ANNO 2026
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EBIKE TOUR |
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ANNO 2026 |
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N. |
DATA |
TOUR |
PARTENZA |
ARRIVO |
DIST. (A/R) km |
DISL. TOT. m |
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1 |
17/04/26 |
GRAUN CORONA |
SAN GIACOMO |
SAN GIACOMO |
60 |
830 |
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2 |
17/05/26 | LUPICINO - PRATI KOHL | SAN GIACOMO | SAN GIACOMO | 38 | 1320 |
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3 | 26/05/26 | TOUR ELBA OVEST | MARINA DI CAMPO | MARINA DI CAMPO | 63 | 1330 |
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4 |
28/05/26 |
TOUR ELBA NORD |
BAGNAIA |
BAGNAIA |
48 |
1100 |
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5 | 16/06/26 | MELTINA | SAN GIACOMO | MELTINA | 54 | 1400 |
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6 |
30/05/26 |
TOUR ELBA SUD |
NAREGNO |
NAREGNO |
27 |
720 |
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7 |
2/06/26 |
LAGO DI BARREA |
SCANNO |
SCANNO |
70 |
1360 |
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8 |
23/06/26 |
PASSO OCCLINI |
ALDINO |
ALDINO |
40 |
880 |
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9 |
27/06/26 |
PASSO COSTALUNGA |
LARCHENWALD |
P.COSTALUNGA |
47 |
890 |
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TOUR " GRAUN - CORONA "
Nel 2024 lo stesso giro è stato percorso un mese prima. Qui si batte la fiacca o forse semplicemente l'occasione è mancata e abbiamo saltato i passaggi intermedi tipo qualche giro in pianura a bordo della cosidetta bike muscolare. Al massimo c'è stato un gelato a Egna ma sempre a bordo dell'elettrica e un té a Gargazun col Giordà e il Cesaron.
Però a dirla tutta questa terza settimana di aprile è stata intensa: 1 ora di basket mercoledì contro Divaz che il G ha dato forfè per il mal di schiena tallonitico, il giro in ebike in questione e la salita a Pietralba in 3 ore con relativi postumi! Un giro a Pietralba all'anno può bastare che quelle rampe iniziali stimolano il torpiloquio piuttosto che la preghiera!
Il percorso in questione è lungo circa 60 km. Si segue la ciclabile fino a Caldaro e si prosegue fino a Castelvecchio lungo la strada asfaltata.
Un chilometro più avanti s'imbocca la forestale sulla destra rimanendo alti sull'abitato di Termeno. Si segue con lievi saliscendi la costa della montagna sotto le pendici del Roen per arrivare al Buschenschank Lenzenhof a quota 800m con vasto panorama sulla Valle dell'Adige. Tenendo conto dei vari saliscendi il dislivello dell'intero percorso risulta essere di 830 m.
Dopo la frazione di Corona inizia la ripida discesa che conduce a Cortaccia. Si prosegue fino a Termeno e infine si raggiunge il fiume Adige e si riprende la ciclabile fino al ponte di Vadena.
La novità rispetto al 2024 è l'incontro con una germanica del Baden Wuttenberg precisamente di Karlsruhe, una giramondo non troppo giovane ma con la gamba ben allenata che pensavo di seminare e che invece mi tallonava da vicino.
Abbiamo " pranzato " insieme ossia lei col cappuccino classico nordico e noi col panino speck - formaggio - gurken e radler di usanza locale in quel di mezzogiorno.
Le abbiamo dato delle indicazioni riguardo al percorso che dal Colle a BZ conduce a Pietralba. Diciamo che era particolarmente contenta dei due accompagnatori di Santiago io e il Maltauro Fabio neo meccanico provetto che cambia tutto della bike dalle pastiglie ai dischi e tutto il resto. Però la sua bici è sempre più sporca della mia che compie a giugno 6 anni!

Mappa del tour

Panorama dal Lenzenhof

San Giorgio e i vigneti di Corona

Cortaccia e la valle dell'Adige

Panorama verso Salorno
Alla prossima!
TOUR " LUPICINO - PRATI DEL COLLE "
Cosa scrissi nel lontano 17 maggio 2023 quando intrapresi la stessa gita?
<< Gita classica di inizio stagione; diciamola tutta una bruttissima stagione dove, dopo sei mesi di siccità è seguita un'alluvione disastrosa che ha distrutto mezza Emilia Romagna. In montagna si è ripresentata la neve con gran gioia dei maniaci dello sci alpino che devono sciare per forza anche sullo Stelvio d'estate come consigliato dalla guida delle giovani marmotte >>.
Nel maggio 2026 il tempo è stato mediamente freddo con pioggia abbondante giusto per dare respiro ai terreni coltivati a patate in quel di Caupo ma non solo. Nei mesi di marzo e aprile le precipitazione sono state scarse e dunque la pioggia era la benvenuta, il freddo un po' meno che la discesa dai Prati del Colle necessitava del << Tabarro con Giornale >>, guanti, berretto e braghe lunghe che un'influenza a maggio è da evitare a tutti i costi...che poi c'è pure l'antavirus sulle navi da crociera che chiuderanno i battenti.
Tornando al percorso è quello di Monte Largo che si imbocca sulla sinistra all'inizio della Vallarsa. Salita ripida e impegnativa, inizialmente su asfalto. Successivamente su buon sterrato fino al ristorante Lupicino dove quest'inverno a febbraio sono riuscito a inforcare gli sci da fondo; neve perfetta la prima volta ma una settimana dopo era già quasi impraticabile. Gli sbalzi termici invernali con tendenza verso le temperature più alte sono altamente probabili. C'è voluto un miracolo per portare a termine le Olimpiadi normali e paranormali.
Superato Lupicino, dall'altra parte della valle inizia un tratto perfettamente asfaltato a prova di Giro d'Italia e a uso e consumo dell'unico maso ivi presente. Si prosegue fino alla
torbiera " Totes Moos " posta a circa 1400m. di altitudine. Ancora una breve salita per giungere al passo coincidente con il punto più alto del percorso (m.1527) da cui si scende all'albergo Schneiderwiesen.
Da qui si scende velocemente alla Costa-Seit, a Pineta di Laives e quindi a San Giacomo. Giro di circa 40 km con 1300m. di dislivello.
Belli come sempre i panorami sia sul Catinaccio-Latemar che in direzione della Mendola.

Mappa

Monte Roen e Passo Mendola

Il Latemar

Il Catinaccio

Panoramica
Questi i dati relativi alla gita:
Distanza totale percorsa: 38,2 Km
Modalità di guida: Tour al 65% spento per il 35% (discesa)
Modalità di consumo: 65% batteria - 35% ciclista (sola salita)
Batteria restante: 44%
Durata totale della corsa: 2 h 11 min
Velocità media totale: 17,5 Km/h
Velocità max: 59,7 Km/h
Il punto più elevato del percorso è a una quota di 1540m e corrisponde ad un dislivello di 1320m con un tratto lungo 20 km. Il tempo impiegato è stato di 1h 45min. Vediamo allora cosa fornirebbe la tabella seguente relativamente alle Resistenze al moto, al Lavoro svolto e alla Potenza media impiegata:

Tabella relativa alla sola salita di Lupicino
La velocità media è stata di 12Km/h e le potenze impiegate sono quelle per vincere la gravità (80%) e l'attrito volvente (16%); quasi trascurabile vista la bassa velocità, la potenza per vincere la resistenza del mezzo (4%).
Il computer della bici fornisce la potenza media impiegata ma il dato è (dovrebbe essere ) quello relativo al solo motore. Quel dato non l'ho registrato ma conoscendo il residuo di batteria si può stimare quanto è stato consumato ossia il 56% dell'energia disponbile all'inizio, che possiamo stabilire in 600 Wh; il risultato è pari a 340 Wh corrispondenti ad una potenza media pari a 194 W.
La percentuale di utilizzo del motore o batteria corrispondente alla sola salita era pari al 65% e dalla tabella dai quasi 250 W impiegati si ricaverebbero 162 W forniti dalla bici e 90 W dal ciclista.
I numeri non coincidono esattamente ma mi propongo di fare altri controlli nel prossimo futuro.
Il contributo calorico si riduce a 130 Kcal in pratica un piatto di riso......però rammento che ho fatto una certa fatica! Colpa dell'età che avanza ma meglio così.

Regolo calcolatore da " Pianeta Ciclismo "
LA QUINTA TAPPA DEL GIRO D'iTALIA 2026
Se qui da noi in quel fatidico giorno il freddo la faceva da padrone ma la pioggia era assente, in quel di Potenza i poveri ciclisti professionisti hanno sofferto non poco.

Sofferenza Infinita nella seconda tappa sul suolo italico
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Pioggia e scontro tra ciclista e lunotto in casa UAE
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Momenti da brivido nel finale: i due fuggitivi sono caduti sull'asfalto bagnato in due momenti diversi, prima lo spagnolo Arrieta della UAE e poi il portoghese Eulalio della Bahrain-Victorius.
Il primo dopo aver raggiunto il secondo ha pure sbagliato strada e solo con uno sforzo incredibile ha vinto la tappa. Il portoghese ha vinto comunque la maglia rosa togliendola all'italiano Ciccone che l'ha mantenuta solo per un giorno. Per lui giornata da dimenticare.

Arrieta il vincitore della 5a Tappa con Eulalio a sx la nuova maglia rosa.
TOUR " ELBA OVEST "

Mappa

Dislivello
Sono sbarcato sull'isola d'Elba il giorno 25 maggio dopo un viaggio faticoso a causa di vari ingorghi stradali distribuiti tra l'Emilia e la Toscana tali che abbiamo dovuto posticipare l'imbarco del traghetto pagando un extra. In Italia viaggiare in certi periodi dell'anno è da evitare ma non sempre è possibile che i " ponti " sono dappertutto come i " festival " della cultura.
La tratta Piombino - Portoferraio è fortunatamente corta e i traghetti sono numerosi. Perdere il traghetto per Corsica o Sardegna sarebbe diventata una la faccenda molto complicata e sicuramente costosa.

L'imbarco a Piombino alle ore 15.30
Il giorno dopo abbandonate le donne (Malta&Lilli) al loro destino cavalco la Ebike e da Marina di Campo dove alloggeremo per 6 notti mi dirigo verso Ovest in direzione di Fetovaia.
Il tour di circa 60 km gira intorno la Monte Capanne la cima più alta dell'isola che misura circa 1020 m e da cui si domina tutto e di più dell'isola se il tempo lo consente.
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Dalla strada provinciale ho fatto qualche piccola deviazione per controllare lo stato delle acque dove al massimo nei sei giorni trascorsi sull'isola ho bagnato l'alluce destro menomato dalla salita e discesa distruttiva da Pietralba dove ho fatto l'annuale penitenza avendo l'anima nera causa i numerosi peccati veniali e non.

In lontananza Montecristo e Pianosa
Le rocce di questa parte dell'isola sono di granito, roccia dura ma che gli agenti atmosferici scolpiscono pazientemente e senza fretta. Nel granito si notano spesso delle intrusioni di ortoclasio bianco e se non erro tormalina nera. Come è noto l'Isola d'Elba dal punto di vista mineralogico è un gioiello unico.
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L'insenatura di Fetovaia
Il mare è bello e cristallino e la povera Lucia di Pomonte non potè e non può godere di tale meraviglia:

Santa Lucia di Silvano " Nano " Campeggi (1923-2018)
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Panorama della costa al Colle d'Orano
Uno degli obiettivi della gita fuori porta era quello di raggiungere Capo Sant'Andrea dove i graniti la fanno da padrone. Oggi a mio avviso è una schifezza non tanto il capo ma il corpo che conduce al mare dove non hanno risparmiato il cemento; case vacanze a destra e manca e già oggi un gran casino a cui si assomano i lavori del porticciolo fuori tempo massimo. Arrivato giù e notato che per arrivare al Capo bisognava affrontare dei scalini ho fatto retromarcia e salutato la folla dei folli.
Dalla provinciale e quindi da lontano il Capo Santo Che Fu rende il meglio di sé stesso:

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Cistus creticus con coleottero |
Opuntia ficus-indica con calabrone nero |
Proseguendo innanzi, intorno al chilometro 30 si scorge prima Marciana Marina che è meglio lasciar perdere e dopo una curva, la Marciana D.O.C.
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Le due Marciane
Nella foto di sinistra si vede Capo d'Enfola e in lontananza il promontorio di Cavo obiettivo della gita successiva; nella foto di destra il Monte Capanne con gli ovvi ripetitori che rovinano lo skyline.
Vogliamo spedire il selfie agli amici e parenti? Allora becchiamoci le antenne....o che cazzo!
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Panorama dalla Torre Pisana
Sono salito fino alla torre pisana sopra il paese ed è stato un bene che non c'era anima viva se non il ristoratore. Ivi ho mangiato la famosa schiacciata che come la pizza si può riempire con tutto e di più e bevuto la Peroni la birra che risale ai tempi dei romani. Con il caffè arabico lungo e il semifreddo ristretto che non voleva sciogliersi, il prezzo è salito a 30 euri che 2 erano per il coperto piazzato oramai in tutti locali del pianeta Italia.

La schiacciata elbana al roastbeef
Intorno alle 13.30 il nostro salì incerto sull'arcione e si dirisse verso il paese di Poggio che forse avrebbe meritato una visita; ivi sulla destra parte una strada secondaria che sale al Perone massima quota del Tour. Pare strano che il dislivello totale sia risultato alla fine di 1300 e passa metri quando il Monte Perone è alto solo 600 metri.....ma i saliscendi si ripetono in continuazione.
Con la ebike comunque si fatica poco anche utilizzando il solo programma Tour come da sempre, ovviamente se il peso del ciclista è congruo come anche l'allenamento.
E' noto che sull'isola fu confinato uno dei rompicoioni che fanno la storia: Napoleone Imperatore Democratico Rivoluzionario Illuminato.
Quel tale corso non contento dei casini globali procurati a destra e manca nell'Europa continentale pensò ancora di cimentarsi con l'arte guerriera e finì finalmente i suoi giorni a Sant'Elena in perfetto isolamento.
Pare che senza di lui gli elbani non capendo na minchia sopravvivessero malamente e non si accorsero neppure delle poche vene d'acqua esistenti che scendevano dai monti:
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Fonte Napoleone
Giunsi non troppo trafelato al famoso Perone da cui sarei partito pochi giorni dopo a piedi per salire lungo la cresta della via delle farfalle che conduce al ben più tosto Monte Capanne.
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Monte Perone (m.610)
Scendendo da lì il panorama diventa quello verso la costa Sud ossia verso Marina di Campo dove fa da hot spot la Torre di San Giovanni:
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La torre fotografata da due prospettive diverse
S.P.Q.P alias sono pazzi questi pisani come avremo modo di constatare osservando più da vicino la costruzione di questa torre e quella del Volterraio più a Est. I due luoghi molto distanti tra loro comunicavano usando le tecnologie di allora. Per i selfie? No per l'eventuale presenza di rompicoioni che infestavano le coste .... li pirati turcomanni a caccia di sbarbine per i loro harem magrebini ! Avevano il pallino della pelle bianca e detestavano la tintarella.

Marina di Campo
Discesa fino at home via Sant'Ilario che quella più breve sarebbe stata per San Piero ma l'idea poi diventata realtà era di recarsi lì a visitare il Museo Mineralogico e cenare all'Ottavo dove te portano tre pezzi de pane se sei in tre. Al solito i paesi lontano dalla costa sono i meglio conservati anche se tentano ancor oggi di costruire residence demenziali a scalini ripidi anche in alto, lontano dalla costa.
I cementificatori sono ovunque e operativi da tempo immemore vedi i Pisani e lo stesso San Francesco di Sales ritiratosi in eremitaggio su questo versante. Il risultato non sembra però lo stesso visto che amiamo visitare queste rovine.
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San Giovanni Battista del 1150 |
L'eremo di S.F. di Sales (1567-1622) |
Le pie donne aspettavano preoccupate (????) il rientro dell'atletico ebiker che giunse a destinazione leggi residence Olmi alle ore 16.30 secondo il calendario elbano (????).
Partii alle 8.30 impiegando quindi 8 ore per compiere l'intero tour....il tempo giusto che ci volle per far proprio quel paesaggio insulare indubbiamente affascinante.
Info Tour ( Computer di bordo)
Distanza percorsa: 63 km
Durata pedalata effettiva: 3h 30min
Velocità media: 17.4 km/h
Apporto elettrico: 60%
Residuo batteria: 44%

Lascio agli esperti l'interpretazione dell'immagine di cui sopra.
TOUR " ELBA NORD "
Un giorno di riposo e il 28 maggio siamo nuovamente in pista. Ho abbandonato nuovamente le pie donne sulla marina di Campo....una delle due è già bruciacchiata pur essendo sicula D.O.C. ma forse di ascendenze federiciane. Il sottoscritto presenta la tipica abbronzatura ciclistica e le braccia in particolare dolgono.... le ho coperte in qualche modo con i gambali....
Caricata la ebike sulla macchina mi sono trasferito a Bagnaia una località di mare che si trova di fronte a Portoferraio. L'obiettivo è stato quello di raggiungere Cavo all'estremo Nord - Est dell'isola, scendere poi lungo la costa fino a Rio Marina, risalire a Rio nell'Elba e chiudere l'itinerario passando ai piedi del Volterraio un altro esempio di S.P.Q.P. simile alla Torre di San Giovanni sul lato opposto dell'isola. Come già scritto castello e torre comunicavano l'imminente pericolo costituito dai pirati berberi o turchi che fossero.

Cartina geologica dell'isola
La cartina riportata sopra che risulta essere una semplificazione delle Carte Ispra reperibili sul web, evidenzia che ci troviamo in un territorio con una varietà di affioramenti strabiliante che a mio avviso ancor oggi i geologi brancolano nel buio e non sanno esattamente descrivere quanto è capitato da queste parti.
Ovviamente gli eventi geologici hanno tempi lunghissimi; decine e centinaia di milioni di anni ci sono voluti per realizzare quel puzzle di colori.
In ogni caso si può notare che a Ovest cioè nella zona di Monte Capanne il colore dominante è il rosa che è associato al plutone granitico e non solo emerso tra gli 8 e i 6 milioni di anni fa.
Il nuovo tour attraversa una zona totalmente diversa dal punto di vista geologico; ci sono i fondali dell'oceano ligure piemontese, le coperture sedimentarie toscane e i scisti di Rio Marina.
Pare di capire che le mineralizzazioni ossia il materiale ferroso che rese l'isola famosa in tempi storici, sia originato da " flussi idrotermali " prodotti dall'emersione dei plutoni granitici in particolare da quello di Portoazzurro (poco visibile in superficie ) per quanto riguarda M.Calamita dove sono concentrate le miniere più importanti.
Insomma un gran casin geologico.....nato dall'urto tra la placca europea e quella africana...che originò gli Appennini ed ebbe qui le prime manifestazioni.
Ma veniamo al percorso:

Mappa

Dislivello
Qui le quote massime si limitano ai 300 m ma i saliscendi ci sono tutti e dunque il dislivello totale risulta di 1100 metri per una lunghezza del percorso di circa 45 Km.

Panorama verso Portoferraio, in basso Bagnaia

La costa di Nisporto e Nisportino
A Nisporto dopo circa 5 Km si perde quota e da qui si sale fino ai 300 m di Aia di Cacio. Ho evitato di scendere a Nisportino che la strada finirebbe lì e ho dato un'occhiata alla flora non particolarmente ricca anche se un libro acquistato 20 anni fa riporta un numero di specie elbane altissimo. Mah.....dove saranno finite?
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Senecio cineraria |
Capparis spinosa |
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Carlina corymbosa |
Vanessa del cardo |
Superato il passo si scende ma poco dopo ho deviato a sinistra verso la chiesa di Santa Caterina nel suo perfetto isolamento:

Santa Caterina

Rio nell'Elba
Una lunga discesa ci porta a Cavo tra le località marine sicuramente la più suggestiva tra quelle intraviste, è la parola esatta, nella settimana elbana. Durante l'estate attraccano qui le navi che fanno la spola da Piombino il che permette di accorciare l'attraversata di circa 20 min. Non penso però che ciò influisca in maniera considerevole sul costo del biglietto...specie ai tempi di Ormuz.

Il porto di Cavo
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L'isola dei topi
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Residenza nobiliare
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Lo scoglio a sx pare sia abitato oggi solo dai roditori animali non molto simpatici..... una volta vi venivano deportate in vacanza delle povere caprette...
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L'isola di Palmaria |
Esuli garibaldini |
Sono le 11.30 e dunque è troppo presto per il brunch de sto.....
Mi dirigo verso Rio Marina seguendo la costa Est. Dopo circa 5 km incappo nell'insediamento minerario di Cala Seregola.
Le miniere sono più in alto li dove le faglie separano i vari depositi geologici; qui il materiale veniva lavorato parzialmente e caricato sulle navi. La rovina è evidente e la sabbia rossa copre tutto.


Ex porto minerario
Poco più avanti s'incontra infatti una deviazione che sale verso la zona mineraria....ci sarebbe un laghetto rosso da vedere... porta chiusa ma recinzione divelta....non passa la bike però e mi limito a raccogliere qualche sasso più o meno nero che contiene il prezioso minerale di ferro....ematite, pirite, magnetite, ilmenite? Quien sabe? Sta di fatto che qui tutto è color del sangue!
Fare il bagno nella ruzzene? Potrei portare qui la famosa coppia di Ortopazzo per un esperimento di chimica.... e mineralizzarle per le collezioni geologiche dell'isola.

Le Ortoliuzze
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Cala Seregola in basso |
La montagna di scorie |
In un balzo sono a Rio Marina e mi fiondo in uno dei ristoranti del porto; questa volta opto per l'insalata col pollo che la B12 è scomparsa, recupero i liquidi persi con la birra Scoglio locale ( parola del cameriere ) prodotta in quel di Treviso ( come recita l'etichetta ). Le fake news alimentari vanno di moda... anche se il produttore dice la verità.

La luce è accecante e anche la macchina fotografica ha qualche problema con l'esposizione che tutto risulta sottoesposto e va corretto in post produzione... al che non si vede più il difetto originale:
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Il porticciolo
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Rio Marina
E circa un'ora dopo via verso Rio nell'Elba che deve essere anche lui un borgo interessante da visitare con calma magari senza turisti... diciamo ai morti.
Qui mi limito a leggere quanto appare riportaro sul muro lunga la strada principale; una storia davvero interessante che parte dagli Etruschi e arriva all'unità della povera Italia:
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La foto del pastore è quasi certamente un fotomontaggio perché il paese ritratto non è Rio nell'Elba ma Rio Marina.....forse è stato usato il famoso fotosciop degli anni 50, ossia tanta pazienza sotto la lente dell'ingranditore. Non mi risulta infatti che dietro al porticciolo che ho percorso a piedi ci sia un'altura e un prato adatti all'asinello.
Errata corrige potrebbero aver usato il Photoshop moderno rielaborando due negativi d'epoca.....chissà!
La salita più dura del percorso è quella che dal centro di Rio nell'Elba conduce alla provinciale; anche nell'immagine che riporta il dislivello compaiono intorno ai 38 km due bande rosse che identificano pendenze intorno al 20%, stringiamo i denti e il manubrio che il tratto è lungo meno di 1 km.
Scavalcato il crinale compare il Volterraio l'altro S.P.Q.P. e il panorama spazia nuovamente sul Monte Capanne e la rada di Portoferraio in basso:

Panorama con il Volterraio
Inizia una lunga e " pericolosa " discesa su asfalto che porta fino a Bagnaia da dove partii alle ore 9.00. La raggiungo alle ore 14.45 per cui il giro è durato complessivamente 5 ore e 45 min.
Lì di fianco alla macchina c'è un bel gruppo di fiori di Acanthus mollis che recita il web, è famoso per essere stato raffigurato nei capitelli greci di ordine corinzio.
Lo vidi per la prima volta dove i " pazzi " non erano i pisani ma i normanni di Calabria, a Stilo ma questa storia appartiene oramai al passato.
Il mondo in ogni caso è pieno di pazzi e i pazzi siete voi canta Bennato!

Acanthus mollis
Info Tour ( Computer di bordo)
Distanza percorsa: 48,3 km
Durata pedalata effettiva: 2h 45min
Velocità media: 17.7 km/h
Apporto elettrico: 61%
Residuo batteria: 55%

Modalità di guida
Idem ...... come nel primo tour.
TOUR " MELTINA "
Facciamo un break prima di pubblicare il terzo tour elbano e vediamo cosa abbiamo combinato il giorno 16 giugno qui intorno a casa. Esattamente tre anni orsono ( era il 13 giugno recita il tour 2023 ) ho affrontato la salita cha da Terlano porta a Meltina partendo ovviamente da casa. Strana coincidenza solo che questa volta ero in compagnia del Fabio amante dello sterrato quasi impraticabile, ma andiamo con calma.
Al tredicesimo chilometro ossia all'inizio dell'abitato di Terlano inizia una salita molto impegnativa; si tra di 8,5 Km ma con pendenze medie superiori all'8% e si superano 800 m di dislivello.

Tracciato parziale

Dislivello
Sono salito senza fermarmi impiegando 38 min alla velocità media di 13,5 Km/h. Il motore ha fornito una potenza media di 164 W e l'apporto elettrico in modalità tour era di 37/63 la seconda cifra è quello della batteria.
Nel punto B il computer segnava un residuo di batteria del 65% ma una parte era stata consumata nel tratto di 13 Km che conduce da Santiago a Terlano.
Con i dati disponibili è possibile scrivere la seguente tabella excel:

Resistenze al moto, lavoro e potenze impiegate
Quello che non torna sono i 164 W della potenza media fornita dal computer di bordo contro quelli 230 W calcolati dalla potenza totale teorica tenendo conto del contributo 37/63.
A cosa è dovuta tale discrepanza? Boh............................
Positivo il fatto che la potenza calcolata di 364 W che impiegherebbe un atleta su bici muscolare è superiore a quella media fornita dal computer..... ci mancherebbe altro.
Dunque pare difficile calcolare le grandezze in gioco se la bici è azionata dal motore. Un altro parametro che non torna sono le Kcal segnate....ricordo di aver intravisto un 800 Kcal da qualche parte.
Durante questo tratto di salita impegnativa ho lasciato al compagno il compito di immortalare con una panoramica il tracciato in questione:

Panorama con Terlano e il Monte Roen
Dopo il " lato B " la strada spiana anzi scende fino a Frassineto per poi risalire fino al Meltina. Ivi vicino al piccolo museo dei fossili dove vengono esposti numerosi reperti di Arenaria della Val Gardena contenenti piante vissute 260 milioni di anni fa ossia alla fine del Paleozoico, oltre alle vetrine ho dato un'occhiata al computer di bordo; come influisce l'ultimo tratto pianeggiate sui dati di bordo?
La distanza percorsa è di 13,6 Km, la velocità media è salita a 16 Km/h, la durata della corsa a 51 min, la potenza media è scesa a 159 W mentre nulla è cambiato riguardo all'apporto elettrico 37/63.
Tornano i dati cinematici della velocità media ma poco si può dire della potenza e dell'ultimo parametro. E' chiaro che la potenza media deve diminuire visto che l'apporto del ciclista aumenta rispetto a quanto fornisce il motore. Però quel 37/63 sta sempre lì imperturbabile !


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Successivamente il Fabio individua sulla mappa di Koomot un luogo davvero interessante di cui non sapevo l'esistenza; anche qui a mezz'ora a piedi da Meltina esistono le piramidi di terra:

Le piccole piramidi di terra di Meltina
Quel masso nero incastrato tra due piramidi è davvero curioso e sembra venire da un altro mondo; un meteorite o una roccia basaltica? Controllerò in futuro sperando che non mi cada sull'alluce!
L'uomo dello sterrato usando la mappa mi costringe a impiegare la modalità MTB ma lo stesso quel tratto di sentiero sconnesso che ci conducerà al parcheggio sotto Lavena ci farà scendere dalla bici.
Lavena sito di antichi riti pagani è bello visto da lontano....oggi è circondata da 4 o forse 6 chalet e non si capisce come l'Autonoma (anche nelle cazzate ) abbia dato un siffatto permesso di costruzione vicino ad una chiesa gotica simbolo dell'altipiano del Salto dove arrivano migliaia di peregrini...chiamiamoli così.
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La chiesa gotica gestita da pagani amici del dollaro e dell'over turismo
Ci rifiutiamo di foraggiare i ricchi contadini locali e scendiamo giù all'Edelweis ( più poreti ) dove le solite uova ( di gallina felice recita la ricetta ) con patate e speck costano la bellezza di 13,9 Euro.
Sti cazzi....ma ho addentato solo una banana nella mattinata e crepi l'avarizia!
Il resto è una lunga e velocissima discesa dove un cazzone germanico con mercedes decapotabile e gnocca desnuda al fianco ha tentato di farci fuori sorpassandoci in curva....
In to culo.... e poi dicono che sono molto rispettosi di viandanti e ciclisti!

Le calorie virtuali
P.S.
A fine tour le ore di pedalata effettiva sono state di 2 ore e 9 min, la velocità media è risultata di 19.5 Km/h, la potenza media è scesa a 131 W, il famoso rapporto è cambiato in 36/64 ossia peggiorato ( inaffidabile a sto punto ) e la potenza residua della batteria è risultata del 37% in linea con i 38% del 2023.
TOUR " ELBA SUD "
Ultimo tour elbano quello del 30 maggio 2026. Nei giorni precedenti ero già stato da queste parti ma a piedi. Accompagnate le amiche sulla spiaggia di Naregno sono partito da lì per raggiungere Capoliveri da cui partono le escursioni più gettonate in questa parte dell'isola.

Mappa

Dislivello
La zona è frequentata dagli " enduri " della bike e il sito della miniera di Monte Calamita è costellato da numerosi percorsi più o meno difficili per gli appassionati del settore.
Nei giorni precedenti durante la mia escursione a piedi alla ricerca del minerale perduto, ero circondato da biker di mezza Europa con familiari minorenni al seguito..... un gran casino insomma!
L'obiettivo di questo tour è stato quello di raggiungere il sito mimerario del Ginevro a circa 16 Km da Capoliveri. Al fascino dei luoghi abbandonati dagli uomini e da Dio non so resistere.
Che poi il silenzio è quasi assordante...

Capoliveri: ore 10.30
Poco distante dal centro s'imbocca la strada delle miniere che mantenendosi in quota conduce al museo omonimo.

Monte Capanne sullo sfondo

L'isola di Montecristo
Fino ad 1 Km dalla miniera la strada è asfaltata poi inizia la polvere....

l museo di Monte Calamita

Enduro Bike di Capoliveri
Superato l'ingorgo si raggiunge un non ben specificato " welness " al vermentino per poveri bisognosi.....

La costa Sud
Bisogna superare una sbarra che delimita il complesso molto complesso e caro e poi deviare a sinistra verso la famosa miniera che fu l'ultima a chiudere di tutte quelle presenti sull'isola.
Si racconta che di ferro, in particolare magnetite qui ce ne sia ancora molta per cui " teoricamente " la zona costituisce un sito d'importanza strategica................... abbandonato e semidistrutto!

La miniera del Ginevro: ore 11.30
Bisogna dunque scendere al mare per dare un'occhiata da vicino a quanto è rimasto:


Viene spontanea una domanda: ma queste sono miniere da cui si ricava il ferro e dopo? Lo trasformiamo in un camion in ferro non riciclato! Pura follia dello spreco dei sapiens fan-tozziani!

L'alta torre ( edotto dall'esperienza sarda ) è il pozzo tramite il quale scendevano nelle viscere della montagna gli operai e saliva il minerale che tramite il nastro trasportatore veniva portato negli edifici per essere frantumato, in parte raffinato e caricato sulle navi.
Qui mi limito ad allegare poche immagini riprese col cellulare che appresso ho anche la compatta G5X ma l'intenzione è scrivere un altro articolo utilizzando anche del materiale d'epoca ( 2004) di proprietà dello scrivente. In realtà ero sull'isola anche nell'estate del 1987 dunque nel Giurassico. Vedremo...
Intanto da feticista immortalo la Cube a livello del mare, un mezzo che come scrissi altrove apre orizzonti erotici incredibili a velocità impensabili.
Il sito comunque si può raggiungere anche a piedi lasciando la macchina in alto, alla sbarra.....................e chissà che.....con la Nikon D200, con il nuovo grandangolo 18mm......non mi fiondi qui in un altro tempo cosmico.

La Ebike 625 Cube: 6 anni spesi bene
Ho raccolto qualche campione tra gli scarti del materiale della miniera e pare che la magnetite stia di casa proprio qui ma questo lo scoprirò solo a casa mia per mezzo di una calamita tradizionale:

La magnetite è magnetica
Dopo le 13.00 il nostro risale sulla bike si dirige a Nord cercando tra le tante vie Enduro quella Normale che conduce nuovamente a Capoliveri. Proviamo con il sentiero n. 230...

Poggio Fino
Da Poggio Fino corrispondente alla quota massima del percorso, il panorama diventa quello verso Porto Azzurro:

La baia di Porto Azzurro
Sulla destra s'intravede la sagoma di Forte Focardo che chiude a Sud la spiaggia di Naregno. Proseguendo nel " cammino " si giunge ad una spianata molto panoramica:
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Verso M.Capanne |
Verso M.Calamita |
Ore 14.20
Ora non rimane che scendere a Capoliveri e addentare qualcosa di più o meno sostanzioso.
Al momento di pagare rimango basito: 50 euro infilati nello zaino o meglio nel cellulare hanno preso il volo della miniera .................... porc.....
L'oste è comprensivo, tornerò più tardi per il saldo dopo aver recuperato le pie donne a Naregno.

Un'insalata da 50 Euro
TOUR " LAGO di BARREA "

Mappa

Dislivello
Superato un salto spazio - temporale di 450 km e un paio di giorni, il nostro è nuovamente in sella alla Ebike per cimentarsi con il Passo Godi.......ma che godi? Spingi, spingi ..... sui pedali s'intende !
Le vacanze sono state equamente divise tra l'isola d'Elba e l'Abruzzo ma non pensavo di dover percorrere quella lunga distanza per giungere nel cuore del parco della Marsica.
Non avevo pianificato bene il tutto; in ogni caso sono passato indenne per il G.R.A. romanazzo girandogli intorno in senso antiorario cioè allungando la strada.
Di fatto uso poco il navigatore e mi oriento spesso con le stelle anche in pieno giorno e all'altezza di Fiumicino non devo aver visto bene le indicazioni perché passando a Nord della capitale avrei imboccato la A15 prima.
Raggiunto il territorio abruzzese ho fatto tappa ad Alba Fucens (come fecit il Coguez detto il Rosacrux ) che a dir la verità non mi ha entusiasmato molto se non per le orchidee che crescevano sui prati intorno alla chiesa romanica di San Pietro restaurata dopo il disastroso terremoto del 1915 che costò la vita a 30.000 persone.
L'epicentro era nella piana del Fucino.
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Alba Fucens:i gladiatori |
Alba Fucens: Ophris sphegodes |
Il famoso Fucino almeno nella parte vicino ad Avezzano è un cesso di capannoni più o meno dismessi; le zone di pianura qui come in Padania sono un insieme caotico e assurdo di edifici post-post- industriali spesso vuoti. Meglio volgere lo sguardo verso il Velino nella sua brulla asprezza. In Italia è la montagna che si salva perché la natura del terreno non permette ( di solito ) la costruzione di strutture ingombranti e spesso inutili...... che oggi c'è l'intelligenza artificiale... che aiuta a valorizzare il territorio. L'intelligenza naturale è andata perduta da molto tempo e in A.A. s'inventano i microchalet che devono ficcare i turisti rompicoglioni dappertutto per fare schey a palate (vedi reportage precedente ).

Il massiccio del Velino con i resti del castello medioevale

San Pietro in Alba Fucens: interno

L'esterno dell'abside
Successivamente mi sono inerpicato lungo la vecchia statale nel tratto Avezzano - Anversa degli Abruzzi alla ricerca del lupo.... percorso sconsigliabile se uno ha fretta che le gallerie le hanno inventate proprio per abbreviare i percorsi tortuosi delle terre del Sagittario.

Le gole del Sagittario
Pare strano ma son passato in quella gola indenne per raggiungere Scanno che allora si capisce che il paese fotografato da Mario Giacomelli un anno prima che io nascessi e dunque nel 1957 è riuscito a conservare lo spirito della tradizione montanara - contadina più di altri luoghi: era raggiungibile da Nord a piedi e solo col mulo.
Pochi anni dopo quella tradizione sarebbe stata spazzata via dal benessere della rivoluzione industriale italiana. Benessere non ben ponderato, una specie di euforia per il nuovo, adesso e subito a tutti i costi e per rispondere a una miseria secolare l'unica via fu l'emigrazione, la fuga, l'abbandono del territorio e la perdita dell'identità. Quello che succede ora in Africa.....niente di nuovo sul fronte Sud.
Perdinci........ mi son perso per strada e allora raggiungiamo faticosamente il lago di Scanno che in quel fatidico giorno era preso d'assalto dai visitors di tutto il Lazio che qui son di casa; la calma è arrivata solo dopo le 20.30:

Il lago di Scanno nella luce della sera
Qui abbiamo pernottato due notti in un ex albergo trasformato in B&B perché così è noto si riducono le spese che poi cuochi e camerieri migrano sulle navi da crociera ed inoltre si chiude d'inverno evitando le spese di riscaldamento.
Una gita a piedi mi ha condotto su quella sella a destra nella foto e ho tentato pure di raggiungere la vetta che fa da spartiacque con Sulmona se non fosse che la Malta rimasta in basso finiva in pasto ai soliti cagnazzi maremmani di cui uno feroce come ebbe a dire il povero pastore del Burkina Faso che con le scarpe rotte e una bottiglia di plastica in mano conduceva un gregge scalcagnato.
Pastori italici se ne vedono col binocolo, speriamo che almeno paghino quelli stranieri anche se un paio di scarponi e uno zaino potrebbe migliorare un poco la loro vita solitaria. Così male va il mondo.
Il giorno dopo ossia il 2 giugno sono partito in direzione Sud che è il vero e più praticabile collegamento tra Scanno e i più popolosi paesi della Marsica.
Si sale al Valico di Monte Godi per poi scendere a Villetta Barrea.
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Il lago di Barrea |
Ophrys holosericea |
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Villetta Barrea |
Il ponte verso Civitella Alfedena |
Aldilà del ponte c'è una bella area di sosta anche per motociclisti sgommanti e disperati la cui presenza nuoce ai visitatori normo-dotati e amanti della quiete.
Qui il vischio nota pianta parassita intacca non i pini ma strano a vedersi i salici costruendo delle mirabili protuberanze sferiche di un verde carico:

Salice con lacrime al vischio
Dopo la giusta pausa a costo zero, ho fatto ritorno lungo lo stesso percorso dell'andata; volevo dare un'occhiata al paese di Scanno o meglio alla sua evoluzione turistica.
E quello che è accaduto è ovvio, i turisti e motociclisti compresi ( vista la presenza del famoso passo del godimento per tutti ) sono ivi concentrati. Di turismo vive il Parco d'Abruzzo ma le sue appendici diciamo più naturalistiche soffrono che alle cooperative ( non vorrai mica assumere del personale vero, vero ? ) tolgono il minimo vitale e muoiono mentre i luoghi più gettonati dal turismo di massa servono sì per l'indotto ma non per conservare il territorio.
Ne riparleremo in occasione dell'unica gita sulla Maiella semidistrutta da frane e valanghe.... dove di " manere " non c'è traccia sonora ....che ci vorrebbe Mauro Corona e la sua gang per liberare i sentieri per disabili!
A Scanno misi piede sulle orme del Giacomelli nel lontano 1996 e guardando il negativo in BN di allora si nota che l'atmosfera non era certo quella dei zavattari rumorosi odierni:
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Scanno 1996
Muri e strade nella magia del BN dove il fotografo (cioè lo scrivente ) ha dato spazio al silenzio nel vuoto dei vicoli con quelle piccole presenze, quasi delle ombre effimere.
Oggi le piazze non sono fotografabili anche perché bar, turisti e schiamazzi sono quasi ovunque! Quelle donne di un tempo perduto, dignitose nei loro indumenti neri cari a Giacomelli non esistono più da mò !
Narra la leggenda che il Berengo visitò Scanno nel 1981 quindici anni prima del sottoscritto, ma fotografò con intenti come disse lui più documentari che la poesia era una peculiarità del Mario e non era il caso di copiarlo ... male:

Scanno: un paese che non cambia ?
Inutile dire che preferisco l'originalità di Giacomelli, uno dei più grandi fotografi italiani e non solo.
Ma secondo voi esiste per caso a Scanno un minuscolo museo dedicato a due fotografi che fecero conoscere questo paese al mondo? Sti c.... che il metropolitan è a New York.
Le foto di Giacomelli sono in America ma anche in Francia dove la fotografia è considerata un'arte dai tempi della sua invenzione!
La vista d'insieme del paese fortunatamente non è cambiata; le case sono addossate le une alle altre come un tempo anche se un nuovo quartiere è stato costruito di fronte a quello antico.
La vita necessariamente deve andare avanti rispettando possibilmente la storia e la bellezza dei luoghi.

Scanno in BN: Anno 2026
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Costumi tradizionali di Scanno
Quei costumi appartengono ad un remoto passato e forse si potranno vedere solo nelle processioni di qualche santo meditabondo. Mumble, mumble......

La cornice in legno antico è la stessa della foto del Gianni ma la confusione è evidente! Il bello è andato a farsi benedire dal santo di cui sopra!
Non disperiamo, in quei 35 chilometri ho visto quanto documentato in questo reportage ed é molto, non tutto ma è quello di cui fare tesoro.
P.S.
Raccontano le cronache nere che al lago di Barrea il sottoscritto passò nel lontanissimo 1978 alla veneranda età di 20 anni. Peccato che la coscienza di fotografo B.F.I ( Buffone della fotografia italiana come ebbe a dire il grande Magù ) era ancora di là da venire. Altrimenti avrei fregato lo scoop al vecchio Berengo.

Barrea: 1978
TOUR " PASSO OCCLINI "
Visti i " tepori estivi " alias temperature da bollino rosso superiori ai 34°C questo giro classico deve partire per forza da quote elevate, in questo caso quelle di Aldino posto a circa 1250 metri.
Al Malta piacciono gli sterrati e abbiamo affrontato la Via Crucis uno sterrato ripido e non molto agevole che come dice il nome...

Mappa del percorso di andata

Dislivello in salita
Dopo il bivio per Pietralba il sentiero spiana e torna ad essere una comoda strada forestale.

La direzione è quella di Capanna Nuova e successivamente Malga Ora; lungo la via mi sincero che quel fiore irripetibile che cresce in un anfratto nascosto agli occhi inesperti dei viandanti sia ancora vivo e vegeto:

Pianella della Madonna: io ci sono...

Il Corno Bianco da Nord - Est
Da Malga Ora si raggiunge su asfalto la strada che conduce al passo Occlini non senza puntare l'obiettivo su quanto lasciato in eredità dall'uragano Vaia:
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Passo Lavazè: 2018-2026 8 anni dopo
La sosta classica in questo percorso è la malga che sta più in basso rispetto al passo; chi parcheggia l'auto in 20 minuti è lì a godersi un pasto e il silenzio. Per i gestori è una fonte inesauribile di guadagno!

Corno Bianco e Corno Nero
Le storie geologiche dei due (lio) corni sono diverse visto che il primo conserva la copertura terziaria scomparsa nel secondo; trattasi forse di faglie trascorrenti che hanno sollevato il secondo più in alto sottoponendolo ad una erosione più forte? Ipotesi non fingo... e al ritorno mi dedico ai fiori il cui riconoscimento è di solito meno complicato ma non del tutto.
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Lilium martagon |
Lathyrus |
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Potentilla |
Hieracium |
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Hipochaeris uniflora |
Margherita d'Alpe |
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Acino alpino |
Passo Occlini |
Non tutte le specie sono identificabili con facilità e quindi a volte è meglio rimanere sul vago...
Dal passo seguiamo un tragitto diverso che attraverso un sentiero quasi " Enduro " conduce direttamente a Capanna Nuova; ho i pneumatici troppo gonfi e il ghiaino è troppo pure lui:

Mappa del via del ritono

Dislivello in discesa

Panorama
La Ebike permette di allungare il percorso senza grossi problemi visto che in questo caso stiamo andando in discesa. A Capanna Nuova svoltiamo per Malga Laab dove è possibile scendere a Pietralba anche se la strada forestale diventa per un breve tratto un sentiero che è comunque praticabile.
Ivi nel folto del bosco cresce il lupino i cui semi a completa maturità permettevano da tostati di produrre il caffè balosso per i poveretti della città....

Lupino
Ha un colore straordinario: blu, viola, rosa a volte bianco.
E poi ecco apparire la sagoma inconfondibile del campanile di Pietralba:
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Il santuario di Pietralba (m.1527)
Il gioco è fatto ..... alla fantastica velocità di 65 Km/h brucio il Malta detto lo Sterrato e lo semino per via. La discesa dal passo è durata meno di 1 ora.
TOUR " PASSO COSTALUNGA "
Giro classico con partenza da Larchenwald nella zona di Urano. Il così detto sentiero dei pianeti che riproduce in scala il sistema solare passa di qui.... solo Nettuno o forse Plutone sono a distanze maggiori dall'osservatorio di San Valentino dove mi sono recato innumerevoli volte in bici e a piedi.
Ah, dimenticavo la temperatura alla partenza intorno alle ore 10.00 era di 23°C mentre a valle già sfiorava i 30°C. Dunque portiamoci in alto.....

Mappa

Dislivello
Ai 650 metri di dislivello segnati sopra bisogna aggiungere 240 metri quelli che conducono alla Messnerjoch (m.1931) bella malga panoramica raggiungibile da Passo Nigra.
Ma procediamo con ordine; da Urano a velocità superiore a quella della luce si arriva alla Fossa del Lupo dove un cartello indica che nel 1800 o giù di lì fu abbattuto l'ultimo lupo dell' A.A.

Wolfsgrube (m.1510)
Coincidenza straordinaria alla sera dello stesso giorno sotto un tendone di plastica dove la temperatura si aggirava intorno ai 40 °C e l'umidità era quella tropicale, assisto ad una conferenza UPAD dove, dall'Abruzzo con furore è arrivato Pietro Santucci guardia forestale, fotografo e accompagnatore di maniaci della caccia fotografica in particolare del lupo e dell'orso marsicano.
Si badi bene che ero a Villetta Barrea ai primi di giugno e dirimpetto al ponte immortalato con la Ebike che attraversa il lago c'è Civitella Alfedena dove abita e lavora Pietro.
Inutile dire che Pietro mi costringerà a migrare nuovamente verso i lidi natii ma vista l'età, difficilmente mi piazzerò per ore sotto una mimetica per agguantare la foto proibita.

Altra nota è quella relativa ai video dell'autore reperibili su Rai Play nella serie " Di là dal fiume tra gli alberi " video visti prima di recarmi in Abruzzo, come dire che il mondo è piccolo e trafficato!
Come mai lupo&orso sono un problema per la nostra regione ma non lo sono per l'Abruzzo? La risposta è semplice: da noi le due razze " nocive " sono scomparse da più di 200 anni e dunque tutti gli accorgimenti in particolare quelli per proteggere dai due predatori il bestiame e le galline, non esistono da secoli. E' il paradiso delle specie domestiche che scorazzano in lungo e in largo ed essendo un po' rincoglionite, cadono direttamente nelle fauci delle belve introdotte in modo più o meno naturale.
Un altro discorso affrontato nella serata è stato quello relativo alla differenza tra orso marsicano poco riproduttivo e quello bruno ( che è anche più grosso ) che lo è molto di più. E dunque vista l'urbanizzazione dei nostri territori lo scontro è e sarà inevitabile senza gli opportuni accorgimenti e forse abbattimenti visto che l'animale ha come nemico naturale solo le automobili..... e qualche bracconiere!
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Lungo il percorso
Da Passo Nigra raggiunto in poco più di 1 ora ho deciso di proseguire su asfalto fino a Passo Costalunga.
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Passo Costalunga (m.1770)
Ivi spirava un bel venticello e poggiato il didietro su uno di quegli sdrai colorati, ho addentato il panino portatomi meco per risparmiare ..... ho speso però 6 euro per la radler.
Intorno alle 14 ho fatto dietrofront ma giunto a Passo Nigra ho deciso di spararmi la ripida salita che porta alla malga di Messner..... che non sa che è sua.

La malga Messner (m.1931)
Da lassù si osserva tutto il percorso affrontato nella mattinata; il bosco qui come a Lavazè è a macchia di leopardo dato che è stato spazzato via da Vaia:

Le cime del Catanaccio incombono:

Il Rosengarten
Ancora una mappa per orientarci meglio..... e alla prossima.

Info Tour ( Computer di bordo)
Distanza percorsa: 47 km
Durata pedalata effettiva: 2h 31min
Velocità media: 18,7 km/h
Apporto elettrico: 65%
Residuo batteria: 53%