VIAGGIO AL TERMINE DELLA NOTTE

(1a Puntata )

 

JOSEF KUDELKA: << VIAGGIO PER NON DIVENTARE CIECO >>

 

....VIVIAMO UNA CONTIGUITA' TOTALE DI BELLEZZA E ORRORE ...

 

Premetto che a maggio decisi di recarmi in Calabria sull'entusiasmo della lettura di un libro scritto da Norman Douglas un viaggiatore dei primi del Novecento.

Galeotto fu il libro!

A dir la verità già allora l'autore inglese si lamentò riguardo a quello che è il filo conduttore di questo reportage: la monnezza che invade la Calabria e tutto il Sud del bel paese che è bello a sprazzi sempre più distanti tra loro.

Se si lamentava lui della sporcizia che della plastica non aveva mai sentito parlare, figuriamoci adesso che galleggia sui mari fino a formare nuovi continenti e rendere particolarmente appetibile il pesce raro già per conto suo che non imbandisce più la mia tavola.

Meglio andò per Edward Lear cronista e pittore che percorse l'Aspromonte a metà dell'800 in pieno Risorgimento italiano ma pare che i calabresi già allora vivessero in una sorta di promiscuità con animali non troppo puliti e curassero i giardini in modo casuale.

Risorgimento, ecco di cosa avrebbe bisogno l'Italia..... vedremo come saranno spesi i soldi del fondo per il ricovero!

 

 

...MI RICORDERO' DI VOI FARISEI CHE AVETE AMMASSATO VECCHI COME BESTIAME

IN CASE DI RIPOSO SIMILI A LAGER E SMANTELLATO LA SANITA' PUBBLICA

PER FINANZIARE CENTRI DI ESTETICA..

 

 

Procediamo con ordine: partenza non molto felice da Caupo dato che poco tempo dopo mi persi nella PDV acronimo di Pede-Montana-Veneta ribattezzata Puttanata- Mondiale-Veneta. Equivalente al MOSE che aveva l'obiettivo di separare le acque da Venezia, la PDV deve essere costata un occhio della testa come quel progetto che è stato portato a termine dopo 20 anni di lavori ma anche di tribunali, mazzette, rubinetti d'oro ed altre italiche porcherie.

Tornando alla pedemontana tra rotonde e sottopassi se ne contano a decine. Il colmo fu che giunto dove tale autostrada ha termine o inizio ossia in quel di Vicenza, invece di lasciarmela alle spalle complice le indicazioni casuali che qui le studiano apposta, la imboccai tornando verso Bassano.

Esercitai il turpiloquio ivi e all'uscita che la grande tecnologia in cui siamo tutti immersi non riconosceva il biglietto o forse il mezzo. E allora chiama il sovraintendente che ovviamente risponde dalla Romania che i caselli sono tutti deserti ma on-line. Ma lei da dove è entrato? E che ne so? Che oramai la pianura veneta e come la periferia di Los Angeles? ( Parola di Clinton che sorvolava la pianura devastata con il calice pieno del vino omonimo ! )

Volevo abbattere la sbarra col mezzo che però era in affitto.....persi un'ora per arrivare giusto all'appuntamento con il Velociraptor della provincia di Ferrara che aspetta i cucchi nella deserta campagna emiliana ignari dell'esistenza dei limiti di velocità....trattasi di 80km/h con limite di 70.

Tanto bastò che alle spese di noleggio dovetti aggiungere 132 Euri di multa scontati e la decurtazione di 3 punti sulla patente.

Aiutiamo i poveri comuni della provincia italiana che a quanto pare intascano l'obolo dagli ignari turisti di passaggio ovviamente distratti dai papaveri e fiordalisi che in questa stagione punteggiano la pianura. ( mi capitò altre volte e sempre in vacanza...perseverare è diabolico! )

Mi giunse notizia di un'altra multa presa durante il ritorno anzi due per rispettare l'antico proverbio. In 30 anni mai preso multe in regione...Che mi aspettassero fuori? O forse sul vero dedrio del camparo ghera scritt multami?

 

 

Sinistra Po in comune di Polesella

 

 

Sta difatto che maledicendo la Romea che col pellegrinaggio a piedi non c'entra più nulla, giunsi trafelato a Macerata alle ore 19.00 ospite dei marchigiani brava gente.  

Sabato gita ai Piani di Ragnolo e domenica, fatto il pieno di cauto ottimismo riprendiamo il cammino lungo la costa adriatica con l'incubo dei restringimenti di carreggiata che dopo il crollo del Morandi sono d'obbligo per la manutenzione assente da anni di viadotti e gallerie.

La prossima tappa del tour è il lago di Lesina. Ho in mente il Relitto Eden XV che vidi parecchi anni orsono e perseguitò fotograficamente me e l'amico Testini ottimo stampatore del BN ; come sarà diventato?

Dopo pranzo facciamo però l'errore di portarci a Torre Mileto nella parte orientale del lago e d'incappare in quella cloaca abusiva che ha rovinato la duna per circa 8km fino al canale " lo Schiopparo " che collega il lago con l'Adriatico azzurro.

Come possa esistere una cosa del genere bisognerebbe chiederlo a chi governa la provincia di Foggia e la regione Puglia. Nessuno a quanto pare vuol metterci mano che da quelle parti si ricorda un sindaco che ha fatto una brutta fine. Intanto a Foggia si muore nella raccolta della verdura fatta alle ore 14 del mese di giugno ad una temperatura prossima ai 40°.

Facciamo allora un editto....

I telegiornali ci informano della situazione dei rifiuti della capitale (della fogna! ) ma sembrano ignorare la situazione del resto del paese in particolare del Sud verso cui mi sono avventurosamente incamminato.

Siamo nel 2021 secondo il calendario gregoriano d'Europa ma qui il tempo scorre casuale e le periferie delle megalopoli africane sono molto più vicine spazialmente e temporalmente...

Che sarà mai la raccolta differenziata? Da quando se ne parla? Dalla notte dei tempi..... e chi se ne frega?

 

 

 

Torre Mileto

 

Non fatevi ingannare dalla fotografia che non è assolutamente un mezzo di informazione obiettivo. Infatti con l'ottica giusta il fotografo ritaglia quella parte di realtà che ovviamente gli interessa escludendo il resto. Come amante della bellezza.....

Una teorica passeggiata verso Torre Calarossa è resa impossibile da una rete metallica che entra in mare.

Oltre c'è il villaggio di un principe....ma allora non si capisce l'esistenza di questo percorso. La chiusura del sentiero che di teorico non ha proprio nulla è a discrezione del proprietario del villaggio?

Ma come dicevo in questo reportage in B&N che con l'antica tecnica nulla ha a che fare, mi sposto nella cosidetta marina, cercando in realtà un'oasi lagunare non ben segnata visto che a pochi interessa; ne ho trovato traccia solo al ritorno dai fatidici 8 km.

 

 

 

La Marina di Torre Mileto

 

 

Come si può notare viene fatta la raccolta porta a porta...nel senso che la monnezza la buttano dalla porta lungo tutti gli 8km della strada!

Il colmo erano le mucche che vagavano libere per la strada e banchettavano con non so cosa in mezzo alle immondizie!

Ribadisco che i giornali di ogni colore sottolineano che il nostro legame con l'Europa è inscindibile....io più da Europeo che da italiano ho qualche dubbio.

Ognuno è libero di pensarla come vuole ma qui la cultura è sotto il livello del Mar Morto che gode sicuramente di miglior salute. Lo stato o chi per lui è assente.

 

 

...CI AVETE COPERTO DI VELENI E LASCIATO DESERTIFICARE L'ITALIA DEI BORGHI

PARTIGIANI DELL'ECONOMIA DEL SACCHEGGIO

DELLO SCARTO E DELLO SPRECO...

 

 

Troviamo la stradina che porta all'oasi faunistica ma di volatili nessuna traccia; il miracolo è che la parte rivolta al lago è molto meglio di quella a mare:

 

 

 

 

Bzz, Bzz ...... il famoso relitto mi ronzava in " tella capa " e il giorno dopo ostinatamente abbiamo imboccato la direzione giusta per Lesina Mare che pare che la duna a Ovest dello " Sciopon "  sia virtualmente intatta.

 

 

 

Luglio 1997: l'Eden XV

 

 

 

Luglio 1997: l'Eden XV

 

 

Queste immagini in B&N sono state realizzate con la Zenza Bronica. Fu un momento memorabile, raggiunsi il relitto da Marina di Lesina dopo un'ora di cammino.

Era una specie di miraggio tanto che il ricordo mi ha ricondotto laggiù 24 anni dopo....leggi lezione di Saramago.

Questa volta per abbreviare il percorso ma rischiando di insabbiarci c'inoltriamo con il mezzo nella macchia mediterranea che è davvero splendida:

 

 

 

 

 

 

Ma cosa è rimasto dell'Eden XV ? Ben poco; il mare se l'è divorato a meno che i cinesi affamati di ferro pure arruginito non se lo siano portato via di notte:

 

 

 

Giugno 2021: l'Eden XV

 

 

Inutile dire che nel 1997 era un'altra cosa.

Riguardo al riciclaggio dei rifiuti è un vero peccato che a differenza del ferro, la plastica, vedesi boa di colore giallo canarino, al massimo sarà sminuzzata ed entrerà nella dieta mediterranea.

Il mare stufo di porcherie ha restituito giustamente alla spiaggia ciò che vi è stato scaricato.

Sulla duna hanno poi pensato gli educati vacanzieri a lasciare il resto:

 

 

 

 

Notare il taglio artistico della foto che esclude immagini ben più schifose.

Ma questo reportage vuol far luce sulla bellezza e sulla per l'appunto schifezza che pare non indigni più nessuno. Do stanno gli Indignados? Messi a tacere dal Covidio?

Do sta la Greta? E i giovani che protestavano? Tutti scomparsi mentre l'emergenza ambientale è sempre più tale?

Brucia la Sardegna, affonda l'India e pure al Cina e lo stato più ricco d'America quello della tecnologia sempre all'avanguardia è un rogo da un paio di anni....

Avanguardia o retroguardia....eppure i satelliti riescono a fotografare le targhe delle automobili....non vedono i fuocherelli all'infrared?

Forza e avanti che visto l'obiettivo lontanissimo di Reggio Calabria dobbiamo affrettare il passo; ci portiamo ad Andria al cospetto di Castel del Monte.

Lo si vede da lontano e domina l'Alta Murgia.

 

 

 

Bello da lontano e anche da vicino che i gusti come si suol notare erano di fatto migliori nel passato, ecco che ricadiamo nel patrimonio Unesco, quello della Pizza e forse del Prosecco e la locandina indica la cura con cui il tutto è valorizzato.

Mi piacerebbe capire chi fa parte della lobby dell'Unesco che probabilmente è composta da ciechi e ammanicati con la politica.

Il 29 luglio 2021 si sono trovati tutti riuniti insieme nel Colosseo.....mancavano i leoni però!

 

 

La locandina di Castel del Monte patrimonio Unesco

 

La perversione non si limita alla cartellonistica e alla presenza di cinque poveri cani spelacchiati che aspettano un boccone dai visitatori; la perversione è il famoso biglietto on-line che nato con e per il Covid, accompagnerà i visitatori per tutta la loro vita futura.

E tutti impazziscono con codici e password mentre il custode non si affaccia neppure alla porta e funziona solo l'italico passa parola.

 

...IL WEB, LA RETE VEICOLA FIUMI DI DETRITI

FAKE NEWS, CORTOCIRCUITI NARCISISTICI

PARANOIE COMPLOTTISTICHE, ALGORITMI DI SORVEGLIANZA

UNA CACOFONIA DI FONDO...

 

Il castello lo vidi parecchi anni orsono per cui mandai a quel paese il bigliettaio risparmiando sull'ingresso che poi la terza password di accesso al cesso della carta di credito non l'ho scritta da nessuna parte. Buono che scade tra pochi mesi che di Nexi e Maestro con il premio Cazzback mi interessa na....

Lanciamoci allora verso Gravina di Puglia e i suoi Sassi, cittadina che potrebbe essere una piccola perla se valorizzata opportunamente.

Ho dovuto studiare la cartina su maps per capire dove parcheggiare. Inoltre ho dovuto allontanarmi di 10 km per trovare alloggio fuori dal rumore e dal disordine metropolitano. Obolo in bottiglia di 20 euri al gestore di un campeggio sui generis che c'è ma non c'è...parlo del gestore. Gli ho regalato 5 Euri extra che difettavo con la moneta.

Ed eccomi a Gravina il giorno dopo, in una giornata luminosa...il mezzo sta al cimitero che pare un posto sicuro e tranquillo.

Non molto distante c'è il centro storico e una delle tante chiese ipogee quella di San Michele alle Grotte in un angolo della gravina spettacolare:

 

 

La locandina del Santo Michele

 

 

Voi che entrate o meglio che state fuori, abbandonate ogni speranza che la visita è vana.

Suvvia l'effetto Covidio si farà sentire per una decina di anni ma qualcuno porterà lo stipendio a casa senza far nulla, fosse il custode o peggio l'Assessore al Turismo e ai Beni culturali .

Accontentiamoci della zona del ponte costruito a fine 700 per portare l'acqua nella città; qui si fa davvero un salto nella preistoria che la gravina fu abitata dai tempi più remoti.

 

 

 

 

 

 

A Matera che ha più o meno le stesse caratteristiche fummo perseguitati dalle guide che volevano a tutti i costi accompagnarci nella visita della capitale della cultura che allora capitale non era e che a maggior ragione poco conosciuta, meritava una visita. Oggi è divenuta una metà un po' troppo turistica, ma va bene così che l'indotto del turismo può e potrebbe risollevare l'economia del Sud derelitto.

Qui a Gravina si fa un salto indietro o avanti ( dipende ) di 20 anni e ci sono ancora le guide, forse più discrete, sempre costituite da giovani uniti in una cooperativa che deve essere l'unica forma di associazione per trovare un qualche impiego e un minimo guadagno nei siti archeologici più o meno abbandonati dalle istituzioni.

Ben preparati, ci accompagnano 20 metri sottoterra che la parte invisibile è molto di più di quella che le sta sopra. Peccato che il tempo fosse tiranno perchè tra le guide c'era l'esperta botanica che usa le erbe spontanee in tutti i campi. Un pozzo di scienza al naturale!

A mio avviso dovrebbe preparare un beverone mortale per un sacco di inutile gente che parla troppo e incassa lo stipendio a sbaffo.

Quell'incontro mise in luce il disagio vissuto da quelle persone sensibili alle bellezza trascurata della loro città.

Non serve ribadire che gli stranieri farebbero soldi a palate con quanto noi non riusciamo a conservare e valorizzare. E non è questione che c'è troppo, è questione che la classe politica non ha fatto nulla per l'economia dei borghi, per l'agricoltura di montagna e per l'allevamento e ha costretto gli abitanti dei centri minori dell'interno ad affollare le città costiere alla ricerca di un lavoro meno gravoso.

A molti non è chiaro il fatto che piegare la schiena costa fatica ma tergiversano al tavolino e parlano, parlano, parlano.......e incassano.

Le città cosidette di mare sono quasi sempre dei non luoghi a cementificazione condonata dove la storia, il vissuto e il tessuto sociale non esistono e nessuno si sente più in un posto vivibile e decente che non sia forse dentro casa propria.

Mettiamoci poi l'incuria e l'abbandono, la cattiva gestione dei servizi pubblici, ospedali, musei e parchi archeologici in abbandono e nettezza urbana a tempi casuali dove esistono interessi e corruzione ed ecco il quadro nero che vi sto dipingendo.

 

... NON CREDO SIA UNA SCONFITTA DELLE DEMOCRAZIE MA

DELL'INDIVIDUALISMO SFRENATO CUI

CI HA CONDOTTO LA SOTTOMISSIONE DELLA POLITICA

ALL'ECONOMIA DELLO SPRECO..

 

 

Ma ovviamente non tutto è così...

 

 

 

 

Al Sud spesso ci si salva con la cucina e qui a Gravina esiste un forno secolare che risale al 1608. Peccato che la pizza fosse finita!

Archiviamo la Puglia per passare in Basilicata che ci aspetta Metaponto. Zona archeologica con un discreto museo, non nuovo come quello di Sybari ma dignitoso.

Solo che Metaponto sembra un luogo dimenticato da Dio e da tutti e trasmette una gran tristezza...vie deserte un po' di monnezza qui e nu poca là, ma c'è fortunatamente il Bancomatto che spesi tutto nel panificio del 1608!

 

 

 

 

Qui si stabilirono gli Enotri un antico popolo indigeno che nel VII secolo a.C. subì l'invasione dei Greci fondatori di Metaponto, Eraclea, Siris per rimanere in Basilicata.

Pochi secoli dopo gli antichi italici, sanniti, bruzi e lucani diventarono nuovamente padroni della loro terra, si mescolarono con i coloni greci e ne assorbirono cultura e tecnologia.

Mi scusi eminentissimo custode metapontino, sono visibili i templi? Mi interesserebbe qualche colonna eretta a rimembrare il passato in senso esteso....

No mi dispiace......il personale è in ritiro spirituale da Covidio.

Ma vaff....

 

Fine della prima puntata.

 

Note bibliografiche:

 

Viaggio al termine della notte : L.F. Celine                                     Ed. Corbaccio

Josef Kudelka (1938) è un fotografo ceco la cui retrospettiva è in mostra (2021) all'Ara Pacis di Roma

Vecchia Calabria: Norman Douglas                                                Ed. Giunti Martello

Diari di viaggio in Calabria e nel regno di Napoli: Edwar Lear   Ed. Editori Riuniti

 

Le frasi in bianco sono tratte da:

Il veliero sul tetto: Paolo Rumiz                                                       Ed. Feltrinelli

 

 

 

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