Portoferraio in basso:

 

 

Panorama con il Volterraio

 

Inizia una lunga e " pericolosa " discesa su asfalto che porta fino a Bagnaia da dove partii alle ore 9.00. La raggiungo alle ore 14.45 per cui il giro è durato complessivamente 5 ore e 45 min.

Lì di fianco alla macchina c'è un bel gruppo di fiori di Acanthus mollis che recita il web, è famoso per essere stato raffigurato nei capitelli greci di ordine corinzio.

Lo vidi per la prima volta dove i " pazzi " non erano i pisani ma i normanni di Calabria, a Stilo ma questa storia appartiene oramai al passato.

Il mondo in ogni caso è pieno di pazzi e i pazzi siete voi canta Bennato!

 

 

Acanthus mollis

 

 

Info Tour ( Computer di bordo)

Distanza percorsa: 48,3 km

Durata pedalata effettiva: 2h 45min

Velocità media: 17.7 km/h

Apporto elettrico: 61%

Residuo batteria: 55%

 

 

Modalità di guida

 

Idem ......  come nel primo tour.

 

 

 

TOUR " MELTINA "

 

Facciamo un break prima di pubblicare il terzo tour elbano e vediamo cosa abbiamo combinato il giorno 16 giugno qui intorno a casa. Esattamente tre anni orsono ( era il 13 giugno recita il tour 2023 ) ho affrontato la salita cha da Terlano porta a Meltina partendo ovviamente da casa. Strana coincidenza solo che questa volta ero in compagnia del Fabio amante dello sterrato quasi impraticabile, ma andiamo con calma.

 

 

 

 

 

 

Al tredicesimo chilometro ossia all'inizio dell'abitato di Terlano inizia una salita molto impegnativa; si tra di 8,5 Km ma con pendenze medie superiori all'8% e si superano 800 m di dislivello.

 

 

 

Tracciato parziale

 

 

Dislivello

 

 

Sono salito senza fermarmi impiegando 38 min alla velocità media di 13,5 Km/h. Il motore ha fornito una potenza media di 164 W e l'apporto elettrico in modalità tour era di 37/63 la seconda cifra è quello della batteria.

Nel punto B il computer segnava un residuo di batteria del 65% ma una parte era stata consumata nel tratto di 13 Km che conduce da Santiago a Terlano.

Con i dati disponibili è possibile scrivere la seguente tabella excel:

 

 

Resistenze al moto, lavoro e potenze impiegate

 

 

Quello che non torna sono i 164 W della potenza media fornita dal computer di bordo contro quelli 230 W calcolati dalla potenza totale teorica tenendo conto del contributo 37/63.

A cosa è dovuta tale discrepanza? Boh............................

Positivo il fatto che la potenza calcolata di 364 W che impiegherebbe un atleta su bici muscolare è superiore a quella media fornita dal computer..... ci mancherebbe altro.

Dunque pare difficile calcolare le grandezze in gioco se la bici è azionata dal motore. Un altro parametro che non torna sono le Kcal segnate....ricordo di aver intravisto un 800 Kcal da qualche parte.

Durante questo tratto di salita impegnativa ho lasciato al compagno il compito di immortalare con una panoramica il tracciato in questione:

 

 

Panorama con Terlano e il Monte Roen

 

Dopo il " lato B  " la strada spiana anzi scende fino a Frassineto per poi risalire fino al Meltina. Ivi vicino al piccolo museo dei fossili dove vengono esposti numerosi reperti di Arenaria della Val Gardena contenenti piante vissute 260 milioni di anni fa ossia alla fine del Paleozoico, oltre alle vetrine ho dato un'occhiata al computer di bordo; come influisce l'ultimo tratto pianeggiate sui dati di bordo?

La distanza percorsa è di 13,6 Km, la velocità media è salita a 16 Km/h, la durata della corsa a 51 min, la potenza media è scesa a 159 W mentre nulla è cambiato riguardo all'apporto elettrico 37/63.

Tornano i dati cinematici della velocità media ma poco si può dire della potenza e dell'ultimo parametro. E' chiaro che la potenza media deve diminuire visto che l'apporto del ciclista aumenta rispetto a quanto fornisce il motore. Però quel 37/63 sta sempre lì imperturbabile !

 

 

 

 

 

 

 

Successivamente il Fabio individua sulla mappa di Koomot un luogo davvero interessante di cui non sapevo l'esistenza; anche qui a mezz'ora a piedi da Meltina esistono le piramidi di terra:

 

 

 

Le piccole piramidi di terra di Meltina

 

 

Quel masso nero incastrato tra due piramidi è davvero curioso e sembra venire da un altro mondo; un meteorite o una roccia basaltica? Controllerò in futuro sperando che non mi cada sull'alluce!

L'uomo dello sterrato usando la mappa mi costringe a impiegare la modalità MTB ma lo stesso quel tratto di sentiero sconnesso che ci conducerà al parcheggio sotto Lavena ci farà scendere dalla bici.

Lavena sito di antichi riti pagani è bello visto da lontano....oggi è circondata da 4 o forse 6 chalet e non si capisce come l'Autonoma (anche nelle cazzate ) abbia dato un siffatto permesso di costruzione vicino ad una chiesa gotica simbolo dell'altipiano del Salto dove arrivano migliaia di peregrini...chiamiamoli così.

 

 

La chiesa gotica gestita da pagani amici del dollaro e dell'over turismo

 

Ci rifiutiamo di foraggiare i ricchi contadini locali e scendiamo giù all'Edelweis ( più poreti ) dove le solite uova ( di gallina felice recita la ricetta ) con patate e speck costano la bellezza di 13,9 Euro.

Sti cazzi....ma ho addentato solo una banana nella mattinata e crepi l'avarizia!

Il resto è una lunga e velocissima discesa dove un cazzone germanico con mercedes decapotabile e gnocca desnuda al fianco ha tentato di farci fuori sorpassandoci in curva....

In to culo.... e poi dicono che sono molto rispettosi di viandanti e ciclisti!

 

 

Le calorie virtuali

 

P.S.

A fine tour le ore di pedalata effettiva sono state di 2 ore e 9 min, la velocità media è risultata di 19.5 Km/h, la potenza media è scesa a 131 W, il famoso rapporto è cambiato in 36/64 ossia peggiorato ( inaffidabile a sto punto ) e la potenza residua della batteria è risultata del 37% in linea con i 38% del 2023.

 

 

TOUR " ELBA SUD "

 

Ultimo tour elbano quello del 30 maggio 2026. Nei giorni precedenti ero già stato da queste parti ma a piedi. Accompagnate le amiche sulla spiaggia di Naregno sono partito da lì per raggiungere Capoliveri da cui partono le escursioni più gettonate in questa parte dell'isola.

 

 

Mappa

 

 

Dislivello

 

La zona è frequentata dagli " enduri " della bike e il sito della miniera di Monte Calamita è costellato da numerosi percorsi più o meno difficili per gli appassionati del settore.

Nei giorni precedenti durante la mia escursione a piedi alla ricerca del minerale perduto, ero circondato da biker di mezza Europa con familiari minorenni al seguito..... un gran casino insomma!

L'obiettivo di questo tour è stato quello di raggiungere il sito mimerario del Ginevro a circa 16 Km da Capoliveri. Al fascino dei luoghi abbandonati dagli uomini e da Dio non so resistere.

Che poi il silenzio è quasi assordante...

 

 

 

Capoliveri: ore 10.30

 

 

Poco distante dal centro s'imbocca la strada delle miniere che mantenendosi in quota conduce al museo omonimo.

 

 

 

 

Monte Capanne sullo sfondo

 

 

 

 

 

 

L'isola di Montecristo

 

 

Fino ad 1 Km dalla miniera la strada è asfaltata poi inizia la polvere....

 

 

 

l museo di Monte Calamita

 

 

 

 

Enduro Bike di Capoliveri

 

 

Superato l'ingorgo si raggiunge un non ben specificato " welness "  al vermentino per poveri bisognosi.....

 

 

 

La costa Sud

 

 

Bisogna superare una sbarra che delimita il complesso molto complesso e caro e poi deviare a sinistra verso la famosa miniera che fu l'ultima a chiudere di tutte quelle presenti sull'isola.

Si racconta che di ferro, in particolare magnetite qui ce ne sia ancora molta per cui " teoricamente " la zona costituisce un sito d'importanza strategica................... abbandonato e semidistrutto!

 

 

 

La miniera del Ginevro: ore 11.30

 

 

Bisogna dunque scendere al mare per dare un'occhiata da vicino a quanto è rimasto:

 

 

 

 

 

 

 

 

Viene spontanea una domanda: ma queste sono miniere da cui si ricava il ferro e dopo? Lo trasformiamo in un camion in ferro non riciclato! Pura follia dello spreco dei sapiens fan-tozziani!

 

 

 

 

 

 

L'alta torre ( edotto dall'esperienza sarda ) è il pozzo tramite il quale scendevano nelle viscere della montagna gli operai e saliva il minerale che tramite il nastro trasportatore veniva portato negli edifici per essere frantumato, in parte raffinato e caricato sulle navi.

Qui mi limito ad allegare poche immagini riprese col cellulare che appresso ho anche la compatta G5X ma l'intenzione è scrivere un altro articolo utilizzando anche del materiale d'epoca ( 2004) di proprietà dello scrivente. In realtà ero sull'isola anche nell'estate del 1987 dunque nel Giurassico. Vedremo...

Intanto da feticista immortalo la Cube a livello del mare, un mezzo che come scrissi altrove apre orizzonti erotici incredibili a velocità impensabili.

Il sito comunque si può raggiungere anche a piedi lasciando la macchina in alto, alla sbarra.....................e chissà che.....con la Nikon D200, con il nuovo grandangolo 18mm......non mi fiondi qui in un altro tempo cosmico.

 

 

La Ebike 625 Cube: 6 anni spesi bene

 

 

Ho raccolto qualche campione tra gli scarti del materiale della miniera e pare che la magnetite stia di casa proprio qui ma questo lo scoprirò solo a casa mia per mezzo di una calamita tradizionale:

 

 

La magnetite è magnetica

 

Dopo le 13.00 il nostro risale sulla bike si dirige a Nord cercando tra le tante vie Enduro quella Normale che conduce nuovamente a Capoliveri. Proviamo con il sentiero n. 230...

 

 

 

Poggio Fino

 

Da Poggio Fino corrispondente alla quota massima del percorso, il panorama diventa quello verso Porto Azzurro:

 

 

 

La baia di Porto Azzurro

 

 

 Sulla destra s'intravede la sagoma di Forte Focardo che chiude a Sud la spiaggia di Naregno. Proseguendo nel " cammino " si giunge ad una spianata molto panoramica:

 

 

 

Verso M.Capanne

Verso M.Calamita

 

Ore 14.20

 

 

Ora non rimane che scendere a Capoliveri e addentare qualcosa di più o meno sostanzioso.

Al momento di pagare rimango basito: 50 euro infilati nello zaino o meglio nel cellulare hanno preso il volo della miniera .................... porc.....

L'oste è comprensivo, tornerò più tardi per il saldo dopo aver recuperato le pie donne a Naregno.

 

 

Un'insalata da 50 Euro

 

 

 

 

TOUR " LAGO di BARREA "

 

 

Mappa

 

Dislivello

 

Superato un salto spazio - temporale di 450 km e un paio di giorni, il nostro è nuovamente in sella alla Ebike per cimentarsi con il Passo Godi.......ma che godi? Spingi, spingi ..... sui pedali s'intende !

Le vacanze sono state equamente divise tra l'isola d'Elba e l'Abruzzo ma non pensavo di dover percorrere quella lunga distanza per giungere nel cuore del parco della Marsica.

Non avevo pianificato bene il tutto; in ogni caso sono passato indenne per il G.R.A. romanazzo girandogli intorno in senso antiorario cioè allungando la strada.

Di fatto uso poco il navigatore e mi oriento spesso con le stelle anche in pieno giorno e all'altezza di Fiumicino non devo aver visto bene le indicazioni perché passando a Nord della capitale avrei imboccato la A15 prima.

Raggiunto il territorio abruzzese ho fatto tappa ad Alba Fucens (come fecit il Coguez detto il Rosacrux ) che a dir la verità non mi ha entusiasmato molto se non per le orchidee che crescevano sui prati intorno alla chiesa romanica di San Pietro restaurata dopo il disastroso terremoto del 1915 che costò la vita a 30.000 persone.

L'epicentro era nella piana del Fucino.

 

 Alba Fucens:i gladiatori

Alba Fucens: Ophris sphegodes

 

 

Il famoso Fucino almeno nella parte vicino ad Avezzano è un cesso di capannoni più o meno dismessi; le zone di pianura qui come in Padania sono un insieme caotico e assurdo di edifici post-post- industriali spesso vuoti. Meglio volgere lo sguardo verso il Velino nella sua brulla asprezza. In Italia è la montagna che si salva perché la natura del terreno non permette ( di solito ) la costruzione di strutture ingombranti e spesso inutili...... che oggi c'è l'intelligenza artificiale... che aiuta a valorizzare il territorio. L'intelligenza naturale è andata perduta da molto tempo e in A.A. s'inventano i microchalet che devono ficcare i turisti rompicoglioni dappertutto per fare schey a palate (vedi reportage precedente ).

 

 

 

Il massiccio del Velino con i resti del castello medioevale

 

 

San Pietro in Alba Fucens: interno

 

 

L'esterno dell'abside

 

Successivamente mi sono inerpicato lungo la vecchia statale nel tratto Avezzano - Anversa degli Abruzzi alla ricerca del lupo.... percorso sconsigliabile se uno ha fretta che le gallerie le hanno inventate proprio per abbreviare i percorsi tortuosi delle terre del Sagittario.

 

 

 

Le gole del Sagittario

 

 

Pare strano ma son passato in quella gola indenne per raggiungere Scanno che allora si capisce che il paese fotografato da Mario Giacomelli un anno prima che io nascessi e dunque nel 1957 è riuscito a conservare lo spirito della tradizione montanara - contadina più di altri luoghi: era raggiungibile da Nord a piedi e solo col mulo.

Pochi anni dopo quella tradizione sarebbe stata spazzata via dal benessere della rivoluzione industriale italiana. Benessere non ben ponderato, una specie di euforia per il nuovo, adesso e subito a tutti i costi e per rispondere a una miseria secolare l'unica via fu l'emigrazione, la fuga, l'abbandono del territorio e la perdita dell'identità. Quello che succede ora in Africa.....niente di nuovo sul fronte Sud.

Perdinci........ mi son perso per strada e allora raggiungiamo faticosamente il lago di Scanno che in quel fatidico giorno era preso d'assalto dai visitors di tutto il Lazio che qui son di casa; la calma è arrivata solo dopo le 20.30:

 

 

Il lago di Scanno nella luce della sera

 

Qui abbiamo pernottato due notti in un ex albergo trasformato in B&B perché così è noto si riducono le spese che poi cuochi e camerieri migrano sulle navi da crociera ed inoltre si chiude d'inverno evitando le spese di riscaldamento.

Una gita a piedi mi ha condotto su quella sella a destra nella foto e ho tentato pure di raggiungere la vetta che fa da spartiacque con Sulmona se non fosse che la Malta rimasta in basso finiva in pasto ai soliti cagnazzi maremmani di cui uno feroce come ebbe a dire il povero pastore del Burkina Faso che con le scarpe rotte e una bottiglia di plastica in mano conduceva un gregge scalcagnato.

Pastori italici se ne vedono col binocolo, speriamo che almeno paghino quelli stranieri anche se un paio di scarponi e uno zaino potrebbe migliorare un poco la loro vita solitaria. Così male va il mondo.

Il giorno dopo ossia il 2 giugno sono partito in direzione Sud che è il vero e più praticabile collegamento tra Scanno e i più popolosi paesi della Marsica.

Si sale al Valico di Monte Godi per poi scendere a Villetta Barrea.

 

 

 

 

 

 

Il lago di Barrea

Ophrys holosericea

 

 

Villetta Barrea

Il ponte verso Civitella Alfedena

 

 

Aldilà del ponte c'è una bella area di sosta anche per motociclisti sgommanti e disperati la cui presenza nuoce ai visitatori normo-dotati e amanti della quiete.

Qui il vischio nota pianta parassita intacca non i pini ma strano a vedersi i salici costruendo delle mirabili protuberanze sferiche di un verde carico:

 

 

Salice con lacrime al vischio

 

Dopo la giusta pausa a costo zero, ho fatto ritorno lungo lo stesso percorso dell'andata; volevo dare un'occhiata al paese di Scanno o meglio alla sua evoluzione turistica.

E quello che è accaduto è ovvio, i turisti e motociclisti compresi ( vista la presenza del famoso passo del godimento per tutti ) sono ivi concentrati. Di turismo vive il Parco d'Abruzzo ma le sue appendici diciamo più naturalistiche soffrono che alle cooperative ( non vorrai mica assumere del personale vero, vero ? ) tolgono il minimo vitale e muoiono mentre i luoghi più gettonati dal turismo di massa servono sì per l'indotto ma non per conservare il territorio.

Ne riparleremo in occasione dell'unica gita sulla Maiella semidistrutta da frane e valanghe.... dove di " manere " non c'è traccia sonora ....che ci vorrebbe Mauro Corona e la sua gang per liberare i sentieri per disabili!

A Scanno misi piede sulle orme del Giacomelli nel lontano 1996 e guardando il negativo in BN di allora si nota che l'atmosfera non era certo quella dei zavattari  rumorosi odierni:

 

 

 

 

 

Scanno 1996

 

 

Muri e strade nella magia del BN dove il fotografo (cioè lo scrivente ) ha dato spazio al silenzio nel vuoto dei vicoli con quelle piccole presenze, quasi delle ombre effimere.

Oggi le piazze non sono fotografabili anche perché bar, turisti e schiamazzi sono quasi ovunque! Quelle donne di un tempo perduto, dignitose nei loro indumenti neri cari a Giacomelli non esistono più da mò !

Narra la leggenda che il Berengo visitò Scanno nel 1981 quindici anni prima del sottoscritto, ma fotografò con intenti come disse lui più documentari che la poesia era una peculiarità del Mario e non era il caso di copiarlo ... male:

 

 

 

Scanno: un paese che non cambia ?

 

 

Inutile dire che preferisco l'originalità di Giacomelli, uno dei più grandi fotografi italiani e non solo.

Ma secondo voi esiste per caso a Scanno un minuscolo museo dedicato a due fotografi che fecero conoscere questo paese al mondo? Sti c.... che il metropolitan è a New York.

Le foto di Giacomelli sono in America ma anche in Francia dove la fotografia è considerata un'arte dai tempi della sua invenzione!

La vista d'insieme del paese fortunatamente non è cambiata; le case sono addossate le une alle altre come un tempo anche se un nuovo quartiere è stato costruito di fronte a quello antico.

La vita necessariamente deve andare avanti rispettando possibilmente la storia e la bellezza dei luoghi.

 

 

 

Scanno in BN: Anno 2026

 

 

Costumi tradizionali di Scanno

 

 

Quei costumi appartengono ad un remoto passato e forse si potranno vedere solo nelle processioni di qualche santo meditabondo. Mumble, mumble......

 

 

 

 

La cornice in legno antico è la stessa della foto del Gianni ma la confusione è evidente! Il bello è andato a farsi benedire dal santo di cui sopra!

Non disperiamo, in quei 35 chilometri ho visto quanto documentato in questo reportage ed é molto, non tutto ma è quello di cui fare tesoro.

 

P.S.

Raccontano le cronache nere che al lago di Barrea il sottoscritto passò nel lontanissimo 1978 alla veneranda età di 20 anni. Peccato che la coscienza di fotografo B.F.I ( Buffone della fotografia italiana come ebbe a dire il grande Magù ) era ancora di là da venire. Altrimenti avrei fregato lo scoop al vecchio Berengo.

 

 

Barrea: 1978

 

 

TOUR " PASSO OCCLINI "

 

Visti i " tepori estivi " alias temperature da bollino rosso superiori ai 34°C questo giro classico deve partire per forza da quote elevate, in questo caso quelle di Aldino posto a circa 1250 metri.

Al Malta piacciono gli sterrati e abbiamo affrontato la Via Crucis uno sterrato ripido e non molto agevole che come dice il nome...

 

 

Mappa del percorso di andata

 

 

Dislivello in salita

 

 

Dopo il bivio per Pietralba il sentiero spiana e torna ad essere una comoda strada forestale.

 

 

 

 

 

 

La direzione è quella di Capanna Nuova e successivamente Malga Ora; lungo la via mi sincero che quel fiore irripetibile che cresce in un anfratto nascosto agli occhi inesperti dei viandanti sia ancora vivo e vegeto:

 

 

Pianella della Madonna: io ci sono...

 

 

Il Corno Bianco da Nord - Est

 

Da Malga Ora si raggiunge su asfalto la strada che conduce al passo Occlini non senza puntare l'obiettivo su quanto lasciato in eredità dall'uragano Vaia:

 

 

 

Passo Lavazè: 2018-2026 8 anni dopo

 

 

La sosta classica in questo percorso è la malga che sta più in basso rispetto al passo; chi parcheggia l'auto in 20 minuti è lì a godersi un pasto e il silenzio. Per i gestori è una fonte inesauribile di guadagno!

 

 

 

Corno Bianco e Corno Nero

 

 

Le storie geologiche dei due (lio) corni sono diverse visto che il primo conserva la copertura terziaria scomparsa nel secondo; trattasi forse di faglie trascorrenti che hanno sollevato il secondo più in alto sottoponendolo ad una erosione più forte? Ipotesi non fingo... e al ritorno mi dedico ai fiori il cui riconoscimento è di solito meno complicato ma non del tutto.

 

 

Lilium martagon

Lathyrus

 

 

 

Potentilla

Hieracium

 

 

 

 

Hipochaeris uniflora

Margherita d'Alpe

 

 

 

 

 

 

Acino alpino

Passo Occlini

 

 

 

Non tutte le specie sono identificabili con facilità e quindi a volte è meglio rimanere sul vago...

Dal passo seguiamo un tragitto diverso che attraverso un sentiero quasi " Enduro " conduce direttamente a Capanna Nuova; ho i pneumatici troppo gonfi e il ghiaino è troppo pure lui:

 

 

 

Mappa del via del ritono

 

 

 

Dislivello in discesa

 

 

 

Panorama

 

 

La Ebike permette di allungare il percorso senza grossi problemi visto che in questo caso stiamo andando in discesa. A Capanna Nuova svoltiamo per Malga Laab dove è possibile scendere a Pietralba anche se la strada forestale diventa per un breve tratto un sentiero che è comunque praticabile.

Ivi nel folto del bosco cresce il lupino i cui semi a completa maturità permettevano da tostati di produrre il caffè balosso per i poveretti della città....

 

 

 

Lupino

 

Ha un colore straordinario: blu, viola, rosa a volte bianco.

E poi ecco apparire la sagoma inconfondibile del campanile di Pietralba:

 

 

Il santuario di Pietralba (m.1527)

 

 

Il gioco è fatto ..... alla fantastica velocità di 65 Km/h brucio il Malta detto lo Sterrato e lo semino per via. La discesa dal passo è durata meno di 1 ora.

 

 

 

 

TOUR " PASSO COSTALUNGA "

 

Giro classico con partenza da Larchenwald nella zona di Urano. Il così detto sentiero dei pianeti che riproduce in scala il sistema solare passa di qui.... solo Nettuno o forse Plutone sono a distanze maggiori dall'osservatorio di San Valentino dove mi sono recato innumerevoli volte in bici e a piedi.

Ah, dimenticavo la temperatura alla partenza intorno alle ore 10.00 era di 23°C mentre a valle già sfiorava i 30°C. Dunque portiamoci in alto.....

 

 

 

Mappa

Dislivello

 

Ai 650 metri di dislivello segnati sopra bisogna aggiungere 240 metri quelli che conducono alla Messnerjoch (m.1931) bella malga panoramica raggiungibile da Passo Nigra.

Ma procediamo con ordine; da Urano a velocità superiore a quella della luce si arriva alla Fossa del Lupo dove un cartello indica che nel 1800 o giù di lì fu abbattuto l'ultimo lupo dell' A.A.

 

 

 

Wolfsgrube (m.1510)

 

Coincidenza straordinaria alla sera dello stesso giorno sotto un tendone di plastica dove la temperatura si aggirava intorno ai 40 °C e l'umidità era quella tropicale, assisto ad una conferenza UPAD dove, dall'Abruzzo con furore è arrivato Pietro Santucci guardia forestale, fotografo e accompagnatore di maniaci della caccia fotografica in particolare del lupo e dell'orso marsicano.

Si badi bene che ero a Villetta Barrea ai primi di giugno e dirimpetto al ponte immortalato con la Ebike che attraversa il lago c'è Civitella Alfedena dove abita e lavora Pietro.

Inutile dire che Pietro mi costringerà a migrare nuovamente verso i lidi natii ma vista l'età, difficilmente mi piazzerò per ore sotto una mimetica per agguantare la foto proibita.

 

 

 

 

Altra nota è quella relativa ai video dell'autore reperibili su Rai Play nella serie " Di là dal fiume tra gli alberi  " video visti prima di recarmi in Abruzzo, come dire che il mondo è piccolo e trafficato!

Come mai lupo&orso sono un problema per la nostra regione ma non lo sono per l'Abruzzo? La risposta è semplice: da noi le due razze " nocive " sono scomparse da più di 200 anni e dunque tutti gli accorgimenti in particolare quelli per proteggere dai due predatori il bestiame e le galline, non esistono da secoli. E' il paradiso delle specie domestiche che scorazzano in lungo e in largo ed essendo un po' rincoglionite, cadono direttamente nelle fauci delle belve introdotte in modo più o meno naturale.

Un altro discorso affrontato nella serata è stato quello relativo alla differenza tra orso marsicano poco riproduttivo e quello bruno ( che è anche più grosso ) che lo è molto di più. E dunque vista l'urbanizzazione dei nostri territori lo scontro è e sarà inevitabile senza gli opportuni accorgimenti e forse abbattimenti visto che l'animale ha come nemico naturale solo le automobili..... e qualche bracconiere!

 

 

 

Lungo il percorso

 

Da Passo Nigra raggiunto in poco più di 1 ora ho deciso di proseguire su asfalto fino a Passo Costalunga.

 

 

 

Passo Costalunga (m.1770)

 

Ivi spirava un bel venticello e poggiato il didietro su uno di quegli sdrai colorati, ho addentato il panino portatomi meco per risparmiare .....  ho speso però 6 euro per la radler.

Intorno alle 14 ho fatto dietrofront ma giunto a Passo Nigra ho deciso di spararmi la ripida salita che porta alla malga di Messner..... che non sa che è sua.

 

 

 

La malga Messner (m.1931)

 

Da lassù si osserva tutto il percorso affrontato nella mattinata; il bosco qui come a Lavazè è a macchia di leopardo dato che è stato spazzato via da Vaia:

 

 

 

Le cime del Catanaccio incombono:

 

 

Il Rosengarten

Ancora una mappa per orientarci meglio..... e alla prossima.

 

 

 

Info Tour ( Computer di bordo)

Distanza percorsa: 47 km

Durata pedalata effettiva: 2h 31min

Velocità media: 18,7 km/h

Apporto elettrico: 65%

Residuo batteria: 53%

 

 

TOUR " SALORNO "

 

 

Mappa

 

Giro della << trota >> potremo chiamarlo, trota cara che qui si spendono al volo 50 euri e le trote piccole non erano affatto saporite.

 

 

Stato altamente entropico

 

Ho utilizzato la muscolare e alla mattina raggiungere Salorno non è stato un problema dopo le puntate ai 40°C l'aria è tornata fresca, il cielo limpido e la luce perfetta:

 

 

La Madrutta sullo sfondo

 

Lungo la strada interna che unisce Salorno a Pochi ho notato che le vigne sono coltivate in modo insolito:

 

 

Le tengono alte e le legano con solo un paio di fili orizzontali sempre in alto lasciando pendere in grappoli. Erano state appena trattate che il solfato di rame blu si vedeva benissimo.

Il rientro è stato più faticoso perchè la temperatura è tornata a salire...... anche gli elettrici respiravano a fatica  accumulando notevoli ritardi sui fuggitivi che impietositi sostavano all'ombra degli ippocastani...

 

 

Egna: ore 13.44

 

Vista l'inflazione quella trota sarà probabilmente l'ultima che mangerò a Baita Garba.....meglio un panino fatto in casa davanti al rio Tigia purtroppo in secca.

 

 

 

Il rio Tigia o chi per lui

 

 

TOUR " BRENNERO "

 

Dopo il Passo Drava e il Passo Resia vediamo un po' che si trova in quello più incasinato delle Alpi ossia il Brennero dove transitano dicono 200 treni merci al giorno ma anche un numero imprecisato di autotreni che il casino è sotto gli occhi pure dei non vedenti o dei politicanti che fanno finta di non vedere.

E hanno ragione gli austriaci a lamentarsi che quel traffico infernale è un non senso della globalizzazione. E su e già e su e giù che il cambiamento climatico dentro gli Outlet non c'è!

Ovviamente plaude la provincia o meglio la regione che non è detto vinca il prossimo appalto di durata cinquantennale che i ricavi stando così le cose fanno gola a molti, ai già ricchi s'intende.

La provincia si mette la coscienza a posto elargendo 34 milioni di euro all'anno per quel cavolo di galleria ferroviaria di cui non si vede attualmente nessun beneficio e forse neppure in futuro.

Quello che si vede oggi per rimanere al tratto Fortezza - Vipiteno, sono enormi accumuli di materiale di scavo e villaggi fantasma o meglio delle unità di abitazione standardizzate modello Le Courbusier occupate dagli operai che lavorano al tunnel.

Che operai? Italiani? Stranieri? Ho appena letto un articolo su Sestri Levante dove sono stati " importati " 7000 operai dal Bangladesh che lavorano nel settore navale.

Che esista qualche problema di convivenza con siffatta moltitudine di persone che ovviamente non vive a bordo delle navi con l'intera famiglia al seguito ma occupa i quartieri un po' degradati dove il sole del buon Dio non da i suoi raggi?

Il capitale non guarda in faccia a nessuno e se gli italiani tutti dottori e ingegneri non hanno voglia di sporcarsi le mani con flex, saldatrici, martelli e altro ancora ecco che la mano d'opera l'andiamo a cercare nei paesi poveri. Permessi di soggiorno? Salari giusti? Chi lo sa.... in campo agricolo è una barzelletta, ma anche nel settore albeghiero che il nero è invisibile ma i turni delle pulizie superano le 12 ore e se ti lamenti puoi andartene subito.

Conquiste della repubblica del lavoro di cui tutti si lavano la bocca...................le regole esistono solo sulla carta.

A proposito, le navi di Sestri sono quelle da crociera.....che col gasolio alle stelle sono appannaggio dei ricchi da una parte o degli sfigati dall'altro che s'indebitano per un selfie...

Come da sempre un giro in Ebike apre l'orizzonte degli eventi e volente e dolente lo sguardo spazia sulle contraddizioni del mondo attuale in cui vivo....che avrei preferito il Far West non fosse stato per la prostata...

Vediamo la mappa del percorso:

 

 

 

Mappa & Dislivello

 

Saranno in realtà 92,4 km tra A/R che la ciclabile è a tratti introvabile e vado spesso a naso che usare sempre maps è una rottura. Orientiamoci col sole....e con le stelle.

Non essendo particolarmente attratto dai villaggi moderni dei minatori e dai cumuli di materiale estratto dalla galleria del traforo, opto per l'ultima foto eseguita in giornata dove seminascosta dall'autostrada c'è Fortezza e qui intendo quell'enorme struttura fortificata che risale ai tempi in cui Ceco Beppe vestiva il Toson d'Oro ma si teneva alla giusta distanza dai campi di battaglia.

La sua funzione visto il nemico risorgimentale alle porte, era di sbarrare la strada allo stesso, sia verso il Brennero che almeno in parte, verso la Pusteria.

La storia racconta che non servì ad un cavolo o forse solo a nascondere l'oro rubato dai nazisti e poi consegnato agli americani che in ogni caso gli sconfitti eravamo noi.

Serve ora come museo che non è una idea così bislacca anche se nei tempi dei droni e dell'AI, gli obiettivi più che culturali sono di armarsi fino ai denti.

 

Il lago artificiale di Fortezza

 

La seconda foto è quella dell'Isarco spumeggiante che diciamolo ai non appassionati di geografia, materia caduta nel dimenticatoio, nasce pare da una cascata che scende proprio al Brennero e di cui si vede una foto gigante nel famoso Outlet fatta sicuramente meglio rispetto a quella << cementata >>  del sottoscritto:

 

L'Isarco al Brennero

L'Isarco a Fortezza

 

Ma giungiamo dopo 15Km a Stilves dove il paesaggio autostrada a parte e a destra è gradevole all'occhio:

 

 

 

Stilves prima e dopo

 

Ho sempre davanti agli occhi prima di giungere a Vipiteno i due guardiani medioevali che ai lati opposti della valle controllavano uomini e merci. Quello visitabile è Castel Tasso sulla destra orografica della valle, sul Pietra non mi esprimo:

 

Castel Tasso

Castel Pietra

 

 

Sosta di rito a Vipiteno per qualche foto del complesso Teutonico e della torre orologio-campanaria che chiude l'antica via verso il Brennero:

 

 

Antica Commenda dell'Ordine Teutonico

La porta torre Nord di Vipiteno

 

Indubbiamente più interessante è il complesso della Commenda che mi par di ricordare in passato era ben visibile da chi arrivava da Sud; oggi quel lato è mascherato dagli alberi perché ovviamente qualche casino architettonico e stradale ha rovinato la prospettiva.

 

Antica Commenda dell'Ordine Teutonico

 

 

Superato la porta di Vipiteno ci si immette nella statale che conduce a Colle Isarco con qualche strappo sulla ciclabile onde evitare alcune gallerie della statale che percorrerò invece a tutta velocità al ritorno. Poi si prosegue imboccando la Val di Fleres sulla sinistra seguendo la pista ferroviaria che per guadagnare quota con pendenze non superiori al 5% si butta la dentro fin sotto al Tribulaun per poi entrare nella montagna e con un tornante riprendere la direzione originaria del Brennero.

 

Val di Fleres

Il tornante

 

 

Si sale e poi si arriva ad un tornante che conduce ad uno degli antichi tratti della stessa ferrovia, dismesso non so quando che forse nelle viscere della montagna esiste qualche tornante in più.

E' il tratto più bello della ciclabile che ho percorso solo parzialmente al ritorno per immettermi nella statale poco più in basso dell'antica stazione diruta e vandalizzata di Moncucco.

 

 

La vecia ferrovia del Brennero

 

Colle Isarco

La Stazione di Moncucco

 

Abbiamo guadagnato quota ma mancano ancora 10 Km all'agognata meta. Dopo un po' la ferrovia sbuca da sinistra ma devo spingere che il vento austriaco non scherza.

 

Verso Sud

Verso Nord

 

Dopo 46,7 Km eccoci al limes per la foto patriottica di rito ortodosso:

 

 

E cosa si trova in territorio italiano eccovelo in una panoramica turbocapitalistica:

 

Fuori tutto....pagando

 

Dopo l'insalata e la coca pakistana al prezzo di 10 euri mi sono dedicato alla fotografia avendo portato meco anche la G5X che non mente...

 

Vecchio e Nuovo al Brennero

 

Tutti i marchi sono qui.....entra

 

Entriamo dai che tanto ho solo 10 euro in tasca e non sono indotto in tentazione e poi il caffè fa male che usano gli insetticidi proibiti in Europa, ma noi senza alcun controllo lo importiamo tostato o meno lo beviamo a tonnellate in attesa degli effetti:

 

 

 

E i clienti chi sono: dal tedesco all'italiano passando per l'arabo non ben identificato ma col seguito di donne copertissime.

E chi serve? Spesso gente di colore forse pakistani comunque orientali anche questi di origine non controllata.

Ho notato che al Brennero c'è una struttura nuova dove le stanze non si contano....presumo che non vengano ospitati i clienti dell'Outlet ma i fuoribordo in attesa di visto.

 

 

La nota positiva è che all'interno c'è una esposizione forse non troppo curata di riproduzioni di immagini del Brennero che fu:

 

 

 

 

Tempus fugit inesorabile tempo.....

Non so per voi ma per me la foto che risale alla Bella Epoque dice qualcosa di meglio di quanto c'è oggi. La cascata dell'Isarco c'è tutta, il binario è unico, gli edifici hanno una loro dignità e sono stati costruiti per durare e il traforo necessario per scendere fino a Prato Isarco era stato scavato già a metà 800.

Una ripresa fatta oggi della stessa zona rivelerebbe una confusione non solo delle cose ma dello spirito. D'altra parte sti 8 miliardi di persone che siamo noi dovranno pur spostarsi e io sono qui a contraddirmi.

Scava Compo, scava.... a che pro? Per le merci? Per arrivare prima? Ma dove?????? All'inferno direbbe Tex Willer!

 

STATISTICHE PARZIALI

 

Ieri sera alias il 10/07/2026 il TG3 dava i numeri:

" Sull’A22 transitano in media circa 20mila veicoli al giorno per carreggiata. Nelle giornate di traffico molto intenso si arriva a superare i 37mila, con punte di traffico superiori a 3mila veicoli all’ora. Questo si traduce, guardando solo ai primi sei mesi dell’anno, in un volume di circa 37 milioni di veicoli che hanno percorso l’A22 ".

Tra le novità pare ci sia un edificio dove controllano lo stato degli autotreni, gomme, autisti e altro. Con che frequenza?

Nulla dicono del traffico pesante ( in rete non ho trovato nulla ma è opportuno non parlarne )  che se non ricordo male in passato veniva totalmente bloccato durante il fine settimana. Mi pare che oggi ciò accada solo per la domenica.

Aggiungo che le ferrovie trasportano anche i cargo ma sono numeri esigui vista la mole del traffico pesante. Un conto parziale effettuato sul cavalcavia di Laives porta a dei numeri stimati per difetto di 10 autotreni al minuto nelle due direzioni di marcia. Fanno dunque 600 veicoli pesanti all'ora e ipotizzando che viaggino solo per 12 ore si arriva a 7.000 mezzi. Consumi?

La tratta Brennero - Verona è lunga circa 150Km e se ciascun camion consuma un 10 litri di gasolio ogni 100 Km il risultato porta a 150 litri.

7.000 mezzi per 150 litri = 1 milioni di litri di gasolio al modico prezzo senza accise di 1,9 euro al litro fanno 2 milioni di euro al giorno.

In un anno e facciamolo anche qui per difetto di 300 gg fanno 600 milioni di euro di costi per il solo traffico pesante nella sola tratta che interessa la regione. Poi la A22 incassa i pedaggi che ammontano in toto a mezzo miliardo di euro all'anno. Insomma un giro di affari dove pochi plaudono ma tra questi anche lo stato che poverino mette e toglie le accise e i sudtirolesi una minoranza si beccano gli scarichi.

Salvini non capisce un cazzo e gli austriaci, ma pare solo loro, ne hanno i coglioni pieni!

Ma tutto ricordiamolo con uno sguardo attento alla salvaguardia del bene UNESCO ALPI IN TOTO DE STU CAZ  e al cambiamento climatico che ci abbrucia!

Aggiungo poi riguardo agli spostamenti intelligenti che in passato c'erano treni con posti letto e vagoni adibiti al trasporto auto. Andare in Calabria in questo modo sarebbe molto più comodo che percorrere 1500 Km in auto con tutti i rischi del caso.

Come dire che ieri era meglio di oggi.

 

 

TOUR " ROMBO "

 

Giovedì 16 Luglio 2026 giorno che potrebbe essermi fatale visto che per festeggiare il mio compleanno mi sparo un giro di tutto rispetto, quello del Passo del Rombo a partire dalla ridente cittadina di Moso in Passiria. Per scaramanzia do prima un'occhiata al cimitero locale per vedere se ci sono posti disponibili: tutto occupato che poi ci fosse un posto libero.....loss von Trient brut terun Walscher !

E' noto che San Leonardo è la patria dell'Andreas partigiano sudtirolese doc e i suoi seguaci quelli del sciopet e della corona di spine non hanno molta simpatia per i pizzaioli anche se sono passati più di 100 anni dalla divisione dalla madre patri asburgica......con tutti i vantaggi del caso almeno dopo il famoso pacchetto del Silvius!

 

 

 

Il cimitero di Moso in Passiria

 

Perchè ho stabilito la partenza a Moso dove imperversano le pacchere e c'é un casino notevole? Perché se uno guarda l'altimetria di Koomot con quei 1880 metri di dislivello e vista l'età anagrafica bisogna ritenersi soddisfatti e portare a casa la pelle. Tra parentesi è noto che al decesso possono contribuire i soliti rompicoglioni alias l'accoppiata motocilisti&spiderman, quelli della birra sui passi accompagnati a volte sulla decapotabile dalla bionda in carne ed ossa che è l'unica cosa che eventualmente invidio se rispetta ovviamente il canone classico 90/60/90 preferibile al nuovo standar AI  - WHR a me ignoto.

Porco maschilista.....e vabbò a differenza del Giordà che ha l'oculo spento e la gamba a salsiccia....

 

 

 

Mappa del percorso

 

 

 

Dislivello

 

Con l'esperienza maturata a posteriori una alternativa potrebbe essere quella di passare per la chiesa di Plata visibile nella foto col camposanto; si eviterebbe un po' di traffico ma il dislivello diventerebbe inumano...

A titolo d'informazione il dislivello " bruto " con riferimento alle altitudini sarebbe di 1460 metri anche se la letteratura internazionale relativa alla quota del Passo del Rombo è imprecisa che per gli austriaci l'altezza del medesimo è di 2509 metri e le varie guide TCI e cartine riportano altezze ancora diverse. Ufficialmente è di 2474 metri.

 

 

 

Quei 15,9 km/h corrispondono alla velocità media in salita indicata fornita dal computer di bordo che in accordo con le stime di Koomot è stata percorsa in 1h e 29 min.

Montato in sella intorno alle 10.30 tiro subito fuori la lingua che partire a freddo affrontando i ripidi tornanti sopra Moso non fa tanto bene alla salute. Abbiamo infatti pendenze intorno al 9% e qualche galleria non illuminata che speri ti vedano quelli che arrivano da dietro...controllare sempre il didietro se possibile...

Sosta al decimo chilometro per doparsi con la cioccolata e cambiare le acque in ingresso e uscita. In questo modo si osservano quei ripidi tornanti che conducono il viandate alla meta e lasciano alquanto perplessi l'osservatore. Se infilo male il tornate arrivo a palla fino al Passirio!

 

 

I tornanti

 

Pare che per il famoso passo transitassero le merci veneziane dirette in Baviera già nel 1200; a mio avviso l'unica merce no deperibile ivi transitabile durante la bella stagione erano le capre che potevano percorrere i ripidi sentieri della valletta visibile nella foto successiva.

Ricordiamo infatti che la strada fu ultimata nel 1959 ma solo nella parte austriaca anche se i lavori di costruzione nella parte meridionale, iniziarono nel 1933 ossia nell'epoca fascista per difendere i sacri confini della patria dalla minacciosa masnada teutonica. Si arrestarono però poco dopo quando Hiltler e Mussolini si baciarono al Brennero.

 

 

A sx il sentiero sul lato meridionale che sale al passo

 

Ma procediamo con calma:

 

 

Laggiù sul rettilineo si intravede l'albergo da dove ho fotografato i tornanti mentre nelle successive i tornanti sono sotto le ruote della Ebike:

 

 

Il falco mi ha tagliato la strada e lungo il percorso sono visibili delle costruzioni più o meno avveniristiche che invitano i ciclisti fotografi a.......fotografare:

 

Al Km 13

 

Qui conviene fermarsi anche per un altro motivo; nel mio immaginario infatti, al Passo del Rombo dovevano aprirsi visioni strabilianti dove i ghiacciai austriaci avrebbero mostrato tutta la loro debolezza stante i cambiamenti climatici. Ma se uno osserva con attenzione la mappa allegata i famosi ghiacciai dell'Otz sono dietro la curva che scende dal passo di circa 15 Km e dunque fuori portata per questa gita al confine.

Non resta che ammirare quel che resta  dei ghiacciai sul lato italiano ai piedi del Monte dei Granati e di quello del Principe:

I ghiacciai sul versante italiano

 

Scisto  con granati

Tornanti prima della lunga galleria

 

E passata la lunga galleria intorno al 20 esimo chilometro siamo in dirittura di arrivo e la strada spiana un po':

 

 

Prima del passo un ex bunker è riattato a piccolo museo e ivi mi accoglie una bionda con un sorriso a 32 denti ora un po' datati:

 

28 giugno 1958

 

Stiamo parlando del giugno 1958, qualche settimana prima che io nascessi e purtroppo non ho avuto la fortuna di conoscere la berlinese...

Ma anche 10 anni più tardi viste le lungaggini burocratiche non ero in grado di apprezzare nulla...in quel senso che non disdegno neppure le more :

 

15 settembre 1968

 

 

 

L'ex bunker ora museo al Timmel Transit

 

Ma giungiamo infine a destinazione a quella altezza indefinita dove un altro scenografico bussolotto ti rende edotto della storia del passo:

 

 

 

 

 

 

A quella altitudine la neve cadeva copiosa e il passo nel periodo invernale rimaneva chiuso anche per il pericolo valanghe. A primavera però intervenivano uomini e mezzi per aprire la strada al traffico.

 

 

Ma museo a parte cosa si dal passo e dalle alture circostanti?

Verso Nord

 

La strada scende e come dicevo per vedere i ghiacciai bisogna girare introno al pendio visibile sulla sinistra. Oltre al museo sul lato italiano c'è la corona di spine cara ai sudtirolesi ma alquanto antiestetica:

 

Museo e corona di spine

 

Molto meglio è l'inseparabile Ebike:

 

Il Rombo della Cube

 

I dati relativi alla sola salita sono i seguenti:

 

Info Tour ( Computer di bordo)

Distanza percorsa: 23,7 km

Durata pedalata effettiva: 1h 29min

Velocità media: 15,9 km/h

Apporto elettrico: 72%

Residuo batteria: 47%

Potenza media: 143 W

Modalità di guida: 100% Tour

 

E chiudiamo con la famosa tabella di Excel relativa al calcolo delle resistenze al moto:

 

Le potenze in gioco

 

La potenza impiegata dal ciclista coincide stranamente ( rispetto ad altre salite impegnative ) con quella indicata dal computer della Ebike. Evviva la fisica almeno per una volta!

Quelle 182 Kcal le ho compensate con un panino al formaggio, una banana e un po' di cioccolata. Niente birra tirolese al passo made in Austria!

Con il Rombo si concludono i Tour al confine della provincia; non sono ad un tiro di schioppo da Bolzano per cui bisogna mettersi come si suol dire, di buzzo buono per raggiungerli.

In sintesi:

Passo dello Stelvio (m.2758) ( e Umbrail (m.2503) ): 28 agosto 2021 da Prato allo Stelvio (m.915)

Passo Resia (m.1504): 31 luglio 2025 da Covelano (m.724)

Passo Drava (m.1188): 25 agosto 2025 da Brunico (m.850)

Passo del Rombo: 16 luglio 2026 da Moso in Passiria (m.1007)

 

Nota importante: quel che c'è di la del vecchio confine non è assolutamente paragonabile a quel che c'è di qua; parlo del paesaggio ovviamente e quello sul lato meridionale delle Alpi è a ragione quello del Bel Paese Galbani.... quanto alla fiducia lasciamo perdere!

 

 

 

Ore 11.51: Kanyarfoto.com

 

 

Però ghe un po' de panza... dannazione!

 

 

 

TOUR " SELLA RONDA "

 

 

 

Mappa

 

 

Dislivello

 

Visto lo stato di grazia facciamo anche questo...

Partenza da Plan de Gralba (m.1800) unica possibilità di parcheggio per tutto lo monno conosciuto...

Il tour in questione a prescindere dal tempo effettivo di pedalata ( 3 h ) necessita di un tempo doppio dato che nessuno normalmente mi corre dietro col fucile e in questo sito si parla fondamentalmente di fotografia; visto l'esborso di 17,5 Euri la macchina è rimasta parcheggiata per 7 ore da cui si deduce un prezzo orario di 2,5 Euro pro Stunde.

I poveri camperisti devono sborsare più di 80 Euro a notte per fermarsi lì, ma non hanno alternative che sui passi i parcheggi sono pochi e il prezzo è lo stesso.

D'altra parte per vivere il Bene Unesco qualche sacrificio bisogna pur farlo.

Del Bene Unesco non fa parte quella parte sfigata delle Dolomiti costituito dal Gruppo del Sella assalito com'è da impianti a destra e sinistra in alto e in basso, in Trentino, in Alto Adige e in Veneto.

Tutto il resto è Ok? Ma non prendiamoci in giro, che l'Alto Adige è come Disneyland. Traffico sull'autostrada del Brennero, traffico sulla Mebo, traffico in Val Venosta e pure in Passiria, non parliamo della Pusteria e della Val Gardena nonchè del traffico aereo che ci mancava solo quello. Notare che la popolazione altoatesina in un referendum truccato a hoc aveva dichiarato di essere contraria al potenziamento dell'areoporto. Il furbacchione di Kompo aveva però proposto un quesito ambiguo: volete che la provincia partecipi alle spese di potenziamento dell'aereoporto ? ( che tra parentesi sta a 500 metri in linea area da casa mia ). La risposta è stata no ma allora l'opzione è stata quella di svendere tutto a chi gli affari sa farli. E l'aereoporto fu, con annessi e connessi e ovvio aumento di rumore, inquinamento e......turisti abbienti ma forse del mordi e fuggi internazionale che non piace al Costa. E' in passivo e speriamo lo rimanga per molto anche se è lecito pensare male come diceva Andreotti che mamma provincia soccorra i poveri imprenditori amici di sempre.

In ogni caso la Val Gardena non la percorrevo da decenni dato che i luoghi del turismo di massa sono per me off limits e li lascio ai cinesi col copricollo.

D'altra parte se non è possibile partecipare al Sella Ronda perché il numero è chiuso ( se così non fosse sarebbe un casino bestiale ) vediamo di affrontare il giro in un giorno infrasettimanale e cerchiamo di portare a casa la pelle. La scelta del venerdì è obbligata dal meteo ma di solito la escludo, troppo vicina al fine settimana anche se probabilmente nei mesi di luglio e agosto il giorno non fa la differenza.

Ma montiamo in Ebike e affrontiamo il primo dislivello di 500 metri circa che separa il luogo della partenza dal Passo Sella che con i suoi 2240 metri è il passo più elevato del comprensorio.

 

 

Cavalli al pascolo

Il Sassolungo (m.3181)

 

 

Affacciamoci dall'altra parte per dare una occhiata al lato trentino:

 

La Marmolada (m.3343)

Il Gruppo del Sella - Pordoi

 

 

Col senno di poi preferisco assolutamente la Val di Fassa e la Val di Fiemme che pur essendo incasinate come quelle tirolesi sono più ampie e almeno sul fondovalle hanno permesso la realizzazione della ciclabile da Molina di Fiemme a Canazei lunga più di 40 km. Poi eventualmente con meno di una decina di chilometri è possibile raggiungere il Passo Sella, il Pordoi e meglio di tutti il Fedaia al cospetto dell'ultimo ghiacciaio dolomitico destinato a scomparire a breve.

 

 

Passo etichetto e vado

 

 

 

Il Passo Sella visto dalla strada del Pordoi

 

 

Passo Pordoi lo raggiungo in circa 1 ora di pedalata e mi sincero dello stato della batteria che indica un residuo del 68%.

Passo incasinato e dunque dopo la foto al campionissimo e alla passeggiata ( questa consigliabile ) verso il mausoleo germanico della seconda guerra mondiale, scendo verso Arabba.

 

 

 

Il gruppo vulcanico del Padon

La Tofana e il Col di Lana

 

 

Arabba è un agglomerato di alberghi e case dove la storia del passato l'ho trovata solo nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo in stile gotico ma con altari barocchi. Pare sia l'unico edificio storico rimasto in paese che poco distante c'è un antico albergo ridotto a rudere pericolante:

 

Arabba e la chiesa dei Santi

 

L'oculo si perde insoddisfatto nel frazione belumatta a ribadire che qui la storia e la tradizione si sono perse a spese del turismo e dunque dopo il panino secco al formaggio Lagorai e salame di Grigno, affronto il passo più facile, quello di Campolongo bevendo l'acqua del sindaco. Ho deciso di non spendere nulla in bar, ristoranti e affini perchè non ne vale la pena che poi in certi posti ti pelano anche per una birra. E poi Carapaz detto la locomotiva delle Ande che ha vinto due tappe in salita al Tour ha perso 4 kg di peso....

 

 

Il Monte Pelmo (m.3168)

Tornanti verso il Passo di Campolongo

 

Passo etichetto e vado

 

Il Passo di Campolongo è sicuramente quello meno spettacolare della Ronda e mi fermo solo per un istante. Oltre il passo c'è il campo da golf che ovviamente tra le varie attrattive turistiche della tradizione ladina non può mancare; faranno dei trattamenti a erbicidi ? Speriamo di no.

 

Golf con Puez Odle sullo sfondo

Il versante Nord del Sella

 

Come si può notare il bostrico è anche nei boschi di Corvara oltre che in quelli di Arabba ; pare sia in regressione dopo l'abbuffata decennale a partire dall'uragano Vaia del 2018.

Corvara è sicuramente più gradevole all'occhio della consorella veneta ma vuoi per caso o per fortuna mi imbatto nell'albergo di Michil Costa: l'Hotel " La Perla ".

Albergatore e ambientalista ladino - futurista è presidente della Maratona delle Dolomiti che mi accingo a concludere seguendo il percorso classico dei 55 km a portata delle mie gambe e della mia Ebike Cube 625 Wh Tour che ci tengo a specificarlo come fosse una Ferrari!

Ho avuto la possibilità di visitare l'Hotel del Costa che lo scopro a posteriori, pare non sia l'unico di proprietà della famiglia; ve ne sono altri due in Badia e uno in Toscana.

Costa è un impresario di alberghi a quanto pare....bravo lui.

 

 

Ecco che grazie alla gentilezza e disponibilità dei giovani della Reception mi accingo a fotografare i locali del piano terra dell'albergo:

 

 

Arredamento curato nei dettagli, pezzi di antiquariato, tappeti, ceramiche, orologi in bella mostra, un bijoux totale.

Notare il libro nella foto di destra: Grand Tour Italien....... io sono un appassionato in quel senso e scesi in Sicilia nel 1984 dopo il servizio di leva a bordo della Ritmo che ancora non aveva preso fuoco, percorrendo le strade del Goethe Wolfango (1749-1832) che si lamentava dei cessi di Malcesine ...inesistenti. Dormii in tenda che da giovani non è un problema ed era allora un mezzo assolutamente economico.

Un episodio mi piace ricordare: a Piazza Armerina fummo ospiti del prorietario del lido locale sotto sequestro che in terra sicula costituisce un paradigma. Ivi feci conoscenza cone gli spaghetti al pomodoro e ricotta stagionata D.O.C. Non c'è nessun chef stellato capace di cancellare quel ricordo.....gusto-oculo-olfattivo di 50 anni fa!

Ma non erano gli alberghi lussuriosi ( non esitevano ) che interessavano al tedesco e ai suoi contemporanei, bensì le bellezze del Bel Paese che oggi bisogna avere la pazienza di cercare, oppure a dimostrazione che la fotografia non è assolutamente obiettiva selezionare e in qualche caso alterare con Photosciop.

E dunque Pompei, Paestum, Taormina, Siracusa, Agrigento, Selinunte e Segesta per menzionare alcuni dei luoghi cari al Grand Tour.

Stiamo parlando di un turismo di elite, di pochi aristocratici senza lavoro che viaggiavano per l'Europa per mesi. Ricorrevano spesso all'ospitalità dei principi e baroni italiani che aprivano loro, le porte delle ville e magioni possibilmente dietro una lettera di presentazione di qualche altrettanto ricco straniero.

 

 

 

 

 

L'albergo " La Perla " è a tutti gli effetti una " perla " ed è curato in tutti i dettagli................ un 5 Stelle, solo che ci vedo qualche contraddizione con quanto il Costa va scrivendo.

Infatti a conclusione del Tour Alberghiero mi sono avvicinato timidamente all Reception per chiedere il costo relativo ad un pernottamento; preparato a cifre intorno ai 250 facciamo 300 Euro a notte, ho avuto un sussulto quando mi è stato detto sottovoce che un pernottamento per la stanza modesta costa da Costa 1000 Euro.

La strada per evitare il Turismo di Massa è quella del prezzo pari a 1000 Euro a notte?

E se le 50 stanze dell'albergo fossero tutte prenotate come fa il nostro albergatore a creare quel rapporto diretto con il cliente ribadito più volte nei suoi scritti?

Vabbè, quello spazio lo ha ereditato come si vede dalle foto in esposizione che risalgono al 1956 ( Pertini e Tomba li ho riconosciuti gli altri no ma sono stati comunque personaggi famosi e danarosi ) e le condizioni al contorno, il numeroso personale che serve per l'oculata gestione di quella struttura, lo Chef stellato Continental non permettono di scendere a compromessi sul prezzo.

Ma non stona tutto questo con le prese di posizione del Costa Ambientalista? E' etico tutto questo? Con quel prezzo chi riusciamo a salvare nel mondo sfigato che ci circonda? E il pianeta che ne pensa ? Non voglio fare il moralista ma essendo della medium class ( che dicono si sta impoverendo ) il lusso eccessivo non me lo posso permettere e comunque non mi piace affatto.

E allora percorrendo la storia recente e per rimanere in Italia con la rivoluzione industriale degli anni 60 di cui sono figlio il turismo è cambiato ed è diventato quello di massa grazie ad un benessere economico maggiore e all'automobile indubbiamente un simbolo di libertà per viaggiare, conoscere capire.

Dove sta l'errore oggi, l'Ur errore se non nella politica alberghiera intrapresa dagli stessi albergatori strettamente imparentati con i politici nostrani di favorire il turismo a tutti i costi e finanziare a piè sospinto la modernizzazione delle strutture alberghiere e la costruzione di nuove, in tutti gli angoli remoti del Sudtirolo? Snaturamento del territorio si chiama e le gru le trovi in tutte le valli periferiche anche in quella di Plan in alta Passiria!

E la barzelletta del Bene Unesco? Tutte le montagne altoatesine sono disseminate di impianti di risalita estivi e invernali e ce né una pure dietro la casa del Costa. Che ne pensa lui?

" La Perla " è un museo e dormire al museo può essere interessante e costituire una esperienza unica ma per pochi.

Gli altri sono comunque dappertutto che i prezzi non sono alla Quinta Stella e quindi appena aldifuori della Perla il casino c'è tutto che ne dica Michil. E poi l'esplosione dei B&B che non piacciono di certo agli albergatori e neppure a quelli che cercano affannosamente casa.....per vivere s'intende!

Ma ora spariamoci l'ultima salita quella più difficoltosa visto che si parte da Corvara a metri 1568 e bisogna salire a Passo Gardena posto a metri 2121 con un dislivello di 550 metri circa.

 

 

Case di un tempo sopra Colfosco

La strada per il Passo Gardena

 

 

 

La foto di destra è l'ultima della serie ed è stata fatta in direzione del Passo Sella e di Plan de Gralba dove mi aspetta la macchinetta diabolica del ticket.

 

Info Tour ( Computer di bordo)

Distanza percorsa: 56,7 km

Durata pedalata effettiva: 2h 59min

Velocità media: 18,9 km/h

Apporto elettrico: 62%

Residuo batteria: 30%

Modalità di guida: 50% Tour

 

P.S.

Il Sella Ronda va fatto una sola volta nella vita................ci sono altre bellezze forse più naturali e meglio conservate da scoprire in giro per le Alpi e gli Appennini. Nel sito dedicato ai Tour Ebike ma non solo c'è tutto questo.

Ovviamente parlo dal punto di vista di un sudtirolese che quei luoghi li ha percorsi in lungo e in largo molti anni orsono, in tempi migliori.

 

TOUR " CERMIS "

 

Mappa della zona

 

Trasferimento a Tesero ed esattamente al Centro Fondo per ..... andare in bicicletta o meglio in Ebike. Si chiuderà in questo modo l'attività agonistica di luglio.

Mi aspetta un tour breve ma duro perché l'obiettivo è quello di raggiungere il Palon del Cermis dove arriva la parte terminale degli impianti.

Lago è ad una altezza di virca 830 metri mentre il cosidetto " Panoramnio " è a quota m.2230 dunque il dislivello netto è di 1400 metri con tutta l'imprecisione del caso.

 

 

Mappa con le distanze in Km

 

 

Mappa del dislivello

 

Il computer di bordo indica 15 Km di percorso in salita per un tempo di 1h e 19 min. La pendenza media risulta essere del 10% comprensiva dei 2km del tratto in piano utile ad un preriscaldamento, viste le basse temperature estive ed a riempire la borraccia in quel di Masi di Cavalese.

Inizia in seguito un tratto di circa 3.3 Km su asfalto che da quota 900 metri porta al Doss dei Laresi a metri 1280 dove termina il primo troncone della funivia che parte dal grande parcheggio sul fiume Avisio.

Calcolatrice alla mano il tratto è duro essendo la pendenza media superiore all'11%. Ho superato una giovane ciclista ma era in bici da corsa ovviamente!

Dal Doss inizia la forestale molto polverosa a causa del passaggio di camion che trasportano da anni il legname distrutto dalla felice coppia Vaia & Bostrico e che sale all'Eurotel posizionato a 2000 metri di quota. Ivi in tenera età giunsi soffrendo non poco con la MTB muscolare in compagnia dell'Innominato.

 

 

Eurotel (m.2000)

 

Salendo è stato possibile scattare qualche foto in direzione di Cavalese e Tesero:

 

 

Cavalese e Tesero con la Val di Stava

 

 

Arriva poi il tratto sui << binari >> di cemento non molto agevole per la verità e con pendenze che superano il 20%. Nel punto finale avendo impostato la modalità Tour mi sono fermato per rifiatare e avevo pure qualche dubbio circa la possibilità di ripartire vista la pendenza piuttosto elevata. ma giunsi infin salvo.

 

 

I binari in cemento del tratto finale

 

Superato il bar ristorante ho puntato la bici in direzione del " Panoramnio ":

 

 

Il " Panormnio " m. 2230

 

Sullo sfondo c'è il Palon del To della Trappola (m2401) che raggiunsi parecchi anni or sono in compagnia del cane intelligente... Defunto il cane i padroni hanno pensato bene di tirarsi in casa un Maremmano che morde i mobili e non è affatto intelligente. Contenti loro....io lassù non ce lo porto che magari azzanna i cavi della funivia e mi trovo col culo in terra tutto sfracellato che poi è la storia nota e sfortunata di questa funivia.

Come è logico il Panoramnio è un punto panoramico a 360° e lo sguardo spazia in senso orario dal Brenta, Cevedale, Palla Bianca, Corno nero, Pala Santa, Latemar, Marmolada, Pelmo, Pale di San Martino e ovviamente la lunga catena del Lagorai.

 

 

La catena del Lagorai verso Est

 

 

Panoramica verso Sud  col Cimon del To della Trappola in centro

 

La foto sopra è stata desaturata nei colori e l'effetto non è male che pare più freddo di quanto era nella realtà. Qualcuno di passaggio osservava i turisti librandosi da altezze maggiori:

 

 

 

 

Predazzo in basso e la Marmolada del Centro Sinistra

 

Il panino imbottito portato da casa non voleva scendere nel gargarozzo così decisi di spendere un paio di euri in Coca nel locale rinnovato poco al di sotto:

 

 

Particolari del terrazzo e dell'interno

 

Indispensabili le tende per ombreggiare e non passare a miglior vita a casua degli UV sempre più pericolosi:

 

 

 

Bevuta la Cola che ti fa bene, ho inforcato la bici facendo attenzione al primo tratto sui binari che deragliare sarebbe stato catastrofico. Anche perchè a valle mi aspettava la premiazione in verde:

 

 

 

Info Tour ( Computer di bordo) del tratto in salita

Distanza percorsa: 15 km

Durata pedalata effettiva: 1h 19min

Velocità media: 11,5 km/h

Modalità di guida: 100% Tour

Residuo batteria: 51%

 

Con i primi tre dati e la conoscenza della pendenza media del percorso è sempre valida la seguente tabella Excel che esprime il lavoro meccanico fatto e la potenza media sviluppata in salita che uomo e macchina devono esprimere insieme per arrivare lassù:

Tabella di Excel

 

La validità di questi calcoli è confermata dal software reperibile in rete:

 

La potenza meccanica con il Software in rete

 

Abbiamo infatti 299 W e 306 W valori praticamente coincidenti, visto che il software in rete tiene conto anche di altri 2,5 Kg supplementari alias borraccia e zaino.

Da valutare con attenzione  gli altri dati forniti dal computer di bordo che si rivelano essere del solo ciclista e che non c'entrano nulla con quanto sino ad ora visto:

 

Potenza media: 145W

Calorie: 764 kcal

Apporto elettrico: 64%

 

Se P=145W e t=1,32h il lavoro sviluppato dal solo ciclista risulta di 191Wh pari a 689KJ a loro volta pari a 164Kcal.

A parte la formula dell'energia meccanica espressa in KJ scopro che c'è un parametro indicato come efficienza energetica che di cui bisogna tener conto per valutare le Calorie consumate.

Il rendimento dell'atleta macchina è solo del 25% che significa che su 100 Kcal incamerate solo il 25% circa è trasformato in lavoro meccanico. Ovviamente il resto mantiene in vita la macchina.

 

 

 

Considerando un'efficienza dell'anziano ciclista del 22% ecco che l'energia consumata risulta essere di 747 Kcal coincidenti quasi con le 764 Kcal fornite dal computer.

Pare dunque il software installato calcoli le calorie consumate usando la potenza media ( visualizzata ) e il concetto di efficienza secondo la tabella sopra o la formula seguente:

 

 

Dunque mi pare di aver chiarito il significato di due parametri forniti dal compuer di bordo che non sapevo come considerare.

Rimane oscuro il parametro che indica la percentuale di energia spesa dal ciclista rispetto a quella del motore. Come usare quel 36% ? Lo scopriremo solo vivendoo..............

 

 

 

Assolutamente vero è un ultimo dato: con questo giro ho raggiunto la cifra tonda di 9998 chilometri percorsi a bordo della Cube.

Però oggi la bici giace esausta da Sanvit che i cuscinetti a sfera della ruota anteriore sono da sostituire.....peccato comunque non essere una bicicletta con le parti facilmente intercambiabili.

 

 

 

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